Let’s Movie LXXIV

Let’s Movie LXXIV

BEYOND
di Pernilla August
Svezia-Finlandia 2010, 95’
Giovedì 16/Thursday 16
Supercinema Vittoria
21:00/9:00 pm

My Yes-Men Moviers,

Assolutissimamente attacco con il saggio “Della serendipidità di Let’s Movie”.

Tu arrivi una sera, l’ennesima, credendo di trovarti da sola col caro vecchio (M)Astrantonio, impietosito dalla tua ennesimità,  e invece guarda, la Fellow Claudia The Critic e le Fellow Vaniglia&Cioccolato ti stupiscono con la loro presenza letsmovieana su una panchina antistant’Astra. E mica se ne stanno lì, con le cine-mani in mano. No, no.  Collaborano attivamente per la divulgazione di Let’s Movie attirando in Letsmovielandia Alberto, esperto critico cinematografico che seduta stante ha assunto il titolo di Fellow Alberto l’Esperto. Per incrementare la viralità di Let’s Movie, La Fellow Cioccolato Roberta ha contagiato e costretto al cinema l’amica Mila che risulta essere a tutti gli effetti la gemella bella di Stephanie di Monaco da giovane, e che per questo viene ribattezza Fellow Milanie-de-Monacò ― a questo proposito urge una rassicurazione: l’alto tasso di nobiltà tra i Fellows di Let’s Movie (Luca the First, il Fellow Marco Principino di Busa-Belair la neo-Fellow Melanie-de-Monacò) non minaccia in alcun modo alcuno la dittato-democrazia di Let’s Movie (il vostro “meno male” corale s’è sentito fin qui…) 🙂

Assolutissimamente ringrazio Alberto l’Esperto per avermi offerto una prospettiva altra su “The Tree of Life”. Il Board, che tanto aveva sofferto lo scollamento tra la storia narrata e l’apparato cosmogonico featuring  oceani, dinosauri, cieli e altri panorami Quarkiani, non aveva valutato l’intenzionalità dello scollamento.  Davanti alla bellezza suprema del creato (che, fa notare giustamente Alberto, è stato reso con immagini di repertorio, giacché inutile e vano è il tentativo di poter ricreare artisticamente qualcosa che eguagli o superi la perfezione della natura), quanto minuscola e insignificante può sembrarci la storia travagliata ma  sostanzialmente mediocre della famiglia? …Forse è più la riflessione filosofica il porto in cui you-know-Malick ci chiede di sostare…
Tante perplessità rimangono, tuttavia è innegabile che il Board a volte usi troppo la pancia nei suoi giudizi ―e tu smetti di muah-ridere, WG Mat! Ma Fellows, non c’è niente di più bellow che incontrare un neo-Movier per caso, un mercoledì sera, così, serendipitamente, e guardare il film attraverso i suoi occhi. Del resto, “solo gli stupidi non cambiano mai opinione” (copyright by James Russell Lowell, and Marco, il Principino di Busa-Belair…).

Laggiù nel vicentino, ben lontana da prati verdi, carrocci e soli alpini, abita una specialissima Senior Movier della stirpe honorarymembermichiana che ci pregiamo di avere come lettrice e che probabilmente apprezzerà la riapertura della parentesi malickiana… 😉

Come dicevo al Fellow Avvopaolo (ligissimo movie-marinaio che ha preso parte al progetto Lode-a-LOGORAMA), sono partita cauta cauta con “Il ragazzo con la bicicletta” ― diciamo che l’esperienza dardenniana “Il figlio” non ci aveva messo proprio le ali ai piedi, if you know what I mean… Poi però il film si è rivelato un piacevolissimo crescendo: si prende confidenza con la trama, si acquista velocità e si finisce per sfrecciare verso il finale con una leggerezza e un piacere assolutamente per nulla dardenniani. Voltare il capo verso le altre Moviers e vedere il sorriso sbocciare sulla bocca di Claudia e di Elisabetta, e i nostri reciproci pollici parlare la lingua dell’okay, ha sancito la conclusione in bellezza della corsa “Il ragazzo con la bicicletta” 🙂

