Let’s Movie LXIV

Let’s Movie LXIV

WINTER’S BONE
di Debra Granik
USA, 2010, 100’
Giovedì 7/ Thursday 7
Cinema Astra
21:00/9:00 pm
In lingua originale con sottotitoli/in English with subtitles

The-summer-is-magic Moviers,

Lo so, lo so, è il 3 aprile, l’estate è ancora lontana, la freddofregatura dietro l’angolo. Però è troppo bello scrivervi con le infradito ai piedi, lasciatemelo dire…

Ringraziamo il Fellow D per aver partecipato al Let’s Movie LXIII lunedì e aver salvato il Board dal deserto Moviers. Don’t worry, niente ramanzine: mi rendo conto che era lunedì, e il Monday tende ad essere traumanic (traumatic+manic) per tutti, Moviers in primis…
L’apprezzamento per il Fellow D è tuttavia da ridimensionarsi. Il Felllow non solo non mi aderisce alla politica Feed-the-Baby-Blog postando commenti e Movie-lines (come gli splendidi Anarco-zumi, WG Mat, Honorary Member Mic&Cap, Fed FFF e Andy the-Situation-Prestige-Phelbs fanno), ma si vanta di leggere le mail del vostro devoto Board “fino  in fondo” ― come se leggere le mail del vostro devoto Board “fino in fondo” fosse una tortura, non capisco…

Per vedere il film ci siamo mescolati agli studenti della facoltà di Sociologia ― io me la sono cavata BRILLANTEMENTE come matricolina non frequentante, ma far passare il Fellow D come uno studente 10 anni fuori corso è stata dura… 🙂
Sto BurlonBoard-scherzando ovviamente: l’ingresso era aperto a tutti!

Uh ma come mi è piaciuto “Bread&Roses”! Finalmente una Los Angeles che non è Bel Air e Santa Monica, limo e tacchi a spillo. Una Los Angeles che è West L.A. e Griffin Park, autobus e scarpe di tela. Una città piena d’immigrati chicani che non sognano Mikimoto e Chinese Theater, ma un lavoro onesto, e il rispetto dei propri diritti. La cosa  buffa è che questo splendido sguardo altro gettato sull’America Land-of-Plenty/Terra-della-cuccagna è di un regista britannico…! Fa specie, no? Ma forse sono proprio gli occhi distanti a salvarci dalla miopia…

L’America ne esce tutta ammaccata. Ma come?, ci chiediamo noi. Il paese più democratico dell’UNIVERSO che non riconosce il diritto dei lavoratori a unirsi? (Fyi, lo Statuto dei Lavoratori italiano è del 1970, applausi). Il paese più democratico dell’UNIVERSO che non concede la malattia, che licenzia per un ritardo? Ma come? Ecco, per me i “ma come?” sono la vittoria del cinema di denuncia quando il cinema di denuncia è fatto come si deve. I “ma come?” svegliano le coscienze attraverso la scienza, il sapere ― il cinema, come l’arte, è uno strumento preziossissimo, a prescindere che si apprezzino o meno il cinema/l’arte impegnati (io personalmente apprezzo).

Consiglio la visione di “Bread & Roses” ai miei guys di Los Angeles, Mario, Davide e Andrea, che hanno vissuto con me la città ― ma con loro anche tutti quelli che ci sono stati e l’hanno vista. Capiranno, ne sono certa.
A partire dagli autobus.
A Los Angeles l’autobus è guardato con ribrezzo ― non disprezzo, proprio ribrezzo. Se prendi l’autobus sei “white trash” ― con “white trash” i WASP della città definiscono la popolazione latina, o meglio, la popolazione non-white. Se abiti a Beverly Hills e prendi l’autobus sei un loser in lizza per il World Loser’s Award ― poi c’erano 4 italiani che stavano a uno sputo da Beverly Hills e lo prendeva per andare all’Opera, ma questa è un’altra storia…
Insomma, vedere l’occhio loachiano seguire così tante volte un mezzo di trasporto, ti fa capire quanto i dettagli, cinematograficamente parlando, NON siano mai solo dettagli. Un mezzo di trasporto, NON un mezzo di trasporto. C’è tutta una riflessione cine-sociologica dietro a quattro ruote.

