Let’s Movie LXXIX and Bye-Bye Board :-)

Let’s Movie LXXIX and Bye-Bye Board :-)

PORCO ROSSO
di Hayao Miyazaki
Giappone, 1992, 94’
Cortile Interno di Palazzo Thun

Via Belenzani 19
Giovedì 21/Thursday 21
21:30/9:30 pm
Ingresso/Ticket Euro 3

 

My Marvellous Mathusalem & Mojito Moviers,

Contenuto: 5.000 mg di mail pari a 5.000 kg di cose da dire
Effetti indesiderati: sonnolenza, secchezza delle fauci, irritabilità con il Board
Consigli d’uso: assunzione in concomitanza con 250 ml di Mojito per combattere gli effetti di sonnolenza, secchezza delle fauci e soprattutto, irritabilità con il Board.

Tutto comincia con una telefonata dell’Anarco-zumi. “Fru sei da sola stasera?”.
La Zu sarà anche anarcoide e sciupa-Clooney/Freeman-a-seconda, ma una domanda così, per informarsi sull’eventuale solitudine boardiana e per avvertirmi della stanchezza anarco-zumiana, risolverebbe anche quel fastidioso problema di pessimismo intimo al povero Giacomino Leopardi, credetemi. E pensate, il Board, scellerato, la ripaga sconsigliandole il look Yves Saint-Laurent… Ingrato Board!

Il vento di ponente (o levante? Sì be’ da dietro insomma) mi trasporta da casa fino ai Giardini Santa  Chiara. Dopo aver pensato “fico ‘sto sistema, zero fatica”, mi dico “va be’, almeno non piove”. Di lì è 4 secondi primi, nemmeno il tempo di mettere piede nel giardino, il cielo si apre e con lui uno spettacolo d’impatto biblico… Mi faccio sbocciare l’ombrello rossoboard sopra la testa e raggiungo il tendone giusto in tempo per godermi una scena irreale.
L’irrealtà si concentra sostanzialmente in due punti: 1. Il posto gremito di spettatori in un mercoledì sera pre-bufera annunciata; 2. La trasformazione da gremiti a grotteschi degli spettatori seduti quando le raffiche di vento forza 8 si abbattono lateralmente contro l’area coperta dal tendone, costringendoli ad aprire gli ombrelli (da seduti !) e a lottare contro la furia degli elementi ― esempio riuscitissimo di meta-copertura, non c’è che dire: sotto l’ombrello sotto il tendone sotto il diluvio, ammappa.

Io m’infilo tra la calca in piedi, in fondo, riparata a occidente (o oriente? Sì bé a sinistra insomma) da un edificio bravissimo che mi salva dal lavaggio laterale. Con queste condizioni meteo temo l’arrivo della Honorary Member Mic ― cioè, la reazione da Abominevole-Mic-delle-nevi… Ed eccola lì che arriva, mi intercetta tra la folla col suo radar rintraccia-Board-elimina-Board e mi lancia quello sguardo falettiano io-uccido che fa di lei la cecchina leader del triveneto. Nel frattempo le Fellow Vaniglia&Cioccolato e la Fellow Claudia The Critic portano avanti la missione top-secret “Let’s  Movie sotto copertura conquista il Perù” e si dispongono in punti diversi del quadrilatero senza unirsi al Board e alla Mic. Come da strategia per mantenere la segretezza della mission, l’indomani avrebbero riportato pubblicamente le impressioni fingendo incredulità, stupore, financo (aridanghete ‘sto financo) sgomento, — “Ma come, Baord, ma non c’eri??”.

Be’, eccellente lavoro, Fellows! Dichiaro compiuta la missione! Abbiamo mantenuto la segretezza e conquistato il Perù sotto copertura! Il Risiko ci fa una Middleton. 🙂

Purtroppo la situazione schizofrenica — Perù dentro, furia degli elementi fuori — mi ha scatenato una strana forma di ridalora tremens, che mi ha impedito di concentrarmi seriamente sulla musica. Anche la lingua è stato uno scoglio non da poco per la sottoscritta, che non va molto oltre i classici besame-mucho dei cliché iberici, per quanto la musica cavalchi ben altri canali comunicativi oltre la testualità, si sa.

