Let’s Movie XCVIII

Let’s Movie XCVIII

LE IDI DI MARZO
di George Clooney
USA, 2011, 98’
Mercoledì 21/Wednesday 21
21:15/9:15 pm
Astra/Mastrantonio’s

Miracolosi Moviers!

Be’ ma Let’s Movie ha anche un coté accademico mica da ridere… Mercoledì scorso il Fellow Fabio Il Professore si è presentato all’appuntamento settimanale scortato da due giovani ― e papabilissimi ― dottorandi che sono finiti fra le fauci (allitterazione casuale) di Let’s Movie :-)… Diamo il benvenuto pertanto a Carlos detto Fellow Don Carlos ― decidete voi, anzi, decida pure lui, se l’opera di Verdi, il cantante reggae, il Principe delle Asturie o la discoteca a Chiesina Uzzanese (!) ―e Beatrice detta  Fellow Bea Blue Eyes, e non tanto per i capelli castani 🙂
Non vi anticipo nulla, ma questo gruppo di cervelloni cinematograficamente sensibili sta cuocendo un manicaretto niente male nell’ambito del cine-socialnetworking… Non vi anticipo nulla, anche perché non ne ho le competenze ― per me Twitter è il gioco da tavolo con un refuso in mezzo 🙁 … Rimanete sintonizzati, eh, mi raccomando…

Ringrazio per la presenza anche il Sergente Fed FFF, che non avrebbe mai potuto perdere l’ultimo film del suo regista preferito in assoluto ―nella casa(erma) del Sergente campeggia la collezione completa dei film di Kaurismaki, ricordiamolo… 🙂

“Miracolo a Le Havre” si è rivelato ben più di quello che pensavo sarebbe potuto essere ― mi sa che qui ho fatto un po’ di casino con ausiliari&condizionali… E questo non per qualche strano presentimento, o per dei pregiudizi nei confronti del regista. Il film si colloca (almeno in parte) nel nostro bravo specchietto di film che trattano l’immigrazione. E il tema, sia se preso di petto sia maneggiato con cura, rimane sempre merce pericolosa. Abbiamo visto cos’è stato “Terraferma” di Crialese, con il suo drammone da ‘sora Lella… Abbiamo visto anche “Cose dell’altro mondo” di Patierno, con il suo Veneto eccessivamente verde e fobico (e non “eco” ma “xeno”) che finisce per buttare in caricatura una realtà molto complessa. Meno male che ci sono “Io sono Li” e “Miracolo a Le Havre” a riequilibrare i piatti della bilancia…
Il film di Kaurismaki è un saggio di delicatezza, una favola triste, con un finale canonicamente happy ma con quel tocco di blues che inibisce qualsiasi borbottio cinico post-proiezione ― il Board a volte pare una marmitta di fagioli con tutto quel suo brontolame…. 🙂
C’è una grazia nel modo in cui i personaggi agiscono… E una grazia anche nel contesto scenico in cui si muovono. Quello che mi ha sorpreso di più, è stata la ricercatezza con cui sono stati ricreate le dimensioni spazio-tempoli. È come se il film fosse sospeso fuori dal tempo, come se proprio non riuscissimo a inquadrarlo in un’epoca storica precisa. Non  fosse per gli Euro che compaiono qua e là insieme a un telefono cellulare, il film potrebbe raccontare benissimo gli anni ’50 o ’60.
Ecco, la ricercatezza che c’è qui non ha nulla a che vedere con la fissa di Cotroneo sugli anni ’70 (vi ricordate il discorso sull’eccesso di 70s in “La kryptonite nella borsa”, vero? VERO?!?!). Qui siamo su un altro pianeta (e non Krypton :-)). Tutto è incredibilmente autentico e naturale ― le macchine, i vestiti, ma anche i discorsi, le pause. Questa atemporalità è il passaporto del film per l’universalità, e per l’immortalità . Un film che non sai datare è un film sempre giovane, sempre valido ― niente scadenza sul coperchio. E le stesse scene sono come carrellate di fotogrammi curatissimi, una sequenza di tableu vivant (presente i tableau vivants? Ve li avevo già citati in passato, a me fanno impazzire…) che immortalano personaggi e momenti nella loro stranezza ― lunghe inquadrature di oggetti, primi piani (quello della moglie su tutti, o del piccolo Hidrissa). Lo stesso meccanismo vale anche per la mancanza di identità geografica del film. Siamo a Le Havre, certo, il titolo ce lo ricorda, ma potremmo essere in qualsiasi città-gateway proiettata verso una realtà altra (Calais?)…  Bello assistere a tanta precisione, e a tanta naturalezza, insieme…

