Let’s Movie LXXI

Let’s Movie LXXI

THE TREE OF LIFE
di Terence Malick
UK 2011, 131’
Martedì 24/Tuesday 24
21:30/9:30 pm
Astra

Fit-oh-sooooo-fit Fellows,

Prima di passare al Let’s Movie bisnèss, lasciatemi spendere duemila parole per aggiornarvi su Mission-to-VENUS (VENice with US) di cui avevamo dato notizia la settimanan scorsa. Ebbene, da Cape Canaveral vi confermeranno che, ieri, sabato 21 maggio 2011, il Fellow Iak-theMate, il Fellow D, il Fellow Pantografo e il Board, altrimenti detti “I Venusiani/The Venusians”, hanno raggiunto Venezia in bicicletta, portando a termine la missione “Trento-Venezia one way” (173 km) sani e salvi! Sul “sani”, il Fellow Pantografo avrebbe qualcosa da ridire, viste le due cadute DUE che l’hanno visto protagonista, ma nonostante tutto ― nonostante la gomma forata, nonostante il caldo, nonostante le piane infinite del padovano, nonostante un mal di sedere mai concepito prima e nonostante uno sciopero dei treni selvaggio che ha costretto i Venusiani ad abbandonare il treno a Bassano e passare al pulman ― nonostante tutto, i Moviers Venusians vostri compagni ce l’hanno fatta!

Se i primi 145 km sono andati via relativamente in scioltezza, a 15 km dal Ponte della Libertà le gambe del Board hanno lasciato i pedali e al loro posto sono intervenute le meningi. Solo così il Board ha superato gli ultimi 15 km. Solo con la testa, mentre il Fellow D dispensava generosamente destrosio, il Fellow Pantografo lottava sulla sua bici ermafrodita e il Fellow Iak-the-Mate sfrecciava come un pazzo verso un treno tiranno.

Confidiamo che la prossima Mission-to-VENUS veda anche la partecipazione del Fellow Pilo (grimpeur d’eccezione), del Fellow Doc (passista senior nonché miglior Bike Outfit durante MUKKE 2010 – Trento-Torbole and back), del Fellow Gerri (che ha ufficialmente tutto il tempo per allenarsi), del Fellow Friz Vogue (istruttore e biker provetto che vi invita a partecipare ai suoi tours, www.tridentumbike.it), della Honorary Member Mic (che ormai mi padroneggia la ciclabile Roncabronx-Trento Sud come pochi), della Felllow Cap (che inforca la sua bici senza temere le gang di Los Gardolos), dell’Anarcozumi e della Fellow Giuly Jules (che si sono girate Cuba in bici, e scusate se è poco), del WG Mat (che adesso s’è fatto la mountain-bike nuova e non ha più scuse), del Fellow Andy the Situation Phelbs (che è un ciclista categoria “Prestige”, quando non impegnato in vasca), del Fellow Companero Gab (che ha imparato a proprie spese che manubrio e gelato non vanno d’accordo), degli Avvofellows (che baikano da anni e anni), e di tutti gli altri Moviers magari poco usi alle due ruote…

Insomma 173 km si fanno! Il sedere fa un male cane, ma si fanno!

Perché vi racconto di VENUS 2011? Be’, sia perché questa è pur sempre una (amabile) dittatura  :-), sia perché i partecipanti sono tutti dei Moviers, sia perché torno a ribadire quanto detto a febbraio, quando s’era corsa la mezza maratona di Verona con il Fellow Iak-the-Mate e Fra(nz). Vi avevo parlato di come Let’s Movie basi la sua ragion d’essere sul movimento e la compartecipazione oltre che sul cinema. VENUS 2011 è stato movimento condiviso insieme a Moviers ― il massimo che il Board possa desiderare. Per me queste esperienze sportive condivise sono come precipitarsi al cinema insieme a un paio di Fellows, oppure trovarli là che mi aspettano. Tutto sta lì, nel fare insieme. E mi piace che Let’s Movie sia foriero di questo modus condividendi (mamma mia, liberi di non parlarmi più dopo questo sbrodolata finto-latineggiante… :-)).

Ma veniamo al cine-bisnèss, Fellas…. Dunque, ringrazio il Fellow D e le Fellows Vaniglia&Cioccolato per essere venuti a “Generazione 1000 Euro” ― ringrazio in modo speciale la Fellow Vaniglia (Roberta all’anagrafe) che ha postato un messaggio sul Baby Blog in tempo zero, mostrando così a TUTTI i lazy-lazy-superlazy Moviers quanto sia facile concretizzare la politica del FTBB ― Feed The Baby Blog….

