Posts made in Marzo 20th, 2011

“Io non ho la droga, né problemi. Ho solo le allergie” – I RAGAZZI STANNO BENE

… di Lisa Cholodenko, Let’s Movie LXI

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“Prendila con calma, ma prendila!” – UN UOMO DA MARCIAPIEDE

…di John Schlesinger, Let’s Movie LIX

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Let’s Movie LXII

Let’s Movie LXII

IL PADRINO
di Francis Ford Coppola,
USA, 1972, 175’
Giovedì 24/Thursday 24
21:00/9:00 pm
Smelly Multisala Modena

(Cine)mafia Moviers,

Devo dirvi subito subito che il grande Fellow Pilo ha indossato i panni del Movier-hunter e ha cacciato due prelibatissimi nuovi Moviers. Diamo il benvenuto quindi al Fellow Lorenzo detto Pie ― perché nessuno scorderà la sua torta di carote polverizzata in 6 secondi primi alla festa di compleanno 2010 dell’Anarco-zumi ― e il Fellow Alessandro detto Hi-tech Freak.  Alessandro, mi sono giunte voci che tu sia LEGGERMENTE appassionato di tech stuff, soprattutto televisiva… Nel caso in cui tu ti stia chiedendo come faccia a saperlo, t’informo che il tuo Board a tempo perso tiene seminari alla CIA e all’FBI (ogni tanto insieme all’Anarco-zumi, quando non è impegnata a veleggiare in yacht), quindi non ti meravigliare… 🙂

Benvenuti, cari fresher Fellows… Come amiamo ripetere, Let’s Movie è un’amabile dittatura da cui non vorrete PIU’ liberarvi… Lo vedete quel polverone laggiù all’orizzonte? Sono tutti i Fellows che scalpitano da voi per confermarvelo…

Prima di passare a Sparlare del film visto martedì scorso, mi preme segnalarvi “I colori dell’anima”, una mostra dell’artista Fabio Guglielmi portata alla nostra attenzione dalla Fellow Fausta, la nostra Irrequieta 1, che l’ha presentata ufficialmente la scorsa settimana . Vi  prego di fare un giro allo Studio d’Arte Andromeda, in Via Malpaga 17: le opere di Guglielmi ― che sono colore puro in forma di quadro ― sono una gioia per l’occhio e l’animo, credete al Board che ci è appena passato… Una festa cromatica nel cuore della città che non potete permettervi di perdere…
“Amo la vita anche quando piovono sassi” ― si legge nella sintesi dell’artista all’ingresso. Queste parole sagge le ho segnateper voi, Moviers, e ve ne faccio dono, assieme a questa chicca  http://www.trentoblog.it/wp-content/uploads/250preghiera-olio-su-tela-cm-46-x-46-web.jpg
La mostra rimane aperta fino al 16 aprile e ha degli orari troppo worker-friendly ― dalle 17:00 alle 19:00 ― che vi permettono di andare a visitarla tranquillamente dopolavoro.
Ringrazio la Fellow Fausta per aver articolato la mostra così sottilmente nella sua presentazione, e per avercela segnalata. Fausta, sei troppo irrequietamente unica….
Quindi, Moviers, mi raccomando, fateci un salto… Let’s Movie non crede al matrimonio ma sposa l’arte tutta la vita. Tutta tutta.

Ed ora veniamo al tasto dolente… Chiedo pubblicamente scusa all’Anarcozumi e al WG Mat che martedì scorso hanno condiviso con me la pena di “I ragazzi stanno bene”, un supplizio al pari di “Matrimoni e altri disastri”… Un fillm che è pasta senza sale, sassi in una scarpa e sabbia nelle vongole (sotto i vostri denti). Vi bastano le immagini? Per farvi capire che non è solo insapore, ma pure fastidioso. Fastidiosissimo. Sapete perché? Perché si crogiola nella presunzione di presentare dinamiche scioccanti ― e quindi di proporre una trama innovativ-alternativa ― e invece non fa che inanellare una serie di situzioni da commediucola di bassa lena assolutamente PRIVE di commedia! Questa è stata la sofferenza maggiore:  la ricerca della comicità a tutti i costi, e il triste, tristissimo, patetissimo spettacolo che il fallimento di questo intento genera. Poi ovviamente, tante teste tante idee, eh… Io, l’Anarcozumi e Mat eravamo circondati da spettatori (be’, spettatrici) che ridevano in continuazione! Avete presente quando tutti intorno a voi si divertono, e a voi si disegna un grosso, ingombrante, cubitale BAH in testa?
Tutto questo ha riproposto, per lo meno alla sottoscritta, quesiti cine-esistenziali su ciò che fa ridere ME e ciò che fa ridere gli altri ― quesiti propostisi lo scorso novembre dopo la sventura di aver assistito a “Benvenuti al Sud”, cioè all’APPLAUSO generale dopo “Benvenuti al Sud”…
Quanto agli sterotipi citati sopra, be’, a camionate… Julianne Moore (sempre fantastica no matter what) nei panni della mamma gay “recessiva” rispetto alla mamma gay “dominante” interpretata da Annette Bening (che a parer mio ha calcato troppo sulla recitazione e sulla mascolinità del personaggio). Il punto di rottura raggiunto con un colpo di scena prevedibilissimo (tradimento etero di Julianne con il donatore di sperma padre dei suoi figli). Famiglia idilliaca californiana con figli di una maturità inverosimile. Finale stillante miele (e fiele del Board)….

