Let’s Movie LXXV

Let’s Movie LXXV

LE DONNE DEL SESTO PIANO
di Philippe Le Guay
Francia, 2011, 106’
Mercoledì 22/Wednesday 22
21:30/9:30 pm
Astra

Finland-Forever Fellows,

Allora qui urge una lista di quelle classiche, punto-dopo-punto pam-pam-pam, per accogliere e arginare la calca di Moviers che preme per guadagnare l’isola felice di Letsmovieland, dove, ricordiamo, l’improbabilità regna sovrana.

Non spingete, che c’è posto per tutti…

  • La Fellow Ekatarina detta Katarì ― lei forse non coglierà la citazione pizzaiola molto 80s, ma noi Moviers molto 80s, sì; spero che la Fellow riesca a organizzare delle proiezioni di film in lingua inglese che saremo ben felici di prendere in considerazione per la programmazione letsmovieana 🙂
  • La Fellow Elisa detta Patata, Duchessa non sportiva del Ducato di Spor(T)maggiore, che per pigrizia e sonno facile non verrà mai a Let’s Movie ma che sa benissimo che “le donne sono una COSA importante” 🙂
  • Il Fellow Lorenzo detto Lore, Duca del Ducato di Spor(T)maggiore, che non verrà mai a Let’s Movie, e non per pigrizia o sonno facile, ma perché sarà impegnato a ingozzare di junkerie varie la sezione discarica “Let’s B Movie”, iniziata qualche tempo addietro dai nostri tre(sh) Piccoli Porcellin, il Fellow Andy The Situation Prestige Phelbs, il WG Mat e l’Anarco-zumi. Un Board atterrito teme possibili tresh-summit fra i quattro summonnezzati, ehm, summenzionati…
  • La Fellow Margherita del Clan CREATE-NET, che non ne potrà più di M’ama-non-m’ama e Riccardi (S)Coccianti e Faust e maestri e compagnia bella, e che per questo chiameremo Megghi. Sì, all’italiana, così, per amor d’italianità (come facemmo con il Fellow Gerri, mica Jerry) ― ogni tanto la filo-anglofonia di Let’s Movie lascia spazio al dolce stilnovo… Un grazie speciale alla Fellow Fata Jes per aver fatto da Virgilio, scarrozzando la Megghi in giro per Let’s Movie.
  • La Fellow Cristina detta Cristina Casa-Clima, preziosissimo acquisto di Let’s Movie vista l’alta expertise in materia cinematografica ― un ringraziamento speciale alla Fellow Vaniglia che ha seguito le trattative dell’acquisto, convincendo Cristina a partecipare alla proiezione di “Beyond”.
    Approfitto per chiarire un misunderstanding identitario e fare pubblica ammenda: giovedì la crapa dura del Board ha finalmente capito che la Fellow Vaniglia è Roberta mentre la Fellow Cioccolato è Elisabetta, e non viceversa! Purtroppo il Board, obnubilato da tutta ‘sta grazia dei cine-sensi, ha confuso visi, colori e sapori… Sorry, sorry, sorry e ancora sorry… Ho fatto un pastiche vanille et chocolat… 🙂

Benvenuti my baby Fellows! Come dite? Quel cartello lì vi sembra familiare? Bah non so, l’ho comprato a una svendita divina… Mi hanno spiegato che la scritta “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate” è un contrappasso…allora l’ho piantato sulla spiaggia di Letsmovieland. Carino eh?

A proposito di “Beyond”… Do la lode, Fellows, do la lode e se non fossi cauta scoccherei pure il bacio accademico… Ringrazio le citate Fellow Vaniglia, Cristina Casa-Clima (il Board molto piacevolmente colpito dal bellissimo ritardo sfoggiato) e il Fellow D, anche lui in splendido ritardo da cardiopalma.

Ma lasciatemi ricorrere a una lista punto-dopo-punto pam-pam-pam, anche per fare il punto su “Beyond”, perché da giovedì sera troppe idee mi fruni-frullano per la testa e se non le appunto, rischio di perdere il filo ― e non so se avete notato quanto tricot c’è in questa frase.

