Let’s Movie XCV – Special to Krypton

Let’s Movie XCV – Special to Krypton

LA KRYPTONITE NELLA BORSA
di Ivan Cotroneo, Italia 2011, 98’
Venerdì 25/Friday 25
Ore 21:00/9:00 pm
Astra/Mastrantonio’s
IL REGISTA IVAN COTRONEO SARÀ PRESENTE… A TRENTO… MAMMA MIA…

Marooonnna Moviers!

VI stupisco eh…  🙂 Il Board di giovedì? Ecche gli è preso? Confonde le domeniche con gli infrasettimanali, ci tortura anche nel feriale? Noooo, amazed Moviers, solo che la settimana prossima il Board sarà in trasferta a Roma. Quindi ha pensato bene di fare un Let’s Movie Special To Krypton domani sera (venerdì) e di sfruttare — con estremo piacere — la proposta dell’Honorary Member Mic, che mi aiuta a gestire l’assenza e mi ha chiesto di riportarvi quanto segue:

 “Miei cari Fellows, sarò breve e concisa, propongo ‘Il ventaglio segretoh19.40 Multisala Modena, mercoledì 30 Novembre – i commenti chilometrici li lascio VOLENTIERI al Board!”

 Nonostante la spada-nel-cuore del VOLENTIERI tutto maiuscolo, mi raccomando, non lasciatemi sola l’Honorary Member allo Smelly Modena, che poi se la prende col Board… (è sempre colpa del Board! :-().

Comunque colgo l’occasione per ringraziarla: grazie a lei Let’s Movie vi assicura la copertura cinematografica anche in absetia Board 🙂 — declino ogni responsabilità (e anche lei) sulla qualità del film…. 🙂

Tornando a noi, perche’ il Board capitola? “Capitola” nel senso di “rotola nella capitale capitolina”?

Motivazione ufficiale CREATE-NETtiana: “Per partecipare a EFI, European Forum for Innovation 2011, organizzato dall’European Alliance for Innovation e contribuire così alla diffusione dell’innovazione in Europa e nel mondo” (risate most welcome :-)).

Motivazione ufficiale letsmovieana: “Per prendere parte al Summit ‘Reunion Guys di Los Angeles. III Edizione’ e fare il punto con i Responsabili Let’s Movie delle Sedi distaccate di Roma-Siena ― Fellow Davide Testone-dal-Testaccio ― di Treviso ― il Fellow Giak detto anche ogni tanto Il Bergamini ― e di Napoli-Lodi ― il Fellow Mario Menagramo Eraserhead”. 🙂

Ma prima di passare allo Special di domani, venghino ‘Siori Moviers venghino, ad ascoltare il Let’s Movie più strampalato della storia dei Let’s Movie …

Ricordate che avevamo proposto il car-pooling per raggiungere Povorock, vero? Ecco, a ore 8:24 pm, con SOLO 4 minuti di ritardo, il Board raccoglie la Honorary Member Mic a bordo Piazza Venezia (sopravvissuta alla malavita di Piazza Venezia solo grazie al rodaggio antimalavita fatto a Roncabronx: un cittadino qualunque non sopravvive alle avance dei personaggi di Piazza Venezia).
A ore 8:26 pm il CdA passa a ritirare il Sergente Fed(ex)FFF, che tarda quei 38-39 secondi che si riveleranno fatali per l’economia temporale della spedizione. Il Sergente non ha potuto dire nulla in sua difesa, vista la guida scare-the-hell-out-of-your-passenger che il Board tende ad adottare più o meno sempre. Il car-pooling prosegue fino in Piazza a Povorock, dove provvediamo a parcheggiare davanti al Microsoft Center ― la scettica Honorary Member stenta a credere che Bill Gates abbia inaugurato di persona il Centro arrivando alla cerimonia con il 5 da Piazza Dante, bah, non so spiegateglielo voi…
E qui comincia il bello. Povorock conta una Coop, una banca (naturalmente), un Microsoft Center (natutalmente. Quale paese non ce l’ha, il suo bravo Microsoft Center? Bill rimbalza da un’inaugurazione all’altra), una biblioteca e un Teatro Non-Teatro-Bensì-Oratorio-Non-Prendiamoci-In-Giro. Dopo un momento di puro disorientamento tra la Biblioteca, il nulla sulla sinistra e una Punto arancio Generale Lee sulla destra, ci dirigiamo correndo verso il Teatro Concordia (più io correndo, con dei tacchi troppissimo alti per praticare il “correndo”, la Mic e il Sergente belli sciallii, come si dice oggi dalle parti di Torvajanica).

