Let’s MovieMusic LXXX – The Board is back :-)

Let’s MovieMusic LXXX – The Board is back :-)

CHITARRE COSMOPOLITE
Tony McManus & Beppe Gambetta
Giardino Santa Chiara
Lunedì 8/ Monday 8
21:00/9:00 pm
Ingresso gratuito/Free Entry

My missed-you-much Moviers!

Dopo un ferry+car trip in terra sarda con tante avventure e bislaccate insieme ai Moviers Avvopaolo detto Pequod, l’Avvoabo (d’ora in poi “Il Presidente”), all’unica&inimitabile Anarco-zumi e al nuovo Fellow Marcello detto il Re di Denari (Benvenuto, Mar 🙂 Let’s Movie è il paradiso della repressione! Il regime punitivo dei tuoi sogni!!); dopo una batteria della macchina fusa e sostituita presso l’officina Ceffoni, il top del top delle officine galluresi; dopo pranzi a base di siberini (hai voglia capire cosa sono…) e cene in onore di Melegnano, capitale dell’InterCultura 2011; dopo spettacoli di drag-queen presso insospettati locali a conduzione famigliare e tisane serali per combattere le temperature siderali; dopo una serata al Festival del Cinema di Tavolara con gli amici Neri Marcoré e Rocco Papandreu-Papaleo (perché Let’s Movie non va MAI in vacanza! );dopo esplorazioni runner e devastazioni swimmer (in cui molto pensai ai miei Fellow Iak-the-Mate e Fausta l’Irrequieta I); dopo un Let’s Movie back to “Habemus Papam” in un cinema all’aperto molto 60s di Santa Teresa e Paolo Fresu jazzing for us on the beach; dopo risate, punizioni, rock-the-casbah, vento forza 2000, conquiste parigine, sole brutale e basement umidi; dopo susine Gocciadoro, mini gossip Magnini-Marini-Pellegrini e “Come on!!” sopra “Come on!!” (i Fellow guys di L.A. ne sanno qualcosa :-)); dopo intermezzi karaoke e manches di sarabanda con obbligo di prenotazione, nostalgia da Telepass e vergogna da contante; dopo tutto, Fernet Branca…. No no scusate, dopo tutto your Board is back!

Un ringraziamento speciale ai miei compagni di avventure: hanno sopportato un Baord-on-holiday, che è una gran bella sopportazione, viste le tabelle di marcia da sergente-di-ferro e gli ennemila kg d’inutile bagaglio…

Non pensate che per me sia stato facile stare queste due settimane senza di voi, my much loved Moviers! Per citare una cara hit degli anni ‘90 “I missed you like the deserts miss the rain”. (Per indovinare titolo e autore, prenotatevi suonando il pulsante, altrimenti consultate le Soluzioni in calce…).

Ma voi siete stati talmente immensi giovedì 28 luglio al Let’s Movie to “Porco rosso”, che il naufragar m’è stato dolce in questo mare… 🙂

Per non essersi fatti depistare dalla mail che ho mandato verso le 7:02 pm di giovedì 28 ― non vi depisto nemmeno con le mail getta-il-meteopanico-fra-i-Moviers, tostissimi che siete ― e per aver battuto i denti al freddo con me per le due ore del film, m’inchino riconoscente al WG Mat, in stato di estasi perpetua per Miyazaki; alla Fellow Junior, la cui generosità nel cedere la giacca al tremebondBoard le vale il Nobel per la termo-pace (Il Board era sul piede di guerra giacché da che mondo è mondo i 13 gradi si combattono con spalle scoperte e shorts, no??); il Fellow Iak-the-Mate che, dimentico dei precedenti Lets’ Movie un po’ indigesti, ci ha concesso un’altra possibilità (“Molto umano lei”); il Sergente Fed FFF, finalmente rientrato nei ranghi letsmovieani dopo un periodo troppo  lungo di congedo; il Fellow Avvopaolo Pequod, che ha rischiato la vacanza in Sardegna pur di vedere “Porco rosso” con 13 gradi e la gola in fiamme; la Fellow Vaniglia, la cui forma smagliante acquisita senza ferie è il quarto segreto di Fatima; il Fellow Fiiiiii, della nostra sede distaccata di Pisa, che ha partecipato alla sagra del taglierino a Porcari di Lucca, pur di condividere con noi l’esperienza suina.

