Let’s Movie XCIV

Let’s Movie XCIV

INTO PARADISO
di Paola Randi
Italia 2010, 104’
Lunedì 21/Monday 21
20:30/8:30 pm
Teatro Concordia
Via della Resistenza 15
Povo(rock)
Ingresso/Ticket: Euro 5

Micro&Macro Moviers,

Non so che dirvi ma la disputa tra vincitore vero (“Faust”) contro vincitore si-va-be-sarà-per-la-prossima-volta (“Il cuore grande delle ragazze”) è una bella gatta da pelare per il Board 🙁 Cioè. Da una parte sono sollevata di non aver proposto “Faust” a voi Moviers, che Goethe vi sta un po’ qui, lo so, fin dal “Viaggio in Italia” con le sue 640 pagine, e pure da ‘sto Werther che, poraccio, era tutto un dolore… Avessi proposto “Faust”, e foste venuti a vederlo ― pregiudiziale non da poco, visto che ultimamente vi vedo un po’ pochino, fedifraghi Fellows ― avreste indossato cinturone e camperos, sputato per terra, alzato leggermente la tesa del cappello e, indicando con un cenno il Board, avreste sentenziato al boia Mastrantonio, “Impiccalo più in alto, Mastro”… 🙂
Quindi Menomalemoviers che “Faust” ce lo siamo smazzati domenica io e l’Anarcozumi, che non solo è una gran patita di Dolly Parton e line dancing , ma che non teme matinée e mezzogiorni di fuoco notturni ― la nostra Anarchica si è fatta la Matinée mastrantoniana in the morning e la soirée mastrantoniana at night…che donna… 😉

“Faust” è un film macro. E potrei elencare tanti altri aggettivi. Squilibrante, puzzolente, fastidioso, asfissiante, claustrofobico, imprevisto, teatrale, solenne, incomprensibile a tratti (lunghi), comprensibilissimo a tratti (brevi), alto, biblico, terminale…Certamente non noioso. Certamente sfiancante, nel senso fisico e cerebrale. Mamma mia, Faust (e il film) non si ferma un secondo ― la classica anima in pena. Sokurov, che deve essere un gran dritto, prende quest’irrequietezza congenita al protagonista ― e all’uomo ―  e la traspone sul set, vietando al personaggio la possibilità di sedersi. Faust non si ferma un istante, e questo riprende il tormentone di Mefisto “in principio era l’azione”  che si contrappone al tormentone biblico “in principio era il verbo”.  Ecco, se devo dire una cosa specifica che mi è rimasta impressa, è proprio la contrapposizione fra l’esortazione diabolica all’azione e quella divina alla parola. Agire contro pensare. Immantinente vs trascendente. (Posso aggiungere anche empirismo contro razionalismo??). “In principio era l’azione” è il mot(t)o della società odierna… Tutto azione, tutto fare, tutto qui e subito, tutto carne e corpo. Invece parola e mente e anima si collocano tra passato e futuro, sono interstiziali… Nel film non è tanto in primo piano la sete di conoscenza di Faust, che poi è l’istinto di onnipotenza insito nell’essere umano ― tale Nietzsche ci ha fatto i soldi sulla storia del superomismo, e qualche bel decennio prima che Clark Kent si nascondesse la tutina renatozerotina sotto l’uniforme da impiegato), quanto piuttosto l’idea del peccato e della colpa da cui Faust non si libera… C’è l’erranza di Faust. Ed è buffo che “errare” significhi sia “sbagliare” che “vagare”, no? Faust è proprio questo, un essere ERRAnte…

Ma non posso fare la critica di un film che avrei proposto e non ho proposto! È contro le condizioni iscritte nel patto di stabilità che avete firmato  a Palazzo Movie-Madama. 🙂