Nel frattempo l’Anarcozumi, che è riuscita ad arrivare prima di noi non si sa bene come visto che a ore 8:27 pm stava ancora sulla 405 (le vie dell’anarchia sono infinite), la Fellow Giuly Jules e il Fellow Pilo hanno già preso posto in galleria. L’Anarcozumi e il Board si metteno a comunicare con linguaggio cifrato da galleria a platea (a uno “Zu!” strillato da sotto, segue pronto un “Fru!” controstrillato da sopra) con somma gioia degli spettatori, e i tre ritardatari raggiungono gli altri Moviers ai piani alti.
Dopo i primi minuti con uno schermo tutto fuori fuoco, l’audio a singhiozzo e le poltroncine della Minitalia, capiamo immediatamente che non sarà una proiezione 5 stelle all-inclusive come siamo abituati al Resort Mastrantonio… Il fuori-fuoco si è rivelato un’esperienza tanto estraniante quanto irritante, e il brusio del pubblico in sala confermava soprattutto l’irritante… Ancora segnata da un episodio poco piacevole con un doppiaggio fuori sincro al Nuovo Roma, la Fellow Giuly Jules si dirige con istinti barbari, ma con aplomb giulia, dal proiezionista del Teatro, mentre l’Anarcozumi ritornella senza sosta uno struggente “Andiamo-da-Mastrantonio-andiamo-da-Mastrantonio-andiamo-da-Mastrantonio”, la Honorary Member Mic lancia occhiate burn-your-Board ― sì, quelle che conoscete bene ― e il Fellow Pilo, nato e cresciuto a Povorock (ma da Povorock fuggito) cerca di spiegare che il Teatro Concordia è un luogo da catechesi e tempi delle mele, non un cinema con la CI maiuscola. Dopo pochi minuti la Fellow Giuly Jules torna da noi morbida come un marshmellow  ma solenne come Portia (theater-quotation) e spiega il lunedì nero capitato al povero proiezionista, funestato non già dai crolli delle borse come nel ’29 e nel 2011, ma dal furto della macchina nel pomeriggio, e pure dai guai col proiettore… Bah, non so Fellows, uno dice “proiezionista” e s’immagina il Philip Noiret di “Nuovo Cinema Paradiso”, invece a noi ci capita Fantozzi Ragionier Ugo… Va be’… Andiamo oltre…

Dopo vari tentativi di registrazione immagine-e-audio, dopo il nastro non-stop “Andiamo-da-Mastrantonio-andiamo-da-Mastrantonio” dell’Anarcozumi, dopo gli sguardi cecchini della Mic, la clemenza shakespeariana della Giuly e le diplomazie d’alta scuola di Pilo, finalmente riusciamo a vedere “Into Paradiso”.

Be’, ma io non mi aspettavo una cosa così! È un film che schifa il cosa e punta il come. Mmmo’ vi shpieg’ (perdonate i facili partenopeismi). La trama è molto esile: uno scienziato goffo e senza lavoro si trova in mezzo a una resa dei conti fra camorristi, e per scampare alla vendetta, si rifugia sopra il tetto del Fondaco Paradiso, quartiere indiano-srilankese dove stringe amicizia con un ex giocatore di cricket srilankese costretto a fare il badante a una vecchia che sembra Sally Spectra (Beautiful quotation)… Già da queste poche righe avete capito che il film gioca molto sullo strampalato ― forse sarà per questo che tutto il Let’s Movie è stato cosi’, per coerenza in&out. Ma è il modo che vince! Le tecniche nuove in cui questa regista nuova nuova, Paola Randi, non teme di cimentarsi. Gli Avat(i)ar di turno hanno solo da nascondere la coda fra le gambe… Perché ci vuole fegato a osare delle trovate spiazza-spettatore. Molto più facile riversargli addosso la solita pappa pronta a base di effetti 3D, scontatezze in salsa soap e una bella dose di dramma km-zero, che hai fatto cuocere a fuoco lento per 3 ore sfornando cosi’ un polpettone hollywoodiano/nostrano ch’è nnnuu babbbbà…

