Let’s Movie LXXXVI

Let’s Movie LXXXVI

CARNAGE
di Roman Polanski
Francia / Germania / Spagna / Polonia, 2011, 79’
Martedì 20/Tuesday 20
22:00/10 pm
Astra

Marriage&Marathon Moviers!

Lo si era già preannunciato al Fellow Giak qualche giorno fa: è SEMPRE tutta colpa della tecnologia. Qualsiasi colpa è riconducibile a Pascal (non Blaise, quello di Niklaus of course). Siete tutti scagionati, Fellows, per qualsiasi sbaglio commettiate, vita natural durante, la colpa è del senza-fili. Punto libero a tutti. Anche se il Board però…mmmm… è un po’ da prigione… 🙁

Tutto comincia da un Iphone. Dal nuovo Iphone dell’Anarco-zumi, che ha pensato (lui, l’Iphone) di manipolare il mio numero di cellulare e sostituire uno 0 a un 8, impedendo qualsiasi tipo di comunicazione con la nostra Anarchica. Quindi tutti i messaggi/telefonate con cui la Zu cercava di avvisarmi di prenotare per io “Io sono Li”+intervento di Paolini sono finiti nel buco nero della wireless-communication! Miiiiiiiiii! Certo, la tecnologia non può nulla contro la suprema svampitezza del Board 🙁 …. Ma mai avrei pensato che tutta Trento s’intrippasse tanto per un film di nicchia, quindi mi sono presentata da Mastrantonio con ben 2 minuti e 48 secondi di anticipo ― pronta a trovare un po’ più di fermento, ma non di certo Porta Portese er sabato mattina!

Sulla panchina fuori dal cinema trovo, hopeless&ticketless, la Honorary Member Mic, la Fellow Alessandra detta MorAles (che cine-battezziamo così per via del capello corvinissimo e della maglietta blu cop :-)) con una guest che pensate, avrebbe potuto diventare una Movier, non ce la mannaggia-giocata per via della tecnologia ― o della suprema svampitezza del Board…
(Ah, il nome della Guest, anche in questo caso, mi è sfuggito, visto che l’otite all’orecchio destro di 10 giorni fa ha pensato bene di itinerare e conquistare l’orecchio sinistro — ma l’otite itinerante con mire colonizzatrici s’era mai sentita??! Se tra voi Moviers si nasconde un otorino, lo preghiamo, dica la sua).

Comunque… Per soccorrere le mie Fellows hopeless&ticketless, seguo le orme di Clint Eastwood e affronto il mio mezzogiorno di fuoco… Dietro alla cassa, Mastrantonio tagliava la tensione con spietata maestria, il macellaio…. A nulla sono servite le minacce del Board, e nemmeno i piagnistei. Nemmeno i “ci-siediamo-per-terra-non-importa”, nemmeno i “vi-lavo-i-cinepiatti-per-un-mese-anzi-due”. (Ve lo potete immaginare quanto possono aver puntato i miei piedi per terra?!?).

Fortunatamente la Fellow Vaniglia (in scintillante versione technicolor) e la Fellow Claudia The-Critic, di gran lunga più previdenti del Board, avevano prenotato prima, e sono riuscite a entrare. Poi, una propizia combinazione di fattori ha voluto che si liberasse un ultimo posto. Ma purtroppo la Honorary Member Mic, la Fellow MorAles e la Fellow Non-Fellow Found&Lost, sono rimaste vittime della mannaia mastrantoniana. 🙁

(Si racconta che l’indomani, nella sala “CdA” del Quartier Generale di Let’s Movie, siano volate sedie, urla — si vocifera persino di una lavagna interattiva sradicata dal muro… Ma poi si sa, dopo il (brain)storm torna sempre il sereno, e tutto è bene quel che finisce bene e Board e Honorary Member Mic vissero per sempre felici e contenti — del resto mai avremmo potuto lasciare i Moviers privi di un Management… :-)).

Mi prostro in scuse con tutti i Moviers — soprattutto con la Fellow MorAles la Fellow Non-Fellow Found&Lost e la MIA Honorary Member Mic — per non aver pensato di dirvi di prenotare; ringrazio la Zu per aver cercato di avvertirmi; odio l’Iphone della Zu.