Come s’è detto, giovedì 28 la temperatura si attestava intorno ai 13 gradi circa, ma diamine (diamine??), “Porco rosso” all’aperto val ben una tosse — lo dice pure Enrico IV di Borbone… Il cielo scuro e trasparentissimo sopra lo schermo dei sogni, le stelle (troppissime!) e l’aria hymalaiana sono stati ben più di una cornice alle cabrate dell’hyMAIALano pilota… Il cinema all’aperto si piega a delle variabili imprescindibili, tipo intemperie e rumori, ma in certi casi — come nel caso “Porco rosso” ― regala un vero e proprio secondo set al film. Per me il suin pilota ha sorvolato tanto i cieli dell’Italia tra le due guerre quanto la Via Belenzani della Trento 2011…

“Porco rosso” non è un film e non è un cartone. Non è una storia reale e non è una storia completamente di fantasia. Non sbandiera lezioni morali né condanne scontate. Quando un’opera sfugge alle definizioni in maniera così netta, significa che è un’opera decisa: un esperimento che sfida il canone — e a noi le sfide (e le opere che sfidano) piacciono tanto…

Ma voi ci pensate alla genialità di costruire un racconto attorno a un personaggio eroico dotandolo di una fisicità così impattantemente antieroica? Un Achille con le fattezze di un Napoleon orwelliano (evvai col toto-riferimento!). Noi non sappiamo perché Marco Pagot si sia trasformato in un maiale. Ma nelle sue parole “Piuttosto che essere un fascista, meglio essere un maiale” intravediamo un’ipotesi. Piuttosto che omologarmi a una dittatura subisco le conseguenze del mio dissenso, della mia diversità, qualsiasi esse siano, naso schiacciato e codino ricciuto inclusi. È uno statement iper-anarcoide mica da poco (la nostra Zumi apprezzerà). E in effetti Porco Rosso è un solitario, un alieno alienato, un cavalliere errante un po’ picaro un po’ misantropo. Mi ha ricordato molto il Grinta dei Coen — interessante notare come anche lui, il Grinta, carattere ruvido e animo ribelle, si leghi affettivamente a una ragazzina temeraria e iperattiva, Mattie Ross (soggetto da Valium direi), proprio come Porco alla giovane Fio (soggetto da Tavor direi). In realtà il discorso sulla bellezza e sull’animalità meriterebbe ulteriori approfondimenti. L’Italia bellissima, fatta di posti ameni, donne fantastiche, ville sontuose che Porco sorvola, è la stessa Italia che partorisce l’idra del fascismo e che pianterà il seme di una seconda guerra mondiale… Alla luce di queste contraddizioni in seno al nostro bel(luin) paese, il personaggio ambivalente di Porco Rosso, suino fuori e uomo dentro, sembra calzante più che mai.

Per quanto il lungometraggio sia molto “mobile”, nel senso che è pieno di action — evoluzioni aeree, combattimenti tra pirati del cielo e Porco, ma anche schermaglie dialettiche fra Porco e Fio — ci sono delle pause in cui domina una nota molto spiccata di malinconia, di solitudine esistenziale— come per esempio quando Porco sorseggia un whisky seduto a un bar, o quando medita da solo sulla sua isola, o nei flash-back che lo ritraggono ancora con sembianze umane… Questa dimensione nostalgica trova una solidissima spalla grafica nei disegni dal sapore squisitamente retrò che, thanks be to God the Allmighty (oggi esagero), sono ben lontani dalle sperimentazioni ipertecnologiche cui Pixar&compagnia bella ci hanno abituato negli ultimi anni. Questi momenti molto “adulti” controbilanciano il coté più da kid e lo spingono in quella dimensione incerta tra film e cartone animato di cui s’accennava prima. Alla fine ti senti come se avessi visitato un posto ignoto e noto (certi scorci ricordano innegabilmente Salò e il Garda), e la sensazione di dubbio ― anche sull’identità e il mistero legato alla trasformazione di Marco in Porco ― ti accompagna a casa, fin sotto le coperte…

