Let’s Movie LXXVIII

Let’s Movie LXXVIII

L’ANIMA DEL PERÙ NEGRO
SUSANA BACA IN CONCERT

Mercoledì 13/Wednesday 13
Giardino Santa Chiara
21:30/9:30 pm
Ingresso gratuito/Free entry

 

Muchachos Moviers,

Se una notte d’estate un Board si apprestasse a raggiungere il Victor Victoria e gli scoppiasse un diluvio pseudo-universale l’istante in cui lui/lei/loro e altri Movier mettono il piede fuori casa, come la metteremmo?

Mi rendo conto che i vageggiamenti “se-una-notte-d’inverno-un-viaggiatore” fossero più appealing, ma cosa volete farci? È luglio, questo è il resoconto del Let’s Movie di giovedì scorso e Calvino non si imita neanche per celia (celia??).

Mi sono data per spacciata quando alle 9:01 pm, in giro di perlustrazione della galleria al Victor Vicrtoria, non ho trovato, come da accordi, la Honorary Member Mic e la la Fellow Milena Miles&More (così chiamata dopo il road-trip ungherese dell’anno scorso :-))… Figurandomi scenari apocalittici con tsunami eastwoodiani abbattuti su Roncabronx e le due povere Moviers in balia dei flutti, sono uscita dalla galleria tutta sconsolata. Ma d’un tratto chi mi arriva alle spalle? Una Movier che il Board — per l’occasione “Mannaggia-Board” — non ha mai accolto ufficialmente su Let’s Movie Island! La Fellow Arianna detta Aripi — dea della Bontà e ora capirete il perché — mi si avvicina con grazia, notifica ligissimamente la sua presenza e financo (financo??) confessa di leggere sempre le mail domenicali (visto Fellow Big che non sei l’unico?!)… Mentre le balbetto una risposta, confusa e felice a livelli carmenconsolari, scorgo all’orizzonte la Honorary Member Mic e la Fellow Milena Miles&More, uscite incolumi dal diluvio pseudo-universale.

E allora pensi che sì, se una notte d’estate un Board riuscisse a raggiungere il Victor Victoria, avrebbe l’onore d’incontrare tre Moviers victorvictoriose che tirerebbero fuori Calvino da un giovedì qualunque…

Non mi soffermerò sulle lamento-minacce espresse dalla Honorary Member Mic e della Fellow Milena Miles&More tipo “se-il-film-fa-schifo-ce-la-paghi-farci-uscire-con-‘sto-tempo-ma-ti-rendi-conto”&sim. Mi soffermo invece un attimo sul “Ma tu quando scrivi le email, ti droghi?” che Milena mi ha rivolto a bruciapelo, lasciandomi piacevolmente di stucco ― è un quesito che, strano a dirsi, mi sento rivolgere abbastanza spesso 🙂 …. Tranquillizzo tutti i Moviers che no, il Board non si droga (il marshmellow e lo sport non rientrano ad oggi nell’elenco delle sostanze stupefacenti proibite) e che le mail domenicali le scrivo mentalmente mentre corro/cicletto/nuoto — Fellow Iak-the-Mate a testimonianza — e poi le metto nero su bianco in momenti diur-notturni, a seconda… Quindi no, non c’è una Rehab che possa curarmi (come quella di Clint E., per intenderci), purtroppo dovrete subire queste crisi calligrafiche che colgono me e colpiscono voi… Anche perché io non ho la minima intenzione di aprire le frontiere del cine-regno letsmovieano — Schengen what?! ― e liberare i miei Moviers… E qui una bella risata crudeliademoniaca ci sta tutta…

