Let’s MovieMusic LXXXI

Let’s MovieMusic LXXXI

LEGAMI TRA GIAPPONE E ARGENTINA
GAIA CUATRO
Giardino Santa Chiara
Lunedì 15/ Monday 15
21:00/9:00 pm
Ingresso gratuito/Free Entry

Ferragosto Fellows,

Be’ ma mica mi sarete tutti in vacanza, no? Non ditemi che se adesso strillo “C’è nessuuuuuuno?” mi risponde solo il mio eco? Ecchefaccio io sennò?

Ma non sapete che il massimo del trend oggi è snobbare la beach e passare agosto in città, le vie piene solo di caldo e santo silenzio? E poi dovete essermi presenti e aiutarmi a dare il benvenuto ai due nuovi acquisti di Let’s Movie per il cine-campionato 2011-2012, abilmente soffiati alla CREATE-NET F.C.… Il Fellow Alberto detto Albertorino (così non vi lambiccate il cervello per sapere da dove viene :-)), e la Fellow Barbara detta ChocoBarbara (così non vi lambiccate il cervello per sapere il suo cibo preferito :-)). Dai da bravi, Moviers, schiodatevi dalla sdraio, lasciate un attimo l’angolo pool&jacuzzi della Let’s Movie Mansion, e fate gli onori di casa agli ultimi arrivati…

Il neo-Fellow Albertorino va ringraziato per la partecipazione al Let’s MovieMusic di lunedì scorso, così come l’Anarco-zumi, che mi ha fatto il sorpreson dei sorpresoni presentandosi al concerto così, senza telefonate, sms, messi apostolici e quant’altro per avvertirmi… Ma mi pare di avervi già detto che il saggio “Sulla grandezza dei Moviers” è già pronto per la stampa… 🙂

Che dire del duo McManus-Gambetta se non Wow-wow-wow? Purtroppo mi rendo conto di non avere gli strumenti analitici necessari per criticare la musica ― ho paura che l’onniscienza del Board non sia così onni… Quindi temo di far loro un torto cercando di arrampicarmi sugli specchi della mia inadeguatezza critica tentando di analizzare la musica che hanno suonato. Ma per fortuna il talento non ha bisogno di essere fissato in enciclopedie critiche, e lunedì scorso due indubbi talenti hanno condiviso con noi, pubblico stipato e rapito, dei saggi di pura maestria digitale ― delle dita intendo, polpastrelli e unghie, niente nerdaggini IT.

Io personalmente sono rimasta colpita da Tony McManus, musicista straordinario condito con un animo cabarettistico ― o semplicemente comico ― che ha trovato espressione negli aneddoti che raccontava per introdurre i propri pezzi. Così noi si scivolava dalla risata alla magia ― dal riso a Oz, uno dei miei percorsi preferiti in assoluto…
Dopo un lavoro di google-searching che definirei maniacale ― quando m’impunto, cavolo, m’impunto ― sono riuscita a risalire al titolo e alla canzone che ha fatto wowwoware me e l’Anarco-zumi per 4 minuti (Zu, l’ho pescata! Sei contenta? :-)).

Mi sono cavolo-impuntata perché ci tenevo a trascinarvi nell’esperienza così come l’abbiamo vissuta noi in loco, aneddoto+canzone. Cliccate qui http://www.youtube.com/watch?v=fyWsjO9Kf4E. Nei primi 3 minuti e 19’ Tony, con quel suo humour Haggis&Guinnes tutto scozzese, spiega di come un bel giorno nel 2009 ricevette una mail in cui il regista Neil Jordan (“Intervista col vampiro”, “Michael Collins”, etc.) lo invitava a collaborare alla colonna sonora del suo prossimo film, “Ondine”. E gli domandò se fosse in grado di arrangiargli con la chitarra la sonata per pianoforte “Erik Satie – Gnossienne 1”. Nell’“Of course!” della risposta di Tony (min 1:54), traspare chiara la strizza di cimentarsi con un’operazione boArdello del genere… Eppure l’impresa gli riuscì, e spedì il pezzo al regista. Risultato? Dopo un “Siamo rimasti entusiasti, Tony, fantastico, lunghezza perfetta per la scena” e blablabla, il pezzo non venne inserito!