Mi scoccia anche perché “Io sono Li” è un racconto che tutti i Moviers dovrebbero leggere. Leggere, sì. Questa è stata l’impressione che ho avuto guardando il film di Segre. La sensazione di avere sotto gli occhi un’opera letteraria breve — una novella — e non una trasposizione sul grande schermo. Intendo proprio le pagine sotto le dita. Credo dipenda dal tempo cinematografico che il regista ha scelto per il film. Non è un tempo lento, alla “Still Life” — guardate un po’ le coincidenze, l’attrice che interpreta Li era la protagonista anche di “Still Life”… È un tranquillo scorrere di vite, di mattinate all’osteria (poche le scene notturne), di piccole battute che alternano saggezza e grettezza, a seconda del personaggio, del momento, e del momento del personaggio (come nella vita, perché tutti siamo saggi e gretti, a seconda). Ma non ci si annoia mai, ma mai MAI. Anzi, questo micro-cosmo chioggioto di pesca e ombre e spume ci cattura in una maniera in cui non avrei mai pensato che alcunché di chioggioto avrebbe mai potuto catturarci.
E vi prego, assegniamo il Premio Cameo al puteo Battiston per l’interpretazione dello sbroffone-rozzone veneto tipo! Guardate, anche i dettagli hanno valore… Mi tornano in mente la scritta L-O-V-E tatuata dito per dito (scimiottamento di mani vip d’oltreoceano), o il giubbotto di pelle finto Dainese.. E ancora, i jeans attillati coi tacchi a spillo della moglie, look fuori luogo alle 10 del mattino in un’ostAria  — “c’è un tempo per tutto” dice la bibbia (dello stile).

Marco Paolini, nell’introduzione al film, ha definito “delicato” il modo in cui Segre è riuscito a dar voce a quella che avrebbe potuto diventare l’ennesimo dramma a tesi sull’immigrazione. Delicato, sì esatto. Ma anche risoluto nello sfuggire al pietismo e alla lacrimosità. Gli ingredienti per far bollire della sana melassa ci sono tutti, veh: immigrata tenuta in scacco dalla mafia cinese, figlio piccolo lasciato in Cina nell’attesa di racimolare il denaro per farlo arrivare in Italia, simpatia-scintilla che scocca tra il vecchio pescatore di origine slava e la giovane cameriera cinese. Insomma, materiale ad alto rischio cliché… Eppure il regista non ci casca, e non fa cascare noi nel pentolone… Meno male Moviers, salvi anche qui. Fiuuuuu.
E ho trovato interessante l’insolito bilinguismo del film, che affianca veneto e cinese, in un dialogo sottotitolato che si colloca tra il comico e il tenero (specie quando Li cerca di capire il chioggioto e i chioggioti il cinese…mai tandem linguistico fu più strampalato…e funny).

All’uscita dal film, ritrovando una Claudia The Critic adorabilmente commossa, e una Fellow Vaniglia technicromaticamente paga, ho pensato che i concetti di casa e appartenenza siano davveri terreni paludosi — “fishy waters”, Fellow Pa — in cui è pericoloso (ma necessario!) addentrarsi…. Alla fin fine siamo tutti stranieri, siamo tutti foreigners, Fellows. Ed è la spasmodica ricerca di negare l’apolidicità connaturata nell’essere umano che crea tanti casini. “Patria” contiene troppa terra e troppo padre per i miei gusti… Vorrei dare spazio al mare, Moviers, come il film di Segre. Alle storie che partono da una costa cinese e finiscono su una costa italiana, e tracciano percorsi e intrecciano legami mobili. Il mare unisce. E questo, se ricordate, era un pensiero ERRante di qualche tempo fa…

Questo per quanto riguarda il Let’s Movie ufficiale. Ma questa settimana, se ricordate bene, avevamo anche un Let’s Movie ufficioso. Alla proiezione di “Il primo incarico” giovedì, mi aspettavano la Honorary Member Mic lassù, sulla gradinata (molto “Princess Mic Waving at the Crowd” :-)), e la Fellow Vaniglia, quaggiù, prossima ad affrontare le grinfie della Vicky Witch, l’amelia che spaventa folle di spettatori alla cassa del Victor Victoria…Scary…