Altro motivo per cui sto pensando di scrivere un’ode a Ken Loach? Be’, è stato in grado di scansare con gran classe quello che poteva diventare l’happy-ending più caramelloso della storia, pur riuscendo a farci uscire dalla sala (ehm dall’aula) con la speranza. Vi sembra poco, Moviers?? A me succede così di rado, che quando capitae finisco col consigliare il film a cine-cani&porci ― la speranza è merce rara, oggi più che mai.

E ora scusatemi, ma non posso proprio non spendere due parole per l’adorabile, talentuoso, adattissimo, giovanissimo, logoro-quanto-basta, splendidamente-zazzerato Adrien Brody, che il Board ha seguito per tutto il film con somma, sommissima gioia…. Francamente non se ne può più di Generali Decimo Massimo (la Fellow Fata Jes perdonerà), e belloni di cartapesta prestati al cinema (ma l’avete visto il tizio impostatissimo ― tale Taylor Lautner ― che recita insieme a Pattinson in “Twilight”?? Mamma mia, Ken di Barbie in confronto è il molleggiato…). Ady (il Board lo chiama così, nell’intimità…), cioè Adrien Brody, ha una delicatezza nel modo di recitare, ma anche una credibilità, che mi ricordano tanto la grazia di Marcello Mastroianni ― nessun paragone veh, solo una sensazione. Quella signorilità d’altri tempi, quell’acting puntuale e poco sbandierato che non sconfina mai nell’over-acting… Non è questione di bellezza. Forse di fisicità, forse di metafisica della recitazione ― si potrà parlare di metafisicità? Ma non di bellezza.

Riguardo al tema dell’immigrazione clandestina, se v’interessa approfondire, vi consiglio “Maria Full of Grace” e “Quando sei nato non puoi più tornare indietro” ― quest’ultimo è un film italiano, e lo consiglio perché i nostri scafisti non sono altro che la controparte intalo-albanese dei “coyotes” americo-messicani, i delinquenti che accompagnano i messicani oltre il confine statunitense in cambio di cifre altissime. In fondo  il concetto è quello: cambiano le modalità, ma lo sfurttametno dei poveracci è una pratica apolide.

Ma veniamo a noi… Questa settimana sono rimasta indecisa fino all’ultimo, ma poi il perfezionamento del vostro inglese ha avuto la meglio:

WINTER’S BONE
di Debra Granik

Programmato in lingua originale con i sottotili, “Winter’s Bone” rientra nel programma “Let’s Movie to Mister Brown – Lesson Number 1”. Because Let’s Movie cares about your English 🙂

Inoltre, per una volta, anche tutta la CREATE-NET population potrà aggregarsi…
So, this is a call for our Moviers, Aza, Joe, Chris, Richard, and all the English-speaking folks, please join us! Trento EVENTUALLY discovered the joys of screening movies in English with subtitles… Better late that never… 🙂

Un altro appuntamento che Let’s Movie è lieta di patrocinare è la visione di “BORIS – IL FILM”, organizzata dal WG Mat in concert with Andy the Situation Prestige Phelbs ― in arrivo dal varesotto apposta per l’evento. Per contribuire al prestige dell’iniziativa, che si preannuncia l’happening dell’anno, il Board invita tutti i Fellows interessati ad unirsi, e sta valutando di unirsi nonostante l’ignoranza in materia “Boris” (Confesso di non aver mai visto l’acclamatissima serie, ma riconosco che la colonna sonora di Elio vale da sola il prezzo del biglietto ― “Pensiero stupesce”. http://www.youtube.com/watch?v=OJZEsQSl4uE)

La Fellow Junior è già onboard, insieme al Fellow O’ Principe Ferdinando e il guest Paolo, il Duca di Lombardia.
La Boris night si terrà domani, lunedì 4, alle ore 21:30/9:30 pm al Cinema Astra ― per eventuali cambiamenti di programma dell’ultimo minuto, prendetevela pure con il WG Mat.
Ah, ed eccovi il trailer del film, http://www.youtube.com/watch?v=_x7ERlewURQ

