Let’s MovieMusic LXXXIII

Let’s MovieMusic LXXXIII

MARNAN
MUSICA AFRICANA E FAVOLE ETNICHE
Mercoledì 31/Wednesday 31
Giardino Santa Chiara
21:00/9:00 pm
Ingresso gratuito/Free entry

Mi-tradia-in-suono-angelico Moviers!

Dopo il Let’s MeloManiacMondayMovieMusic di lunedì, tra tenori supercoccoli dalle fattezze pingui&penguin e mezzosoprani Che-te-Credi-la-Callas, mi verrebbe da scatenare la gelida manina e scrivervi per ore affinché nessun dormaaa-nessun dormaaaa…

Guardate, uno mica se l’aspetta di partire per un trip del genere ascoltando della musica che si conosce così poco ― a parte quella “Bohème” Downtown Los Angeles di qualche anno fa insieme ai miei Guys from L.A., l’unica melomania che concepisco è il “Miserere-misero-Me” al Pavarotti&Friends, fate un po’ voi… 🙂

E uno mica se l’aspetta un lunedì di perdersi a corsa su per il monte Cimirlo, vivere 6 minuti di puro panico da dispersione in mezzo al bosco, raggiungere la sommità del Monte Celva (998 m slm) senza rendersene conto, scavezzacollarsi giù per il sentiero verso casa e raggiungere la doccia 11 minuti prima di Palazzo Thun e Let’s MovieMusic…

E uno mica se l’aspetta che gli 80 spettatori in piedi dei 450-e-rotti presenti avrebbero permesso all’Honorary Member Mic ― per l’occasione, Holy Honorary Member Mic ― di tenermi il posto accanto a lei, consentendole di difenderlo con tenacia nibelunga e unghie da super(tele)gattone odisseo.
E uno mica se l’aspetta che il Fellow D, che in genere bazzica i Gogol BoArdello e degli inquietanti gruppi folk ucraini, decida di aderire a un esperimento lirico assolutamente fuori dalle sue corde (Patagonia).
E uno mica se l’aspetta che la Fellow Giuly Jules riesca a spaccare tutti i pali che un vicino rognoso e un matrimonio alle porte le mettono fra le ruote, e ce la faccia a raggiungere il concerto accompagnata dal suo nobile cavallier biker Pilo (il Fellow Pilo, lui, il nostro, che speriamo sia sopravvissuto alla “Maratona” Monaco 2011… :-)).
E uno mica se l’aspetta che la Fellow Kat si guadagni il Premio molto prestige “Presenza in Absentia” con la motivazione “per aver sopportato la frattura a un mignolo frapposta tra lei e Let’s Movie”.
E uno mica se l’aspetta di avere tanti Moviers da ringraziare per aver dato fiducia al Board e aver fatto di un lunedì sera da brodame protozoico un “A Night at the Opera” (e questa è una music-citazione che il Fellow Andy the Situation Phelbs e il Fellow Marco Principino di Busa-Belair, mi coglieranno al volo…).

E uno mica se l’aspetta di emozionarsi così, senza avere uno straccio di preparazione in materia Giuseppe Verdi (“Board, 2” sentenzierebbe il Prof. della Terza C), senza sapere bene qual è la differenza tra un soprano, un mezzosoprano e i Sopranos…. Insomma, zero strumenti analitici zero… Ma come mi è capitato di ripetere ultimamente a un Fellow speciale, quando ti ritrovi con la cassetta degli attrezzi così sprovvista di cacciaviti e chiavi del 9, non fai altro che abbandonarti al puro piacere che tutto l’insieme (volevo dire “l’ensemble”) ti concede… In fondo non si possono avere gli strumenti per conoscere tutto, essere edotti su tutto ― tranne il Fellow tuttologo Paolo Pequod, ovviamente, che lui ne sa a pacchi, soprattutto di lantanidi :-).
Quindi per una volta ho fatto l’Emile della situazione e ho viaggiato leggera (!): nemmeno un kg di bagaglio culturale da scarrozzare in giro. In queato modo l’esperienza ti diventa puramente sensoriale, e per questo potente. Naturalmente ti perdi un sacco di roba per strada — tutti i vari livelli interpretativi di un’opera, testo, musica, enne componenti — ma permette il ritorno a una fruizione più primitiva, carnale, a noi orde di dottorini che spesso prediligiamo guardare un’opera d’arte attraverso il microscopio senza prima essercela rigirata fra le mani…

L’atmosfera era mui suggestiva lunedì sera ― cielo, stelle, luci gialle, caldo estivo. Ma lo spettacolo per me aveva anche un marcatissimo coté cabaret che mi ha fatto apprezzare l’evento ancora di più! Per esempio il direttore (classe 1980, io e la Mic abbiamo trasalito), il direttore era il gemello sudato di Simone Cristicchi. Lo straordinario tenore, (classe 1977, io e la Mic abbiamo ri-trasalito) la perfetta sintesi tra la copia buona del Penguin batmaniano, Pingù e Battista-il-Cameriere-Equilibrista. E la mezzasoprano, detta anche Ma-Che-Callas-Ti-Credi-Di-Essere, debordava da un vestito rossoschumacher visto che, evidentemente, rossovalentino e rossorelativo non bastavano…

