Let’s Movie III

Let’s Movie III

Comunicazione ufficiale alle care non-frequentanti con obbligo di frequenza.

Dopo aver affrontato il gelo di Trentostile in BICICLETTA per vedere “La prima cosa bella”, e dopo aver brillantemente ovviato alla carenza di parcheggi del centro per vedere “Il nastro bianco” (con i suoi 145 minuti di esilarante tragedia), Michela Baschirotto detta Mic è stata nominata Honorary Member del Board di Let’s Movie ? a insindacabile giudizio del Board stesso, of course.
Congratulations Mic! E voi, care non frequentanti, vedete di seguire l’esempio, invece di torturarvi dall’invidia… (eh eh…).

Rassegna dedicata al cine-movimento, Let’s Movie questa settimana si svincola dalle solite sale main-stream e propone:

“Cosmonauta” – di Susanna Nicchiarelli (Italia 2009).
Teatro Concordia di Povo, via della Resistenza 15, Povo.
Ore 20.30

PREMIO COME MIGLIOR FILM ALLA 66MA MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009) NELLA SEZIONE ‘CONTROCAMPO ITALIANO’.

Se non volete svincolarvi dalle sale main-stream, il Board vi propone:

“A Single Man”
di Tom Ford
Cinema Astra, giovedì, orario da confermare.

In calce le sinossi dei film… (Because Let’s Movie cares about your preparation…).

Saluti cinematografici

Let’s Movie – The Board

COSMONAUTA – È il 1957, la cagnetta Laika è stata appena mandata nello spazio dai sovietici, Luciana ha nove anni e sul più bello scappa dalla cerimonia della comunione: “Io là non ci torno perché sono comunista!”. È stato suo fratello più grande a trasmetterle la passione per la politica: un ragazzo strano, Arturo, che vive in un mondo tutto suo, forse per colpa delle medicine che prende per l’epilessia. In famiglia poi, la ragazza non fa altro che litigare: non sopporta il patrigno, la sua casa, i suoi soldi, e il modo in cui cerca di farle da padre. A quindici anni Luciana è già entrata a far parte del circolo della FIGC locale, nella sezione che frequentava suo padre, morto ormai da tanto tempo e che tutti ricordano come un “vero comunista”. Con i giovani compagni di partito Luciana vive i suoi primi amori e i suoi primi tradimenti, combinando guai a più non posso.

A SINGLE MAN – Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Christopher Isherwood.
Ambientato a Los Angeles nel 1962 durante la crisi dei missili successiva all’invasione USA a Cuba, “A Single Man” è la storia di George Falconer, un professore inglese di 52 anni che cerca di dare un senso alla propria vita dopo la morte del suo compagno Jim. George indugia nel passato e non riesce a immaginarsi un futuro, ma una serie di eventi e di incontri lo porteranno a decidere se ci sia o no un significato nel vivere senza Jim. George viene confortato da una cara amica, Charley, una bella donna di 48 anni a sua volta assalita da dubbi sul futuro. Kenny, un giovane studente di George alla ricerca di una ragione che giustifichi la sua natura omosessuale, perseguita il professore identificandolo come anima gemella.

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Let's Movie III, 9.0 out of 10 based on 1 rating

2 Comments

  1. Questo film mi è piaciuto molto, come qualcuno già disse è però leccato (ma non è necessariamente un però, è un attributo, semplicemente).

    Leccato perchè si vede la mano di uno stilista, sia nella storia che racconta, sia nella forma del film, per non parlare dei costumi…

    Insomma, quella “perfezione” che la vedi e la vuoi grattare un po’, perchè a me almeno viene un po a noia dopo due ore…

    mah!

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    • Mannaggia, il Fellow Mat s’impossessa di tutti gli aggettivi con cui il Board cerca di cogliere la traccia che un film può lasciare…. “Leccato” per la ricerca maniacale ? apprezzabilissima! ? del dettaglio, della coerenza scenografica, della cura certosina con cui Tom Ford stilista-regista confeziona le scene… Scene come abiti d’alta sartoria, insomma ? taglio impeccabile, finiture al dettaglio. Tom Ford è stilista, e lo stile è declinato in ogni linguaggio espressivo possibilie, dall’arredamento, ai costumi, dal design, all’architettura ? mirabile la casa dal sapore franklloydrightiano del Professor Falconer. Ma Tom Ford è anche regista ? qui per la prima volta, con esiti davvero inaspettati ? e la regia si traduce in una storia che non è un dramma; è una tragedia moderna con la struttura della tragedia classica ? unità di tempo (24 ore), luogo (sostanzialmente casa sua e casa dell’amica Charley), azione (l’avvenimento principale ruota tutto intorno alla morte del compagno ? la cui olimpica bellezza rende la sua fine ancora più penosa…). L’atmosfera spesso rarefatta del film, l’andamento alternato (ma mai scontato) tra flash-back e presente, la stasi che caratterizza alcune scene ? e che esplicitano l’immobilità emotiva del protagonista provocata dalla perdita del compagno (come una paralisi, anzi, una paresi, che il dolore ha causato), e di contro lo scorrere lento di altre riprese (in mezzo ai quartieri della Los Angeles bene) tutto questo mi ha riportato alla mente il capolavoro di Steven Daldry “Le ore”…Sarà stata anche la presenza di una bravissima Julienne Moore che impersona una sorta di gemella tragica di Mrs. Robinson… Quanto al protagonista, Colin Firth, l’interpretazione sarebbe stata da Oscar ? ma la Coppa Volpi va bene uguale… E il finale, my Moviers, il finale è semplicemente per-fet-to… E la perfezione non si gratta, Mat! Assolutamente da vedere, Fellows…
       
       
       
       

       

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