Posts made in Marzo 6th, 2011

Let’s Movie LX

Let’s Movie LX

 

THE FIGHTER
di David Russell
USA 2010, 118’
Giovedì 10/Thursday 10
Ore 21:00/9:00 pm
Nuovo Cinema Roma

Ingresso Girl Moviers Euro 6 (eh eh)

Million Dollar Moviers,

Mi aiutate a dare il benvenuto al Fellow Daniele detto Angst (indiscutibilmente molto più thomasmanniano di “Ansia”)? Fellow Angst, eccoti qua nel meraviglioso mondo di Lets’ Movie, dove si corre e si accorre, dove si vola (vedi la nostra icona del cinesognatore chagalliano) ma non si sorvola. Siamo lieti di accoglierti ― Moviers, il Fellow Angst dirige lo Spazio Off, quindi vediamo di portargli rispetto ― e quanto alla tua proposta, stiamo valutando (come già accennato il Board è un diesel… well, un turbo diesel… quindi deve carburare…:-) ).

Come sapete, domenica scorsa a Roncabronx si è tenuto il CdA di Let’s Movie. Il Board e l’Honorary Member Mic hanno seguito i punti dell’ordine del giorno: supervisione della Notte degli Oscar live; valutazione dell’assegnazione Premi; analisi degli speeches e dei look dei presenti; analisi dei presenti, nello specifico Hugh Jackman, Jude Law, Jake Gyllenhaal (altrimenti detto Jake-Oh-My-God-Gyllenhall) e Robert Downey Junior; assegnazione Premio Peggior Outfit 2011 (ex aequo Scarlett Johansson per il capello scopa-Tonkita e Catherine Bigalow per la palandrana di flanella fantozziana) e Miglior Outfit 2011 (Christian Bale con completo total black da infarto).

Il CdA non si è lasciato intimorire dalla mole di lavoro e ha dichiarato sciolta la seduta alle 5:45 di lunedì mattina ― ‘cause let’s Movie works for you, si diceva…

Purtroppo “Il discorso del re” ha fatto inception ehm, incetta, di Oscar, portandosi a casa queli per il miglior film, la miglior regia, miglior sceneggiatura originale e il miglior attore protagonista (lode a Colin Firth). In Let’s Movie LV avevamo già parlato dell’eleganza del film, visto in uno speciale Let’s Movie On Friday con l’Anarcozumi e la Fellow Giuly Jules. L’opera è britannicamente confezionata ad arte, ma da lì a portarsi a casa quattro statuette così importanti, ne passa… Il Board rimane perplesso.

Anyway, io e la Honorary Member Mic siamo state moooolto contente per:

INCEPTION ― Let’s Movie XXXVIII ― Miglior fotografia; migliori effetti speciali; miglior sonoro; miglior montaggio sonoro

THE SOCIAL NETWORK ― Let’s Movie XLIV ― Miglior scieneggiatura non originale; miglior colonna sonora (troppo done); miglior montaggio

IN UN MONDO MIGLIORE ― Let’s Movie LIV ― Miglior film straniero (e vai!)

TOY STORY 3 ― Let’s Movie XXVII ― Miglior film d’animazione; miglior canzone 🙂

ALICE IN WONDERLAND ― Let’s Movie IX ― Miglior scenografia; migliori costumi (no wonder…)

Siamo rimaste mooooolto dispiaciute per il superbo Jeff Bridges de “Il Grinta”, le cui prestazioni nei panni dell’ubriaco-sciatto-sgarruppato rimangono sempre eccelse ― ma abbiamo già provveduto a creare il fondo speciale FFJ, “Fight For Jeff”, e speriamo di organizzare una serata tributo “Grande Lebowski” prima o poi…

A un certo punto della nottata, il Board si è schiarito la voce e ha asseganto un Oscar straordinario per la miglior attrice protagonista di “Fuga da Alcatraz”…
“And the Oscar goes to…. Michela Baschirotto (=Let’s Movie Honorary Member Mic)”!!

Ma veniamo ora ai ringraziamenti per giovedì sera. Una FOLLA di ligissimi studenti Moviers ha riempito le file dello Smelly Modena per assistere a “Uomo da Marciapiede”! Ringrazio la Let’s Movie couple ufficiale, il Fellow Pilo e la Fellow Giuly Jules, che mi mancavano tanto; la nostra Anarcozumi che scappa a gambe levata dalle imboscate notturne nel sopramontino…; il WG Mat che ancora non si capacita della fissa del Cda di Let’s Movie per gli Oscar, e la Fellow Junior, che si è premurata di avvertire del ritardo un Board in ritardasssssimo. Uno speciale ringraziamento va al duo Mic&Cap che sono rimaste a piedi con la macchina e, incuranti di un Board per nulla collaborativo, sono riuscite a guadagnare il Modena in tempo grazie alle spinte di due aitanti volontari tuttora non identificati…

Fellows totalizzati: 7 + Board (ma chi siamo, Moviers?!?)

Veniamo ora a “Un uomo da marciapiede”… Ma ve lo immaginavate (io no), che “Everybody’s Talkin” (http://www.youtube.com/watch?v=2AzEY6ZqkuE ) era la colonna sonora del film?!

