Let’s Movie C

Let’s Movie C

EMOTIVI ANONIMI
di Jean-Pierre Améris
Francia/Belgio, 2011, 80’
Martedì 3/Tuesday 3
21:45/9:45 pm
Astra/Mastrantonio’s

Many-happy-returns Moviers!

Dunque so che nelle ultime mail vi avevo promesso molto incautamente “anno nuovo, lunghezze nuove”… Purtroppo il Board tende a cadere nelle mollezze dei facili entusiasmi, per poi doversi scontrare con la dura realtà dei fatti: l’irrefrenabile furia verbale che lo prende quando s’imbatte in un computer/carta/tavolette di argilla, ecc…
Facciamo così: ancora per oggi, che avete ancora i fumi dell’alcol negli occhi e le tasche piene non di sassi ma di lingue di Menelik, concedetemi il lusso delle lunghe distanze. Poi piano piano faccio manovra anch’io come il Governo, taglio qua e là alla ACDC (=Alla Ca**o di Cane, royalties al Fellow Andy the Situation Phelbs) e imparo a ridurre gli spazi all’eloquio (eloquio…mamma mia…cominciamo bene l’anno…).

Sono molto contenta perché il capodanno dalla Fellow Killer a SporTmaggiore (altrimenti noto come l’ultimo avamposto tra la civiltà e il nulla polare :-)), mi ha portato tre nuovi Moviers veronesi freschi freschi, yummy yummy!
Diamo il benvenuto al Fellow Deportami (perché il cognome del Board, in effetti, ha delle sonorità nazi ― ma solo quelle…per il resto è un lovely rabbit… ;-)), il Fellow Tecnico (perché è un biker talmente professional che Brad Pitt in “Burn After Reading” è una nullità al confronto) e il Fellow Reverendo (che abbiamo scoperto non essere un prete con la tonaca ma un Padre Ralph ciovane in borghese)…
Il Board, aiutato dall’astuzia criminosa della Fellow Killer, ha approfittato dei discorsi sulla mineralità dello Champagne e dei tranci di salmone sul barbecue (barbecue a -2 gradi, cioè…), per trascinare i tre poveri malcapitati nella rete letsmovieana.
Neo Fellows from Verona, come amo dire a tutti i poveri malcapitati che vi hanno preceduto, “Once you are in, no way you get out” 🙂

Ma avete visto lassù il titolo?? Ecco, la C di “Let’s Movie C”, my Moviers vecchi e nuovi, sta per Cento… E il pubblico urlante di “Ok, il Prezzo è giusto” mi par di sentirlo per Let’s Movie, e non per i concorrenti della Zanicchi… 🙂
Ebbene sì, Let’s Movie è arrivato a 100 di questi giorni (= “Many happy returns” in English, Lesson number One). 100! Ancora stento a crederci…

Ho frugato nell’Archivio Let’s Movie, e guardate un po’ cosa ho trovato…Tutto ebbe inizio qui…

“Let’s movie”, l’unica rassegna cinematografica che coniuga la settima arte allo stoicismo di trascinarsi fuori casa e affrontare il mondo ostile, propone, per mercoledì 20 gennaio 2010, l’ultimo film di Paolo Virzì, “La prima cosa bella”, all’Astra (21:30, da confermare).
Come sempre, non si accettano bidoni (mi riferisco in modo particolare alle Zuccherine…).
Zumizumi, estendi l’invito a Hugh, la Giulietta, Pilo, Roberto (Roberto?!?) o anyone you feel like…
Le trentine accoglieranno a braccia aperte l’arcense Katrin, che incarnerebbe al meglio lo spirito di “Let’s movie” ― Arco-Trento: 35 km.
Saluti cinematografici.
Let’s Movie – the Board

Questo è il primo messaggio primo che inviai da Board all’Anarcozumi (prima che passasse all’anarchia), alla Honorary Member Mic (prima che passasse all’Honorarymembermicness) alla Fellow Alice Mare&Miele, alla Fellow Cap, alla Fellow Cavallapazza Cavalleri, e alla Fellow Katrin l’Archibugia, nel gennaio di due anni fa…

Ecchisselo sarebbe mai immaginato che saremmo arrivati fino a qui?? Io no di certo ― sarò anche cocciuta, testarda, testona, zuccona, ostinata, (e numerosi Moviers possono confermarlo….) ma non fino a questo punto.

