Let’s Movie XLI – Cambio di programma!

Let’s Movie XLI – Cambio di programma!

Infrasettimanali Moviers,

Cambio di programma, per non lasciarvi dormire sugli allori, eh eh ? tranquilli comunque, giorno e ora, rimangono invariati.
Il Multisala Modena ha pensato bene di terminare la programmazione di “Figli delle stelle” questa sera ? nonostante il Board avesse telefonato domenica sera per farsi confermare la proiezione di domani (il bello è che gliel’avevano confermata)… Ma non tutto il cine-male viene per nuocere… L’ Astra ? the Saver ? propone un film che il Board aveva iper-sperato raggiungesse Trento, lo scorso febbraio, quando l’avevano presentato al Sundance Film Festival…
Pertanto è con estremo solluchero letterario che domani sera proponiamo

L’URLO
di Jeffrey Friedman e Rob Epstein
USA, 2010, 90’
Cinema Astra, Corso Michelangelo Buonarroti 16
Mercoledì/Wednesday 27
21:00/9:00 pm

Il film racconta la vita di Allen Ginsberg, il poeta della beat generation, e il suo capolavoro “L’Urlo/The Howl”… Mi rendo conto che “Figli delle stelle” era più nazionalpopolare, ma questo film, Moviers, mi è piovuto dal cielo come un dono inaspettato… Quindi Fellows, fate uno sforzo per il vostro Board e raggiungetemi, please.
(Ah il City-Lights Mate Yak-the-Mate NON può mancare!).

Per una volta, in calce, oltre al riassunto, l’incipit della poesia “L’urlo” in italiano (per il resto consigliamo la traduzione dell’amata Fernanda Pivano), e il link al testo in inglese.
Andale Beat-Fellows, andale andale andale… Vi aspetto!

Let’s Movie
The Board

THE HOWL: Nella San Francisco del 1957, un capolavoro di letteratura americana fu portato sul banco degli imputati. La storia è raccontata principalmente su tre piani di lettura: il processo, la riabilitazione del giovane Allen Ginsberg, e il poema stesso, animato da alcuni graphic novelists, e dal collaboratore di Ginsberg, Eric Drooker con il suo immaginario beat.

L’urlo

Ho visto le migliori menti della mia generazione
distrutte dalla pazzia, affamate, nude isteriche
trascinarsi per strade di negri all’alba in cerca di droga rabbiosa
hipster dal capo d’angelo ardenti per l’antico contatto celeste
con la dinamo stellata nel macchinario della notte,
che in miseria e stracci e occhi infossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua
fredda fluttuando nelle cime delle città, contemplando jazz
che mostravano il cervello al Cielo sotto la Elevated
e vedevano angeli Maomettani illuminati barcollanti su tetti di casermette
che si accucciavano in mutande in stanze non sbarbate bruciando denaro nella spazzatura
e ascoltando il Terrore attraverso il muro
Ho visto le migliori menti della mia generazione che mangiavano fuoco in hotel ridipinti
o bevevano trementina in Paradise Alley, morte, o si purgatoriavano il torace
notte dopo notte con sogni, con droghe, con incubi a occhi aperti, alcol e cazzo e balle-sballi senza fine,
che vagavan su e giù a mezzanotte per depositi ferroviari cheidendosi dove andare, e andavano, senza lasciare cuori spezzati,
Ho visto le migliori menti della mia generazione
che trombavano in limousine col cinese di Oklahoma su impulso invernale mezzonotturno illampionata pioggia di provincia,
che ciondolavano affamate e sole per Houston cercando jazz o sesso o zuppa,
e seguivan quel brillante spagnolo per coversar d’America e d’Eternità, tempo sprecato, e poi via per nave in Africa…

http://www.wussu.com/poems/agh.htm

My larger-than-life Moviers,

Di seguito la sfilza di nuovi Fellows a cui sono fiera di rivolgere il nostro “Welcome-On-Board!”
La Fellow veneziana Leda, responsabile dell’esclusiva succursale “Let’s Movie” di Venezia, nell’ambito del progetto “Let’s Movie conquista la laguna”.
Il Fellow Richard della squadra CREATE-NET ? Richard, Let’s Movie speaks in Italian with some English interspersed… It is part of the insanity I mentioned… Hope you’ll get used to it 🙂
I Fellows Alessandra, Dimitri, Arianna e Irene, gentilmente e alacremente reclutati dalla nostra irriducibile Anarco-Zumi, che sarà anche una terrorista sobillatrice dalla molotov facile, ma quanto al Movier recruitment è una fuoriclasse senza pari…

Junior Fellows, adesso dovete prendere esempio dai Senior Fellows vostri compagni, che nella giornata di giovedì ? giovedì 21 ottobre, anno dominini 2010, segnatelo ? hanno GREMITO la galleria del Supercinema Vittoria (confesso che mai avrei pensato di utilizzare “GREMITO” per Let’s Movie…).