Ci sono tante ragioni per cui questo film ha fatto centro. Una di queste, è il modo innovativo di raccontare l’incontro fortuito di due solitudini un po’ anomale ― un ragazzino problematico rifiutato dal padre, e una parrucchiera di periferia sulla quarantina. Non si sa bene come né soprattutto perché, ma i due si trovano: una coppia di calamite che si attraggono, superando il quotidiano e l’ingiusto della vita ― partner egoisti, padri egoisti. Fino a toccarsi. Fino a quel meraviglioso clack, che è il passo successivo al click ― in fondo trovare un essere con cui fare prima click e poi clack (solo il click non basta) è la quest dell’essere umano non molièramente misantrophe. La trama avanza ― come Cyrill in sella ― verso quella congiunzione finale in cui due esistenze senza particolare direzione trovano finalmente una direzione, un senso appunto.
E non è un caso (almeno non per me!), che la vicenda sia tutta imperniata sulla bicicletta di Cyrill, la vera altra protagonista del film che entra a pieno diretto nel titolo ― è la bici che fa muovere narrativamente l’azione (Samantha ritrova la bici di Cyrill e gliela ricompra: di lì parte tutto). In un certo senso la bici è Cyrill, una parte di lui, come un terzo braccio o una terza gamba. È mezzo in senso meccanico e mezzo in senso allegorico: aiuta Cyrill a spostarsi da una parte all’altra del paese e della sua vita, accompagnandolo per tutte le prove che deve superare. Una scena rappresentativa? Quando Cyrill scappa via dopo la rapina ai danni del benzinaio e pedala, pedala, pedala da Samantha… Cyrill in realtà sta pedalando via dall’errore, dalla strada sbagliata, da una vita che potrebbe essere TUTTA sbagliata, e da un dolore (il padre che non lo vuole con sé) per dirigersi verso una strada giusta, o quello che potrebbe essere l’inizio di una strada giusta, e verso l’amore che riparerà quel dolore.
Più avanti nel film, la pedalata di Cyrill e Samantha lungo il fiume e lo scambio delle reciproche biciclette sancisce l’inizio di questo nuovo inizio, che è magistralmente posticipato dall’episodio di viltà del benzinaio e di suo figlio ― be’, qui c’inchiniamo ai Dardenne, che chiudono il film in un dolceamaro che tuttavia non altera il sapore di buono del film.
Ah dimenticavo, il tutto raccontato con uno stile realistico, pulito, uno stile non-una-parola-di-troppo-non-un-gesto-di-troppo. Insomma, in questo film la scuola Dardenne mantiene il linguaggio Dardenne, ma adotta tutt’un’altra umanità. O perlomeno questo è quanto è arrivato a me ― e adesso a voi, miei poveri inermi Moviers…
Grand Prix de la Jurie approuved by the Board… E film che i miei VENUSians devono vedere, foss’anche soltanto per ciclo-solidarietà… 🙂

Prima di svelarvi il film della settimana e liberarvi da tutta questa vostra impellente trepidazione, una Breaking News da Los Angeles… Stando ai rumours, pare che l’Anarco-zumi, in uno di quei party extremely posh che è usa frequentare nelle sue trasferte californiane, avrebbe fatto capitolare Morgan Freeman. L’attore, dopo essersi fatto largo fra una folla di oltre 200 invitati, avrebbe raggiunto la nostra Anarchica e le avrebbe intonato “There’s chemistry between us”, la versione inglese della hit di Olmo “C’è simpatia fra di nooooooi”…
Dopo George Clooney lo scorso anno ―sui cui resti post-zumiani la Canalis ha pateticamente banchettato ― l’Anarco-zu avrebbe colpito ancora…
In attesa di conferme o smentite dalla diretta interessata, non possiamo che dirle, Zu, you rule…

Ora basta trepidare… Questa settimana proponiamo

BEYOND
di Pernilla August
Svezia-Finlandia 2010, 95’

Ok, prendete alla lettera il titolo, e andate OLTRE la terza riga! Svezia-Finlandia ― no, Fellow Big, non è un’amichevole ― non vuol dire solo Bergman e Von Trier…
Siatemi  Mecenate-Moviers, e date una possibilità a questa regista svedese al suo debutto registico ― che le è pur sempre valso il Premio della Critica alla Mostra del Cinema di Venezia 2010…

Prima della calceviva e dei saluti, avrei una curioSItà… Ma mi SIete andati a votare oggi,, neh? Nel caso in cui non mi SIate stati Yes-Men Moviers, vi esorto CALDISSIMAMENTE a rimediare portorecanandovi  alle urne domani ― i seggi rimangono aperti fino alle 3:00 pm. (Ah quando il Board dice “esorto CALDISSIMAMENTE”, vuol dire che ha già pianificato una serie di azioni di rappresaglia nel caso in cui la CALDISSIMA esortazione venga ignorata). E non SI inSInui in voi il dubbio che vi SI voglia dire se votare o no, non SIa mai… 🙂
A questo proposito vi riporto http://www.youtube.com/watch?v=1zLgbeUch4g perché al minuto 2:20 siamo chiamati in causa…

E dopo questa brevisSIma digresSIone, vi ringrazio della pazienza (OGGI mi sono dilungata un po’, in effetti), vi calcevivo il riassunto giù di sotto e vi porgo dei saluti che oggi sono referendarianamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

BEYOND: Una mattina Lena riceve una telefonata dall’ospedale della sua città natale: la madre è in fin di vita. Questa notizia la porta a confrontarsi con la madre per la prima volta nella sua esistenza da adulta. Lena ha lottato tutta la vita per dimenticare il dolore di un’infanzia difficile; adesso è costretta ad affrontare il proprio passato per essere in grado di superarlo.

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Let's Movie LXXIV, 10.0 out of 10 based on 1 rating

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