Il film, bah… Io e la Mic eravamo di umore balzano e abbiamo ridacchiato un po’ troppo delle sventure di Isabella Ragonese alias Nena, povera sfigata maestrina che si vede trasferita nel nowhere salentino. Il film è ambientato nella Puglia, anzi, Apulia, degli anni ’50, ma ve l’assicuro, par di stare in mezzo ai Malavoglia! Il finale, in cui Nena ribalta inaspettatemente il proprio futuro e le proprie aspettative, è forse la parte più rivoluzionaria di un film che non sovverte alcuna convenzione sociale, ma che presenta troppi tagli stereotipa(n)ti. L’uomo è scisso nelle sue solite figure dicotomiche o di biondo senza-midollo modello Lowell o di rozzo-canottato modello Abel (e se non sapete chi sono Lowell e Abel, be’, vi mancano i fondamentali della cartoneanimatografia mondiale). La scelta inaspettata della canotta, devo dire, lascia stupiti un po’ tutti — anche se il CdA, sappiatelo, ha sostenuto la causa “Giovanni canottato” sin dall’inizio… 😉

Ma oggi non posso dilungarmi troppo (mamma mia, come se fino a qui mi fossi contenuta! :-))… Ho troppe cose ancora da dirvi, e non voglio beccarmi una multa per eccesso di verbosità.

Innanzitutto, il film per la settimana prossima. Lo aspettavamo con impazienza, e finalmente è arrivato, direttamente dalla Laguna, con l’Orient Express delle 12:34 pm

CARNAGE
di Roman Polanski

Francamente non so se dietro l’orario sempre più tardo delle programmazioni si nasconda un qualche perverso disegno di Mastrantonio il macellaio… Se si tratti di mannaia, meschinità oppure mass-market (che ne dici, Fellow Cap?). Sappiate che in questo (almeno in questo!) il Board non c’entra.

Ma devo assolutamente raccontarvi di questo Marriage&Marathon weekend…. È con immane commozione che v’informo del secondo Let’s Movie Marriage della storia*!

Sabato la nostra Let’s Movie Couple ― al secolo Giulia e Nicola ― è convolata a cine-nozze, e matrimonio non poteva esser più 100% letsmovieano di così! Il Fellow Pilo (il Fellow più alto di Let’s Movie, molto ma mooooolto più alto di quel tappo del WG Mat, ricordiamolo) e la Fellow Giuly Jules (la Fellow più odalisca e sirena che un Let’s Movie possa desiderare) hanno detto “Oh yes” al cospetto della nostra Fellow Fausta l’Irrequieta 1, che ha ufficiato le nozze (potremmo ribattezzarla anche Fellow Factotum, la nostra Fausta, visto che si fa le nottate sui libri, le traversate natatorie e le celebrazioni matrimoniali :-)). E indovinate un po’ chi aveva per testimone la nostra breath-taking sposa  in red (sì Fellows, IN ROSSO! Ma chi è Kelly LeBrock? Ma chi è???)? Vi aiuto: comincia per Anarco e finisce per Zumi…. 😉

Poi s’è folleggiato fino a notte tra bollicine e balli sfrenati con tutto il corteo di amici, tra cui numerosi Moviers, in primis l’Anarcozumi, il Fellow Fritz Vogue, il WG Mat e la Fellow Lagoon Leda (Responsabile Let’s Movie di Venezia).

Dovete sapere che la Movie Couple segue Let’s Movie fin dagli inizi, e un sacco di volte ha tratto in salvo il Board dal mare di solitudine cinematografica in cui rischiava di affogare…
Siete le mie luci, Giuly e Pilo… Keep shining… 🙂

Io mannaggia non ho potuto bagordare fino in fondo visti i panni da Board-Road-Runner che avrei rivestito l’indomani, cioè oggi… Ebbene sì, Fellows, ho corso la Mezza Maratona del Concilio di Trento, nonostante le otiti itineranti e le vesciche nemiche… E nonostate un Fellow Mate (Iak-the-Mate) che mi tradì, e non per 30 denari, ma per 50 Euri e un paiolo! (Ma lo perdono perché sempre mi supportò :-)).