Nel gennaio del 2010 mi ero da poco salvata da un impiego infernale, avevo appena messo piede in CREATE-NET senza avere ben chiaro che cosa quel centro di ricerca ricercasse, mi scagliavo con tutta me stessa contro Trento-ostile (tormentone con cui ho tormentato i poveri autoctoni per molto tempo) e cercavo di capire dove cavolo se ne stesse andando la mia vita.

Oggi, due anni, ventiseimila casini e cento film dopo, non so di preciso cosa sia cambiato. Io mi scaglio ancora contro Trento Ostile (forse con maggior compostezza e minor plateale veemenza), ancora non ho ben chiaro che cosa si ricerchi in CREATE-NET e ancora cerco di capire dove cavolo se ne stia andando la mia vita… 🙂

Senz’altro Let’s Movie ha fatto un salto di qualità con l’arrivo del Baby Blog. Non dimenticherò mai la mail che il WG Mat mi mandò con il link, www.letsmovie.it… E non smetterò mai di ringraziare lui, Mat, per il concept e il supporto tecnico, e il Fellow Andy the Situation Phelbs (momentaneamente in esilio nella Landa Dell’Ignoranza) per la parte grafica: mi hanno permesso di abbandonare la mia mail da piccola-fiammiferaia e sfruttare il miracolo della spedizione in massa via mailing-list, nonché di aprire un oblò tutto nostro da cui guardare indisturbati il mare internettiano.
Mi hanno anche permesso di continuare questa cine-follia che ogni tanto mi ha salvato dalla follia senza -cine, e di questo li ringrazio di cuore. 🙂

Se passeggio per la galleria d’arte di Let’s Movie e osservo tutte le locandine dei film raccolte in questi cento-di-questi-Let’s Movie, trovo capolavori e disastri… 🙁 Perché il Board sceglie, ma subisce anche le conseguenze delle proprie scelte (e dell’amore, of course).
Per ogni film, c’è un’avventura… Per questo trovo Let’s Movie così speciale: è cinematografia allo stato pratico. Una fantasia che prende forma attraverso i Moviers che raggiungono il cinema, incuranti di giornate pesanti, e rotture sul lavoro, e magoni sentimentali e magagne di ogni sorta ― le magagne sono camaleontiche, si sa. Canto sempre il vostro stoicismo ― non è da poco trascinarsi là fuori. Voi Moviers siete i protagonisti delle pappardelle che scrivo. Il merito quindi è tutto vostro. Io pappardello e basta. 🙂

Quindi sì, my Fellows, buon cine-centenario a Let’s Movie, la nostra piccola pazzia collettiva… Perché tutti abbiamo le nostre pazzie personali, ma averne una collettiva che non nuoce alla salute propria e altrui è una rarità di cui dobbiamo gioire.
Ringraziare il CdA sembrerebbe ridondante, ma ridondare ci piace, quindi lo faccio: grazie alla Mic, che è molto più di un’Honorary Member, è la memoria storica di Let’s Movie, e con lei l’Anarcozumi che ha il cinema dentro (anche dentro casa, visti i due notevoli cine-Rotella… ;-)).

La parentesi festeggiamento era d’uopo (“d’uopo” sa di aborto aviario solo a me??).
Se volete cominciare cinematograficamente bene l’anno nuovo, andate a vedere “The Artist” e trascinateci tutte le persone tuuuuutte a cui volete bene: portare qualcuno a vedere “The Artist” è un atto d’amore ― anzi, d’ammmooooore.

