Let’s Movie XCVI

Let’s Movie XCVI

MIDNIGHT IN PARIS
di Woody Allen, 100’
USA 2011
Mercoledí 7/Wednesday 7
22:00/10 pm
Mastrantonio’s/ Astra

Frecciarossa Fellows,

Non ci crederete ma vi sto scrivendo proprio dalle rotaie, che se ci pensate è pratica scribendi troppo Let’s Movie  — scrittura cinematografica in loco-motion verso i Moviers, più movi(e)mento di così…
La trasferta romana si è conclusa all’insegna del Total-Devastation Decembr 2011. Che dire dei tre giorni di Forum? Sono stati tre giorni di Forum… meglio non aggiungere altro..
Invece il Summit con i Guys di Los Angeles — nonché Capi-Area Let’s Movie — è stato ridimensionato a un Meeting one-to-one con il Fellow Davide Testone di Testaccio: i Fellow Giak del Trevigiano e Mario Menagramo del Lodigiano sono stati ostacolati da cause di forza maggiore che purtroppo hanno impedito loro di presenziare all’evento. Ciononostante, li abbiamo pensati molto in questi due giorni — insieme a Massimo e Lella Vignelli, e a Tobia Scarpa, naturalmente 🙂 — e non manchiamo di spedire loro dei max(x)i auguri di pronta guarigione, dall’influenza intestinale e dalla crisi economica.

Quanto a ospitalità, il Fellow Testone ha riconfermato la sua eccellenza (!): ha cacciato un casco in testa al Board, l’ha piazzato in sella al suo scooter, e l’ha scarrozzato su per l’Aventino, il Celio, il Flaminio e giù lungo Trastevere, facendogli scoprire delle bellezze che solo un senese trapiantato nella capitale può conoscere. A partire dal Cimitero Acattolico, con le tombe di John Keats e P.B. Shelley (andateci tutti, please, è un angolo smeraldo incastonato tra la Piramide Cestia e qualcos’altro), al parco dove hanno girato “Caos Calmo” (cine-tourismo sull’onda Fellow July Jules & Pilo), al Maxxi (dove Zaha Hadid ha spianato scale e bandito simmetrie offrendo al visitatore il beneficio della randomness), passando per l’Ara Pacis (ma perchè tutte quelle polemiche due anni fa, vi domando? A me pare che il buon Meyer abbia fatto un buon lavoro vestendo l’Ara con un cappottino minimal di vetro, e permettendo a noi passanti di fare i voyeur e sbirciarci dentro ogni volta che vogliamo…).
I due Moviers in versione “Vacanze Romane” non si sono fatti mancare nulla

  • Compresi gli incontri con personaggi del calibro di Diego della Valle, Pierfrancesco Favino, un attore non ben identificato dei Cesaroni, Max Giusti e Giuliana Sgrena (lei a Trento, in stazione, unbelievable)…
  • Compreso un buco di un portone, che, grazie a una magia di prospettiva, riesce a contenere entro il suo micro-raggio tutta la Basilica di San Pietro — uno rimane a bocca aperta sia per la magia di prospettiva sia per l’idea di poter pigiare un San Pietro dentro un buco e farcelo rimanere lì, piccolo piccolo… (lascio a voi il piacere di scovare prime on-line e poi on-site questa meraviglia… :-)).
  • Compreso un inseguimento da parte della polizia con conseguente: accusa “Siete passati col rosso” e atteggiamento il-braccio-duro-della-legge; ansia del Fellow Testone davanti alle forze dell’ordine in tutta la loro forza dell’ordine; minaccia di multa salatissima e doloroso prelievo punti; sudori freddi e malcelata tremarella dei due soggetti fermati e pathos ai massimi livelli — il Board pronto a bambizzare con occhi da Bambi la coppia di cops; inaspettato lieto fine dopo che l’avvocato Testone dice di fare sia l’avvocato che il cicerone a “una trentina venuta da Trento”…. A quel punto il poliziotto si scioglie, il bad cop in lui diventa good, e con un moltoumano “annatevene a magnà ‘na pizza”, ha graziato i due criminali delle due ruote…  Quindi ringrazio Davide non solo per l’ospitalità, ma anche per l’astuzia con cui ha sfruttato a nostro vantaggio l’esoticità del Board (“trentina venuta da Trento”), per scampare al braccio duro della legge… Che giurista sei, Davide… 🙂