  • Inizio con il dire che perdoneremo il Fellow D per il suo “mi sarei alzato e me ne sarei andato dopo 10 minuti” in base all’articolo 2 della Cine-Costituzione, che recita: “Il Board perdonerà ogni Fellow reo di espressioni tipo: ‘mi sarei alzato e me ne sarei andato dopo 10 minuti’”. Il Board si ripromette quindi di rispettare la linea ‘perdona quei Fellow perché non sanno quello che fanno’”.  🙂 Inequivocabili anche i capi scossi e sconsolati di Roberta e Cristina davanti al Fellow D, anche loro colpite dal film…
  • Di “Beyond” si apprezzano  gli spigoli. Finalmente un film che non sceglie le smussature; niente angoli iniziali che poi, non si sa bene hellokitty come, si rivestono di gommapiuma salva-spettatore e tu, spettatore, te ne esci dal cinema come un pupo con la testa bella sana… Invece no! No! No e ancora NO alla gommapiuma! Al cinema ci si deve far male ogni tanto! Perché è con un cerotto in fronte che ti metti a tirare paragoni fra te stesso e l’altro da te, e a riflettere un po’… L’arte come mero strumento di diversione c’interessa poco ― per distrarsi ci sono il sudoku, eventualmente le pubblicità di Dolce&Gabbana. So che il 99% dei Moviers concepisce il cinema come momento di sospensione dalla routine quotidiana, e sono anche d’accordo. Ma perché non possiamo sospenderci dalla nostra vita per entrare in vite altrui che magari possano farci capire che la nostra vita, quella che a volte ci sembra tanto sciapa o brutta, forse poi tanto sciapa e brutta non è? Will you think about it, my thoughtful Moviers? 😉
  • Per gli 85 Moviers che non l’hanno visto ,“Beyond” è la storia di Lena ragazzina che ritorna a galla dal passato nel momento in cui Lena adulta deve fare i conti con la madre in punto di morte. Ma non è il solito andamento flashback-flashforward di sempre. È come se fossero due narrazioni parallele. E lo si capisce da una delle prime scene, quando Lena piccola e Lena grande nuotano insieme in piscina. La piscina è un spazio estremamente simbolico in questo film ― e per pietà vostra non mi addentro nella selvaoscura di allegorie classiche attribuite all’acqua… La piscina è il luogo in cui Lena piccola smorza la vergogna che le brucia dentro ― vergogna di avere un padre alcolizzato, una madre che nononstante botte&sim. lo ama e non riesce a lasciarlo, vergogna di vergognarsi della propria famiglia. C’è una battuta del film in cui questa sua fiamma che arde dentro a Lena è espressa in maniera molto poetica. “Brucio e brillo come una lampadina sul punto di fulminarsi. Puf. Nei miei sogni le case bruciano”. Solo lì, nelle chiare, fresche et dolci acque di una piscina, Lena riesce a mitigare quella fiamma che la consuma dentro ― e che purtroppo consumerà il fratello, condannandolo all’inedia, alla tossicodipendenza e infine al suicidio. Non è un caso che Lena adulta, dopo aver visto la madre ridotta in fin di vita all’ospedale, corra disperata alla piscina comunale, che troverà chiusa… La fiamma è quella di un tempo. La foga di smorzarla, sempre la stessa. (Sostituirà l’acqua della piscina negata, bevendo da tutti i bicchieri pieni che troverà a casa… Sono questi dettagli che fanno un film ― e il manierismo non c’entra , my 2 cents… :-)).
  • Ma è il tema dell’amore distruttivo e di-struggente, quello che più affascina… Il padre di Lena si lascia andare all’alcol, finendo per perdere qualsiasi dignità, trasformandosi in una larva disumana e violenta. E la moglie non solo subisce tutto questo, ma addirittura lo segue in questa discesa negli inferi dell’apatia e dell’auto-annullamento. Non riesce a smettere di amarlo, malgrado violenze, schifo, umiliazioni.

