Let’s Movie LXXVII

Let’s Movie LXXVII

NON LASCIARMI
di Mark Romanek
Gran Bretagna, USA, 2010, 103’
Giovedì 7/Thursday 7
21:00/9:00 pm
Supercinema Victor Vittoria

Face-to-Face Fellows,

Visto che questa settimana non ci sono arrivi in Let’s Movie, paradisiaco resort all-inclusive dove il gioco-apertivo è bandito, passo subito a fare il mazzo a Clint (Eastwood, of course), rivolgendomi direttamente a lui.

CaroClint, come sai tre settimane fa abbiamo fatto il mazzo a You-know-Malick, e ne ha tratto numerosissimi mazzo-benefici, quindi non fare tanto la drama-queen della situazione, e stacci a sentire, che tutto quello che ti diciamo farà trarre anche a te numerosissimi mazzo-benefici.

Ma come t’è saltanto in mente di prendere un temone come la morte e trattarlo in un modo così da Figurine Panini?! Già avevi cominciato a perderti per strada con “Invictus”… E va be’, uno dice “Gli è presa la fissa di Mandela e del rugby, lasciamolo sfogare un po’ ‘sto figlio cresciuto con un pugno di dollari”. Ma poi ti ritrovi una sceneggiatura prostriamoci-a-Hollywood dal titolo wow-wow-wow “Hereafter”, e perdi ogni presa sulla macchina da presa?! Fatti un esame di coscienza e rispondi a te stesso, quante volte hai ignorato quella vocina che ti sussurLava “terra-chiama-Clint-terra-chiama-Clint-rispondi-Clint”?!

Sai cosa ti serve adesso? Una bella rehab nel bel mezzo del nulla californiano, in cui ti riguardi “I ponti di Madison County”, “Million Dollar Baby”, “Mystic River”, e se vuoi anche “Gran Torino” (con qualche riserva del Board), e ti disintossichi da tutto sto melò che ti sei sparato in vena in quest’ultimo periodo. Let’s Movie ti è vicino. Ce la puoi fare, Clint.

Comincio subito col dirti che avrai l’appoggio incondizionato del WG Mat e di Danilo, il Fellow Spaccato, che giovedì hanno visto “Hereafter” insieme a me. Ringrazio molto il loro spirito di abnegazione. Anche perché il WG Mat usciva da una giornata di acidume mulleriano (non MarcoMulleriano, ma YogurtMulleriano) a livelli pericolosamente alti, e il Fellow Spaccato era reduce ― winner-reduce 🙂 ― da un esame importante, e dall’ennesima giornata in moonboot e lana merinos per combattere le correnti di aria condizionata che spirano nelle aule di scienze su a Povorock.

Sai le due cose che ho sopportato meno di “Hereafter”? L’encefalogrammapiattume e le forzature. Come mi facevano giustamente notare i miei due compagni di movie-merende, uno aspetta aspetta aspetta aspetta il risveglio, il colpo di scena finale alla “The Others”, il guizzo che ti fa sussultare sulla sedia. E invece, bip bip biiiiiiiiiiiiiiiip, encefalogrammapiattume fino alla fine. E va be’, uno prende e incassa…. Ma poi ti vedi propinare tre storie con tre protagonisti che hanno in comune l’essere stati toccati da un dramma ― la giornalista francese scampata allo tsunami, il bambino inglese che perde il fratello gemello in un incidente e il sensitivo in grado di mettere in contatto i vivi con i parenti defunti.  Prendi queste tre vite e le fai viaggiare parallele alla velocità di 2 km orari per tutto il film, e poi abracadabra le fai incontrare negli ultimi 6 minuti…
L’accelerazione da space shuttle è fastidiosa, e scopre un ingranaggio che dovrebbe rimanere ben nascosto quando si racconta una storia: quello della funzionalità di certi eventi. Gli eventi  devono essere ― o perlomeno sembrare ― autentici, non collocati su quel determinato segmento spazio-temporale apposta o solo per innescare l’avanzamento del racconto. La funzionalità deve tendere la mano alla credibilità, non minarla. Il sensitivo appassionato di Dickens che GUARDA CASO s’imbatte in un manifesto che pubblicizza una lettura di brani tratti proprio da Dickens alla Fiera del Libro di Londra; i genitori affidatari di Marcus che GUARDA CASO lo accompagnano alla Fiera de Libro di Londra per presentargli il ragazzo cui avevano fatto da tutori in passato; la giornalista che GUARDA CASO decide di scrivere dell’esperienza del post-tsunami e che GUARDA CASO va a promuovere il libro ― indovinate un po’ dove?? ― alla Fiera del Libro di Londra, be’, tutti questi GUARDA CASO e i tutte-le strade-portano-alla-fiera-del-libro-di-Londra, assicurano l’effetto “tirato per i capelli”.