Prima di passare allo Special Let’s Movie to Krypton, voglio ringraziare il Fellow Ferdi O’ Principe, il Responsabile della Sede Distaccata Let’s Movie di Napoli, che si è sincronizzato con noi ed è andato a vedere “La kryptonite nella borsa” — e certo, vederlo a Napoli, patria del regista e set del film, col golfo di Surriento laggiu’, il mare che luccica, il vento che tira forte e te-vojo-bene-assaje, dev’essere tutt’un’altra cosa… Noi però, Ill.mo O’Principe, ci siamo organizzati — be’, Mastrantonio si è organizzato — e ci siamo beccati la proiezione con dibattito alla presenza del regista.

Cotroneo si è dimostrato una vera pasta d’uomo, il cui tratto distintivo più apprezzabile (tra i tanti) è l’umiltà. Insomma per nulla Bellocchio (belloccio sì, magari… :-)). E per nulla Moretti, per quanto apprezzammo il Moretti-molto-lowprofile della sua incursione a Trento, l’aprile scorso, quando Mastrantonio era solo un ente logistico-cinematografico e non Sir Mastrantonio (a tratti anche Marcantonio, vista la discendenza cinematografica molto patrizia e per niente plebea :-)).

 Il dibattito post-film è stata cosa gradita persino al Fellow D — notoriamente avverso agli eccessi verbali propri e altrui (!) — e anche agli altri Fellows presenti al nostro Let’s Movie, ovvero: l’Anarcozumi che, affetta da fame animale post-dibattito-postfilm, ci ha trascinato in un locale ciòfane stile “Noi Tronisti di periferia”, per poi stroncarlo con la rinomata freddezza anarcozumiana; la Fellow Giuly Jules, affetta da un’acidità di stomaco atomica innescata dal curry dell’Indiano in Corso Buonarroti (altroché bomba h…); il Fellow Pilo, affetto da una lucidità di giudizio cinematografico che il Board ha salutato con grande ammirazione; il Fellow Sergente Fed FFF, affetto da una strana forma di cleptomania come cantavano i Non-mi-ricordo-chi nel 2009, visto che voleva impossessarsi di un posto prenotato, confondendo cosí il momentaneo sostituto del buon Mastro.

Ma veniamo a “La kryptonite nella borsa”. È un’opera prima, e ha tutti i numeri per essere un’opera prima dignitosa. Cotroneo ha fatto le cose fatte bene. Una ricerca ai limiti dello spasmodico per quanto riguarda l’ambientazione restituisce un’Italia anni ’70 molto riconoscibile, e familiare anche a chi, gli anni ’70, non li ha vissuti perché natoci in punta di coda — Board e compagnia, credo. Non mi riferisco solo al mobilio, alle macchine, al taglio dei vestiti, che sono i “props” (eddai, fatemi fare un po’ la maestrina) più lampanti. Ma anche i micro-dettagli, come la trama delle stoffe — la prima tuta di superman, per esempio — oppure la cartella di Peppino. Pensare a tutto non è semplice, qualcosa sfugge sempre. Ma Cotroneo-regista c’è riuscito, e un bravobravobis non glielo toglie nessuno. Questa sua maniacalità però — senz’altro sorella della maniacalità che controddistingue il Cotroneo-traduttore, e tutti i traduttori malati di perfezionismo, mannaggia a loro/noi — rischia di sfociare nell’eccesso. Tutto a un tratto è troppo incredibilmente Seventies… Io ho avuto una sensazione come di indigestione da “Happy Days”…
Per farvi capire: prendete “This Is England”. Uno scivola nel film e nell’ambientazione in maniera molto molto naturale. È dentro il film. In “La kryptonite nella borsa” uno è fuori e guarda dentro: è nel 2011 e guarda dentro la scatola degli anni ’70, ma non è negli anni ’70.
È come se non accettassimo il patto di sospensione della coscienza di cui ci aveva parlato Wordsworth, intorno al 1798 — ricordate, no??! 🙂 Il poeta inglese parlava di “Willing suspention of disbelief”, il distacco cosciente del lettore — del fruitore dell’opera d’arte — nel momento in cui lascia la realtà contingente ed entra nell’opera d’arte che ha di fronte. Ecco, con il film di Cotroneo io ho spiato dentro, ma sono comunque rimasta fuori, osservando tutto con occhio molto clinico… Non so bene come mai, ma credo che l’eccesso a cui facevo riferimento prima c’entri molto… C’entra anche forse un impianto un po’ troppo fictioneggiante… Nella scena corale in cui i personaggi si mettono a ballare il sirtaki — e, più in generale, nelle varie scene in cui si balla e si canta — ho pensato a “Tutti pazzi per amore”, la fiction di Rai 1 (non che il Board guardi Emilio Solfrizzi come invece fa il Fellow Testone, facendo finta di niente…;-)). L’associazione é stata immediata… Poi, durante il dibattito cosa ti scopriamo? Che Cotroneo è proprio lo sceneggiatore di “Tutti pazzi per amore”… Mmm guarda guarda…

