Let’s Movie CI

Let’s Movie CI

J. EDGAR
di Clint Eastwood
USA 2011, 137’
Martedì 10/Tuesday 10
21:30/9:30 pm
Astra/Mastrantonio’s

 

Full Monty Fellow Moviers!

Inizio con Peter Cattaneo perché noi di Let’s Movie non ci facciamo mancare nulla: il trattamento completo (= Full Monty in English, Lesson Number Two). Mi sto riferendo ai festeggiamenti per il Centenario Letsmoviano che si sono svolti martedì scorso davanti alla Mansion di Mastrantonio (impallidisca pure Hugh Heffner, con quella sua monofamiliare da due soldi a Bel-Air… :-)).

Cento Let’s Movie e cento cazziatoni piovuti sul Board hanno portato al restyling completo del Quartier Generale di Lez Muvi. Ah per inciso, il primato dello spelling molto ciòfane, molto scena-underground-yo-bro-yo-bro del geniale “Lez Muvi” se lo contendono il Fellow Fiii e il Fellow Fra, che non hanno in comune solo una cifra di effe, ma anche l’intuizione di aver colto i mutamenti linguistici del parlato contemporaneo e averli tradotti in gergo cinematografico ― e l’intuizione è arrivata pressoché in contemporanea… Da non credere, I know, ma del resto i Moviers sono dei taumaturghi, lo si sa da mo’… 😉

Dato che il Board ha mooooolto abusato del suolo pubblico, si procede con un primo ridimensionamento delle lunghezze, seguito da una disposizione organizzata delle Zone suddivise per temi. Così qualcuno la smetterà di inondarci le scrivanie di richieste per avere la Table of Contents (=Indice)… Vero, Fellow Iak-the-Mate???!

Siete pregati di seguire le indicazioni di seguito per muovervi all’interno della Movie Mail di oggi senza perdere bussola e senno.

Per antefatto, dettagli, ringraziamenti, ricchi premi e cotillon sulle celebrazioni ufficiali prendete per “Zona 1”.
Per l’intervento Panzer su “Emotivi anonimi” che ha portato alla stroncatura di “Emotivi anonimi”, prendete per “Zona 2”.
Per il film della settimana, prendete per “Zona 3”.
Per i saluti e le scempiaggini conclusive prendete per “Zona 4”.

Ora il Board prova a non straboArdare troppo… Prova… (Non è che Rome was built in a day, eh… e i 2000 caratteri be’, Mate, quelli sono un filino utopici… :-)).

ZONA 1

Dopo una caduta swoosh-babum su una discesa un tantino ghiacciata, il Busterkeaton Big-Buttomed Board Road-Runner, che molto ha ringraziato il Big Bottom che si ritrova per avergli salvato la vita, passa a salutare l’Anarcozumi e il Fellow PaPequod, impegnati in una pizzata pre-Let’s Movie e in un dibattito “Come cucinare i rizomi. Teorie a confronto”. 🙂

Dopodiché il Board, incuriosito da un astutissimo sms solletica-curiosità della Honorary Member Mic (se volete comprarvi il Board, fatelo incuriosire ;-)), si precipita di corsa in zona Maison Mastrantonio e chittiscorge, laggiù in lontananza? Lei, la Honorary Member Mic, con una tenerissima candelina a forma di Rudolph (la renna) accesa in mano, e cosamiattacca? Un “HappybirthdaytoLetsMovie” che ha piegato in due dalla gioia il Board!! E quando dico piegato in due, intendo letteralmente piegato in due. Sapete, le botte di gioia ti scoppiano una risata in petto che ti devasta ― averne, di Hiroshima così! Ringrazio quindi la mia Honorary Member Unabomber Mic per l’idea, la realizzazione, l’esecuzione e quel sorriso, suo e mio, che non scorderò PIU’…