Vi prego, ascoltatelo. Se volete saltare l’aneddoto di Tony (anche se ve la consiglio, che fa ridere), andate direttamente al minuto 3:19. E ditemi se questa melodia non sa di mare grosso, cielo perla, lana blu, cime rugose, pantaloni arrotolati, sabbia fredda sotto i pieni nudi. Ditemi se questa non è musica di (ri)evocazione. Ditemi della magia di una sequenza di note, che si sciolgono in un sapore, un’impressione o un ricordo, e subito in una stringa d’immagini. Ditemi del potere cinematografico della musica, che ci dipinge scene nella testa facendo della nostra mente un set. Musica come Picasso. Musica come Fellini, anzi no, come Dante Ferretti.

A pensarci bene Let’s MovieMusic ha sempre più senso… Musica e cinema condividono lo stesso midollo.

Aggiungo solo che lunedì sera, davanti a queste dite prodigiose, ho pensato ad Andrea, il Fellow Giak, il Responsabile Let’s Movie del trevigiano e dintorni. Sono certa che lui, estimatore di D-Caster e assiduo frequentatore dei Guitar Centers sparsi per Los Angeles (quello su Sunset, si sa, il migliore), avrebbe apprezzato quelle dita prodigiose… 😉

Ma poi la musica ti spiazza anche! Metti un venerdì di ferie all’una, per esempio, il B/Road-Runner (Beep-Beep) impegnato su un tratto molto poco friendly del sentiero 645 per Candriai, sole a picco che spacca, acido lattico molto più di q.b., e cosa mettono alla radio? “You can leave your hat on”! (“9 settimane e mezzo”, per capirci)…Ma poteva esserci canzone meno adatta, dico io?! Ma la cacofonia del momento? Ma la risata che mi sono fatta?!

Questo però mi ha fatto riflettere su quanto la dissonanza tra musica e scena sia una strada molto percorsa dal cinema. Pensate a due film di Kubrick, “Arancia Meccanica” ― la scena dello stupro sulle note di “Singing in the Rain” ― o il coro “Topolin Topolin, Viva Topolin!” ― alla fine di “Full Metal Jacket”… O a “Blue Velvet” in “Velluto blu” di Lynch… WG Mat, Mario the Eraserhead, voi che dite? Un paper ci starebbe tutto…

Giusto per continuare l’esplorazione della kinship tra musica e cinema, eccovi il Let’s Movie di questa settimana, che poi è l’ultimo sigh-sigh appuntamento di “Itinerari Folk 2011 – Diaspore”

LEGAMI TRA GIAPPONE E ARGENTINA
GAIA CUATRO

Il nostro amico Paolo Fresu, entusiasta dei Gaia Cuatro, dice di loro: “Sono un vero gruppo contemporaneo. Perché attraversa i continenti e li unisce con un filo sottile ma robusto che si dipana dall’Argentina al Giappone passando per l’Italia e la Francia, in un gioco musicale che è coerente, coraggioso ed innovativo…colpisce la capacità di metabolizzare le diverse culture musicali per farle diventare un unico strumento comunicativo”.

Ora, ma vogliamo dubitare di Paolo Fresu?? Dopo che si è esibito in esclusiva per la truppa del Sardinia 2011 (e quelle altre 300 persone che passavano di lì…) lo scorso 27 luglio nella Valle della Luna? Vogliamo contraddirlo?!
Dato che la risposta è “Nooooo”, vi troverò domani sera al concerto, giusto? Non avrete mica altro di meglio da fare a ferragosto?!?! 😉

Sicuri della vostra partecipazione (e basta ridere là in fondo! O metto il Re di Denari in punizione!), vi ringrazio come sempre, vi parcheggio una mini-descrizione dell’evento giù nel garage e vi mando dei saluti, che oggi sono estaticamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

LEGAMI TRA GIAPPONE E ARGENTINA: Sulla sottile tessitura ritmica creata dal percussionista Yahiro Tomohiro e dal bassista Carlos “El Tero” Buschini, gioca la scrittura pianistica di Gerardo Di Giusto a totale servizio del virtuosismo mozzafiato di Ashka Kaneko, star del violino jazz nel suo paese d’origine. Atmosfere di tango e suoni etnici del Giappone diventano per magia una tavolozza timbrica di colori inusuali che incarnano il vero senso della contemporaneità odierna che è culturale e geografica. Musica anticonvenzionale, suonata con naturalezza ed eleganza,una finestra sull’arte dell’ mprovvisazione oltre i confini dei generi.

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2 Comments

  1. Guarda, io sono sicuro che anche se vado al mare almeno le meduse non le trovo! 

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    • E te lo credo, quelle le raccatto tutte io! Mannaggia!! 🙁

      E comunque, che maledetto sei Mat!!!!!!

      🙂

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