Insomma, il film ha fatto proprio la sua sua porca figura ― scusate Fellows, ma non vedevo l’ora di dirlo!  :-)―  e consiglio caldamente il noleggio del dvd…

Per questa settimana ripetiamo l’esperienza “Let’s MovieMusic” e questa volta, raminghi Moviers, ce ne andiamo un po’ in Scozia passando per l’America di Woody Guthrie.

CHITARRE COSMOPOLITE
Tony McManus & Beppe Gambetta

Io non conoscevo né McManus né Gambetta, ma ho youtubato, e questa musica acustica un po’ Dylan un po’ celtica mi piace proprio (please have a taste: http://www.youtube.com/watch?v=Iu07Tk4gKfM). Mi piace anche l’idea di potermela godere dal vivo. E se mi permettete, mi piace che “Itinerari Folk 2011 – Diaspore” abbia portato qui artisti di nicchia così artisticamente raffinati. Per una volta Trento si salva dal televoto.

Per chi non potesse fare a meno del cinema (io per esempio non ho proprio resistito a “Tekken” :-)), e per gli 93 Moviers che se l’erano perso all’epoca, informo che giovedì alle 9:30 pm danno “Il ragazzo con la bicicletta” nel cortile interno di Palazzo Thun… Fossi in voi rispolvererei Let’s Movie LXXIII, e salirei in sella…

Io vi aspetto domani sera, qualsiasi condizione meteo ci si prospetti ―Let’s Movie nasce idrorepellente. E sapete cosa vi dico, my Fellows? Che è proprio bello avervi… I am a lucky Board.
E ora basta coi sentimentalismi! Sarò anche lucky, ma se non venite faccio un boArdello ― sorry, ma anche questa non vedevo l’ora di dirla! 🙂 🙂
Descrizione murata nel basement là sotto, ringraziamenti a pacchi, e saluti, sardissimamente musico-cinematografici.

Let’s Movie
The Board

Soluzione dell’indovinello musicale: “GNISSIM” degli GNIHTYREVE TUB EHT LRIG http://www.youtube.com/watch?v=flhwN6BSk6A

CHITARRE COSMOPOLITE: Virtuoso dello stile acustico, consacrato a livello internazionale, autore di undici dischi, libri e video didattici, un DVD “live”, Beppe Gambetta è oggi considerato dagli stessi maestri americani un loro pari, degno continuatore di una tradizione musicale sempre viva. Il suo pellegrinaggio è cominciato proprio sulle strade dell’America di Woody Guthrie e nel corso degli anni ha avuto l’opportunità di suonare con i più grandi artisti come Doc Watson, Tony Trischka, Gene Parsons, Norman Blake, David Grisman, Dan Crary, etc.. Ha fondato, tra l’altro i “Men of Steel”, un fantastico quartetto chitarristico che più cosmopolita non si può. Da qui nasce il sodalizio con lo scozzese Tony Mcmanus, insuperabile interprete del repertorio celtico, uno dei pochi che ha saputo trasferire con grande sapienza e fedeltà le ornamentazioni dei violini e delle cornamuse sulle corde della chitarra, mantenendo intatti l’impatto emotivo e la forza di questa musica. Vanta innumerevoli e prestigiose collaborazioni con Dougie McLean, Phil Cunningham, Liam O’Flynn, Martin Simpson, Kevin Burke, Natalie MacMaster, Patrick and Jacky Molard, Mairead ní Mhoanaigh, Xosé M. Budiño, Andy Irvine, Alain Gen y, Bruce Molsky e Alasdair Fraser.

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