Paola Randi mostra una mano smart, che nasconde una ricerca altrettanto smart. Una scena su tutte ― l’Anarcozumi si è prontamente accorta della mia bocca innaturalmente spalancata. A un certo punto Alfonso, il protagonista, deve scegliere cosa fare: andare alla polizia e denunciare la spartoria, oppure fuggire? Alfonso scrive “Polizia” su un foglio, e d’un tratto entrano in scena tre poliziotti armati di scrivanie, sedie, macchina da scrivere e lampada da tavolo. Quando Alfonso si rende conto che l’idea di andare alla polizia non è proprio una buona idea, appallottola il foglio di carta, e i tre poliziotti, le scrivanie, la macchina da scrivere e la lampada svaniscono. È una tecnica molto post-moderna, brechtiana e pure shklovskijana ― per il modulo sul formalismo russo, aula 3E in fondo al corridoio, please (!). Svelare gli strumenti, metterli sotto gli occhi dello spettatore è un’esperienza pazzescamente defamiliarizzante che a me fa defamiliarizzarmente impazzire. Non te l’aspetti. Non ti aspetti che un’ipotesi esca dalla mente del personaggio e prenda forma tutt’intorno a lui. In quel momento è come vedere il “fare” del cinema allo stato puro, la sua straordinaria capacità poieitica… Quella scena lì mi ha ripagato i 5 Euri al Teatro della Discordia — dove le Big Bubble sono sostituite dal Travelgum per alleviare la nausea da schermo sfuocato, e Noiret è il lunedinero di un proiezionista rimasto orfano di un’auto…

Ma c’è molto altro. Beppe Servillo non ha nulla ― ma davvero nullissima ― da invidiare al fratello Sir Toni, amato cavalliere della mimica facciale che tanto ci piace. Quando parli con il silenzio, hai già fatto il 90% del lavoro dell’attore. Beppe, con un’inquadratura senza parole, ti racconta mille wikipedie… E poi il personaggio di Alfonso, l’ho trovato assolutamente adorabile e divertente. Altro ché il Sean Penn di “This Must Be the Place” che forrestgumpeggia senza alcuna credibilità… Ogni parola pronunciata da Alfonso ti farebbe ridere, non fosse anche, spesso, tremendamente tenera, e profonda e poetica… “Io studio l’ammirazione delle cellule. Come comunicano. Il posto che occupano”, dice alla fine. Ma da quanto tempo era che non sentivo al cinema un VERSO come “Io studio l’ammirazione delle cellule”?? Malik, would you please take note??

Magari “Into Paradiso” è un po’ deboluccio nei fatti. Ma nei modi, nei modi ha una grinta espressiva che è sotto gli occhi di tutti. Senz’altro una gran bella grinta per una regista esordiente. Aspetto con ansia i suoi futuri lavori.

Un altro punto a favore del film: aver smorzato gli occhi burn-your-Board alla Honorary Member Mic, che dopo tutto — nonostante tutto — ha apprezzato il film. E con lei la movie Couple Jules&Pilo. L’unica perplessa, l’Anarcozumi, ma secondo me perché sentiva la mancanza del pacchetto All-inclusive da Mastrantonio, che si sa, è inarrivabile… E anche perchè non vedeva l’ora di tornare dalla sua jeep nuova fiammante, che la trasforma nell’erede legittima di Daisy Duke (oggi molto “Hazard”)…
A proposito, momento quiz per i Fellow sardi Presidente, il Re di Denari e PaPablitoPequod: Come si chiamava la Jeep di Daisy?? Prenotarsi, please! 🙂 🙂

Quanto al Let’s Movie Special to Krypton di domani proponiamo il film di seguito sia per rimediare alla trasferta romana, sia per non perderci l’evento…. Mastrantonio, il villaggio vacanza dove le Big Bubble son Big Bubble e i dialoghi non conoscono singhiozzi, ci propone un happening che solo lui poteva architettare…

LA KRYPTONITE NELLA BORSA
di Ivan Cotroneo, Italia 2011, 98’

Mi raccomando PRENOTATE chiamando il buon Mastro e il fido Sergio allo 0461-829002 ― non voglio altri spargimenti di sangue nel CdA di Let’s Movie né tra i Fellows… 🙂

Del film non so molto ― e non voglio sapere molto. Solo che è stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma 2011 e accolto bene da pubblico e critica. Ma in realtà la possibilità di sentir parlare il regista ― che è pure un TRADUTTORE (check Kureishi e Cunningham)― mi attira troppo per non proporvelo… Quindi vi trovo tutti 104 da Mastrantonio, giusto?? 🙂