La musica di Susana Baca, proprio perché musica della diaspora, sgorga dalla tribolazione, e lo si sente. Segue lo stesso percorso di sofferenza che ha generato il blues nell’‘800, i campi di cotone pieni di schiene ricurve che mormorano una melodia, che diventa un canto, che diventa incanto. Susana è una signora talmente raffinata, ha un’eleganza espressiva così sofisticata che ti risulta difficile associarla a quel passato. Ma quel passato vive proprio in lei: è discendente diretta della diaspora africana che all’epoca dell’ impero spagnolo portò in Perù, così come nei Caraibi, migliaia di schiavi — scusate ma la cultura postcoloniale nera mi sta particolarmente a cuore, tutti i miei Fellows più affezionati lo sanno e risanno….

In un’intervista al Corriere della Sera, Susana ha dichiarato: “Mi sono proposta di riscoprire le basi del nostro passato ― conoscere i miei antenati, sapere chi erano miei nonni. Volevo assicurarmi che non fossimo soltanto dei buoni calciatori o dei cuochi, ma che avevamo anche una cultura che aveva contribuito alla costruzione di una nazione». L’idea di fondo, quella dell’abolizione del luogo comune (America Latina uguale fabbrica di Pelé in scatola) in favore della ricostruzione di un’identità oro-culturale di un popolo fa della sua musica un atto sociologico oltre che esclusivamente artistico. Ora che scrivo qui, mi pento di non aver ascoltato più attentamente le sue canzoni (mannaggia Mic, che discole siamo state!! :-)). Ma mi consolo con l’idea che quel shopping-center gratuito chiamato Youtube mi aiuterà a rimediare…

Sono orgogliosa di chiudere la parentesi su Susana Baca con le parole della Fellow Vaniglia (la nostra Baby Blog(lov)er per eccellenza), che ha notato “le strepitose note dei raffinatissimi musicisti e la voce suadente e la dolcezza di Susana Baca”, e con il commento della Fellow Claudia The Critic, “ENCANTADA da quella meravigliosa farfalla verde-azzurra che svolazzava sul palco con la leggerezza e la forza delle origini. Che donna, che canzoni: mi sono innamorata in meno di un minuto :-)”.

Mamma mia, che marvellous Movier siete!! Ah, riguardo alle due possibili papabili che vi hanno accompagnato e che non ho conosciuto (sempre per via della mission sotto copertura), vi prego di portarle quanto prima. Che me le pappo. 😉
E magari la prossima volta rinunciamo alle missioni segrete e il Board si fa un bel paio di occhiali… 🙂

Questa settimana mi canto troppo “Happy Board-day” da sola, perché sono troppo happy! 🙂 Let’s Movie vi propone un film che era rimasto pochi giorni all’Astra l’inverno scorso e che ora ritorna grazie all’iniziativa “Cinema in cortile 2011 – Film sotto le stelle”…

PORCO ROSSO
di Hayao Miyazaki

Dopo il film d’animazione “Toy Story 3”, Let’s Movie bissa con una pellicola d’autore che ha già sollevato l’interesse di diversi Moviers ― mai fummo perdonati dal WG Mat per non averlo proposto quest’inverno…Be’, a volte basta lo zampino della Trentino Film Commission ― Anarco-zumi power, e scusate se è poco…

E ora è un po’ difficile perché è l’ora del “Bye-Bye Board”… Vi saluto, Moviers! Let’s Movie chiude per una decina di giorni (non di più eh, si riapre l’1 agosto), per permettere al Board di compiere la “Missione Sardegna Parte II”. Lo scorso anno i Movier marinai ero stati l’Anarcozumi, la Fellow Giuly Jules, il Fellow Pilo, il Fellow Fritz Vogue e la Fellow Fausta Irrequieta I ― compagni di viaggio splendidi e pazienti con lo spericolato Baord in versione spericolato-da-spiaggia. I Movier marinai di quest’anno comprendono l’AvvoPaolo, l’AvvoAbo, il Re-di-Denari Marcello ― che attirerò ben presto nella rete Let’s Movie ― e l’Anarzo-zumi che pendolerà tra la Gallura di sotto e la Gallura di sopra.