“Hereafter” si rivela un’accozzaglia di ipotesi, dubbi, impressioni, luoghi comuni, supposizioni sull’aldilà, ma non c’è una vera riflessione sull’aldilà. C’è solo una tassonomia delle architetture assunte dall’aldilà quando si fa scorgere dall’occhio umano, ma il film non tradisce un’analisi di quelle architetture. Elenco, non esegesi. Clint, avresti dovuto fare un passo in più. Invece la paura di schierarti ti ha fatto s-cadere nella bulimia didascalica. Marcus che cerca in internet la religione “migliore” cui credere e scorre i fondamentali del cristianesimo e Islam su youtube; e il gemello defunto James in versione angelo custode che lo salva dall’attentato in metropolitana a Londra, ne sono un esempio chiarissimo. Ti sei strafogato, Clint. Mancavano soli i fuochi fatui (!) e i tavoli che traballano come da Mattia Pascal, e potevi girare “Tutto il Soprannaturale Minuto per Minuto”.

Guarda Clint, ti lasciamo l’ouverture. “Hereafter” si apre sul devasto provocato dallo tsunami ― all’unanimità il miglior tsunami mai visto al cinema (Comitato Giudica-tsunami composto dai compagni di movie-merende e dalla Fellow Vaniglia, che aveva anticipato il suo giudizio postandolo sul Baby Blog, mitica :-)). Gli effetti speciali sono impressive, ne conveniamo, ma capirete, la categoria “effetti speciali” sta al Baord come la rottura Clooney-Canalis sta a Clooney…

Pertanto, Clint E., ospite anonimo del Rehab-Center XXX Per la Disintossicazione da Melò, ti prego, impegnati a liberarti da tutta quella spazzatura che ti sei fatto negli ultimi mesi, e ti prego, torna al dramma vero, quello che abbiamo imparato a conoscere attraverso l’amore nato, morto e taciuto dei due protagonisti di Madison County (eri sublime nei panni di Robert Kincaid), o attraverso la spina dorsale spezzata di Maggie Fitzgerald alias Emily Swank, e ti prego, ti prego, non lasciarti assuefare più dalle comande dell’esatblishment hollywoodiano. Dirigi libero più che puoi, tui che ne hai i mezzi. Non ti prostituire, Clint! Mannaggia, tu sei l’Ispettore Callaghan! E il caso Scorpio è tuo!!

E dopo questo accorato appello, eccovi il film della settimana

NON LASCIARMI
di Mark Romanek

Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro, libro che Davide, il Fellow Testone nonché Avvocato, PhD, Cloaca,  guy di Los Angeles e responsabile Let’s Movie delle sedi distaccate di Roma e Siena, mi consigliò con un meraviglioso “troppo strano Frur, ma m’è garbato eh”. E infatti la storia è molto molto intrigante (non posso anticiparvi nulla, ma fidatevi…), quindi Moviers, si corre al cinema, deh.

Davide, per distrarti dalle parole inutili e irritanti spese dalla Brambilla sul cavallo della Chiocciola (proprio la mia Contrada!), cercati il film in qualche sala romana, e condividilo con noi ― oppure noleggiati il dvd, va bene uguale. Ed abbi fede, anche la Brambilla prima o poi sentirà parlare dell’ospedale dei cavalli infortunati…. Nel frattempo io  grido “Più Palio per tutti!”. 🙂

E ora, dopo contese, cazziate e contrade, vi ringrazio dell’attenzione, vi muro il riassunto giù nell’interrato e vi mando dei saluti, singolartenzonamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

NON LASCIARMI: Inghilterra. Kathy, Tommy e Ruth sono cresciuti insieme nel collegio di Hailsham. Divenuti maggiorenni, i tre ragazzi sono costretti a lasciare l’idilliaco ambiente che finora li ha tenuti uniti e protetti dal resto del mondo. Consapevoli di quale sia la loro missione nella vita, una volta fuori, ognuno di loro si troverà costretto a fare i conti con il proprio destino e allo stesso tempo con la reale forza di sentimenti come amicizia, dolore, amore e gelosia…

 

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