Altre due comunicazioni interne:

  1. Ringrazio il Fellow Luke-Woodwalker per l’email appassionata anti Avati, che definisce, e lo cito: “Una delle più efficaci spiegazioni dell’empasse politico culturale di questo paese”. Grazie Luke…Questa è movie-musica per le mie orecchie… E che la forza sia con noi… 🙂
  2. Prima della calce giù da basso, apro ufficialmente il Movie-Maelstrom, il vortice di film consigliati dai Moviers che ci auguriamo daranno vita a un gran bel movie-whirpooling di titoli… Dopo le tre segnalazioni della ligia Honorary Member Mic, sono molto fiera di riportare il consiglio del Fellow Fiiiii, mandatomi in un’email che per oggetto aveva “Board, m’è piaciuto ‘sto film” :-). D’ora in poi, ogni volta che uno di voi mi segnalerà un film, farò un cut&paste&post e lo getterò nel Movie Maelstrom al limitare dell’abisso e della calce, sperando che qualche Movier faccia il bravo San Pei e lo ripeschi (Fellow Big, mago dell’amo, tu parti già avvantaggiato).

Allora, ricapitolando:

LA KRYPTONITE NELLA BORSA, domani sera, venerdi’ 25, ore 9 pm, da Mastrantonio, con il Board

IL VENTAGLIO SEGRETO, mercoledi’ 30, ore 7:40 pm, allo Smelly Modena, con la Honorary Member Mic

E ora, miei cari Moviers del giovedì, vi ricordo ancora una volta che non riceverete la Letsmovie email domenica ― e mettete giù quegli striscioni, dai, e basta con ‘sti cori “Chi non salta Board è è” 🙂 ― vi ringrazio per la flessibilità con cui vi adeguate all’agenda letsmovieana, vi apro due bifore riassuntive nel vano sottostante e vi porgo dei saluti, che stasera sono capitolinamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – per esteso “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Dal Fellow Fiiiiii: “Chico y Rita. (2010), di Javier Mariscal e Fernando Trueba.
Disclaimer: la trama spesso latita-langue-scivola verso una certa banalità, ma il film è un piacere per gli occhi e per le orecchie (va ASSOLUTAMENTE guardato in lingua originale), almeno per me è stato così.
Concise-for-once-Fi
(notare, una sola i per essere ancora più sintetico)”

Bravo Fiiiiiiiiii, hai capito come van presi ‘sti Moviers… 🙂 🙂

LA KRYPTONITE NELLA BORSA: Napoli, anni 70. Peppino è un bambino di 9 anni che, a causa di una grave crisi coniugale dei suoi genitori, si troverà a passare il suo tempo libero in compagnia degli zii ventenni Titina e Salvatore. Infatti, mentre sua madre è chiusa in un silenzio incomprensibile e suo padre cerca di distrarlo regalandogli pulcini da trattare come animali da compagnia, Titina e Salvatore non esitano a far entrare Peppino nel loro folle e colorato mondo fatto di balli di piazza, feste negli scantinati e collettivi femminili. Le nuove esperienze e i consigli del defunto cugino Gennaro – che gli appare come un Superman napoletano, ma dai poteri traballanti – Peppino riuscirà ad affrontare le vicende familiari e ad avvicinarsi al mondo degli adulti…

IL VENTAGLIO SEGRETO: Due storie divise da molte generazioni di distanza, ma eterne nella loro nozione universale dell’amore, della speranza e dell’amicizia.
Cina, XIX secolo. Fiore di neve e Lily sono due bambine di sette anni che subiscono la fasciatura dei piedi alla stessa età e nello stesso giorno. L’avvenimento segnerà per sempre i loro destini, unendole attraverso il ‘lotong’ anche dopo i rispettivi matrimoni. Fiore di neve e Lily, infatti, troveranno il modo di comunicare furtivamente tra loro scrivendosi per mezzo del ‘nu shu’, un linguaggio segreto chiamato scritto tra le pieghe di un ventaglio bianco di seta. Shanghai, anni 2000. Nina e Sophia, sono due discendenti del laotong che cercano di mantenere salda la loro amicizia, nonostante le carriere impegnative e le vite amorose complicate, attingendo dalle lezioni del passato celate tra le pieghe dell’antico ventaglio bianco di seta.

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