E a questo proposito, è con estremo orgoglio che dichiaro la missione “Let’s Movie in Sync at Zaialand” compiuta! Done! L’Honorary Member Mic in trasferta a Vicenza è riuscita a scovare una sala clandestina che trasmettesse “The Artist” e a portarci la Senior Fellow Lady Loredana. Di seguito il rapporto giunto al Quartier Generale Let’s Movie martedì scorso da parte dell’Agente Speciale, nome in codice HMM.

“Board, ti annuncio ufficlalmente che io, in veste di HM Mic e mia mamma, in veste di Senior Lori….siamo dirette VOLONTARIAMENTE  verso il cinema Araceli (di Vicenza) a vedere The Artist. STOP
Sottolineo la non coercizione nei confronti della Fellow Senior la quale ha aderito spontaneamente e con un certo entusiasmo (pecca ancora di ingenuità…povera anima) all’iniziativa! STOP
Seguirà resoconto del film! STOP
A presto STOP
HM Mic….who will never STOP

Sottolineo inoltre lo sforzo pro-active (ma quanto è inflazionata ‘sta parola???) dell’HM Mic nella ricerca del cinema vicentino che proiettasse The Artist…faccio notare per i non-nativi-zaialandesi che il cinema Araceli equivale alla brutta copia del cinema Astra!!”

E come promesso, di seguito il resoconto del film:

“Ciao!!
Il film è veramente bello..pensavo di uscire dal cinema con un ‘Carino!Piacevole!’ in bocca…invece è veramente veramente bello!Per me vince il Let’s MovieAward x miglior film dell’anno!!
Ne parliamo giovedì quando l’avrai visto anche tu!”

Ma avete visto che macchina-da-guerra è l’Agente Speciale HMM?! Cioè, quando dice che fa una cosa, lei la fa! Cioè quando lei cazzia il Board, lei lo fa (sì, lo fa :-(). Avercene, di Agenti così… Spero che gli altri Responsabili  delle sedi distaccate Let’s Movie sparse in giro per l’Italia seguano la proactiveness della Mic (proactiveness giusto per aumentare l’inflazione…si sa, a fine anno… :-)).

Come vedete, il CdA di Let’s Movie è compatto e unanime nei confronti dell’eccezionalità di “The Artist”.  Anche l’Opposizione, rappresentata dalla nostra Anarcozumi, che si è unita al Board per la visione del film, ha espresso parere molto positivo votando la fiducia senza organizzare sit-in di protesta o manifestazioni dai risvolti sovversivi ― questa settimana l’Anarcozumi si è “limitata” a due soli atti cheguevariani: fuga a Parigi di tre giorni con okkupazione dello spazio domestico di due sventurati possessori di maison parisienne, e l’assunzione del Broncomunal, vaccino di chiara origine filo-cubana. 🙂
Ringrazio entrambe per la collaborazione. 🙂

Partiamo dicendo che il regista, l’impronunciabile Hazavinicius ― un nome un programma dalle assonanze quasi caliostre ― è alla sua opera prima. E se comincia così, ragazzi miei, c’è solo da sperare che non finisca nel cimitero delle meteore one-shot e via seguendo il destino musicale dei Jalisse.

Vedi “The Artist” e sulla pagina bianca dello schermo scorre la storia del cinema, il miracolo dei fratelli Lumière, i fasti del muto, la deviazione naturale verso il sonoro (la necessità di introdurre la voce come canale comunicativo supplementare) e l’inevitabile morte di un’epoca e l’altrettanto inevitabile nascita di un’altra epoca ―il bello delle ere è quello: ai funerali seguono sempre i battesimi :-).
È un film biblico in questo: una parabola sull’avvento e l’impatto e la trasformazione del cinematografo nel tempo, così come una parabola sui limiti e i difetti dell’uomo. Questa cosmogenia cinematografica viene incarnata dall’attore Geroge Valentin, che con la sua ascesa, caduta e rinascita, racconta per filo e per segno le tappe evolutive e della storia del cinema e dell’uomo.

