Let’s Movie LXI

Let’s Movie LXI

I RAGAZZI STANNO BENE
di Lisa Cholodenko
USA 2010, 106’
Martedì 15/Tuesday 15
21:30/9:30 pm
Astra

Fratelli d’Italia Fellows,

Ghigno molto da genio del male… Ho incastrato un nuovo Movier venerdì, con la complicità dell’Anarcozumi e di una serata lacustre… 🙂
Diamo quindi il benvenuto al Fellow Ivan detto Cristoforocolombo ― Cristoforocolombo per il talento dimostrato nell’avvistare i compagni al largo della cassa, e senza salpare dal Porto di Palos…
Il nuovo Fellow si è già allineato al trend dei Moviers, da sempre dei fuoriclasse nell’arte della scusa. Ivan, anzi, Cristoforocolombo, il tuo “devo-andare-a-letto-presto-che-domani-scio” di venerdì sera, pur essendo in linea con il suddetto trend dei Moviers, tende a risvegliare le ire del Board, che hanno il sonno risaputamente leggero….
La frequenza è obbligatoria, e come già detto in passato, Movier avvisato, mezzo salvato…

Ormai il palinsesto lo conoscete, my Fellows. Ora scatta il momento ringraziamenti ufficiali, che sono particolarmente ringraziamenti e particolarmente ufficiali. Ci aspettavamo solo la Honorary Member Mic giovedì sera alla proiezione di “The Fighter” ― il CdA aveva in programma la valutazione sul campo di Christian Bale, Mister Academy Awards Outfit 2011. E invece:
1. il Board ha incontrato l’Anarcozumi on the way, e con lei ha corso l’ultimo tratto del Boulevard November 3rd in pieno stile Let’s Movie;
2. Ad attenderci, al Nuovo Roma, oltre alla Honorary Member Mic pronta scattante ai blocchi di partenza, ecco un Fellow Pilo accorso in bicicletta (pure dopo il jogging!) e infilato in una felpa con cappuccio grigio-Rocky assolutissimamente in pendant con il boxing mood di “The Fighter” (il Board ha molto apprezzato l’abbinamento del Fellow Pilo… il Board benedice sempre i matrimoni tra outfit e cinema :-)).

Mi aspettavo lo zoccolo duro dei nostalgici legati a quell’“Adriaaaaaaanaaaa”  che ci ha accompagnato lungo il difficile cammino dell’adolescenza (mamma mia, molto Maria Rita Parsi qui), e invece la banda Let’s Movie si è ritrovata nel deserto del Gobi. Mi sono presa la briga di contare i presenti: 14! A Trento espressioni come “sbancare il botteghino” assumono significati quanto mai anomali…

“The Fighter” parte bene. C’è tutto quello che bisognerebbe trovare: squallidissima periferia americana (a me ricordava molta la Flint michiganiana di “Fahrenheit 9/11” oppure l’Idaho di “Napoleon Dynamite” ― il Fellow trevigiano Giak consiglia…); famiglia ridicola e invasiva (prendete le cotonature delle figlie e il ruolo della madre-virago come esempi interscambiabili di ridicolezza e invasività); il dramma del “boxeur maudit”, Dicky Ecklund, il campione che sfuma nel crack il successo e vive ricordando ossessivamente a tutti che lui “ha battuto Sugar Ray Leonard” (nessuno dei 14 presenti in sala se lo scorderà più, ne siamo certi); il fratello Micky “Grande-Grosso-e-Balosso” Ward, bamboccione manovrabile la cui americanissima innocenza farebbe quasi tenerezza, non risultasse così irritante a noi italianissimi scafati.

Tutto regge fino a dieci minuti dalla fine quando si comicia a precipitare inesorabilmente verso il baratro dell’happy-ending, che trasforma un dignitoso film drammatico in un Rocky con gli assistenti sociali… l’Honoray Member Mic e io ci siamo guardate sconsolate e abbiamo atteso il nostro destino.
Il baratro è: Micky-bamboccio campione del mondo, Dicky-druggie redento, pace in famiglia ripristinata, scurdammoce ‘o passato, tutto è bene quel che finisce bene, tante belle cose… E tutto in poco meno di dieci minuti ― con un quarto d’ora cosa sarebbe successo, mi chiedo, la famiglia Ecklund si sarebbe trasferita in TeletubbieLandia??