Dunque “Non lasciarmi”… No no, lasciami pure, per carità… Perché, uff, che fastidio quando il muscolo c’è tutto e la spinta manca… Con muscolo intendo la sostanza, la storia, e con spinta, be’ il mezzo-motore che si è scelto di adottare. Il film ammazza la fabula, stronca la suspence e narcotizza gli animi, rivelando suppergiù al 14esimo minuto chi (cosa?) sono questi “strani” ragazzi protagonisti… Ma come? Ci si gioca tutte le carte così? Si sputa sopra tutto ‘sto thrill-ben-di-Dio messo nero su bianco dal buon Ishiguro? Il romanzo mantiene l’ambiguità e rispetta il non detto fino a metà libro, il film invece brucia tutto subito… Nel caso in cui il regista non abbia voluto intenzionalmente realizzare un thriller, mi domando cosa abbia voluto realizzare…. Un fanta-dramma? Se sì, assolutamente senza sale. Perché è questo che gli è uscito, secondo me — e anche secondo pubblico&critica visto le lacrime versate dai botteghini l’inverno scorso quando uscì nelle sale. Più che parlare del film in sé, sarei tentata di parlare del muscolo, dei temi che Ishiguro ― più che Romanek ― ha trattato. Pensate a un mondo in cui ci sono esseri originali di seria A e brutte copie di serie B, e le brutte copie di serie B servono solo per fornire pezzi di ricambio agli originali di serie A quando gli originali di serie A si ammalano o si rompono… Ora che scrivo questo pensiero, inquietante e disumano, penso al traffico di organi, ai ladri di bambini, ai reni che girano gli aerei del mondo comodamente adagiati nelle Louis Vuitton degli originali di serie A… La fanta-fabbrica di corpi viventi immaginata da Ishiguro non è affatto fanta. Certo fa specie vedere — proprio con gli occhi veri, non solo con quelli dell’immaginazione — una progettualità mercificatrice di questo livello. Vedere anche le cicatrici comparire sui corpi dei protagonisti. Vedere Keira Knightley —brutalmente bella con quella frangia e quegli zigomi Gillette — vederla cadavere, il fegato sigillato in busta chiusa lì accanto, e soprattutto vedere Tommy, uno dei protagonisti giunto alla fase del “completamento”, sdraiato sul tavolo operatorio e maneggiato dalle mani grifagne (grifagne??) dei dottori, come fosse  una preda, un uccellino pronto allo scempio…

Ma come ripeto, qui potremmo farci un tema di maturità sulla clonazione e sul riciclaggio degli organi. E su quanto i bisogni dell’umano (inteso come corpo, fisicità) sconfiggano tristemente l’Humanitas (intesa come valore classico di tolleranza e rispetto). E su quanto lo scenario estremo dipinto dalla storia — allevamenti in batteria di uomini come galline, cittadini di prima e di seconda classe, fegati&cornee tanto al kilo — ricordino dittature lontane e vicine (e non mi sto riferendo alle amabili cine-dittature…). E su quanto la sfruttabilità — l’atteggiamento intendo — sia radicato in primis nella natura umana, e poi adottato dalla società. E questo sì, cine-ragazzi miei, ci deve far tremare le ginocchia… Sto parlando del pozzo nero, del lato oscuro dentro di noi popolato da tutto il nostro egoismo, dall’io-che-abusa-il-tu… Insomma tutto un fuoco di fila di considerazioni che si distaccano dal film in sé. E quando cominicano i fuochi di fila sugli argomenti trattati da un film distaccandosi dal film, allora significa che il film in sé non è. Tornando alla metafora motoria con cui ho aperto il discorso, “Non lasciarmi” risulta cinematograficamente paralitico ― non cammina. Tutto muscolo. Niente spinta.

E dopo questo po’ po’ di pappardella senza ragù sull’anatomia di un film, passiamo al film della settimana, che, pampulupimpulumparimpampum, non è un Let’s Movie qualunque, ma è un Let’s MovieMusic to Peru!

L’ANIMA DEL PERÙ NEGRO
SUSANA BACA IN CONCERT

Guardate Moviers, io volevo a tutti i costi proporre “Trasformers 3D”, ma il Fellow Gerri si è opposto con tutto se stesso. Allora, visto che anche le sale trentine propongono digiuno&astinenza e non offrono nulla di papabile ai miei golosi Fellows, ho pensato che una serata-concerto a base di South-american sound in questo (Antonio-fa) caldo, e la possibilità di trasformare i Giardini Santa Chiara in una plaza latina fosse una proposta dalla portata immaginifico-cinematografica sufficientemente juicy… (sì sì, quello che sentite è lo scricchiolio delle mie unghie sul vetro della vostra perplessità… :-)).

Tra l’altro Susana Baca non è mica una Lady Gaga qualsiasi. Leggo dal sito del Santa Chiara che è “la più prestigiosa ambasciatrice della musica peruviana nel mondo e senza dubbio una delle voci più belle della tradizione sudamericana” ― oltre ad essere donna di grande fascino, carisma e cultura. Ora, chiudete gli occhi e sentite qui la sua versione di “Summertime”, che definirei “enticing”… http://www.dailymotion.com/video/xfpzo7_susana-baca-summertime_music c … Portatevi un paio di scarpe comode (anche un sudamericano, se ne disponete) che, all’evenienza, bailamos… 😉

Vorrei spendere ora due paroline per il commmento postato dalla nostra Fellow Claudia The Critic su “Hereafter” — leggetelo, e poi ditemi se la sua cine-identità regale di “The Critic” non è azzeccata… http://www.letsmovie.it/2011/06/lets-movie-lxxvi/#comments
Vedete, quando mi chiedono di che pasta sono fatti i miei Moviers, io non rispondo “Giovanni Rana”, ma sciorino la mia Baby-Blog-lista, schiarisco la voce e recito: “…Tutta l’incapacità di comprendere un percorso registico che a me pare un cammino di espiazione di chissà quali, waspamente parlando, irrisolte colpe, e di catalogazione umana in categorie stagne”. Claudia, sul  “Waspanamente parlando” ho pianto, sappilo… GRAZIE! 🙂