Insomma, storia di una famiglia non convenzionale racconatata in una maniera banalmente convenzionale… E allora ridatemi “Broke Back Mountain”, dico io! E “Kissing Jessica Stein” a oltranza e “Heavenly Creatures” (CAPOLAVORO assoluto) e “L’altra metà dell’amore”! Sì perché la coppia gay proposta da “I ragazzi stanno bene” è plasmata sugli stessi lineamenti delle coppie etero:  una lei maschile e una lei femminile. Invece io vorrei vedere altro: le coppie gay non sono una semplice (e riduttiva) riproduzione della coppia etero ma in versione omosessuale. Sono altro.
L’etero-centrismo spadroneggia qui, e forse è stato questo, proprio questo, a rendermi il film così fastidioso ― in un’Italia in cui l’etero-centrismo è altrettanto imperante (danni del berlu-machismo), vedermelo proiettato anche nella nostra cara “caverna dei sogni”, mi sembra quasi sacrilego…

Il Board promette di non fidarsi più dei rumours post-Sundance, post-Berlinale e post-Festival di Roma, e soprattutto di giudizi entusiastici sulla falsariga di questo… leggete un po’: “Ecco un prodigio fatto a film, che nel suo genere è senza precedenti. Perché superando ogni cliché tragi/comico del gay movie, racconta con intelligenza, arguzia, raffinatezza e sano umorismo la quotidianità di un normale nucleo famigliare alle prese con gli alti e bassi della vita di relazione. Osannato ai festival internazionali, vincitore del Golden Globe, ma purtroppo trascurato agli Oscar per cui era candidato (supreme la sceneggiatura e la performance della Bening), appartiene a quel cinema di cui non ci si stanca mai. Tra i migliori titoli di questi mesi. Da vedere e rivedere e rivedere.” (Anna Maria Pasetti, ‘Il Fatto Quotidiano’, 10 marzo 2011)

BAH….

Ma non temete, questa settimana, picciotti Moviers, il Board rispolvera la coppola e va sul sicuro con

IL PADRINO
di Francis Ford Coppola,

Il film, come i precedenti “La vita è meravigliosa” e “Uomo da marciapiede” rientra in “Cineworld Legend” la rassegna che propone capolavori della storia del cinema in digitale 2K e audio Dolby Digital 5.1. Rientra anche, come i precedenti, nell’esame “Storia della Cinematografia Americana” ―  è il terzo del corso monografico. Io ve lo dico, mancare di rispetto a Don Vito Corleone & Figli saltando l’appuntamento con loro sarebbe uno sgarro che il Badalamenti Board non potrebbe proprio perdonare… Stateve accuorte, Fellas, che è un attimo organizzare pediluvi a base di cemento armato… 🙂

Ah, prima di salutarvi, ho un anarco-messaggio per voi da parte dell’Anarco-zumi ― Laura all’anagrafe (precisazione per i nuovi Fellows). La nostra anarchica muore dall’anarco-voglia di vedere “Il cigno nero”. Chi volesse accompagnarla, si faccia avanti e la contatti a [email protected]. Martedì dovrebbe essere l’ultimo giorno di programmazione al Multisala Modena…
Zu, ho espiato?? 🙂

Riprendendo il filo, cine-mafia Moviers, non vedo l’ora di spararmi con voi 3 ore di bisnèss cinematografico davanti al duo divino Brando-Pacino giovedì…
E ora, con le note di uno scacciapensieri in lontananza, vi lasciamo il riassunto in calce(struzzo), baciamo le mani e mandiamo saluti malavitosamente cinematografici…

Let’s Movie
The Board

IL PADRINO: Anni Quaranta. Come è consuetudine, durante il rinfresco per festeggiare le nozze della figlia Conny con Carlo, il “padrino” don Vito Corleone promette assistenza e protezione a familiari e amici. Invia il figliastro Tom Hagen in California per convincere in ogni modo il produttore Jack Woltz a scritturare il cantante Johnny nel suo prossimo film. Woltz non acconsente. Tom allora lo costringe ad accettare con un “avvertimento”: l’uccisione del suo cavallo di razza preferito. Sollozzo, a nome della potente “famiglia” Tartaglia, chiede a Corleone finanziamenti e appoggi per il traffico di droga. Il rifiuto scatena una lotta cruenta tra le due cosche: lo stesso don Vito viene ferito gravemente; il figlio minore Michael lo salva da un secondo attentato. Michael, poi, scavalcando l’irruento fratello Sonny e Tom, temporeggiatore, organizza un incontro con Sollozzo e con il corrotto capitano di polizia McCluskey uccidendoli entrambi. Michael, per evitare rappresaglie, si nasconde in Sicilia. Qui il giovane s’innamora di Apollonia: la sposa. Quando la moglie muore in un attentato e Sonny viene massacrato dai rivali, torna negli Stati Uniti. Partecipa ad un tentativo (vano) di riappacificazione generale fra le varie “famiglie”. Don Vito nomina “padrino” Michael il quale, dopo la morte del padre, assume le redini con inaudita fermezza: tra le vittime della sua spietata repressione ci saranno Johnny, ormai famoso, e il cognato.

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