Avendo speso duemila parole su VENUS 2011, risparmio un po’ sul commento dell’opera di Venier. Come vi avevo già anticipato la settimana scorsa, il film è dignitoso. Racconta una storia abbastanza qualunque (be’, “qualunque” è un parolone…sfido chiunque a trovare una direttrice marketing come Carolina Crescentini che rispettivamente ti fa avere un contratto a tempo indeterminato, ti si vuole fare e portare a Barcellona, e tu, precario COCOCO-COCOPRO con prospettive zero, rifiuti…), e la racconta in maniera leggera, divertente. Ma il quadro che ne esce è disarmante (giovani piEgati/piAgati dal diktat del COCOCO-COCOPRO, sogni rimpiazzati da posizioni markettare insulse, stipendi da fame…); e il fastidiosissimo lieto fine improbabile e fuori luogo ― con quel sorriso-smorfia artificiale del protagonista (che è un tipo meravigliosamente imbronciato/inkazzoso per tutto il film) ― in realtà nega quel quadro disarmante. Ma si sa, il film rientra nel filone “mettete-fiori-nei-vostri-cannoni” ― dove “fiori” sta per speranza, non per altra roba verde, Fellows… Un po’ come “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì, uscito un anno prima del film di Venier ― i due film mi risultano molto gemellieterozigotici: alcuni dettagli sono diversi, ma la carne di fondo è la stessa…

Ci sono comunque delle chicche che meritano, come l’interpretazione di Francesco Mandelli, spalla-molto-più-che-spalla del protagonista, che trasforma ogni cosa in un film (e fa il proiezionista, come Alfredo/Philippe Noiret in “Nuovo Cinema Paradiso”!) e regala battute molto done (“Questa è l’unica epoca nella storia dell’umanità, in cui c’è gente che torna in Molise!”).

Non fosse stato per quel sorriso-rictus alla fine… Ah, mannaggia! Le sirene dell’ottimismo ammaliano tutti…
MANNAGGIA!

Ringrazio il WG Mat per aver ingannato l’attesa con un gelato e per essere venuto  allo Special “Let’s Movie to Nanni” mercoledì scorso all’Astra ― il Fellow Companero Gab elimini le talpe mal informate, please.

Vi dirò. Credo di essere rimasta più impressionata dall’idea di avere Moretti in Corso Buonarroti a Trento più che dal suo intervento in sé. L’ho trovato opaco. Nel senso di poco brillante. Un po’ sottotono ― la mente ancora croisettante, chissà…  Forse ha detto cose che mi aspettavo dicesse, tipo che non ha fatto un film sul Vaticano. Si è immaginato il suo papa, il suo Vaticano, il suo conclave. L’enfasi sul possessivo è cruciale per capire che “Habemus Papam” non è e non vuole essere un film cronachistico o di denuncia. È un’opera d’immaginazione. Nonno Nanni ha parlato di “realismo grottesco” ― io personalmente tengo ben volentieri “grottesco” e rimango perplessa su “realismo” ― ma questo è un chiaro messaggio rivolto a chi vuole trovare a tutti i costi nei film delle intenzioni che sono più nella mente dei critici che dei registi…

Questa settimana vi propongo un film verso il quale provo mixed feelings

THE TREE OF LIFE
di Terence Malick

Il film è stato accolto da applausi e fischi al Festival del Cinema di Cannes 2011, dove è un palmabile (=papabile per la Palma :-)). C’è chi lo considera una noia e chi un capolavoro assoluto… Quale tribunale migliore di Let’s Movie LXXI per deciderne le sorti? Ecco perché vi convoco tutti, Fellows Giudici della Corte Suprema di Letsmovielandia, per redigere il verdetto… (Girl Moviers:  il teste Brad Pitt vi aspetta in tutta la sua insopportabile bellezza al banco degli imputati, e se proprio proprio “The Tree of Life” in sé non vi ispira, fatelo almeno per lui…per quell’insopportabile bellezza…).

Sì sì ho finito… Mi manca solo il riassunto in calce(struzzo), i grazie-grazie-grazie sempre circostanziati ma mai di circostanza, e i saluti, ciclicamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

P.S. http://www.youtube.com/watch?v=77nD3pJZWi8, se volete una colonna sonora per questo messaggio… 🙂

THE TREE OF LIFE: Da piccolo, Jack aveva una concezione idilliaca del mondo, conosciuto soprattutto attraverso gli occhi di sua madre, una donna che credeva nel rispetto e nell’amore verso il prossimo. Tuttavia, crescendo Jack si è trovato ad affrontare la dura realtà della vita, che di idilliaco ha ben poco, come gli ha invece sempre insegnato suo padre. Da adulto, Jack diventerà consapevole che ogni esperienza vissuta fa parte di un grande miracolo, prezioso e incomparabile, messo in atto per renderci parte di uno schema che si perpetua nel mondo da millenni…

Un affascinante romanzo di formazione che esplora le vicende di una famiglia americana, gli O’Brien (Brad Pitt e Jessica Chastain) e del loro figlio maggiore Jack (Sean Penn da adulto) dall’innocenza dell’infanzia alle disillusioni dell’età adulta raccontate attraverso lo sguardo potente, visionario e simbolico di Malick.

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