Altra comunicazione: qualora non riceviate la mail domenicale, potete leggerla direttamente dal nostro Baby Blog, www.letsmovie.it ― io la pubblico subito dopo avervela mandata. Quindi d’ora in poi niente più sguardi “io non ho ricevuto la mail, come facevo a venire??”, tra l’angelico e il (fintamente) indispettito… Furfanti Fellows, il Board è più furfante di voi e ha un sistema (sottratto dal furfantissimo WG Mat a qualche Intelligence) che permette di monitorare chi legge e chi non legge la mail di Let’s Movie… Eh eh… Spiacente, ma il Big-Brother Board cannot be fooled. 🙂
Inoltre, visto che i disguidi con la posta elettronica sono stati sistemati (Fellow Gerri avvertito), non avete proprio più nessun tipo di scusa cui aggrapparvi. Spiacente x 2, ma il Board ha imparato dal DDT e stermina i problemi alla radice.

Prima di lasciarvi al vostro sonno domenicale (cominciato davanti a questo vostro schermo, I know), ci tenervo a dirvi una cosetta… Ricordate la citazione del pittore Fabio Guglielmi? “Amo la vita anche quando piovono sassi”? Ecco. Visto che questo periodo mi pare un po’ piovoso per tanti, mi piacerebbe che consideraste Let’s Movie come una specie di ombrello… Senza pretese, veh, giusto un riparo un po’ strampalato su cui far rimbalzare le sassate del quotidiano… Perché voi forse non lo sapete, ma per me siete proprio questo, i miei umbrella Moviers (molto Rihanna qui :-))…

E ora, dopo aver chiuso la parentesi lacrimevole, infilate il cine-pigiama e filate dritti a letto! Prima però sorseggiatevi ‘sto riassuntino che vi ho versato in calce e ‘sti saluti, che per oggi, tra sole vero e piogge metaforiche, sono metAeorologicamente cinematografici…

Let’s Movie
The Board

UN GELIDO INVERNO: La 17enne Ree è alla disperata ricerca del padre scomparso. L’uomo, che ha un processo in corso ed ha impegnato la casa di famiglia per pagare la sua cauzione, se non si presentasse al processo lascerebbe Ree, la madre malata e i fratelli più piccoli in mezzo a una strada. Per salvare la famiglia e scoprire che fine abbia fatto suo padre, Ree metterà a repentaglio la sua stessa vita, scontrandosi contro un muro di omertà, menzogne, sotterfugi e minacce.

Film vincitore del Grand Jury Prize Dramatic e del Waldo Salt Sceenwriting Award al Sundance Film Festival del 2010; vincitore dei premi per il Miglior Film e la Migliore Attrice Protagonista al Torino Film Festival e candidato a quattro premi Oscar.

WINTER’S BONE: With an absent father and a withdrawn and depressed mother, 17 year-old Ree Dolly keeps her family together in a dirt poor rural area. She’s taken aback however when the local Sheriff tells her that her father put up their house as collateral for his bail and unless he shows up for his trial in a week’s time, they will lose it all. She knows her father is involved in the local drug trade and manufactures crystal meth, but everywhere she goes the message is the same: stay out of it and stop poking your nose in other people’s business. She refuses to listen, even after her father’s brother, Teardrop, tells her he’s probably been killed. She pushes on, putting her own life in danger, for the sake of her family until the truth, or enough of it, is revealed.

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3 Comments

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  2. Ehi, Board, guarda che in realta’ era difficile farmi passare per un fuoricorso perche’ avevo l’aria da liceale.. 😉
    E comunque anche stavolta email failed, almeno a me non e’ arrivata…
    (E stavolta leggerla fino in fondo e’ stata durissssssssima!!!)

    D

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    • L’aria da liceale?? Ma se ho dovuto intercedere in qualità di Board perché non ti cacciassero?!? 🙂 …Comunque FINALMENTE you fed the Baby Blog… E quanto alla mail non ricevuta, confido in un pronto intervento del WG Mat versione E.R. 🙂

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