Con questi ingredienti, uno spettatore ― un Movier, nello specifico ― non  può aspettarsi un film “normale”… Rimarrebbe deluso. “Miracolo a Le Havre” va visto come una sperimentazione del genere favola cinematografica. Tutto appare estremamente semplice e povero ― Marcel fa il shoeshine boy e racimola Euro a stento. La realtà è quella di una periferia modesta, con degli interni che mi ricordavano le case degli anni ’60 (a me ricordavano la serie televisiva di Batman trasmessa alla fine degli anni ’60, o “Una strega per amore”!).
Ci sono pure la malattia, il razzismo, la meschinità… Eppure Kaurismaki coglie i gesti di solidarietà della gente di quartiere, il lato umano di un ispettore di polizia, e il miracolo della guarigione dalla malattia. È come se il regista cernesse il brutto per tirare fuori quelle bricioline di bello che ci fanno dire “Sì, forse vale la pena viverla, ‘sta cacchio vita”…. il finale è lieto, ma non patetico. E la linea fra quei due territori, lo sappiamo, è sottilissima…

Un altro dettaglio che senz’altro non è sfuggito ai miei compagni Moviers: il libro de “I racconti” di Kafka da cui le amiche della moglie di Marcel ricoverata all’ospedale, leggono una storia. Quando un regista infila un autore così all’interno della propria sceneggiatura lo fa per tanti motivi; uno di questi (che vale per questo caso, credo) è la connessione tra il libro/autore e l’atmosfera del film o di un  particolare istante del film. Non ho faticato a trovare il filo che legava Kafka a certi sottotesti del film, e nello specifico alla scena della malattia ― ma pensate anche solo a “Il medico di campagna”… Kaurismaki: done! 😉

Insomma, se cercate un regalo raffinato per una persona dotata di un certo grado di sensibilità artistica (ecco, non magari uno che considera “Vacanze di Natale a Cortina” il ritorno alle origini del sommo Neri Parenti), “Miracolo a Le Havre” potrebbe fare al caso vostro…

Sicuramente fa al caso vostro il film della settimana che è stato possibile solo grazie all’Anarcozumi e a Mastrantonio

LE IDI DI MARZO
di George Clooney

Il film della settimana è possibile solo grazie all’intecessione dell’Anarcozumi perché senza di lei George non avrebbe mai avuto i clooney per girare un film così, e grazie alla moltoumanità di Mastrantonio, che ha mantenuto la parola di qualche mese fa concedendo una sala a questo film che ha aperto la scorsa Mostra internazionale del Cinema di Venezia, e che a quanto pare è piaciuto a tutti. E visto che è un titolo molto atteso, vi consiglio di prenotarvi il posto telefonando al buon Mastro, 0461-829002.

