Let’s Movie LIII

Let’s Movie LIII

LA VERSIONE DI BARNEY
di Richard J. Lewis
Canada, 2010, 132’
Mercoledì 19/Wednesday 19
21:45/9:45 pm
Cinema Astra

Esaminandi Moviers,

Sono lieta di comunicare che i Moviers Anarcozumi, WG Mat e Junior detta Erica hanno brillantemente superato “Storia della Cinematografia Americana I” con la votazione di 30/30 con lode.

Hanno meritato la lode ― e stiamo valutando anche il bacio accademico in sede di discussione di Let’s Movie Laurea ― per le seguenti nobili motivazioni:

  • Per essersi presentati a un film del 1943 (questo ha spaventato parecchi Fellows, primo fra tutti il brother Big, che ha prontamente fatto della FACILE ironia sulla scelta del sister Board…)
  • Per aver postato immediatamente il proprio commento sul nostro Baby Blog (tutti e tre! Meglio dei moschettieri!)
  • Per aver dimostrato un entusiasmo perfettamente in linea con l’atmosfera evocata da “La vita è una cosa meravigliosa”
  • Per aver appoggiato la scelta del Board senza fare della FACILE ironia…

Ringrazio pertanto i tre provetti Fellows: l’A-A-A-Abbronzatissima Anarcozumi, in forma smagliante dopo il soggiorno cubano; la nostra Junior, che ha rimandato una cena con amici pur di dare l’esame in questa sessione (imparate, Senior Moviers!); il WG Mat, che ha raggiunto la sede d’esame in macchina, parcheggiando con arroganza a 4 metri di distanza, e negando di averlo fatto…

Scusiamo per l’assenza l’Honorary Member Mic e l’Assistente Cap impossibilitate a raggiungere il cinema a causa di un bislacchissimo quiproquo sul mezzo di trasporto. Ma del resto Roncabronx è pur sempre zona ad alto rischio inconvenienti peripatetici…

Quella cinquantina di altri Moviers assenti potranno sostenere l’esame più avanti, quando Let’s Movie proporrà altri classici ― perché Let’s Movie PROPORRÀ altri classici, mettetevi il cine-cuore in pace, Fellows…

Che dire di “La vita è meravigliosa”? Il WG Mat nel suo commento è ricorso ha tutti i sinonimi che il dizionario elencava alla voce “etereo”, il primo aggettivo che mi è venuto in mente una volta finito il film ― e che il WG Mat ha ricevuto il veto di utilizzare per non incappare nell’ennesimo plagio e scatenare l’ira boardiana. Effetto cinematograficamente etereo vuol dire “come aver respirato etere per due ore”. Dopo mazzate contemporanee come “Precious” e “Falsos Positivos” (chissà se il Fellow D ricorderà…Let’s Movie VI), il film di Capra ti libera i polmoni, ti svuota la coscienza e ti fa respisperare (neologismo by The Board ®). Magari per poco, giusto i quattro passi di tragitto per arrivare a casa, o un po’ di più, ma questo piccolo miracolo ― la speranza che sboccia fuori da un’opera d’arte ― be’ è un risultato grandisssssimo per un’opera d’arte. Vedete, quello che fa del Board il Board, è una dose molto elevata (MOLTO elevata) di disincanto. Dovuto al vivere e alle circostanze, ma anche all’eccesso di disgusto critico che è frutto del momento storico in cui viviamo e in cui siamo bombardati da storie alla “Precious”, alla “Falsos Positivos”, alla “Animal Kingdom”.