Anyway, se “Faust” è stato un film macro ― per quanto sia destinato a palati finissimi da critici mangia-Kurosawa-in-salsa-Bergman ― “Il cuore grande delle ragazze” è un film micro(bo[h])… Un film piccolo piccolo, come ho avuto modo di dire un po’ a tutti in questi giorni… Una tramina da fotoromanzo… Guardate, m’immagino anche la casalinga disperata italiana degli anni ’60 pre-’68, con il vestito stirato di fresco, le gambe rimboccate sotto i cuscini del divano a leggere la storiella di Francesca e Carlino, due giovani vittime del colpo di fulmine, con lui che fa l’errore di tradirla immediatamente prima di consumare la prima notte di nozze (!), lei che non può perdonarlo e alla fine, ovviamente, lo perdona. Oltre a tutto questo tramone che al confronto i Bruder Karamazov sono una puntata di “Sentieri” (con tutto il massimissimo rispetto per i 12 anni di “Sentieri” che mi sono sparata), Avati mette insieme una serie di personaggi-macchiette che ― lo vedi lontano un miglio ― sono lì solo per compiacere la voglia che ha di ridipingere il quadretto della Romagna anni ’50. Il padre povero e rozzo ma buono che povero, rozzo e buono muore di crepacuore, il figlio allupato che mette la testa apposto ma non troppo apposto, le figlie cozze, la figlia bella che arriva dalla città e porta lo scompiglio, e poi la prostituta amante di un fascista e la zia cieca, e la madre romana-de-roma burina-burina… Pupi spupazza alla grande… Avete delle caricature del dopoguerra bolognese che non riuscite a vendere neanche su eBay? Ecco, portatele pure qui, che le aggiungiamo a quelle del film di Avati e facciamo la fiera del fumetto… Non commento la recitazione di Cremomini ― per fortuna avevano detto che era bravo… a me pareva un grullo che recitava la parte di un Cremonini  ― e quanto alla Ramazzotti, be’, capace è capace, ma chennervi, recita sempre la parte della svampita la cui natura svampa suscita tenerezza e riso (come in “La prima cosa bella” o in “Tutta la vita davanti”…). Mi auguro che si lavi di dosso in fretta quel personaggio ― la svampitezza dopo il terzo film comincia a puzzare.

Insomma Pupi è rimasto ingabbiato dentro la romagnolità del proprio cinema… Se guardate “Quando arrivano le ragazze”, “La prima notte di nozze”, “Il papà di Giovanna” (l’unico che grazio), “Gli amici del bar Margherita”, “Una sconfinata giovinezza” e “Il cuore grande delle ragazze” trovate non solo gli stessi luoghi, ma anche lo stesso autocompiacimento nella rievocazione di un tempo che la sua macchina da presa alternativamente mitizza e critica. Questo movimento è talmente evidente e talmente accentuato e talmente prevedibile che viene il mal di mare anche solo a scriverlo qui… 🙁 Forse Avati dovrebbe spostarsi su altre ambientazioni. Penso per esempio a “La cena per farli conoscere” o “La rivincita di Natale”, opere in cui lo spazio non schiacciava la storia, e la storia acquisiva quella leggerezza che le permetteva di perlustrare le altezze dell’universale… Se Avati rimane terreno, cioè legato alla sua terra,  finisce per fare della fiction… Triste a dirsi, ma “Il cuore grande delle ragazze” è questo, e presenta anche le sbavature che molto spesso sciagurano le fiction… Trame improbabili, battute fuori luogo, quel senso generale di artificiosità che tanto infastidisce lo spettatore non focalizzato unicamente ai pettorali (per quanto notevoli) di Gabriel Garko o alle balconate (oltremisura aggettanti) della Ferilli. 🙂

L’unica cosa che salvo de “Il cuore grande delle ragazze” ― e che mi ha commosso ― è stato un Fellow che mi aspettava al cine-varco e mi ha acciuffato per i  capelli salvandomi dalla loneliness-is-killing-me-ehi-now― Britney always with us 🙂 (scherzo eh!!). Ebbene, il Sergente Fed FFF è sopravvissuto a una missione non semplice durata parecchi mesi, da cui è uscito provato ma a testa alta… Bravo Fed, e grazie, e tieni ben presente che uno dei numerosi teoremi sottesi a Let’s Movie recita: la somma di due solitudini ― eccetto quelle dei numeri primi, per via di dimostrate conflittualità letterario-cinematografiche ― dà un Board e un Sergente Fed FFF il cui stato emotivo in una serata al cinema è maggiore uguale a done. Bello poter contare sulla movie-matematica, vero? 😉

Questa settimana Let’s Movie goes uphill e si trasferisce a Povorock per una commedia che è un bon-bon da gustare all together