 Dunque

Tempo totalizzato dal Board: 1 ora 32 minuti 55 secondi (Evvai!)
Posizione all’arrivo: 158esima su 714; sesta della categorie “Donne” (Evvaissimo!)
Premi vinti: 100 Euri, e un salame (già ceduto di diritto all’Anarcozumi!)

Ebbene sì, cari Runner Fellows… Il risultato ha dell’incredibile, visti i primi 13 km corsi come una loser con una contrattura (o qualcosa che faceva male) alla coscia destra… Poi però al 13esimo km c’è stata la svolta, e devo solo ringraziare The Ark. Immaginate il dolore, e immaginate di sentire questa canzone, a palla… http://www.youtube.com/watch?v=wFbBwXNjYCA… “It takes a fool to remain sane”…Non c’è niente di più sensato… Quindi sì, the Ark dragged the Board home… 🙂

Ringrazio ovviamente la Honorary Member Mic che mi segue sempre in queste maraton-mattate, portandosi Freud in borsa contro la maraton-noia (e ditemi se non è special, la ragazza, che gira Trento con Sigmund a tracolla); il Fellow D, per il reportage e il tifo done lungo il percorso (e per aver sopportato un Board in difficoltà fino al 13esimo km); il WG Mat, che non ho capito bene dove mi abbia visto ma dice di avermi visto ― quanto Orwell nella sua criptica ubiquità!; il Fellow Fritz Vogue, che mi ha sostenuto a 4 km dall’arrivo con un prezioso “10 minuti Vogue, 10 minuti e ci sei!!!”; e il campanaccio dell’Anarcozumi-mami, che è stato salvifico a 300 m dall’arrivo.

Un grazie speciale anche al Fellow Companero Gab che ha portato a casa i 10 km della Maratonina del Concilio (bravo runner, il Mister è molto molto fiero); e al Fellow Pa Pequod, per aver assistito il Board insieme al Fellow D nell’acquisto delle sneakers nuove post-maratona (un  paio di Brooks puffo&black… ‘Cause when you run, you need to run with style… ;-)).

Quando mi chiedono “Perché fai ‘ste robe, Sara?”, io non so mai cosa rispondere, ma oggi, mentre ero a quel benedetto 13esimo km e faceva male, oh God se faceva male, c’è stato un istante in cui è cambiato tutto, e tutto è andato per il verso giusto. Le gambe hanno preso ad andare, io a volare (un po’). Forse lo faccio per questo. Per la possibilità di quell’istante lì. Il nero che d’un tratto diventa grigio, poi piano piano bianco…

Ma ora spiegatemi come avrei potuto essere sintetica con tutta ‘sta wikipedia di robe… ! Se c’è un conciso fra voi, parli ora o taccia per sempre. :_)

Ok, mi sa che ora potete andare a dormire, Fellows… GRAZIE della solita pazienza, veh, oggi ne ho abusato davvero :-)…. Ora vi pianto un riassunto nel giardino scolpito laggiù e vi lancio dei saluti matrimonialmaratonamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

* Il primo matrimonio targato “Let’s Movie” si è tenuto il 3 settembre tra la Fellow Alice-Mare-e-Miele e il Fellow Ponyo, nell’archibugia Arco! Ora i Fellows piccioncini sono nello Sri-Lanka, poareti (!)… Ma tornano sicuramente per “Carnage”… 🙂

CARNAGE: Due ragazzini, sugli 11 anni, fanno a pugni in un parco cittadino. Uno ferisce l’altro: sangue, labbra gonfie e denti rotti. Ora i genitori della “vittima”, Penelope e Michael, invitano nel loro appartamento nei pressi dell’elegante quartiere di Park Slope, a Brooklyn, Nancy e Alan, i genitori del “bullo”, per chiarire la questione. Vorrebbero tutti onorare le buone intenzioni di Penelope, ma non esattamente per le stesse ragioni e non a qualsiasi prezzo.

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