Non sono l’unica cinica fra i Moviers, lo so, quindi capirete cosa intendo… Ecco, vedere un film che tratta di universali partendo da una storia piccina piccina, fatta di un uomo semplice ma con dilemmi grandi (rimango a casa o mollo tutto? Cedo a una proposta allettante ma sbagliata o mantengo la mia integrità?), e trovare messaggi come “La vita di un uomo è legata a tante altre e quando non esiste lascia un vuoto”, vedere un film così, Fellows, è un’esperienza che tutti dovrebbero fare. Sapete perché? Per cercare di non perdere la dimensione umana dell’uomo. Per non smettere di respisperare. Oggi l’umanità (il sentimento, voglio dire) sta svanendo, o evaporando, non so bene… E con lei lo sguardo verde sulle cose ― oggi solo sguardi grigi grigi…. Siamo diventati tutti più amari ― io per prima, e lo riconosco. “La vita è meravigliosa” mi ha restituito un po’ di dolcezza ― non tenerezza, veh, che quella la lasciamo a “Zanna bianca”.
Dolcezza è James Stewart che dice al padre “Papà, lo sapevi di essere così grande?” ― la semplicità epica di una domanda retorica come questa mi ha inciso un’espressione inebedita sul viso per mezz’ora. Dolcezza è un angelo di nome Clarence che lascia dediche monumentali sul frontespizio di “Tom Sawyer” ― “Nessun uomo è un fallito se ha degli amici”. Dolcezza è James Stewart che capisce di non aver perso moglie-casa-amici-tutto e grida “Buon Natale!” come un meraviglioso matto per le vie innevate della città, rivolgendosi a negozi, alberi, cose inanimate ― “Buon Natale cinematografo!”, strilla a un certo punto, e io ho pensato a voi, miei gioielli Moviers…

Non si tratta di tenerezza, di commozione. Si tratta della possibilità di… respisperare 🙂

E poi non so se vi è mai capitato di vedere un film in bianco e nero al cinema! Per me era la prima volta, e non posso che unirmi all’entusiasmo espresso dalla nostra Fellow Junior. La bicromia è un linguaggio che non siamo più abituati a leggere ― tormentati come siamo dalla color-isteria blueray e dai triliardi di pixel a nostra disposizione ― un linguaggio che Let’s Movie si sforzerà in tutti i modi di rinfrescare nelle vostre Movier-menti….

Insomma, io, l’Anarcozumi, Mat ed Erica siamo usciti dal cinema volando, almeno un po’… E NON per aver inalato il popcorn-popper del Modena per due ore…

Lo sapete, il Board andrebbe avanti ore e ore, ma conosce i suoi Movier-polli, quindi passa lesto lesto a proporre il fim della settimana.

LA VERSIONE DI BARNEY
di Richard J. Lewis

Non occorre che tessa le lodi di questo film, tratto dall’omonimo spassoso bestseller di Mordecai Richler, e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, di Cannes, di Roma e Toronto… Sono MOOOLTO curiosa di vedere come se la cava Paul Giamatti nei panni di Barney Panofsky giacché faccio MOOOLTO tifo per l’attore, finalmente arrivato al successo che merita ― se avete modo, Moviers, guardatevi “Sideways”, dove un Giamatti BRAVISSIMO vi farà piangere dal ridere, e dal piangere. (Il Board è molto per la causa “Sosteniamo gli attori minori che poi diventano maggiori”).

LA VERSIONE DI BARNEY è 50% comico 50% drammatico, quindi vi accontento tutti, Fellows, poche storie. No drama.

Ora cuccatevi (cuccatevi?) ‘sto riassunto in calce e lasciate che vi porga (porga?) saluti pneumaticamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

LA VERSIONE DI BARNEY: Nel film, “politicamente scorretto” come il romanzo, si piange e si ride, mentre si racconta la vita folle e picaresca di Barney Panofsky, l’ebreo canadese irascibile, impulsivo e sfacciato dalle rocambolesche avventure che oramai, rabbioso settantenne, decide di scrivere la sua versione dei fatti sulla morte del caro amico Boogie.

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2 Comments

  1. C’è una domanda che non si deve mai fare quando si chiede com’è stato un film… “qual è il messaggio?” come se fosse un bacio perugina.

    Però forse questa è l’eccezione che conferma la regola, perchè a volte certi “messaggi” è bene ricordarseli – la vita è una cosa meravigliosa è un “classico” dei messaggi.
    Grazie Fru, perchè ci hai ricordato di ricordare 🙂

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    • …saranno i postumi di La vita è meravigliosa, ma mi unisco a Mat e ringrazio il Board per questo suo messaggio, intenso e sincero! Giuro, da domani tornerò Anarco!

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