Let’s Movie LIV

Let’s Movie LIV

IN UN MONDO MIGLIORE
di Susanne Bier
Danimarca, 2010, 113’
Mercoledì 26/Wednesday 26
21:00/9:00 pm
Cinema Astra

Relaxing-on-a-Sunday-Evening Moviers,

Do subitissimamente il benvenuto al trio “I miei guys di Los Angeles”, che per chi mi conosce costituisce una presenza costante, preziosa e insostituibile della mia vita dal 2007, da quando cioè il Board li conobbe ed ebbe per colleghi all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. Benvenuti quindi al Fellow partenopeo in esilio lodigianese Mario, detto Eraserhead, cinefilo d’alta scuola (altissima!), raffinato conoscitore dell’opera lynchiana (vedi il soprannome), ma anche del cinema Italian trash anni ’70-80 (molto in linea con la cultura del nostro Fellow Andy the Situation Phelbs) che spero lascerà qualche bel messaggio sul nostro Baby Blog; il Fellow senese in dolce esilio romano Davide, detto Testone ― adorabile soon-to-be-lawyer, onorevole PhD student e lodevole divoratore di libri; e il Fellow Andrea detto Giak, trevigiano come il radicchio ma fortunatamente lontano dai prati verdelega di Zaia-land, famoso per il suo sbuffo cronico e l’amore per i junk burger di Apple-pan (su Pico, of course). In realtà solo Andrea si è iscritto spontaneamente a Let’s Movie (guadagnandosi un bel  “Anvedi” compiaciuto del Board).

Mario e Davide sono stati, come dire, gentilmente spinti nel mailinglist-maelstrom di Let’s Movie dal Board… Ma tranquilli, nessun sopruso boardiano da denunciare: non si erano ancora registrati per eccesso di sloppiness. E abbiamo provveduto ad avvertirli ― non si dica che il Board recluti a tradimento… Ora, vista la distanza logistica dei tre summenzionati Guys da Trento, non ci aspettiamo che frequentino in loco (!), ma possono comunque essere attivi da lontano, e aprire anche loro delle sedi distaccate di Let’s Movie a Lodi, Siena/Roma, Treviso, proprio come la Fellow Leda a Venezia e Sky-blue Azzurra a Bari…
Il Board sarebbe felicissimo che i Guys seguissero qualche film proposto, e che ADDIRITTURA postassero qualche commenitino ― ma è anche consapevole della sloppiness di cui sopra, quindi non si aspetta nulla…

Veniamo ora ai ringraziamenti… Pienone di Moviers mercoledì a “La versione di Barney”! Ringraziamo della presenza, il nostro fedelissimo WG Mat che, per l’entusiasmo dimostrato, scriverà un saggio di 20.000 parole sul ruolo delle cipolle noumeniane nel film; la Fellow Fata Jes, che ha versato una lacrimuccia ma che non deve affatto vergognarsene; il Fellow Centauro Fabizio che speriamo un giorno raggiunga il cinema in sella alla sua moto (il Board vagheggia una sezione di “Easy Rider” Moviers); il Fellow D, miracolosamente in anticipo di 5 minuti ― anticipo trasformatosi prevedibilmente in ritardo causa morsi dalla fame e panino ingollato all’Astra Restaurant; la Honorary Member Mic, che è ai ferri corti con Mr. Astrantonio per via della programmazione ad orari assolutamente improponibili (21:45) per lei, che raggiunge il letto dopo i cartoni animati delle 20:30; e la Fellow Kat, che ha partecipato al film dopo aver prenotato/disdetto/riprenotato/confermato/maledetto enne viaggi enne per chi sappiamo noi.
6 Moviers è un risultato di cui il Board va mooooolto fiero…

Avrei voluto avervi lì tutti 60 (60!) perché, come anticipatovi nella mail di domenica scorsa, “La versione di Barney” accontenta tutti. È un film che fa piangere, ed è un film che fa ridere. È un film che fa pensare, ed è un film che intrattiene. Sarà che a me piacciono più i personaggi loser/difettati/imperfetti che gli eroi tutto successo&achievemens sbandierati dal cinema americano, sarà che Barney esce dalla penna di un grande scrittore, e quindi la sua poliedricità tiene bene anche sullo schermo, sarà che Paul Giamatti ha fatto un lavoro eccellente nell’interpretazione del suo personaggio che vive e respira con lui in una maniera straordinariamente naturale. Sarà per tutte queste ragioni, ma a me, della storia di Barney, è piaciuta la riflessione sulla fallacità.