George è un attore nel senso letterale del termine: porta in sé ― e avanti ― l’azione. Al culmine del successo, decide di ignorare il vento di cambiamento che spira sul cinema e di proseguire per la strada del muto. Questa strada lo porterà non solo al fallimento finanziario ma anche alla solitudine personale. La caduta di George, dalle stelle del successo alle stalle dell’oblio, allarga la riflessione portandola in ambiti universali che si discostano quindi dal discorso prettamente incentrato sulla storia del cinema. Il film è in grado di portare avanti queste due strade sovrapponendole. Quindi alla fine del film uno esce dalla sala portandosi a casa due libri: un manuale di storia della cinematografia (da manuale), e un romanzo sulla storia di un uomo ― dell’uomo?

Se, come diceva il buon Platone,  ogni uomo ha un daimon in sé, un proprio talento che lo rende speciale, allora è vero che ogni uomo, nel suo piccolo, è un artista… “The Artist” è Geroge Valentin, ma siamo noi. Con i nostri alti e bassi ― più bassi, in questo momento, forse… 🙁 ― con i nostri successi e le nostre sconfitte, i nostri (parlo per me) moti d’orgoglio e orecchie chiuse…
George parla tantissimo di  come siamo, delle meccaniche che determinano certi comportamenti. Come per esempio il rifiuto dell’aiuto. Quando Peppy ― Peppy è la self-made woman che percorre al contrario la strada di George: lei parte dal basso e arriva nel firmamento del successo mentre lui è in caduta libera verso le stalle di cui sopra ― quando Peppy gli offre aiuto , George ostinatamente lo rifiuta. E il rifiuto lo porterà così in basso da fargli sfiorare il suicidio. Solo lì, quando arriva lì, nel tombino di se stesso, George capisce l’arte del “letting-go”, del dire basta alla testardaggine e dell’afferrare la mano altrui per rialzarsi ― mmm…perverso quanto un essere umano debba arrivare a vedere i lineamenti della propria miseria così da vicino per riuscire a discostarsene…

Potete immaginare quanto un contenuto simile abbia toccato le corde emotive del Board, che ha incassato e senza fiatare ha portato tutto tutto a casa, testa bassa e coda fra le gambe comprese…:-(

Il film è inoltre pieno zeppo di genialate. Tipo. A un certo punto George ha un sogno premonitore: sogna di essere l’unico muto in un mondo di suoni. C’è un istante in cui il sonoro entra prepotentemente nel sogno e lo fa con il tonfo di un bicchiere su un tavolo ― la Zu e la Mic ricorderanno, ne sono certa. Quel tintinnio del bicchiere estrinseca l’angoscia di Geroge, le dà voce (suono), e predice quello che sarà in futuro. Io l’ho trovato assolutamente geniale… Così come l’idea di raccontare l’innamoramento tra Peppy e George attraverso le scene “sbagliate” di un film muto che i due si trovano a girare assieme ― l’amore batte la recitazione portando il vero all’interno della finzione… E guardate, c’è una risata di Peppy… quando ride con George delle papere che continuano fare, quella risata lì spiega l’innamoramento meglio di qualsiasi enciclopedia di svenevolezze sole-cuore-amore…  Anche concepire un personaggio femminile come quello di Peppy è una genialata. Oltre a salire la scala del successo mentre George la scende (c’è proprio una scena che ritrae questo nel film: i due sono su una scalinata, e Peppy è più in alto di qualche gradino, e non è un caso…), Peppy funge anche da angelo custode… E questo fa per-dinci-riflettere…E se fossimo davvero circondati da esseri speciali, angeli in carne e ossa, e non ce ne rendessimo conto? Io per esempio, credo di averne intorno molti…. Una addirittura mi ha mostrato le sue ali, pochi giorni fa, e ha promesso di prestarmele quando mi servono… 😉