INTO PARADISO
di Paola Randi

Presentato nella sezione Controcampo Italiano alla 67esima Mostra del Cinema di Venezia, “Into Paradiso” è una commedia  (e sottolineo, commedia) che parla di Napoli in termini ― a quanto pare ― assolutamente innovativi, scegliendo un linguaggio narrativo parimenti (parimenti?) innovativo…Chissà cosa ne pensano i nostri Movier partenopei, il Fellow ‘O Principe e il Fellow Mario Menagramo the Eraserhead
Se avete voglia, leggete un po’ cosa scrive l’istituzione Paolo Mereghetti (sì lui, quello de Il Mereghetti, il dizionario enciclopedico del cinema) sul Corriere della Sera  http://cinema-tv.corriere.it/cinema/mereghetti/11_febbraio_09/Mereghetti_into_paradiso_b9cabb18-3437-11e0-89a3-00144f486ba6.shtml

Ora, non fatevi spaventare dalla distanza… Povorock è solo a 3.7 km da downtown Trento. In macchina ci si impiegano circa 8 minuti ― 6 se guidate una Yaris e siete per il tacco pesante :-). Ah e non lasciatevi spaventare nemmeno dall’ora: le 8:30 pm non saranno le 8:30 pm. Leggo da “Lunedicinema a Povo” (è il nome barbaramente connotativo ad ammazzare la rassegna, non trovate? :-)): “Le proiezioni saranno precedute da una breve presentazione e seguite da dibattito”. Il dibattito-nooooooo si salta a pié pari, ma la presentazione vi/ci dà modo di scapicollarci come sempre 😉

Allora ci conto eh… Possiamo anche lavorare sul car-pooling, se non avete nulla contro le Yaris e il tacco pesante… 🙂

Prima dei sigh-sigh-saluti, due comunicazioni interne.

  1. Come da regolamento ritiro premio, informiamo che oggi pomeriggio la Honorary Member Mic ha ritirato il prestigioso Movie-Whirpool Prize 2011, prendendo il Board per la collottola e trascinandolo a vedere un film a sua scelta ― “Una separazione” di Asghar Farhadi. Molto poco da Moviers e per questo molto Let’s Movie :-), il film ha lasciato il CdA molto soddisfatto, e prova che l’Honorary Member Mic potrebbe fare le veci del Board alla grande, qualora il Board dovesse allontanarsi…
    Per quanto riguarda l’iniziativa del movie-whirpooling, il circolo virtuoso di titoli consigliati dai Moviers, il Board non perde la speranza. Abbiamo capito che le deadline non funzionano coi Fellows, quindi togliamole e mettiamola giù così: quando vi capita di vedere un film che vi piace, potete mandare una mail a [email protected], senza stare lì tanto a preoccuparvi del testo ― niente ansia da prestazione, please! Un semplicissimo, “Board, m’è piaciuto ‘sto film” andrà benissimo ― poi se mi approfondite il concetto, sarà tutto di guadagnato ;-). Io non farò altro che praticare del sano cut&paste&post, innescando così il fenomeno del movie-whirpooling… Ora che non avete più la pressure, me lo fate un tentativo?? Lo facciamo un tentativo?? 🙂
  1. Sono lietisssssima di informare che i married Fellows July Jules e Pilo hanno sbalordito il Board dando superba prova di turismo cinematografico: in trasferta a Venezia, la nostra Movie-couple ha scovato ― e documentato fotograficamente! ― la casa dei due protagonisti di “Dieci inverni”, film gioiello di Valerio Mieli che è stato un Let’s Movie a marzo 2010 nonché dolce ossessione/passione del Fellow PaPequod. Prontamente avvertito in tempo reale, il Board A STENTO ha tenuto a bada la commozione. 🙂

E ora, miei pupilli, traccio un quadrato nell’ultimo capitolo e ci (i)scrivo dentro un riassuntino, vi dico mille-e-un grazie e vi saluto con dei saluti che oggi sono gulliverelillipuzianamanete cinematografici.

Let’s Movie
The Board

INTO PARADISO: Alfonso, timido e impacciato scienziato napoletano disoccupato, e Gayan, affascinante ex campione di cricket srilankese che non ha più un soldo e che è giunto a Napoli in cerca del Paradiso, si troveranno loro malgrado obbligati a convivere in una catapecchia eretta abusivamente sul tetto di un palazzo nel cuore del quartiere srilankese della città partenopea. La paradossale situazione farà nascere tra i due una speciale amicizia che li aiuterà a trovare il coraggio di cambiare il loro destino per sempre.

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