Posts made in marzo, 2011

“In Sicilia le femmine so’ come la lupara” – IL PADRINO

…di Francis Ford Coppola, Let’s Movie LXII…

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Let’s Movie LXIII

Let’s Movie LXIII

BREAD AND ROSES
di Ken Loach
UK 2000, 110’
Lunedì 28/Monday 28
21:00/9:00 pm
Facoltà di Sociologia

Via Verdi 26, Aula Kessler

Zittiemmmmmmuti Moviers!

Prima di passare al “Che vi feci mai pe’ meritarmi ‘sta mancanza di rrrrispetto?”, do il benvenuto alla Fellow Monica, spinta nella Fossa della Marianne di Let’s Movie dalla Movier Fausta, la nostra complice Irrequieta 1. Grazie della spintarella, Fausta, e benvenuta Monica! Quando parteciperai al tuo primo Let’s Movie troveremo anche a te un nome da Movier, come è successo a tutti i Fellows tuoi compagni ― devi sapere che nel momento in cui si finisce nell’abisso Let’s Movie si perdono i connotati e si assumono nuove cine-identità… 🙂

Do il benvenuto anche ad Andrei del clan CREATE-NET, detto Fellow Pantografo, per una storia mooolto lunga e poco chiara intavolata durante una cena aziendale dai risvolti ludici e be’, tantrici ― for further info please contact our Fellow Iak-the-Mate… 🙂

E adesso trasferiamoci nella Nuova York del ’46, dove gli idranti sparano SEMPRE acqua per strada e dove gli italo-ammmmericani cucinano SEMPRE marmitte di pummarola con le polpette …
La profezia del Sergente Fed FFF si è avverata, Fellas…. E teste di cavallo (o Miny Poni, a seconda) si materializzeranno nei letti di qualcuno presto o tardi… Sì perché il Board vi fece una proposta che non potevate rrrifiutare, e vossìa, criature bedde e nu poco ‘nfami, la rrrifiutaste… Allora andammo da Don Vito, e Don Vito ci concesse l’amicizia…

Ora, io continuerei a parlare corleonese a vita, ma mi fermo per dipingervi chiaramente il quadro: Il Board si è ritrovato all by himself/herself/itself (=Board uno e trino) giovedì sera al cinema!
Ci sono giunte le seguenti attenuanti:

–      sovrapposizione della serata con il compleanno della nostra Giuly Jules;

–      degni festeggiamenti per il compleanno della Giuly Jules (che il Board recupererà in settimana ― mettiamo agli atti);

–      presunti viaggi a Bruxelles (pure la fuga oltralpe per sfuggire a Let’s Movie…);

–      cene presso teatranti Gran Duchi di Lombardia;

–      coprifuoco in zona Torre Vanga ― Downtown Trento battuta dalle gang come West L.A.;

–      criticità con l’arrivo del messaggio settimanale ad alcuni Moviers  che pare non l’abbiano ricevuto ― niente pubblica gogna qui per il nostro Responsabile del Baby Blog (sì lui, il SECONDO Fellow più alto di Let’s Movie… quello con il cine-nome  di 3 lettere, M _ T, e un WG davanti…), che i panni sporchi si lavano a casa (sua); M _ T spero tanto che tu abbia risolto: sai, anche le teste di Mini Pony fanno il loro bell’effetto shock sotto le coperte…

–      una pioggia di “Avrei-voluto-venire -ma-poi …”, che si rivela l’attenuante preferita dei Moviers (il Board apprezza le buone intenzioni… un po’ meno i “ma-poi”…).

Lo vedeste, ah? Per rrrrispetto nun facimmo nomi… (mamma ‘sto corleonese mi manda via di testa!).

Insomma il Board si è ritrovato allo Smelly Modena con una quindicina di spettatori, bidone di popcorn più, bidone di popcorn meno…
Ma che dire del capolavoro di Coppola? (Tra l’altro, avevate mai pensato all’incredibile coerenza del cognome del regista con il tema del film?? Quando si dice “Tanto di cappello”… :-)).

Mi spiace che non ci sia stato nessuno con me perché vedere “Il padrino” al cinema è un regalo che tutti gli appassionati di cinema dovrebbero farsi. Brando riempie lo schermo, e non mi sto riferendo alla stazza (be’ non solo). Il modo in cui padroneggia ― padrIneggia ― il personaggio, lo fa sembrare gigantesco… Quella leggendaria mascella imbottita di marshmellows ― un po’ cipmunk un po’ cocker. Quei movimenti ieraticamente pachidermici. Quei gesti pieni, rotondi, calibratissimi. Quella solennità… Ecco, quando sei davanti a un’interpretazione del genere, e sei al cinema, ti rendi conto dell’effetto miracolare e al contempo reale della sala cinematografica, che contrariamente a quanto si crede non amplifica né enfatizza il talento, ma lo restituisce così com’è, fedelmente, paro paro. Ecco perché la caverna dei sogni è anche ― e paradossalmente ― il luogo dell’autenticità. Onirica, mistificante, e vera… Super done!