A darle manforte, il Fellow D, che magari non sarà Bocelli dal punto di vista dell’intonazione :-), ma che ha dimostrato uno spirito corifeo (corifeo??) molto interessante, e che mi ha fatto piacere avere lì per il Centenario Letsomovieano. Al bistrot della Mastrantonio Mansion (indagherò, ma sono convinta che sul retro la Mansion vanti anche campo da minigolf e hammam), trovo il Fellow Iak-the-Mate e il Fellow Fra, che avevano confermato la presenza nel pomeriggio e che, insieme al Fellow D, costituiscono il Comparto Ingegneriamoci di Lez Muvi. Come dite? Di che cosa si occupa il Comparto Ingegneriamoci di Lez Muvie? Be’, non è che vi posso svelare proprio tutto tutto… Al massimo posso accennare agli ultimi risultati di una ricerca ideata dal Fellow Fra, che ha analizzato i possibili logaritmi in base Board sull’identità boardiana e le sue conseguenti derivate, ponendo dei quesiti che rivoluzioneranno il modo di fare matTematica nei prossimi decenni-che-dico-millenni, tipo: Ma il Board in inverno è Snow-Board? E quando è triste, Black-Board? E quando perde le chiavi di casa, Key-Board?

Ora, da questo capite che non è facile spiegare cosa si ricerchi nel centro di ricerca in cui lavoriamo…  🙂 Comunque il Fellow Fra si aggiudica un seggio all’interno della Royal Academy of Engineering ― facimm’ nu paio di telefonate a Londònn, Fellas… 😉

Ringraziamo per la partecipazione anche la Fellow Vaniglia, più Vaniglia che mai, anche nel modo dolce in cui difende il diritto al chilometraggio illimitato della scrittura boardiana. Grazie my Vanilla Fellow, tu ti aggiudichi un seggio (il primo!) nella neonata Onlus Save-the-Board. 🙂

Ma non eravamo soli… In sala 3, il Fellow Pilo e la Fellow Giuly Jules recuperavano il Let’s Movie più done del 2011: “The Artist”, che il Fellow PaPequod ha ligiamente recuperato con esiti entusiastici venerdì sera. Purtroppo gli esiti per la Fellow Giuly non sono stati altrettanto entusiastici, ma non mi rammarico affatto, tutti i gusti son giusti (come dice sempre il WG Mat). Jules, pensa che poco tempo fa mi è capitato di vedere “Il cielo sopra Berlino”, il film più osannato della cinematografia europea, e la mia reazione finale si è tradotta in un misero e perplessissimo “Bah”… 🙁

Vorrei ringraziare anche il Fellow Fiii per gli auguri alle 100 Rudolph-candeline di Lez Muvie, e il Fellow Deportato per essersi preso una settimana di ferie e aver letto tutta la mail della settimana scorsa… 🙂

ZONA 2

Quest’area è adibita al commento di “Emotivi Anonimi”. Vista l’insignificanza del film ― per dirvela con un paragone topografico, il film è grande come la Repubblica di San Marino sull’Atlante Universal(e) ― quest’area cercherà di rispecchiarne le proporzioni. Cercherò pertanto di non calcare troppo sull’accelleratore del panzer su cui poggio il mio big bottom…
Idea buona ma sprecata (avesse guardato “Maledetto il giorno che ti ho incontrato” o “Ma che colpa abbiamo noi” di Verdone, e Woody Allen of course, il regista avrebbe forse imparato QUALCOSINA su come si gestiscono proficuamente fobie&ansie nel cinema…); trama inesistente con credibilità molto moooolto dubbia (mi chiedo come abbia potuto l’emotivo protagonista mettersi a cantare davanti a una sala piena di un ristorante, quando qualche scena prima correva ogni due minuti nel bagno di un altro ristorante per cambiarsi la camicia che il sudore da convenevoli gli inzuppava non-stop…); cioccolato privato di qualsiasi ghiottoneria narrativa (“Chocolat” e “Come l’acqua per il cioccolato” sono 3 metri sopra ― e non aggiungo “Cielo” perché Moccia lo lasciamo sul Ponte Milvio); battute kleenex (le senti una volta ed è già ora di buttarle); due intermezzi pseudo-musical che mi hanno fatto gelare il sangue nelle vene (non sono amante del genere musical, ma quei due intermezzi erano di qualità nettamente inferiore alle interpretazioni dei Beehive in Kiss Me Licia… e su questo credo che i presenti converranno, specie la Anarcozumi, musical lover che si è sparata “Moulin Rouge!” quarantotto volte). Mannaggia io calcherei l’accelleratore del panzer Massacra-Emotivi-Anonimi, ma