Il Board:

  • promette ai Movier marinai passati e futuri di non spingersi al largo come l’anno scorso, rischiando l’intervento di Mitch Buchannon direttamente da Santa Monica.
  • promette alla Fellow Cavallapazza Cavalleri di attraversare canali navigabili solo ed esclusivamente con un pallone segnala-Board attaccato al bikini, per quanto antiesticissimo
  • promette alla Fellow Fausta Irrequita 1 di non circumnavigare l’isola a nuoto senza di lei (senza di lei non si circumnaviga nulla)
  • promette al Fellow Iak-the-Mate di non conquistare di corsa le vette del Gennargentu senza di lui (senza di lui non si conquista nulla)
  • promette al WG Mat di stare tranzolla, e di guardare il più possibile la luna sbadigliare ― che sbadiglia sempre, e che sì, forse è stata calpestata solo dai sogni dei sognatori, altroché Armstrong…
  • promette al Fellow D e al Fellow Doc, che stanno girando “Puglia coast-to-coast”, di non svelare mai il loro segreto 🙂
  • promette alla Honorary Member Mic di non fare il sergente di Full Metal Jacket con i Movier marinai ― il sergente di Full Metal Jacket lo faccio SOLO con lei, special treat 🙂

Ora, io non so come farò senza di voi, my baby boy&girl Moviers…Dico sul serio… Però ho pensato di lasciarvi un regalino http://www.youtube.com/watch?v=qMZL9pd4Q8M I meriti per aver scovato questo gioiellino di sonorità tutto romance anni ‘80 vanno al nostro Davide, il Fellow Testone dei guys di Los Angeles, che si occupa egregiamente della sede distaccata di Siena e Roma, e che ringrazio perché ci segue sempre ― mi sono anche giunti dei messaggi MAE riguardanti l’ottimo lavoro di monitoraggio svolto da Andrea, il Fellow Giak, nel trevigiano, e sono certa che il Fellow Mario the Eraserhead faccia lo stesso nel lodigiano… Ma sloppy dove, Guys?!

Il testo è tutto per voi:

I’m sorry, but I’m just thinking of the right words to say. (I promise)
I know they don’t sound the way I planned them to be. (I promise)
And if I have to walk the world to make you fall for me,
I promise you, I promise you I will…

Torno presto… I promise… 🙂

Ed ora, in qualità di Bye-Bye Board, aggiungo un “No-Moviers-No-Cry” (!!), v’impasto un riassunto giù da basso, ringrazio il Mathusalem che è in voi per la pazienza che avete con me, e questa volta trasformo i classici saluti finali in un augurio di vacanze marvellosamente cinematografiche…

Let’s Movie
The Board

 

PORCO ROSSO: Alla fine della prima guerra mondiale gli aviatori, ormai disoccupati, diventano “pirati del cielo” seminando il terrore con l’attacco delle rotte navali sull’Adriatico. Marco Pagot, alias Porco Rosso, per via del suo volto che per effetto di un misterioso incantesimo si è tramutato nel muso di un maiale, è un cacciatore di taglie che, con il suo biplano rosso fuoco, si presta a contrastare i pirati e a recuperare quanto viene da loro rubato. I Pirati del cielo, stanchi di essere perennemente inseguiti da questo “giustiziere” a pagamento, decidono di eliminarlo. Per farlo si servono di Donald Curtis, un bellissimo aviatore americano privo di scrupoli. L’incontro tra i due rivali avviene in un ristorante dove Marco è a cena con Gina, un’affascinante cantante di cui l’aviatore è sinceramente innamorato. Anche Curtis rimane senza fiato dinanzi alla bellezza di Gina e cerca in ogni modo di conquistarla. Quando l’aereo di Marco viene abbattuto, ad aiutarlo accorre Fio, la figlia 17enne del costruttore di aerei innamorata di lui che gli offre di aiutarlo se potrà accompagnarlo nella sfida decisiva contro Curtis. E quando il prestante aviatore inizia a corteggiare anche Fio giunge l’ora della battaglia.

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