E quindi sì, uno mica se l’aspetta di alternare emozione e risate ― con la complicità della Honorary Member Mic, va detto ― in un’altalena tra sacro e dissacrante.
Ma se ci pensate bene, non c’è nulla di sacro nell’opera. Spesso si ha questa sorta di timor reverenziale verso libretti&Donizzetti, si guarda tutto l’armamentario lirico con soggezione… Invece l’opera si è sviluppata nell’‘800 come opera popolare, godibile da tutti, non solo dai Briatore dell’epoca…Era un po’ la versione ottocentesca di Beautiful… (Che, ci formalizziamo davanti a Ridge oggi??). Dovremmo trascinarla un po’ più dentro le nostre vite, tirarla giù da quel piedistallo di pellicce e monocoli sopra cui il parterre della Scala impellicciato e monocolato l’ha posta… Forse il trucco, oggi, sta proprio nel vederci il lato un po’ buffo… quello fatto di camice sudate e vestiti improbabili, di “Bravò, bravò” strillati alla fine con ironia (dal Board, in stato confusionale…). Insomma smitizzare un genere che di mitico, in origine, non aveva nulla. E godersi poi la poesia dello spettacolo (tanta)… Farsi COMMUOVERE.

Io poi ve lo dico: a me fa anche impazzire la possibilità di sentire espressioni che ormai non si sentono più se non frugando l’800 o Shakespeare (o conoscendo la Carla Balatresi)… “Sciagurata”, (“sciagurata” è bellissimo!!) e “il cielo è cargo”, e “l’empireo aprirsi all’alma mia”, e sentite cosa sono questi versi cantati da McDuff nel Macbeth “Trammi al tiranno in faccia, Signore, e s’ei mi sfugge possa a colui le braccia del tuo perdono aprir”… “Possa a colui le braccia del tuo perdono aprir”…Ora capite, sciaguratissimi Moviers, che trip?!? 🙂

E ora il nostro carrozzone Let’s MovieMusic partito dal Perù, passato per l’Itascozia, finito in Giappoargentina con tappa check-point presso l’Officina di Beppe Verdi termina il suo viaggio in Hallo-Afrika-Tell-Me-How-You’re-Doing…

MARNAN
MUSICA AFRICANA E FAVOLE ETNICHE

Il cinema mi manca, tanto… La quiete possibilista della nostra caverna dei sogni… Vi confesso che due settimane fa, colta da una crisi di cine-astinenza, sono andata da sola a vedere “Qualunquemente” a Palazzo Thun… L’equivalente bulimico di strafogarsi di junk-food nel cuore della notte e non trarne alcun piacere… E non dico altro… 🙁

Spero che il Festival del Cinema di Venezia, al via domani, porti qualcosa di buono, e che quel pelandrone di (M)Astrantonio abbia attaccato maschera&pinne al chiodo e riapra i battenti ― in teoria il 3 settembre… con calma eh…

Adesso Ma-il-mio-mistero-è-chiuso-in-me-il-nome-mio-nessun-saprà Moviers, ringrazio ciascuno di voi, ogni singola preziosa crapa letsmovieana, per esserci, e occupare così spettacolarmente bene lo spazio che occupa al mondo, vi scribacchio qualche breve nota sulla calce giù di sotto, e vi saluto con dei saluti afromelodrammaticamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MARNAN, MUSICA AFRICANA E FAVOLE ETNICHE: L’Associazione ˝La Savana Onlus˝, con sede a Los Gardolos, opera a progetti per lo sviluppo agricolo-sociale in Senegal; in un secondo momento, il presidente dell’associazione Mamadou Sow ha costituito un gruppo etnico di ispirazione africana il cui nome è ˝Marnan˝ per far conoscere e apprezzare questa cultura attraverso il loro spettacolo. Il gruppo composto da 10 artisti professionisti, fondato nel 1998, presenta un repertorio di circa due ore di musica africana, danze e recitazione di favole etniche.

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1 Comment

  1. Solo una “RamboWoman” come te può arrivare di corsa sulla cima di una montagna senza accorgersene… 😉 Ai comuni mortali viene perlomeno il fiato corto!
    Beh circa il fatto di non poter sapere tutto di tutto c’era forse qualche dubbio da parte di qualcuno? Personalmente mi serve il vocabolario talvolta anche per le tue newsletters… “le terre rare” mi mancavano ad esempio, scoperte grazie alla tavolaperiodica.it! 😉 
    Condivido il tuo entusiasmo talvolta di assaporare e gioire delle cose senza “cassetta degli attrezzi”, di questi ci si può sempre dotare volendo anche successivamente, ma dell’approccio sensoriale incondizionato no.
    Attacco bulimico da cine-astinenza? Ma no dai, non dire così, sennò ti faccio compagnia volentieri in questa forma di bulimia, mi sa che ne soffro pure io… Nel frattempo attendiamo il rientro dei vacanzieri.
    Magari ci si vede ad ascoltare i Marnan, se riusciamo a trovarci nella folla.
    A presto!
    Vanilla  

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