La questione mi riporta alla mente un punto sollevato con il Fellow Pilo fra i Tronisti Tunz-tunz dopo il film: come si fa a distinguere quando la mano di un creatore (architetto/scrittore/regista) è indicativa di un suo stile ben definito e quando diventa schiava dei propri gesti ripetendoli pedissequamente? Insomma, dove finisce lo stile/il marchio e comincia la serialità? Dall’alto (sí :-)) della sua formazione come architetto, il Fellow Pilo ha dato saggio dell’esperienza accumulata negli anni e mi ha illustrato il caso Renzo Piano. Renzo Piano ha un suo stile — lo riconosci, ha un suo linguaggio — ma non si ripete mai. Ogni suo edificio è un lavoro a sé, un capitolo nuovo, che certo si inserisce nell’enciclopedia “Il Piano”, ma che beneficia di una sua autonomia stilistica ben precisa — perché il lavoro parte dalle necessità di un edificio, e dal suo contesto, e ogni edificio presenta necessità e contesti diversi, quindi ogni incarico é sempre nuovo.. Credo che questo discorso possa valere anche per la regia. Voi che dite? (“Ma vedi d’annatene” non sarebbe proprio una bella risposta…).

Questo discorso mi riporta ai tempi dell’Università. Un docente, durante un seminario sulla scrittura creativa, ci disse che gli scrittori devono imparare a “kill their darlings”: ammazzare i propri affetti, cioé le pratiche cui sono legati o a cui si sentono più a loro agio — lo scrittore deve avere il coraggio di innovare/si (tre giorni di convegno sull’innovation hanno lasciato i loro strascichi).
Spero che nei prossimi film Ivan (Ivan!) ammazzi qualche darling (tipo i balli di Simone et sim.) e che sia innovativo come ha dimostrato di esserlo nelle parti più innovative del film  — per esempio gli intermezzi metaforico-visionari (vedi le tre “madri” mamma-Madonna-maestra). E comunque diamo tutto il sostegno a un regista che ha ringraziato mille volte per la partecipazione al film e si è dimostrato tanto disponibile con le domande dalla platea ― viste le tante primedonne nel mondo dello showbiz, vediamo di apprezzare uno che apprezza l’understatement…

Ed è ora con grande onore che comunico che il successo del Let’s Movie Special di venerdí scorso è stato bissato dal Let’s Movie di mercoledí con la proiezione del film della Honorary Member Mic!
Il Sergente Fed FFF ha raggiunto la Honorary Member allo Smelly Modena e insieme hanno guardato/subìto “Il ventaglio segreto”! Sono molto molto fiera della gestione Let’s Movie in absentia Board, per quanto mi sia stato riferito di un tentativo di rovesciare proprio il Board! Vero, Fellow Fed FFF??!?!… Ma Fed, dovresti sapere che il CdA di Let’s Movie è compatto, agisce di concerto e non teme congiure ― la Mic mi cazzia apertamente, senza bisogno di cospirazioni…
A riprova, riportiamo il commento della Honorary Member:

“Il film è stato un successo…a fine film Federico mi ha confidato che per Natale desiderebbe ricevere il libro da cui è tratta l’opera ‘Snow Flower andthe Secret Fan!!
Ok ho finito con le menzogne…è stata una tristezza infinita a cominciare dallo scricchiolio delle ossa dei piedini di queste due ragazzine di 8-9 anni (v. fasciatura dei piedi nella Cina del 1200).
Non finiva più, questa odissea tra queste due tipe dei giorni nostri (che si muovevano in parallelo con le due tipe cinesi del 1200)…l’unico concetto che mi è rimasto impresso, questo grazie al fatto di aver ripetuto la parola 722 volte in 112’, dicevo mi è rimasto impresso il concetto di LAOTONG, sorelle per la vita…ora capisco che l’amicizia sia uno dei valori fondamentali ma arrivare ad annullare te, la tua identità la tua vita, la tua famiglia, i tuoi figli, la tua carriera, le persone che ti vogliono bene, insomma tutto (esclusivamente e a prescindere) in nome dell’amicizia mi sembra un po’ eccessivo! Per non parlare delle continue immagini dei piedi martoriati (e incastrate in scarpine di 7cm)…in paragone con i piedi delle tipe ‘attuali’ fasciati in comode scarpe tacco 12..
Esperimento fallito ma da questa esperienza ho capito una cosa fondamentale:
1) mai lamentarsi delle scarpe scomode…può sempre andarti peggio nella vita!
E come diceva la mamma-senza-cuore del film ‘Solo con il dolore si raggiunge la vera bellezza’ – ecco vediamo di non martoriare il nostro fisico per placare temporaneamente l’irrequitezza della nostra mente…GRAZIE!!!!”

Ogni riferimento a persone all’interno del CdA è assolutemente casuale, vero Mic?!? 🙂
Anyway…Sei stata davvero “awesome”, come dicono di Shakespeare gli scholar americani… 🙂 — purtroppo come sai non ti si può corrispondere alcun bonus in denaro per riconoscerti il lavoro svolto: Let’s Movie è una ONLUS, che sta per ONLynUtS: ci guadagnamo solo noi in quanto pazze. 🙂
Invece per il complotto ai danni del Board, il Sergente Fed FFF dovrà scontare la legione straniera letsmovieana, ovvero la visione de “La Corazzata Potemkin” per tre volte consecutive, senza sottotitoli, senza popcorn, e senza possibilità di stoppare… Uah uah uah… 🙂

Ma ora lasciatemi correre ad annunciare il film di questa settimana…

MIDNIGHT IN PARIS
di Woody Allen, 100’

Del film non dico nulla se non che Matrantonio ne è entusiasta… In più sono curiosa di vedere se Woody Allen, tanto amato nei suoi capolavori d’antan (“Manhattan”, “Io e Annie”, ma anche “Match-point”), quanto scialbo negli ultimi (“Basta che funzioni” e “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni”), riesce a ritrovare il tocco magico di una volta e a regalarci qualcosa di speciale…

 Sí sí ho capito ho capito, mi sono dilungata un pochino… Allora scappo via, scappo via…Ma non prima di avervi progettato un museo-teca tutto per voi e averci piazzato il vostro riassuntino, modello Ara Pacis. E non prima, ovviamente, di aver aperto il movie Maelstrom e avervi mandato dei saluti, che stasera sono architettonicamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Dalla Honorary Member Mic (attivissima questa settimana!), benché restia al posting sul Baby Blog da parte del Board — ma il Board ovviamente non ci sente da quell’orecchio (da entrambi, a dire la verità… :-)).

  • TESTIMONE D’ACCUSA – Vale la pena per vedere Marlene Dietrich all’opera + rapporto spassoso tra l’avvocato e la sua infermiera! (Be’, Billy Wilder non si puo’ perdere, insieme alla intramontabile Lili Marlene… Grazie Mic!)
  • IL CLUB DELLE PROMESSE – Niente di trascendentale ma se vuoi vederti un film divertente…guardatelo…è piacevole (anche perché non è lungo!) — Visto, Mic! (Una Giovanna Mezzogiorno stranamente diversa…)
  • VERTIGINE – l’ho preso perché sono molto ignorante circa i film degli anni 40 in bianco e nero…carino ed elegante! (Tu parli d’ignoranza?! Tu??? Come on, Mic…Vado a pescarmelo ;-))

MIDNIGHT IN PARIS: Una famiglia americana è in viaggio d’affari a Parigi. Quando incontra una giovane ed eccentrica coppia di fidanzati, vedrà cambiare sensibilmente la propria vita. Il film è anche la storia del grande amore di un giovane per la città di Parigi e dell’illusione di tutti coloro che pensano che se avessero avuto una vita diversa sarebbero stati molto più felici.

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