Sempre perché nella vita “everything is connected” (yes, Mat), ieri mi è ricapitato di sentire questa canzone… E grazie alle traiettorie immaginarie che si tracciano fra una forma d’arte e l’altra, ho pensato istantaneamente  a “Beyond”. Vi prego, prendetevi questi 4 minuti e 22 secondi e ascoltatela A PALLAhttp://www.youtube.com/watch?v=zVlH4bCwPG4

“Love is noise, love is pain, love is these blues and I’m singing again”…. I Verve cantano l’amore che è rumore, che è dolore, che è reiterata depressione… È esattamente così l’amore fra il padre e la madre di Lena, incasinato, doloroso, malato. Eppure, è amore. E anche quello filiale, di Lena per il padre e la madre, inquinato di umiliazioni, botte, soprusi. È amore anche quello. E infatti la madre chiederà di essere seppellita accanto alle ceneri del marito; e infatti Lena, alla fine, con un pianto mai pianto prima, griderà: “Lei era la mia mamma”.
L’amore, in ogni sua declinazione, è un casino. Ma è.
Board, Sara, prendi e porta a casa…

  • Lode anche al coraggio di sbattere in faccia allo spettatore con atteggiamento neutro ― e non viziato dal giudizio ― il brutto, le mutande sporche, i piatti incrostati, senza per questo indulgere nel pietismo e nella drammatizzazione fine a se stessa. Ripenso a un film come “Un gelido inverno” nato con lo stesso DNA di “Beyond” (famiglia disastrata, figlia sola contro il resto del mondo), e naufragato sugli scogli del buonismo americano… E come me la rido davanti al cadavere americano “Winter’s Bone” che cadde-come-corpo-morto-cade davanti al pesomassimo finlandese “Beyond”…

Quindi sì: Puuuuuuuuuuuuuuuuunto Finlandia!

Ma ecco, parmi udir di laggiù un “Baaaaaaaasta Board”…  Ok, ok, abbandono l’italianità trecentesca e passo al film della settimana

 

LE DONNE DEL SESTO PIANO
di Philippe Le Guay

Vi dico solo una cosa su questo film presentato allo scorso Festival del Cinema di Berlino: È UNA COMMEDIA!!
Non sarà divina, ma non ve la vorrete mica lasciar scappare?!?! 🙂

E adesso il Baaaaaasta-Board (che potrebbe trasformarsi in un insulto con pericolosissima facilità), vi ringrazia di esistere, vi immortala un riassunto là in fondo nella calce, e vi saluta con dei saluti dantescamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

P.S. Il Board ringrazia i 25 milioni di Moviers che lo scorso weekend hanno fatto il quorum a S.B. 🙂

LE DONNE DEL SESTO PIANO: Parigi, anni 60. Jean-Louis Joubert, agente di cambio rigoroso e padre di famiglia un po’ rigido, scopre che un allegro gruppo di belle cameriere spagnole vive al sesto piano del suo palazzo borghese. Maria, la giovane donna che lavora a casa sua, gli apre le porte di un universo esuberante e folkloristico, diametralmente opposto alle buone maniere e all’austerità del suo ambiente. Colpito da queste donne piene di vita, Jean-Louis si lascia andare e per la prima volta assapora con emozione i piaceri più semplici. Ma si può davvero cambiare vita a una certa età?

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4 Comments

  1. Mah, anche dopo essermi preso una settimana di riflessione catartica sul film, resto della mia idea. ‘Sto ‘beyond’ a me proprio non convince. Oddio, forse in generale non mi convince proprio la Finlandia, da Kaurismaki in giu’. Board, vuoi mettere con un po’ di sano gipsy-punk-mood Balcanico?? Perche’ in fondo e’ la vita che e’ un casino…

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    • Sul fatto che tu restassi della tua idea, Fellow D, non aveva dubbi nemmeno Tommaso (il Santo) 🙂

      Oltre il sano gipsy-punk-mood balcanico (che, te lo confesso, un po’ mi spaventa) c’è dell’altro… Per esempio, la varichina finnica “Beyond” pulisce via tutto, e aiuta a fare un po’ di chiarezza in questa VITA che, concordo con te (miracoooolo!), è proprio tutta un gran casino…

      E poi la varichina spilla commenti!

      Alleluja!! 🙂

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  2. Sì, hai ragione! Che tristezza sarebbe! Una vita di silenzio, e magari di Feste Vigiliane… Aaaaarghhhh…

    Grazie per esserti sparata i Verve, rigorosamente a palla! C’è tutto un filo conduttore che hai avuto la voglia di seguire… Sei tu da lode, Fellow! 🙂

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  3. Mi sono “presa” i quattro minuti… e poi, non so come, sono diventati dodici perché me li sono sentiti tre volte… a palla… 😉
    Come si chiaccherava al bar dopo il cinema… una vita senza musica e cinema… che tristezza!

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