Let’s Movie L

Let’s Movie L

AMERICAN LIFE
di Sam Mendes
USA 2009, ‘98
Mercoledì 29/Wednesday 29
21:45/9:45 pm
Cinema Astra

ChristmasCarrol Moviers,

Premessa: “Let’s Movie L” non perché Let’s Movie sia dimagrito e abbia detto addio alla XL, ma perché siamo arrivati a 50! CIN-QUAN-TA!

Sperando che siate sopravvissuti ai bagordi natalizi senza troppi danni al girovita, comincio subitissimamente con i ringraziamenti che sono tanti e sottrarranno qualche minutino alla vostra pregiata attenzione ― coi Moviers bisogna andare coi guanti di velluto, che se scrivi una parola di troppo chiamano l’Alto Commisariato delle Nazioni Unite per la Protezione della Sintesi.

La due-giorni di festeggiamenti per il compleanno del Board si è conclusa venerdì mattina alle 4:00 con somma gioia/sfinimento/devasto/euforia del Board… Ma andiamo con ordine…

Giovedì sera “La bellezza del somaro” ha portato al cinema il Fellow Iak-the-Mate, il Fellow D, il nostro WG Mat, la Honorary Member Mic e la Fellow Milena. Li ringrazio tutti very much, anche se le lavate di capo che si è beccato il Board dopo la proiezione bastano per tutto il 2011 ― Mic esclusa, che lei qualcosa ci capisce (Honorary Member mica per niente, eh eh…).

In effetti il film di Castellitto non rimarrà negli annali della cinematografia italiana… Potrei elencare una quantità notevole di lacune e pecche. Alcune: troppa nevrastenia di matrice mucciniana, troppe scene fini a se stesse, troppi simboli volutamente disseminati volutamente random (in primis il somaro, ma anche il matto che impersona la morte e che a me ricordava troppo l’Appeso dei tarocchi), troppa voglia di creare dei personaggi che servano a incarnare la tesi del regista/della sceneggiatrice più che ad essere realmente credibili e verosimili.

Però io non butterei tutto a mare, disfattisti Fellows…. Pensate un po’ al bel sapore grottesco-farsesco del film, che in fondo non si prende troppo sul serio; pensate al weekend boccaccesco in campagna che apre a un numero imprecisato di imprevisti e strane rivelazioni; pensate al tentativo (apprezziamo almeno quello) di delineare una frammentazione dei ruoli interfamigliari in cui i genitori temono i figli e i figli fan da guru ai genitori ― la madre succube dell’adolescente con il pitone ne è l’esempio. Pensate alle risate che ci siamo fatti (Mate, hai riso anche tu, non negarlo ti ero affianco, HAI RISO!), pensiamo anche a quanto le situazioni surreali possano essere stuzzicanti, intellettualmente stuzzicanti…

E la scena visivamente (simbolicamente?) esilarante del matto che lancia il pc della femminista in piscina? E la Movie-line “Il pacco è come l’inconscio, non sai mai cosa ci si nasconde sotto”?

E poi ve l’assicuro, “La bellezza del somaro” sta a “L’esplosivo piano di Bazil” (l’unica alternativa che il Board poteva proporre la scorsa settimana) come “C’era una volta in America” sta ad “Alex l’Ariete” ― spero che il Fellow D voglia confermare… Questo a riprova del fatto che la linea dell’ATYB, “Always Trust Your Board”, non va MAI messa in discussione, miei cari San Tommaso Moviers…

E lo stesso dicasi per il successo del Christmas-BirthdayBoard-Afro Party svoltosi venerdì 23 presso l’Anarcozumi Dancing-Hall! Prima di tutto e sopra tutti vorrei ringraziare la Zumi, che sarà pure la Rosa Luxembourg di Let’s Movie, ma ha un talento ad organizzare party e a calamitare le persone che non elogiarla pubblicamente sarebbe un affronto. Zu, sei SPAZIALE ― se poi un giorno decidessi anche di appendere i candelotti al chiodo faresti pure dormire sonni tranquilli al Board (eccovi svelata la ragione numero 1 della sua insonnia…).

Ringraziamo inoltre: il DJ e Movier Roby (notate, anche lui un Movier, eh eh), che ci ha fatto scatenare tutti dalle 10 pm alle 3 am con la musica più Spleen-ai-tempi-d’oro e più done che possiate immaginare; il gruppo di CREATE-NETtiani costituito dal WG Mat, che per l’occasione ha dato vita a “Le mirabolanti evoluzioni in pista di Matthew Manero”; la Fellow Fata Jes, che ha stregato tutti con la sua sciarpina-attirauomini, e ha incantato i palati con la sua butter-cake alle mandorle; il Fellow D che, ballando senza sosta e crollando soltanto in macchina sulla via del ritorno, ha stupito tutti (l’età è quella che è); il guest Tinku detto Tinku Pallinu, che per coerenza nominis ha rimbalzato da una parte all’altra della sala per tutta la sera ― molto flipper, molto; il Fellow Iak-the-Mate, anche lui wild dancer più che mai e molto, molto stiloso nella sua camisa negra, e infine la mitica Fellow Kat, aggiuntasi all’ultimo minuto (in pieno stile Let’s Movie) al gruppo in partenza dallo Zuffolo. Sulle difficoltà orientative di Tinku Pallinu (allo svincolo Riva/Merano, egli prese per Merano) e sulle difficoltà orientative del Board nel trovare la Dancing-Hall dell’Anarcozumi  (al bivio Pranzo-Centro/Pranzo Nord, ella prese per Pranzo-Centro), soprassiederemo per ovvi motivi di decentia geographiae…