Ho fatto qualche ricerchina, ed è saltato fuori che Schlesinger, il regista, nella sua biografia sostiene: “One cannot imagine ‘Midnight Cowboy’ now without ‘Everybody’s Talkin” ― per gli italianisti “Non si può immaginare ‘Un uomo da marciapiede’ senza ‘Everybody’s Talkin’”.
Ho riascoltato la canzone, ed abbiate pazienza, ma voglio condividerne il testo con voi.

Everybody’s talking at me
I don’t hear a word they’re saying
Only the echoes of my mind

People stopping, staring
I can’t see their faces
Only the shadows of their eyes

I’m going where the sun keeps shining
Through the pouring rain
Going where the weather suits my clothes
Banking off of the North East winds
Sailing on a summer breeze
And skipping over the ocean like a stone

Condivido il testo con voi perché in questi versi è incisa tutta la storia del protagonista, Joe Buck, il gigolo texano che arriva a New York con la speranza di fare fortuna e finisce per sbattere la faccia contro una città dai lineamenti a dir poco ferini ― il tropo del personaggio naif che lascia la provincia per immergersi nella giungla urbana è stato spesso sondato dalla letteratura e dal cinema moderni, pensate al capolavoro “Il ragazzo di campagna” starring Renato Pozzetto…

Questa canzone è una micro ballata struggente sull’impossibilità di instaurare un contatto con l’altro (“I don’t hear a word they are saying”), sulla cecità collettiva che questa incomunicabilità crea (I can’t see their faces”), e sul desiderio di fuggirla (“I’m going where the sun keeps shining…”). Ed è esattamente quello che Joe vive nella grande mela, che non è dorata e a portata di mano come la sua radio portatile gliel’aveva sempre raccontata, ma è marcia: nasconde un cuore nero di miseria, lordura morale e viscida meschinità che Sozzo (Sozzo non a caso…) impersona. La sua fisicità sciancata, sporca e malata amplifica al massimo il brusio sotterraneo dei bassifondi newyorchesi, dove le persone vivono di stenti ed espedienti (vedi l’uomo steso sul marciapiede e scavalcato da tutti i passanti), dove la follia s’impossessa degli animi (vedi la donna che vaga nella metro con un’asse da stiro e chiede a tutti dov’è la stazione), dove l’inquietante è all’ordine del giorno (vedi la madre che si struscia un topo di plastica sulla testa) dove tutto quello che luccica è corrotto (vedi la prima conquista di Joe, una donna di mezz’età il cui vestito di griffe nasconde cellulite, e tradimenti…). Joe si vede sgretolare il sogno fra le mani. New York gli strilla nelle orecchie tutta la sua ingenuità, tutta la sua inadeguatezza e lo relega in un appartamento abusivo con un altro reietto ― epitome vivente del degrado fisico e morale ― pronta prontissima a sputarli (espettorarli, meglio) alla prima occasione.

Il protagonista della canzone sogna di andarsene via, in un posto dove il sole splende sempre, a veleggiare su una brezza estiva… E così farà Joe, salendo su un autobus per la Florida insieme al suo amico non-amico morente, e spogliandosi letteralmente della sua identità da gigolo e delle sue aspettative newyorchesi. È bello vedere i suoi camperos e i suoi vestiti ridotti a fagotto finire in un bidone della spazzatura… È bello vedere che ricominciare è sempre possibile…

Ah, comunque, concordo con la Mic: Jon Voight così Ken-bamboccione non si poteva vedere… E aggiungo che la performance di Dustin Hoffman qui rasenta la vette di “Tootsie”.

Sì sì, ho capito, volete il film della settimana, my kiddy Moviers…

THE FIGHTER
di David Russell

Cerco di zittire la vocina dentro di me che mi ricorda quanto la boxe sia stata usa-busata dalla cinematografia ― Rocky non lo nominiamo nemmeno, ma pensate a “Toro scatenato”, “Hurricane”, “Ali”, “Million Dollar Baby”, “The Wrestler”, (il punto più basso l’abbiamo toccato con “Cindarella Man”, su questo concorderete, spero…). Ma sono molto impaziente di vedere in azione i premi Oscar Melissa Leo (miglior attrice non protagonista) e Christian Bale (miglior attore non protagonista, miglior outfit 2011), e anche per la storia in sé, che di pugilato in senso stretto sembra parlare molto poco, e che pare lasci spazio alle dinamiche psicologiche e famigliari. Questo ha zittito la vocina… Stiamo a vedere.

Quindi, my Million Dollar Moviers, vi aspetto giovedì sera, e non voglio sentire scuse. “The Fighter” nasce come produzione minore e sta diventando un blockbuster, quindi si addice a ogni palato ― anche quello del Fellow Big e della Fellow Cavallapazza Cavalleri, che non abbiamo ANCORA avuto il piacere di avere fisicamente fra noi… (Big, è tratto da una storia vera, non dico altro…).

Per ora, in attesa del ring e del gong, prendo calce e martello e vi abbozzo come sempre un riassuntino, aggiungendo dei saluti pesomassimamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

THE FIGHTER: La vera storia di Dicky Eklund, un pugile professionista trasformatosi in allenatore dopo una vita di crimini e droga e del fratellastro “Irish” Micky Ward, che dopo aver abbandonato prematuramente la carriera di pugile, sotto la guida di Dicky diventa campione nel mondo di pugilato.

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