La cosa che mi ha fatto riflettere di più è che si tratta di è una storia vera. Ho raggiunto quindi la conclusione che gli americani devono avere la capacità (perversa) di fabbricarsi storie vere a lieto fine con lo scopo di poterci ricavare dei film che finiscono per celebrare il pattern-vademecum “Come trasformare un loser in un winner. America: istruzioni per l’uso”.
Si genera una coazione a ripetere di storie rosa che ribadisce quanto noi europei/italiani/trentini/Board siamo distanti da un’esaltazione simile.
Guardate Fellows, non è che a me l’happy-ending non piaccia, veh. Ma c’è happy-ending ed happy-ending. Prendete per esempio “La vita è meravigliosa”. Cavolo, più happy-ending di così! Oppure il delizioso “American life”. Sono gli anni luce che separano le premesse del film/della storia dalle conclusioni del film/della storia a farmi sentire quanto un lieto fine sia fuori luogo, e non credibile per noi, qui in Europa/Italia/Trento/casa del Board… Per noi qui, abituati ad accontentarci delle piccole soddisfazioni del quotidano, delle piccole cose (come Uxbal in “Biutiful”, quando contempla il cielo di Barcellona dall’autostrada), e NON dei titoli mondiali alzati al cielo quando cominci dal ring sottocasa….

Per questo ho sbuffato come una locomotiva alla fine del film. Perché  alla fine della fiera “The Fighter” non fa che riproporre l’epica dalle-stalle-alle-stelle di Rocky spolverandola qua e là con un po’ di crack e con le conseguenze del crack ― Rocky con gli assistenti sociali, dicevamo…

Del film salvo l’interpretazione di Christian Bale ― applusissimi per lui ― e la brava Melissa Leo, il cui personaggio di madre-virago si affianca a quello della madre-virago di “Animal Kingdom” ― se non ricordate il film, il Fellow Iak-the-Mate sarà lieto di aiutarvi…
E salvo anche i guantoni che l’Anarcozumi si sarà comprata venerdì mattina, insieme all’abbonamento “Be-a-Boxer-Zumi!” presso qualche palestra cubano-trentina ― l’Anarcozumi subisce molto il fascino dello sport, cioè, degli outfit degli sport…

E per questa settimana molto tricolore, il Board propone un film malandrinamente non tricolore ― Let’s Movie va controcorrente come i salmoni…

I RAGAZZI STANNO BENE
di Lisa Cholodenko

Presentato in concorso al 60esimo Festival di Berlino (2010) e vincitore di una sfilza di Golden Globe, il film c’intriga perché FINALMENTE propone una storia gay fra donne (bello “Brokeback Mountains” eh, per carità, ma un po’ di lesbismo no??). E anche perché c’è Julianne Moore che ci piace proprio tanto.

Ora, il film è martedì. Avete mercoledì sera, giovedì ― e pure venerdì se fate il ponte ― per far bisboccia con l’Italia pronta a soffiare sulle sue 150 candeline… Accetterò solo la giustificazione del Fellow Garibaldi che come sapete tutti, ha dei problemi ad una gamba.

Sperando abbiate apprezzato la brevità di questo mio messaggio ― praticamente un sms ― vi ringrazio dell’attenzione, luce-dei-miei-occhi Moviers, e con il riassunto calcificato di sempre, vi mando saluti patriotticamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

I RAGAZZI STANNO BENE: Nic e Jules sono una coppia lesbica di mezza età. Profondamente innamorate l’una dell’altra, hanno costruito un sereno ambiente familiare con i due figli adolescenti, Joni e Laser. Quando Joni compie diciotto anni, è il fratello minore a farle pressioni perché si rivolga alla banca del seme e scopra l’identità del donatore segreto con cui condividono il patrimonio genetico. Inizialmente scettica, Joni si mette sulle tracce del padre e scopre che questi è Paul, un dongiovanni che gestisce un ristorante biologico alla periferia di Los Angeles. Quando per caso le due madri vengono a conoscenza del fatto, decidono di introdurre Paul nel loro nucleo familiare.

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3 Comments

  1. Che gente burlona che frequenta questo blog.
    Comunque volevo dire cosi’ d’impatto ch eil film proprio insomma, ecco… ha lasciato un po il tempo che trova, anzi oggi piove pure. Cioe’, basta… storei di famiglei che scoppiano, crisi, tradimenti, figli con problemi… uomini piacioni… che pizza. 
    mi spiace dirlo ma un po insulso…

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  2. Il mio nome è Board, Burlon Board… 🙂

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  3. AnarcoZumi |

    “Accetterò solo la… gamba!” “L’Anarcozumi subisce..sport”, cos’è il Board ha fatto un corso di barzellettiere nel weekend?!?!?

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