Barney è un uomo sbagliato, che sbaglia. Sposa la prima moglie convinto di essere il padre del bambino che porta in grembo, per poi scoprire che le cose non stavano proprio così. Si sposa la seconda volta e nel giorno del suo matrimonio, si innamora della sua futura terza moglie. Tradisce l’adorata terza moglie con una sconosciuta, per ripicca, noia ― ma anche per colpa di un insano istinto distruttivo scarabocchiato da qualche parte nella mappa genetica dell’essere umano. Perde il miglior amico, Boogey, a seguito di uno stupido incidente (per la cronaca, Honorary Member Mic, Fellow Kat e Jes: l’attore, che tanta soddisfazione ci ha regalato, si chiama Scott Speedman…).

Barney beve troppo, fuma troppo. Trascura e dimentica (un caso che si ammali di Alzheimer alla fine? Nahh, noi non crediamo alle coincidenze…). Insomma, Barney è un Everyman, un uomo qualunque dei nostri giorni che fa errori su errori. Eppure, da bravo Everyman, è capace anche di grandezza. Barney ama in modo grande. La corte spietata che fa a Miriam, il biglietto che conserva nel portafogli per tutta la vita, la speranza ostinata di riaverla anche dopo il divorzio… Barney mi piace perché oscilla tutta la vita tra il baratro e l’olimpo. E non so in che altro modo mettervela. Tra baratro e olimpo. Spero mi capiate.

“La versione di Barney” è un film da non perdere anche per la piccola parte interpreta da Dustin Hoffman, un Panofsky Senior irresistibilmente insopportabile, e imbarazzante (Scena illustrativa. “Non ho mai dimenticato tua madre, figliolo”. Tono serio, aria mogia, pausa tutta pathos. “È che c’ho da scop**e” ― magistrale, direi :-)).

Un neo del film: la rappresentazione dell’Italia (Roma, anche se nel libro era Parigi…bah..Non sono esattamente la stessa cosa…). Non capisco come mai il volto dell’Italia nelle produzioni straniere (nord-americane soprattutto) risulti sempre così truccato, costruito, quasi caricaturale. Mi domando se sia una precisa scelta cinematografica ― ma ne dubito ― o se siamo DAVVERO percepiti così, lambretta+fancazzismo+Trinità dei Monti… Paura, my Fellows Italians…

Insomma, Moviers risucchiati dal divano, il Dottor Board prescrive almeno il dvd, se proprio non riuscite ad andare a vedere il film in sala…

Questa settimana sono moooolto contenta di proporre un titolo che attendo con boardiana impazienza da un po’…

IN UN MONDO MIGLIORE
di Susanne Bier

Il film c’ha ‘sto po’ po’ di pedigree da offrire: standing ovation al Toronto Film Festival 2010, Gran Premio della Giuria e Premio del Pubblico come miglior film al Festival Internazionale del Cinema di Roma 2010, Golden Globe 2011 come miglior film straniero nonché candidatura agli Oscar 2011 (ha scalzato il nostro “La prima cosa bella”, escluso dai finalisti, sob…).

Se ancora non siete convinti, aggrappatevi alla linea ATYB: Always Trust Your Board. E vedrete che non correrete pericoli.

Un’ultima precisazione. Se trovate che questa mail sia fu**ing long, sappiate che è stata redatta mentalmente dal vostro Board mentre percorreva di corsa un rettilineo parimenti fu**ing long insieme al Fellow Iak-the-Mate, nel contesto “Ennesima Mattata Sportiva 2010-2011: 26 km in Lungadige – northbound”. Potete quindi rivolgere a lui le vostre rimostranze… Il Fellow in questione sarà anche un Movier da rimettere in riga (due presenze son troppo poche, Mate, così non mi superi nemmeno “Let’s Movie – Analisi I”!), ma quanto a pazzia podistica, non ha rivali…

Ora, miei riposatissimi Moviers, vi lascio ― con rammarico veh, che io starei qui a parlarvi di baratri e olimpi per tutta la notte ― vi ringrazio con un riassunto in calce fresco fresco di giornata e vi riservo dei saluti rilassatamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

IN UN MONDO MIGLIORE: Il dottor Anton, che opera in un campo profughi in Africa, torna a casa nella monotona tranquillità di una cittadina della provincia danese. Qui si incrociano le vite di due famiglie e sboccia una straordinaria e rischiosa amicizia tra i giovani Elias e Christian. La solitudine, la fragilità e il dolore, però, sono in agguato e presto quella stessa amicizia si trasformerà in una pericolosa alleanza e in un inseguimento mozzafiato in cui sarà in gioco la vita stessa dei due adolescenti.

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