Let’s Movie XXXVII

Let’s Movie XXXVII

Pargoli Moviers,

Come al solito l’ordine del giorno prevede i ringraziamenti per chi si è unito al Board alla proiezione di DUE PARTITE. Ringrazio quindi i Moviers che sapevo sarebbero accorsi: la Fellow Fata Jes, il Fellow D e il Movier Narco-Doc Ale (che si sono concessi anche un’amabile cine-cena prima del film). E inoltre ringrazio la Cap (Honorary Member Mic’s Assistant) e il Fellow Carmine per essere giunti così, out of the blue, e per avermi fatto una graditissima sorpresa… Peccato non averli avuti vicino durante il film, ma del resto questo è il prezzo che dobbiamo pagare se vogliamo letsmovie-colonizzare le sale cinematografiche in più punti.

Ora, parlando di logistica… Io avevo il Fellow D-papabile-WOE 2010 alla mia sinistra; la Fellow Fata Jes aveva il Doc-straightaway-from-Rovereto alla sua destra. La perplessità e gli attacchi di sonno provenienti dalle due ali estreme maschie, sono stati fortunatamente compensati dall’attenzione del Board e della Fata Jes, che hanno seguito il film con grande interesse e partecipazione.

DUE PARTITE ha dimostrato ancora una volta il loop che le donne si ritrovano a percorrere… Altro che “le colpe dei padri ricadranno sui figli”, altro che Harold Bloom e l’anxiety of influence ? fatemi divagare un po’…? qui siamo più su “il destino delle madri si incarnerà nelle vite delle figlie”…
Bah, che dirvi Fellows, cambieranno i tempi, cambieranno i gradi d’indipendenza delle donne (come mostra il film), ma in fondo, in fondo in fondo, c’è una perversa coazione a ripetere degli schemi ? e mannaggia, degli errori commessi dalle donne ? che si ripropone di generazione in generazione (ovvero, di partita in partita…). Questo, sempre perversamente, legittima gli uomini a liquidarci nell’aggettivo (e con l’aggettivo) “isteriche” ? il più odiato-odiatissimo dalle donne, Male Fellow Moviers, sappiatelo. Ogni tanto ci mettiamo del nostro, (il personaggio di Sara/Carolina Crescentini è rappresentativo…), ma ogni tanto sarebbe bene che le ali estreme e maschie aprissero un bel dizionario e trovassero qualche altro aggettivo per definire il comportamento di queste benedette donne… (Qualche aggettivo meno Mister-Muscolo forse?!?).

Ok, dopo il predicozzo di sapore femminista ? sì, quello che sentite è fumo di reggiseni bruciati… ? ci soffermiamo un istante su un piacevolissimo Summit svoltosi sabato sera in località narco-top-secret durante il quale il Board ha incontrato una delegazione di wanna-be or soon-to-be or something-to-be Moviers di Rovereto con cui ha PACATAMENTE disquisito sulla natura di Let’s Movie. Il Board ha molto apprezzato l’entusiasmo raccolto nei confronti di Let’s Movie ? compiacendosi del fatto che alcuni rappresentanti roveretani s’intrattengano leggendo i vecchi messaggi di Let’s Movie (non come voi, simpatiche-canaglie Moviers, che scorrete la prima riga e l’ultima, forse!).

Tuttavia teniamo a ribadire un concetto più volte ribadito ma evidentemente mal digerito: Let’s Movie è una dittatura e come tale non concepisce le proposte. A essere precisi Let’s Movie è una LIBERA dittatura ? Iak the Mate ci sta aiutatando a depositare il brevetto di questa nuova, ossimorica, irresistibile forma totalitaristica. In parole spicce questo significa che il Board propone un film, e se il film vi va, venite a vederlo, e se non vi va, siete lazy (e un po’ brutti e cattivi, anche), e non venite. Questo poi scatena le ire del Board, ed è come se firmaste di vostro pugno la candidatura per il Worst of Ever Award, ma del resto, a ogni azione segue una reazione, e non è stato il Board a scrivere il Terzo Principio della Dinamica (o vogliamo telefonare a Newton??).
Quanto all’idea di organizzare serate cinematografiche at-home, be’, questo contraddice in toto la cine-filosofia alla base del nostro movimento, che vede nel movimento (uscire di casa) la sua autentica ragion d’essere… Quindi sorry, ma questa proposta non s’ha da accettare…

Detto questo ? sì, quello che sentite è l’avanti-indietro stacchettante del Board davanti alla cattedra 🙂 ? passiamo finalmente al film della settimana, anche lui reduce dalla Mostra del Cinema di Venezia.

LA PASSIONE
di Carlo Mazzacurati
Italia, 2010, 105’
Mercoledì
Cinema Astra
Ore 21:30/9:30 pm (da confermare ? silenzio-assenso se confermato, comunicazione se modificato)

Facciamo notare a tutti ? Cavallepazze Cavalleri e delegazioni roveretane ? che il film rientra nella categoria “commedia”! Vi confesso di essere rimasta combattuta fino all’ultimo: al Multisala Modena danno “Sharm El Sheikh” e al Vittoria “Mangia, prega, ama” (scusa Jes)… Ma il Board si carica sulle spalle il fardello della scelta e lo porta al posto vostro… (Board-Santo-Subito?!?!?) 🙂

Il Fellow D e il WG Mat sono in trasferta di lavoro a Bruxelles, quindi la loro assenza è, per certi versi, giustificata… Il Board concede anche il nullaosta a un “Let’s Movie to Bruxelles”, qualora i due Fellows vedano un film in linea con i gusti del Board, e si assumano l’incarico di postare un breve articolino sul nostro baby Blog ? qui rasentiamo quasi la democrazia…quasi!

Come al solito vi ringrazio, cazziati e adoratissimi Moviers, indissolubili e inossidabili… Di pazienza ne avete, questo lo riconosco…
Riassunto in calce e saluti verbosissimamente cinematografici,

Let’s Movie
The Board

LA PASSIONE: Passati cinquant’anni, essere un regista emergente diventa un problema. Ne sa qualcosa Gianni Dubois, che non fa un film da anni, e adesso che avrebbe la possibilità di dirigere una giovane stella della tv non riesce nemmeno a farsi venire in mente una storia. Come se non bastasse, una perdita nel suo appartamento in Toscana ha rovinato un affresco del Cinquecento nella chiesetta adiacente. Per evitare una denuncia e una pessima figura, Gianni deve accettare la bizzarra proposta del sindaco del paese: dirigere la sacra rappresentazione del venerdì santo in cambio dell’impunità.

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1 Comment

  1. ho aspettato per un paio d’ore per vedere se il film iniziava…

    Mazzacurati è il regista che ha sempre raccontato quelli in ultima fila che gli tocca vedere lo schermo scontornato dalle teste di quelli davanti, quelli che ogni tanto provano a dire “ci sono anch’io” perchè sennò nessuno li vede mai.

    E infatti come speravo, e avevo paura che non fosse così, dopo aver raccontato qualcos’altro finalmente il film, grattando la superficie forse più del dovuto, ha fatto venir fuori la vera storia, che per me si condensa nei 2 minuti finali, che da soli valgono molto e che insieme ai 2 minuti iniziali e l’intrammezzo della cena valgono tutto.

    Un po’ di contorno e fuochi d’artificio a decorazione del vero testo del film, un’espediente stilistico e narrativo alla borges.

    Virtuosismo molto “done”, peccato per i rimanenti 110 minuti di preparazione.

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