Let’s Movie LXVI

Let’s Movie LXVI

HABEMUS PAPAM
di Nanni Moretti
Italia 2011, 100’
Mercoledì 20/Wednesday 20
21:30/9:30 pm
Astra

ER Moviers!

Come posso non adorarvi, croce-e-delizia-di-mi-vida Moviers?! Lunedì ho avuto la riprova che tendete più alla delizia che alla croce… Ho ricevuto tutta una serie di messaggi preoccupati per me e per le sorti di Let’s Movie… Non pensavo che foste così affezionati alle mail domenicali (ho visto mail domenicali stampate per incartarci il pesce… :-)) . Pensavo che stesse tutto nella mia fantasia, il mondo Let’s Movie intendo, e che voi lo subiste passivamente, perplessamente (tipo “bah-assecondiamo-i-pazzi”)… E invece… Attivamente, convintamente… Sentirvi mi ha aiutato nel momento non  molto done che sto attraversando.

A questo proposito. Il Let’s Movie di mercoledì non è stato il Let’s Movie più facile della storia, e i presenti possono confermarlo. Ma anche grazie ai presenti, il Board l’ha superato, in qualche modo. Ringrazio quindi l’inatteso Fellow D per aver suonato il campanello, e aver corso con me i 78 metri che dividono la Board’s Mansion dallo Smelly Modena; la Honorary Member Mic che, pur approvando la scelta “Mammuth”, ha molto ironizzato con espressioni tipo “C’hai fatto due mammuth così con ‘sto film”… Un udite-udite e un ringraziamento tutto speciale alla Fellow Cavallapazza Cavalleri che in data 13/04/2011 ha rinunciato alla latitanza per giungere in soccorso della sua Musky (che è una delle varie identità del Board)… Pao, se il dramma ti fa correre a Let’s Movie, mi trasformo immediatamente in Greçia Colmenares (e qui vi voglio, soap Moviers…).

Mammuth. Finalmente delusione zero. Finalmente qualcosa di sopra le righe ma non troppo ― non quel sopra le righe che piace ai critici ma che piace a chi intravede del potenziale nello spazio tutto bizzarro (e ambito) sopra le righe… Noi Moviers siamo rimasti colpiti dalle riprese sgranate, come se fossero state girate con una telecamera amatoriale. È un tipo di linguaggio visivo che ho trovato adattissimo alla storia di Serge, e alla malinconia che il suo personaggio emana. Non si può non tracciare un parallelo fra il Gérard Depardieu Mammuth e il Mickey Rourke Wrestler del film di Arnofsky… La storia di solitudine è più o meno la stessa (anche se Serge è forse meno drammatico, meno condannato). E stessa conformazione ― più sfacelo fisico ― dei due personaggi. In effetti “Mammuth” e “The Wrestler” sono due film che poggiano il rispettivo impianto narrativo-stilistico su una coppia di corpi debordanti e sbagliati ― sbagliati rispetto ai canoni imposti dalla società. Adipe, capelli unti, vestiti sporchi. Potremmo parlare di (cin)estetica del brutto, senza per questo scomodare Rosenkranz.
E ci sono scene spiacevolissime ― la scena di Serge a letto col cugino non sarà facile da dimenticare… Eppure, nel caso di “Mammuth”, la profonda tristezza evocata da un corpo ingombrante e seborroico come quello di Serge subisce una catartica sdrammatizzazione attraverso momenti di comicità surreale e grottesca che conferiscono al film un sapore meno amaro, e a tratti persino gustoso. Personaggi improbabili come quello della psico-nipote artistoide ― la scena di lei al colloquio tocca picchi di non-sense da teatro dell’assurdo ― oppure quello della moglie (che parte con l’amica per vendicare il furto del cellulare del marito, Thelma & Louise versione over-nut&over-size) regalano attimi esilaranti di indubbio valore (è una comicità tutta strana, che non ha nulla del demenziale cinemapanettoniano, ve l’assicuro…).

Ecco magari avrei risparmiato il finale zen, ma in fondo meglio quello delle madri coraggio diciassettenni che manderanno i propri fratelli a Harvard e Yale, perché se credi nelle stelle&strisce, tutto è possibile (vedi “Winter’s bone”)… Bleah!
Quindi sì, “Mammuth” is definitely approved by the Board.

Se vi va, per questa settimana vi propongo,

HABEMUS PAPAM
di Nanni Moretti

Direi che sì, un Moretti può starci a Let’s Movie, specie se già in viaggio per il Festival del Cinema di Cannes… Speriamo sia un Moretti più eccebombiano che caimaniano… Staremo a vedere…

Ho il presentimento che anche il Let’s Movie di mercoledì non sarà facilissimo. Ma credo in una perla che mi hanno incastonato in un posto speciale. Ci credo con ogni singolo centimetro di Board&Sara. Sentite qua.

The cinema substitutes for our gaze a world more in harmony with our desires”.

È anche per questo che Board&Sara sarebbero sempre al cinema. La caverna dei sogni è il luogo dove l’armonia con se stessi è finalmente possibile.
Ora la perla è anche vostra. E grazie a un cine-gioielliere virtuale, ve la consegnerò brevi manu alla prima occasione…

Vi ringrazio ancora, nursing Moviers. Siete speciali, tutti tutti, devo dirvelo più spesso…
E con questo riassunto in calce, vi mando dei saluti che per oggi sono farmacologicamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

HABEMUS PAPAM: Alla morte del vecchio Papa si riunisce il Conclave per eleggere il nuovo pontefice della Chiesa cattolica. Ma il prescelto, il cardinal Melville, è preda di dubbi e fortissime ansie e per questo cade in subitanea depressione per il timore di non essere in grado di salire degnamente al soglio pontificio. Il Vaticano chiama allora uno psicanalista, il professor Brezzi, perché assista Melville e lo aiuti a risolvere i suoi problemi.

 

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1 Comment

  1. Déjà vu… direi che merita, a parte il finale un po’ troppo.. come dire.. un po’ troppo.
    🙂

    daniele

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