Ringraziamo la Fellow Fausta, la mia amata Irrequieta 1, di cui tanto ho sentito la mancanza; il Fellow Mat, finalmente rientrato tra le file Let’s Movie dopo una parentesi di impegni farlocchi; il Fellow D, arrivato all’ultimo nanosecondo in pieno stile Movier-on-the-move scampando per un soffio al provvedimento disciplinare; l’Anarco-Zumi, che non parla strano e che sta bene anche col ciuffetto; la Fellow Giuly Giuly, bike-munita e splendidamente tipsy dopo un aperitivo di compleanno, e pure accompagnata dalla mamma (perdoniamo il Fellow Prof. Pilo,costretto  a casa con un PILO di compiti da correggere); e il clan dei Fellows (Ex)ZucchErini Alice Mare-e-Miele, Antonio detto Ponyo e Viviana detta Vi ? il Board si è precipitato verso di loro con scatto invasato, tanto è stato lo stupore di vederli FINALMENTE materializzati a Let’s Movie (figuratevi quando la Fellow latitante Paola Cavalla-Pazza-Cavalleri si presenterà…). Apprezziamo anche la buona volontà del Sergente Fed FFF, costretto a casa da un raffreddore nemico. E rimaniamo perplessi dalla diserzione di un Narco-Doc ? tu quoque, Doc?!

Moviers, sappiate che il Board ha dovuto ricacciare indietro una lacrima di commozione ? il Board deve pur sempre mantenere un contegno… Non è riuscito invece a nascondere il solito sorriso inebetito…
I am SO SO PROUD, Fellows. SO SO PROUD! You are really larger than life, Moviers!…

Mi spiace un po’ che “Gli amori folli” non abbia riscosso troppo successo tra voi… In realtà il Board si assume la responsabilità di non avervi comunicato il titolo originale del film, “Les Herbes Folles”, qualcosa che potremmo tradurre in italiano con “Le erbe matte”… Dico che il titolo è importante perché sintetizza il film e spiega i continui riferimenti visivi a prati, campi e ciuffi d’erba, che a mio avviso parlano dell’imprevedibilità degli eventi, dei gesti umani, e delle reazioni umane anche…
I due protagonisti si incontrano per caso, e per caso nasce una storia-non-storia assurda e incomprensibile che articola benissimo l’assurdità e l’icomprensibilità di certe relazioni umane. Resnais estremizza il tutto e costruisce una commedia surreale scomponendo i piani temporali e  spaziali, per questo la sensazione nel Movier-spettatore è di straniamento. Non dimenticate che la follia è centrale nel film, e come renderla al meglio se non spargendola qua e là (come semi d’erba? Semi di follia??) nelle battute “strane” , nei gesti “strani” dei personaggi? Pensate a George, borghese qualunque che ha pensieri costanti sull’omicidio e squarcia gomme di automobili, o Marguerite, dentista che sogna l’aviazione efinisce per innamorarsi di un mitomane…).
O pensate a un finale che ci/vi ha lasciato tutti speechless (bellissime le vostre facce di stucco!), e che parla dell’illogicità (alogicità?) delle cose … “Mamma, quando sarò un gatto mangerò croccantini?”. La battuta ? che finirà immediatamente parcheggiata tra le MovieLines, non appena il WG Mat si deciderà a costruircelo ? ci spiazza perché sembra piovuta dal cielo, perché non capiamo… Ma quante cose ci capitano che sembrano piovute dal cielo e che non capiamo? …Pensateci… C’est la folie de la vie… La poetica dell’“out-of-the-blue”… Forse la domanda della bambina non è poi troppo assurda, dopo tutto…
E, piccolo consiglio del Board: non frugate troppo i finali in cerca  di una fine e di un fine a tutti i costi…

Dopo il solito spiegone concilia-sonno, passiamo al film della settimana…

FIGLI DELLE STELLE
di Lucio Pellegrini

Qualcuno storcerà il naso davanti al Modena (a ragione, peraltro, visto il tanfo patatina-popcorn), ma cerchiamo di essere resilient Moviers… Il Board ha scelto questa commedia (COMMEDIA) perché da sempre attratto dai personaggi donchisciotteschi, dalle armate Brancaleone sconclusionate, dai gruppi di bislacchi tipo “Soliti ignoti” che sono degli inconcludenti ma pieni di una dignità di fondo che allarga il cuore… Il regista li ha definiti “Un’improbabile banda di brave persone, ma del tutto incapaci, tragici antieroi e sognatori sfigati al limite dell’autodistruzione”… Stiamo a vedere…

Allora vi aspetto tutti… Ora che il Board si è abituato alle vacche grasse del GREMITO non vorrete mica farlo tornare alle vacche magre del FUGGI FUGGI?!?!
Ringraziandovi sempre, my cute-super-cute naughty Moviers, riassunto in calce, e saluti sbalorditivamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