E voi, Maghi-di-OzIO Moviers, seguite l’esempio della Fellow Cluadia The Critic, della Fellow Vaniglia e dell’Anarco-Zumi (tornata dall’Ischia Film Festival dove, da instancabile lavoratrice qual è, ha pure vestito i panni di Catherine Deneuve… :-)) e date da mangiare a ‘sto Baby Blog, che mi diventa rachitico! Anche il junk food va bene, non pretendiamo ostriche&champagne wasp tutti i giorni!

Allora Muchachos de mi corazon (mamma, ora abbandono lo spagnolo che ho esaurito le mie riserve ibero-linguistiche) vi aspetto mercoledì per Let’s MovieMusic to Peru…

…E finalmente, dopo incipit letterari, sale operatorie, e casuali (ma sorprendenti) riferimenti pastiferi, vi servo una descrizione della serata al piano terra e vi porgo dei saluti, che per questa volta sono calientemente musicocinematografici.

Let’s Movie
The Board

L’ANIMA DEL PERÙ NEGRO di SUSANA BACA: Nata nella zona nera di Chorillos, intorno a Lima, dove hanno vissuto i discendenti degli schiavi dall’insediamento della monarchia spagnola, Susana Baca è da anni la più prestigiosa ambasciatrice della musica peruviana nel mondo e senza dubbio una delle voci più belle della tradizione sudamericana. Il sodalizio con David Byrne e la sua etichetta ˝Luaka Bop˝ l’ha resa un’icona anche presso il pubblico occidentale, ottenendo anche un Grammy Award. È appena uscito, ad aprile 2011, il suo nuovo lavoro ˝Afrodiaspora˝ in cui prosegue l’esplorazione tematica sull’influenza di madre Africa nella musica latino-americana, iniziata nel 1995 con la sua partecipazione alla fortunata compilation ˝The Soul of Black Perù˝. Il suono di questo disco riflette in pieno la sua poetica, in equilibrio tra la matrice latina e il calore del suono africano, punto d’incontro tra due universi umani. Nelle undici tracce si ritrova il lavoro di nobili songwriters come Javier Ruibal, Iván Benavides e Javier Lazo, la cumbia colombiana, i ritmi portoricani e gli omaggi a grandi figure scomparse come la cantante messicana Amparo Ochoa e Celia Cruz, la regina della salsa. Ad accompagnarla dal vivo ci sono Ernesto Hermoza alla chitarra e charango, Hugo Bravo alle percussioni e Oscar Garanga al basso.

 

 

 

 

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2 Comments

  1. Ma c’ero, Vaniglia, certo che c’ero!! Scompigliata-scapigliata-elettrizzata, come non mai (figurati, con un tempo del genere!) 🙂 Come mancare a un Let’s Movie nella furia degli elementi, non me lo sarei perso per nulla al mondo!! Mannaggia, non ci siamo beccate, e nemmeno con Claudia the Critic, che credo ci fosse (mi ha avvisato, bravissssimissssima con un’email, che purtroppo ho letto solo a mezzanotte!). Io ero in fondo, con la Honorary Member Mic, eravamo riparate lateralmente dall’edificio ocra, così ci siamo salvate (si fa per dire) dalle raffiche provenienti da est (o quello è l’ovest?? Insomma, da sinistra…). Ma che razza di esperienza surreale è stata! Sotto il tendone questa musica calda&struggente, e fuori l’Apocalisse… Peccatissimo non averti trovata (e sì che mi sono anche guardata in giro per bene…Qui tocca procurarsi dei Board-occhiali)… Sono comunque FIERISSIMA che tu abbia sfidato la natura incavolata di ieri e ti sia goduta lo spettacolo! Sei troppo da menzione speciale! 🙂 🙂 Sono troppo impressed e riconoscente! BRAVA!

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  2. Ma dove è finita la “nostra” musa ispiratrice The Board?
    Sono ancora incredula di non averla vista, me la vedevo arrivare con i capelli al vento nella tempesta di ieri sera con il suo sorriso e la sua energia irresistibili… invece… ma mi auguro ancora di non averla semplicemente incontrata io e che in realtà ci fosse ad ascoltare le strepitose note dei raffinatissimi musicisti e la voce suadente e la dolcezza di Susana Baca.
    Questa volta hai proprio fatto una scelta egregia!
    Beh poi mi sembra che la variante MOVIERS & MUSIC-LOVERS possa avere dei risvolti molto intriganti 😉
    Roby

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