La nostra Movie-Couple, la Fellow July Jules e il Fellow Pilo, dopo un consulto telefonico col Board, è andata in avanscoperta ieri sera. Chissà cosa hanno avanscoperto, i nostri temerari… Ce lo riferiranno… 🙂

Avete bisogno di un altro motivo per venire al cinema mercoledì?  Ecchevelo…. Si dà il caso che giovedì 22 cada il Board-day, ovvero il birthday del Board… Visto che i 20 anni si fanno una volta nella vita 🙂 :-), mi piacerebbe molto anticiparli con voi al cinema… Quindi perché rinunciare alla possibilità di tirarmi le cine-orecchie a fine film?? Tanto sorda lo sono già… 🙂

Comunque stando agli utlimi aggiornamenti, il vero Board-day Chat&Chill Party si terrà giovedì 22 dalle ore 9:04 pm in poi alla Bookique, il caffè letterario in Via Torre d’Augusto 29… Se avete voglia, passate a salutarmi ―sarà una cosa molto easy, molto chat&chill… Del resto questa è la settimana di Natale, festeggiamento più festeggiamento meno… 😉
Il Board promette di comunicare qualsiasi eventuale cambiamento di programma.

A proposito di Natale… Avete visto, no? Non abbiamo addobbato molto la nostra movie-maison (traduzione: Natale argomento evitato come la peste). Il perché richiederebbe il ricorso a pagine su pagine di tesi-antitesi-sintesi che voi, anti-Hegel Moviers, non potreste tollerare… Diciamo solo che questo periodo dell’anno è molto sopravvalutato ― oppure gli altri mesi dell’anno passano troppo in sordina, dipende da che prospettiva guardiamo. Si è voluto secolarizzare un momento nato come sacro, ma la perdita della dimensione divina ha portato con sé tante conseguenze ― e lo dico senza amarezza o attacchi nostalgici, da laica quale solo. In primis l’irragionevolezza dell’affanno ai regali ― ma avete presente cosa sono le città in questi giorni?? Selve impraticabili di borse e pacchetti con delle braccia attaccate… Bah…
Sapete qual è il mio obbiettivo? Arrivare al 6 gennaio senza aver messo piede in Piazza Fiera coi Mercatini (mamma mia, i Mercificatini…). Ma non voglio sembrarvi troppo gloomy… Anche a me, in fondo, è spuntato un Babbo Natale-gnomo gigante di porcellana all’ingresso… Anch’io in macchina canto con Mariah “AllIwantforChristmasisyoubaby”, e duetto con George su “LastChristmasIgaveyoumyheartbuttheverynextdayyouthrewitaway”… 🙂 🙂

Quindi, Moviers, affannatevi pure in tutta tranquillità: all’irragionevolezza ci pensiamo poi!

Ok, i cervelli accademici all’interno di Let’s Movie li ho elogiati; i Moviers li ho ringraziati; il film l’ho recensito (ts, che paroloni per quelle quattro cose buttate lì a mo’ di Shanghai!); del Boarday ne ho accennato; l’ORIGINALISSIMA polemica sul Natale consumista non ve l’ho fatta mancare; il consiglio “lettura durante le festività”, ve lo inoltro direttamente dal Fellow PaPequod, ovvero “Il dualismo onda/particella” (perché che razza di festività sarebbero senza un po’ di saggistica fisica?? :-))… Mancano solo i ringraziamenti (tanti), il riassuntino che v’impacchetto e vi faccio trovare là sotto ai piedi del nostro cine-abete di plastica (100% riciclabile però), e i saluti, che questa sera sono tu-quoque-brutE-fili-mii-non-mi-sbagliate-il-vocativo-che-lo-sbagliano-tutti-ma-davanti-al-film-di-Clooney-par-bruttamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

P.S. Stavolta sono stata più compatta, no? Quasi portatile… portable… 😉

LE IDI DI MARZO: In Ohio, in un prossimo futuro, durante le primarie dei democratici per la presidenza degli Stati Uniti, un giovane e idealista guru della comunicazione lavora per un candidato, il governatore Mike Morris, e si trova, suo malgrado, pericolosamente coinvolto negli inganni e nella corruzione che lo circondano.

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2 Comments

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  2. das ist richtig , die seite ist echt super

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