I ringraziamenti continuano con il Fellow Pilo (che non deve allearsi con il gemello gigante Mat e umiliare il diversemanente-alto Board); la Fellow Giuls, il cui vestito era da sballo; il Fellow Friz detto Vogue che, da Vogue quale è, ha notato subito l’abbinamento guanto rosso+rossetto rosso del Board; la Fellow Fausta con dei talloni nuovi che Achille, il pelide, non smette un secondo di invidiarle; la Fellow Archibugia Katrin, che ha svelato dei trascorsi permanentati del Board (e chissà cos’altro…) che le perdoniamo solo perché ha trovato la festa senza perdersi ― ella prese per Pranzo-Nord ―e perché il giorno dopo, stoica delle stoiche, è andata a lavorare.

Un pensiero anche ai non-Movier presenti (tanti) che speriamo prima o poi di assoggettare alla nostra amabilissima dittatura…

Dato che il Board viene puntualmente ripreso per la lunghezza dei suoi messaggi, non entrerà nei dettagli sulla serata… Ma state pure tranquilli: si è comporatato in maniera talmente irreprensibile, brindando ad acqua minerale e  ballando con tanta morigerata pruderie, che non c’è nessun dettaglio in cui entrare … (Diffidate di qualsiasi tipo di materiale fotografico raccolto durante l’evento:  sappiate che Photoshop aggiunge minigonne, sedie a mo’ di cubi a centro pista, parampampoli e wild dancing, con una facilità davvero imbarazzante…).

Quindi, in conclusione, il party è stato l’evento dell’anno, e sono ancora carmenconsolianamente confusa e felice… GRAZIE a tutti!

Ma veniamo al film della settimana, che voi Furie-Cavalli-del-West Moviers, mi state scalpitando…

AMERICAN LIFE
di Sam Mendes

“La perfetta calibratura di un copione ricco di sfumature, di chiaroscuri, di aspetti dolce-amari, di dramma e comicità, passione e disperazione, maturità e complessità”… Non vi viene voglia di venire a vederlo? Sam Mendes, per capirci,  è il regista di “American Beauty”, e “American life” ― “Away we Go”, il ben più poetico titolo originale ― è stato eletto il film più bello delle feste… Se anche questo non bastasse a convincervi, che ne dite di una bella minaccia dal vostro lovely Board?! Con quella andiamo sul sicuro…

Ok, scalpitanti Moviers, visto che anche questa volta vi siete sparati ‘sta galoppata di messaggio, vi lascio in fretta e furia il riassunto in calce (dopo il P.S.) e dei saluti ippicamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

P.S. Per i Fellows delfinicuriosi… “Il titolo La bellezza del somaro viene da un adattamento burlesco della locuzione francese La beauté de l’âge, usata per indicare quella bellezza spontanea dei ragazzi, una bellezza un po’ stolta e sfacciata, eppure struggente. Castellito ha volutamente storpiato “AGE” con “ANE”, “somaro””. (N.d.B.)

AMERICAN LIFE: È la storia di Burt e Verona, una coppia sulla trentina in attesa della nascita della loro bambina. La gravidanza procede bene e sono convinti che i genitori di lui (quelli di lei sono morti) saranno lieti di partecipare alla loro felicità nel veder crescere la piccola giorno dopo giorno. Ma gli eccentrici genitori di Burt, improvvisamente, annunciano che lasceranno il Colorado per trasferirsi ad Anversa, in Belgio. A questo punto, viene a cadere l’unica ragione per cui la giovane coppia aveva deciso di stabilirsi in Colorado, sperando nell’aiuto di chi sta andando altrove.

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2 Comments

  1. Bel film! un po’ cheesy a tratti ma non di quello stucchevole e inutile cheesy.
    Direi che un thumb up per il Board che (non avendo comunque altre scelte cinematografiche) almeno ha scelto un bel film godibile.

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  2. Cosi, senza lucidtà a causa di troppi zuccheri in corpo (Natale, quando arrivi arrivi, anche sui denti) direi che sottolineo il nome “Verona” della protagonista del film.
    Ai poster l’ardua sentenza, ma intanto mi fa ridere.

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