Quindi sì, Brando è colossale. Come in “Apocalypse Now”, dove ricorre a quello stesso tipo di rigore e di misura per interpretare il folle Kurtz ― misura per interpretare la follia (se non è essere colossali questo!).
Ho trovato meno soddifsfacente Al Pacino, ma forse perché troppo imberbe, o forse perché anche i grandi sembrano piccoli accanto ai colossi… Tuttavia non farò l’elogio a un film che è oltre l’elogio ― la solidità del narrato, la precisione dei tempi, la topicità di alcuni momenti passati alla storia… Prendete il doppio battesimo di Michael, la cerimonia che lo investe padrino del nipote e Padrino della malavita ― la genialità coppoliana di proporre un’iniziazione ufficiale al male dentro una chiesa e con il lessico biblico… la voce di Michael che pronuncia “Rinuncio” (a Satana, alle sue opere, alle sue colpe) mentre le azioni da lui ordinate scorrono un po’ rallentate, micidiali, e provano esattamente il contrario… Mamma che grandezza!

Mi viene da condividere con voi una conclusione a cui sono arrivata tracciando una specie di microbilancio degli ultimi quattro Let’s Movie, che hanno visto avvicendarsi due film del 2010 (“The Fighter”, “I ragazzi stanno bene”) e due classici (“Un uomo da marciapiede”, “Il padrino”). Be’, il 2010 chiude il microbilancio in rosso, vista la povertà di contenuti, e la penuria d’idee… Allora mi chiedo, dobbiamo necessariamente frugare il passato per scampare al passivo (un po’ some la moda, la musica)? Di schifezze ieri e oggi ne sono state prodotte tante, su questo non discutiamo. Il problema è un altro. Di capolavori, oggi, ne produciamo? Oppure si fanno buoni film, anche molto buoni, ma l’epoca del “capolavoro” si è chiusa definitivamente? Dobbiamo per forza allinearci con i nostalgici e il loro fastidioso “Ah, film così non se ne fanno più…”? Abbiamo davvero esaurito forme e linguaggi nuovi (è questo, in definitiva, che rende capolavoro un capolavoro)? Riesce questo nostro tempo, a sfornare opere paradigmatiche? Oppure il paradigma è tale proprio perché appartiene al passato?

Mmmm… Mumble mumble Board… So che anche voi non ci dormite la notte, e vi vedo lì tutti impazienti di rispondermi, le vostre cine-braccine alzate… Ma con sommo dispiacere (vostro, of course), dobbiamo chiudere qui la discussione e passare al film della settimana…

BREAD AND ROSES
di Ken Loach

Il film rientra nella bella rassegna su cinema e lavoro R/ESISTENZE AL LAVORO organizzata dal corso di laurea in Lavoro, Organizzazione e Sistemi Informativi della Facoltà di Sociologia.
Il Board dice “why not”? Loach è sempre Loach e poi Let’s Movie ha pensato di lasciarvi andare a vedere “Gnomeo e Giulietta” nel weekend ― e non vi costringeremo mai a “Silvio Forever”… Inoltre lo sapete, ci piace assai sperimentare nuove location cinematografiche….

Il volantino (http://www.unitn.it/files/download/14838/059_11_cinemalavoro_locandinaweb_0.pdf) dice che l’ingresso è riservato agli studenti universitari, ma dice anche che l’evento è organizzato con la collaborazione del Trento Film Festival… Ora, vuoi che l’Anarco-zumi, Nostra Signora del TFF, non interceda per noi?? Zu, ce ‘o facite ‘sto favore? (Molto cine-mafia).

Ah, due divieti: è viatato riproporre le attenuanti elencate sopra ed è vietato lasciare il Board uno e trino (please…) …Capita l’antifona, Fellas?!

E dopo i divieti, Moviers picciriddi miei, è ora di circolare-circolare verso il riassunto parcheggiato in zona calce, e verso dei saluti omertosamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

BREAD AND ROSES: E’ la storia delle lotte dei lavoratori ispanici immigrati illegali in California, i cosiddetti “janitors” addetti alle pulizie degli uffici che cercano di sindacalizzarsi per resistere allo strapotere delle ditte per cui lavorano. Inizia con l’attraversamento “ansiogeno” del confine, mostra una realtà di sfruttamento all’interno della più grande democrazia del mondo che dal cinema hollywoodiano di solito non appare. Condito con una storia d’amore nascente riesce a essere gradevole nonostante la pesantezza della realtà.

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“Tagliatele la testa!” – ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

… di Lewis Carrol, non tanto di Tim Burton… da Let’s Movie IX

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“Io non ho la droga, né problemi. Ho solo le allergie” – I RAGAZZI STANNO BENE

… di Lisa Cholodenko, Let’s Movie LXI

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“Prendila con calma, ma prendila!” – UN UOMO DA MARCIAPIEDE

…di John Schlesinger, Let’s Movie LIX

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