  1. Vengo meno al patto “Scrivo meno per incidere meglio” che ho firmato coi Muviers di mia spontanea volontà (non si pensi male dei Muviers…i sacchi di cemento che guardavano sinistramente i miei piedi saranno stati lì per caso…)
  2. Par brutto iniziare l’anno sparando a zero sulla croce rossa… Molto poco etico, e molto poco coerente, visto che nella scorsa mail ho augurato più clemenza per noi e per gli altri, che gli altri ― lo sapete ― siamo Morandi-Tozzi-Ruggeri noi…

Però accontento la Fellow Vaniglia ― e volete che non accontenti l’unico membro della Onlus Save-the-Board?!?! ― e riporto due battute che obbiettivamente hanno scatenato l’ilarità in sala

  1. “Le donne? Io le adoro, le donne. Mi terrorizzano”.
  2. Lui: “Io credo di essere innamorato di lei”. Lei: “Molte grazie”.

ZONA 3

È con grande curiosità, e freno a mano delle aspettative saggiamente tirato, che proponiamo

J. EDGAR
di Clint Eastwood

Sarà che a noi i biopic piacciono, sarà che Clint è sempre Clint (sorvoliamo su “Invictus” e “Hereafter” solo perché Clint è sempre Clint e perché non tutte le cine-ciambelle riescono col buco), sarà che Leonardo Di(o) Caprio è sempre stato una garanzia, a cominciare da “Genitori in Blue Jeans” passando per “Buon compleanno, Mister Grape”, e persino vestendo i panni (zuppi) di Jack Melassa Dawson sotto il Titanic. Sarà perché sono curiosa di saperne di più di questo Hoover, tanto celebrità negli USA quanto aspirapolvere da noi…

Dopo il riso in bianco di “Emotivi anonimi”, c’è bisogno di un bel seratone grondante ciccia, miei onnivori Moviers… 😉

ZONA 4

Lo so lo so, state sbuffando peggio del trenino della Valsugana, che sbuffa uguale all’Orient Express non fosse che siamo nel 2012… Pur tentando di confondervi con la divisione in Zone, non ho ridotto tantissimo i contenuti, me ne rendo conto… Ma apprezzate lo sforzo, dai, fate i bravi… Credetemi, è dura… Arginare la scrittura lezmuviana sta a me come leggere la scrittura lezmuviana sta a voi…(mamma mia vittime e carnefici di noi stessi…mamma mia!).

Ok, basta ho finito… Assicurandovi che Rudolph ― la prima candelina da 100 del Baby Blog ― non verrà MAI consumata e ringraziandovi sempre, ho pensato di riaprire il Movie-Maelstrom, di rinchiudere quel pazzo d’un riassunto laggiù nel manicomio in Zona Underground, e di mandarvi dei saluti serviziocompletamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Dal Board (sì sempre lui, lei, io insomma :-)):

HE GOT GAME”, USA 1998, di Spike Lee prima che Spike Lee si mettesse a miracolare a Sant’Anna… Per passare due ore a Coney Island con Denzel, tra basket-ballers e (yo) bros (tutto in linea stasera), e tenere il ritmo sulla bella colonna sonora dei Public Enemy… http://www.youtube.com/watch?v=8y_VFGrGnCE  (Per i miei Fellow Guys di L.A.: par di stare allo Zanzibar… ;-))

J. EDGAR: Come volto dell’applicazione e del rispetto della legge negli Stati Uniti, J. Edgar Hoover è stato per quasi 50 anni il capo dell’Fbi, un uomo di potere temuto e ammirato, insultato e venerato. Ma, nel chiuso delle sue stanze, egli custodiva segreti che avrebbero distrutto la sua immagine, la sua carriera e la sua vita.

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