Let’s Movie LV

Let’s Movie LV

GORBACIOF – IL CASSIERE COL VIZIO DEL GIOCO
di Stefano Incerti
Italia 2010, 85’
Giovedì 3/Thursday 3
Supercinema Vittoria
21:00/9:00 pm

Eroici Fellows,

Siamo in piena lotta contro la merla che da sempre occupa abusivamente gli utlimi tre giorni di gennaio. Portate pazienza ancora 24 ore: se il pennuto non se ne volerà via, il Board cucinerà spezzatino per tutti. Promesso.

Incuranti del freddo e di una giornata lavorativa particolarmente provante, mercoledì il Board e il nostro WG Mat hanno visto “In un mondo migliore”. Mat, sappi che ho apprezzato lo stoicismo ― del resto tutti eroi ‘sti Moviers ― e ti ringrazio con un bowing emo.
Graditissimo l’sms della Fellow Giuly Giuls ke ha avvertito della latitanza: il Board in effetti può tutto tranne intercedere nelle riunioni condominiali.

Durante il film della Bier le poltrone dell’amoooore dell’Astra si sono trasformate nelle poltrone del dolooore, e non perché il Board soffrisse di qualche fastidio nelle parti basse, sia chiaro… “In un mondo migliore” equivale a 113 minuti tesissimi in cui lo stomaco e il cervello non smettono un istante di tribolare! Il film arriva come pochi film riescono: stomaco e cervello colpiti e affondati ― di solito i film arrivano O allo stomaco (vedi “La prima cosa bella”) O al cervello (vedi “Inception”). Quando le corde della razionalità e quelle della carne vengono toccate simultaneamente, la musica che scaturisce ti impedisce di rimanere tranquillo e composto in quinta fila, e trasforma la seduta della poltrona in un luogo estremamente scomodo…

Il disagio è prodotto dalle vicende che ci scorrono davanti agli occhi e che ci coinvolgono perché sentiamo di averle vissute noi stessi. Chi non ha mai subito un episodio di bullismo nella sua vita? (Perfino il bossy Board, trust me…). Chi non ha mai sentito il fuoco vivo del rancore montare dentro? O quello gelido della vendetta? Sono tutte sensazioni che lo spettatore condivide empaticamente con i personaggi, e che lo portano a interrogarsi sia sulle modalità di comportamento loro, sia sulle proprie. Lo sguardo pertanto è doppio: uno è rivolto verso l’esterno (sulle vicissitudini e le reazioni dei personaggi) e uno è rivolto verso l’interno (su di noi e il nostro personale vissuto). Quando un film può contare su questa bifocalità, allora lo spettatore rimane fregato, non ha scampo. Di qui il malessere. Di qui le poltrone del dolooooore…

Sono mastodontici i temi trattati nel film della Bier ― lutto, soprusi, divorzio, rancore, livore ― così come i dilemmi morali affrontati. Dimenticare? Perdonare? Subire? Porgere l’altra guancia? Vendicarsi? Noi ce ne restiamo lì a macerare pietas e vergogna ― pietas per i personaggi e vergogna di noi stessi, per aver sperimentato i loro stessi meccanismi emotivi… Parteggiamo per il dodicenne Christian quando picchia di brutto un bullo suo coetaneo, ma lo temiamo quando la sua sete di vendetta lo porta a fabbricare una bomba per vendicare il padre del miglior amico.

Pensate un po’. Il titolo originale del film, “Haeven”, significa proprio vendetta. E per una volta, lasciatemelo dire, non è colpa dei POVERI traduttori italiani, che si sono limitati a tradurre l’inglese “In a better world” (visto Mat? Ho fatto i compiti…). Qui bisognebbe aprire una parentesi sulle motivazioni che hanno portato a una manipolazione così radicale del titolo ― forse l’America tutta-speranza si rifiuta di guardare in faccia un mondo tutto-vendetta, voi che ne dite? …Ma il discorso è lungo, e i Fellows hanno orrore delle parentesi…

La vendetta è una cappa che grava sul film dall’inizio alla fine ― e la fine non è proprio all’insegna del tutto-è-bene-quel-che-finisce-bene… Vendetta del ragazzino Christian, Shylock in calzonicini dalla freddezza spiazzante. Vendetta nel campo profughi in Africa. Vendetta contro le angherie tra adulti. Vendetta, che satura gli animi e la società.

Tutta questa tribolazione etica cui siamo sottoposti è intervallata da immagini di esterni che agiscono un po’ come antidolorifico. Il mare. La campagna gialla di spighe sotto un cielo azzurrissimo. Il vento che scompiglia la natura. Il primo piano di un ragno, la passeggiata di un insetto su un vetro, i disegni tracciati in cielo dagli uccelli. Sono come delle pause di sospensione in cui noi spettatori riprendiamo fiato, per poi tornare a trattenerlo una volta che gli eventi dei personaggi ci ripiombano addosso. Potete immaginare l’effetto pressoché miracolare di quei fotogrammi…

“In un mondo migliore” si è aggiudicato la candidatura agli Oscar come miglior film straniero, candidatura che purtroppo non è arrivata per il citato “La prima cosa bella”. A pensarci bene il film di Virzì sembra “La casa nella prateria” al confronto (e guardate che mi era piaciuto moltissimo!). Io fossi in voi non me lo perderei… E vi do un consiglio: armatevi di un buon cuscino…

Parlando di Oscar, venerdì sera, l’Anarco-zumi, la Fellow Giuly Giuls e il Board hanno dato vita a uno speciale Let’s Movie On Friday, precipitandosi (letteralmente) a vedere “Il discorso del re”. Film elegante e delicato, con due protagonisti eccellenti, Colin Firth e Geoffrey Rush, candidato a una sfilza di statuette… Ve lo butto lì come un suggerimento extra, NON come alternativa al film che stiamo per proporre, la cui visione ovviamente è obbligatoria.

Questa settimana Let’s Movie ripesca un titolo presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2010 (sappiamo di fare la gioia dell’Anarco-zumi, che aveva molto minacciato il Board quando l’aveva escluso dalla programmazione a settembre…).

GORBACIOF – IL CASSIERE COL VIZIO DEL GIOCO
di Stefano Incerti

Sappiamo che il Fellow Roby attendeva con ansia “Frankenstein Junior” di Mel Brooks, che verrà proiettato al Multisala Modena mercoledì 2 alle 17:30 e alle 19:40. Purtroppo gli orari poco Board-friendly ci impediscono di presenziare, ma saremmo mooooolto fieri se qualche Movier (Roby su tutti) si dimostrasse extremely pro-active e andasse a vederlo… (Per altro il film rientra nel corso monografico di “Storia della cinematografia americana II”, quindi, per chi volesse iterare l’esame… :-)).

My heroes and sun-dreamers Moviers, nemici di merle e pennuti portafreddo tutti, vi ringrazio come sempre dell’ascolto, vi sparo un bel riassunto in calce, vi aspetto giovedì per “Gorbaciof” e vi mando dei saluti aviariamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

GORBACIOF: Marino Pacileo, detto Gorbaciòf a causa di una vistosa voglia sulla fronte, è il contabile del carcere di Poggioreale a Napoli. Pacileo, schivo e silenzioso, ha una sola passione: il gioco d’azzardo. Quando scopre che il padre di Lila, la giovane cinese di cui è innamorato, non può coprire un debito contratto al tavolo da gioco, Pacileo sottrae i soldi dalla cassa del carcere e li dà alla ragazza. Dal quel momento, tra partite sbagliate, riscossione di tangenti e rapine, inizia una spirale discendente dalla quale non riuscirà più ad uscire.

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