E poi c’è tutta la forza della gestualità, dello sguardo, della prossemica (ecco, ho infranto l’unico fioretto per l’anno nuovo: non dire più prossemica, che è un termine tronista ― mire di coolness ma poca sostanza… ). C’è la forza del silenzio, che non è silenzio, ma parola che s’invera attraverso i visi degli attori. Vedere “The Artist” è come perdere i cellulari e tornare dentro un cinematografo del primo ‘900. Non lasciatevi sfuggire questa occasione, non capita spesso.
E poi, e qui la Zu sarà d’accordo, vi prenderà una voglia irrefrenabile di tip-tap! È difficile stare fermi davanti alle scene in cui Peppy e George ballano. Ed è difficile resistere alla tentazione di correre fuori a comprarsi un paio di scarpette con la punta d’acciaio e tippetappare per il proprio bilocale… 🙂

Infine, complimenti complimentoni ai due interpreti, Jean Dujardin e Bérénice Bejo. Lui ha vinto il premio come miglior attore all’ultimo Festival di Cannes, ma lei avrebbe meritato altrettanto ― mi consola solo il fatto che se lo sia aggiudicato Kirsten Dunst per l’interpretazione eccelsa in “Melancholia”, ma un ex aequo ci sarebbe stato tutto (Mic, prendi nota: che cannes si stanno fumando sulla Croisette??).

Insomma, ancora una volta Mastrantonio aveva ragione. Capolavoro profetizzò, e capolavoro fu. Ave, oh Marcantonio, ehm, Mastrantonio… 🙂

Ma veniamo, a malincuore (io continuerei a parlare per ore/km di “The Artist”), al film della settimana…

EMOTIVI ANONIMI
di Jean-Pierre Améris

Dopo la tripletta “Midnight in Paris”, “Le idi di marzo” e “The Artist”, so già di non potermi aspettare il quarto goal. Considerate “Emotivi anonimi” una specie di cine-panettone lestmoviano: una commedia senza troppe pretese che certo non ha nulla a che vedere con i colossi del magic trio appena citato… ma non possiamo vivere di solo pane e Allen-Clooney e Hazavinicius… Quindi vi aspetto per cominciare il 2012 all’insegna della leggerezza ― e basta sgranare quegli occhi lì! 🙂

A proposito di anno nuovo… Non voglio ripetere i classici auguri “Speriamo che sia un anno sole-cuore-amore ” che i media generalisti vi propinano a partire da ottobre… Io vorrei solo che il 2012 fosse un anno di clemenza. Una virtù che suona molto cardinalruini, ma che in realtà  non dipende dal senso cattolico.  Vorrei più clemenza verso gli altri, e verso noi stessi… Gli altri siamo noi, in fondo ― vogliamo dubitare di Tozzi-Ruggeri-Morandi??

Mercy for Moviers. Questo è il mio augurio. 🙂

E ora, dopo aver papardellato un bel po’, vi scodello un riassunto al piano mezzanino (prenotato a nome “Moviers”), vi ringrazio ENORMEMENTE per avermi regalato 100 di questo giorni, e vi confeziono dei saluti, che questa sera non potevano che essere centenariamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

EMOTIVI ANONIMI: Jean-René dirige una fabbrica di cioccolato, dove lavora la bella Angélique, esperta nella preparazione di golose praline di cacao. Entrambi sono talmente timidi da non riuscire quasi a proferir parola, nonostante amici e colleghi provino a spronarli a vincere le loro insicurezze. Inoltre, uniti dalla comune passione per l’attività che svolgono, i due si amano ma dovranno trovare il coraggio di dichiararsi reciprocamente i loro sentimenti e superare la mancanza di fiducia nel mondo che li circonda.

 

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