FIGLI DELLE STELLE: Un giovane portuale del nord-est d’Italia, un professore trentenne disoccupato che sbarca il lunario facendo il pizzaiolo, un rivoluzionario radical-chic, un’aspirante giornalista tv ed un uomo appena uscito di galera, delusi dalla loro vita ed in preda alla passione antipolitica, decidono di rapire un politico, di chiedere un riscatto e, con i soldi ottenuti, risarcire la moglie della vittima di un incidente sul lavoro. Sono un gruppo improvvisato e totalmente incompetente, che fallisce del tutto la missione: anzichè rapire il ministro, prendono un oscuro sottosegretario. Braccati da tutti, incapaci di gestire la quotidianità e di concepire una vita da clandestini, consapevoli di aver rapito una brava persona ma allo stesso tempo elettrizzati dall’adrenalina, il nostro gruppetto di improvvisati si troverà alle prese con una missione difficile che finirà per rivelarsi del tutto impossibile. “Figli delle stelle” racconta l’assurda convivenza tra un gruppo di rapitori improbabili e un politico stupito e incredulo, e lo fa stando vicino ai suoi protagonisti con uno sguardo dolceamaro, comico e sentimentale e una mescolanza di toni che si ispira alla grande lezione della Commedia Umana, ottenendo così una commistione tra la miglior commedia italiana del genere “I soliti ignoti” e la comicità surreale dei fratelli Coen.

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6 Comments

  1. Geniale, inatteso, stralunato e immaginifico. Avete mai provato l’esercizio di liberare il flusso del linguaggio secondo velocissime e ingovernabili associazioni mentali? Io sì, lo trovo liberatorio ma difficilissimo. Le nostre costruzioni mentali, rassicuranti e preordinate, sono la barriera che porta inevitabilmente alla fine dell’esercizio. Ora pensate allo stesso esercizio, ma elevato poeticamente alla narrazione di una avanguardia culturale, la “premonizione” di un movimento poetico e di tutte le sue sfumature, protagonisti, fatti, citazioni, pienezze e vuotezze. Operazione perfettamente riuscita al giovane poeta Ginsberg e al sodalizio registico Epstein-Friedman. Cinema vs documentario. Narrazione continua vs totale frammentazione. Sequenze animate vs cronaca nelle interviste. Poetico in senso assoluto, laddove la poesia non è tranquillizzante ma va ad indagare nelle nostre viscere, a suscitare forti emozioni (e quì un paradosso: le scene del processo, in cui è in gioco la vita, ma anche la carriera, di illuminato editore, Ferlinghetti, risultano, per la loro forma di cinema classico hollywoodiano, rassicuranti), domande e suggestioni. Che film!

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  2. Tutto quello che avrei voluto fare ieri sera mentre guardavo il film era URLARE contro il protagonista..l’ho odiato dal primo istante avercelo avuto davanti in carne e ossa non gli avrei prestato la benchè minima importanza o forse lo avrei insultato…nulla da dire sulla sua poesia o il suo modo di fare poesia, per quanto difficile per me da comprendere, ma nella mia ignoranza la posso apprezzare…ma come apprezzare un personaggio che si nasconde, non presenzia al processo sostenendo che non è lui sotto accusa ma quello che scrive..quello che scrive per me E’ lui..se vuoi scrivere e vuoi scrivere per te non lo pubblichi se lo pubblichi lo vuoi condividere se lo vuoi condividere devi esser pronto ad affrontare quel che ne consegue, invece lui preferisce stare nell’ombra e fare il saccente, lo sbruffone. Posso anche un pò capirlo considerando il contesto in cui si trova a vivere, ma non lo giustifico…ma poi c’è realmente da capire qualcosa in uno scritto partorito grazie  all’uso di droghe? forse bisogna esser allucinati per capirlo fino in fondo…
    Quello che penso realmente è che per me è stata più poetica, sincera e sentita l’arringa dell avvocato della difesa e la sentenza del giudice più di quanto abbia trovato lui poetico.

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    • Ma sai che il tuo è un commento interessante? in effetti l’aria da strafottente da un po’ noia anche a me! Guarda, condivido in parte il tuo scetticismo, ma salvando qualcosa che mi è piaciuto del film (e a me la poesia beat non mi garba) la parte più bella è stata la narrativa intrecciata, su vari piani, soprattutto l’animazione.

      Ma forse la parte che mi è piaciuta più di tutte è il salotto, con una bella tappezzeria a righe, un divano a quadri, una camicia a quadri, uan lampada a righe, una tazza a strisce, un tappeto e poi non so cos’altro, un bel labirinto di quadrettini.

      la stanzetta dello sbruffone

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  3. ma ci sono i popcorn all’astra?

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    • No Mat, all’Astra ci sono solo le poltrone dell’ammmoooore… ma tu lo sai bene… 🙂
      TB

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  4. Intanto risottolinerei “interspersed”.

    E si, il popcorn al cinema is so passe’, ma almeno la giulia guarda il film a stomaco pieno

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