Let’s Movie CV

Let’s Movie CV

A.C.A.B.
All Cops Are Bastards
di Stefano Solima
Italia 2011, 112’
Mercoledì 8/Wednesday 8
Ore 22:00/10:00 pm
Multisala Modena/Smelly Modena

MeteoMatto Moviers,

Che qualcuno di voi mi spieghi, please, il ribaltamento meteorologico dell’Italia in questo folle febbraio. No perché Roma piegata dal picio-pacio e il triangolo deI bermuda Bologna-Rimini-Riccione, tremebondo sotto metri di neve,  mentre qui abbiamo una Trento nuda nuda come mamma-natura l’ha fattta, zero-neve-zero-thanks-God-the-Allmighty, mi lascia al quanto stupefatta.  Quindi, giusto per una questione di curiosità personale, qualcuno potrebbe spiegarmi questa faccenda dell’inversione geo-termica? Come sempre siamo diventati tutti una mandria di Giuliacci Father&Son, e non facciamo altro che compilare tabelle Excel di “Torino -16, Bologna -14,  Milano -9, Venezia  -10, Genova -7”, e naturalmente non facciamo che parlare di lui, Buran, l’abominevole vento delle nevi. Ma come sempre, non ci capiamo molto ― sempre chiacchiere & distintivo, noi italiani. Pertanto, se qualcuno di voi è un parente VERO della holding Giuliacci Father&Son, vi prego, c’illumini d’immenso. 🙂

Ma andiamo oltre la coltre…

Lasciatemi cominciare con il cappello sulle ventitré dell’Anarcozumi e sui suoi guantini in pelle verde, che mi hanno accolto con tutta la loro pariginità da Mastrantonio mercoledì scorso. Un cappello sulle ventitré e un paio di guantini di pelle verde trasformano la nostra anarchica trentina in una perfetta petite parisienne da far invidia a Oui-je-suis-Catherine-Deneuve. Peccato non ci foste a vederla (e questo è uno dei 1476 buoni motivi ― motivo più motivo meno ― per non perdere Let’s Movie) ;-). Il Sergente Fed FFF si merita la seconda medaglia al valore per essersi scarrozzato un partner di progetto Deutschland-uber-alles per tutto il giorno (cena compresa), e per averlo strategicamente sbolognato alla stazione poco prima dell’inizio del film. Sergente, missione “mi-sbarazzo-del-nemico-e-corro-corro-corro-dal-Mastro” compiuta. Meno male che a noi non piacciono i nomi di altisonanza americana, altrimenti “Enduring Sergent” non te lo toglieva nessuno. 🙂

“The Iron Lady”…BAH… No, aspettate…. Non guartdatemi con quello sguardo “Te l’avevamo detto, Board”…. Già Mastrantonio, in merito al film, aveva sospirato un “Insomma…” presago di sventura ― presagio che il Board aveva watergateianamente insabbiato ai Moviers, eh eh eh, perché mica si chiama giocondo (si chiama Board) e non si tirerebbe mai la zappa sui piedi rivelando una titubanza Mastrantoniana prima della visione del film, con il rischio di demotivare preziosi Moviers… In fondo, ammettiamolo, c’è un po’ di Nixon in ciascuno di noi… 🙂

Ma fatemi partire sulla nota positiva. Il si-si-si-si (letto come lo gorgheggerebbe la Callas) va tutto a lei, la nostra Meryl che è Streep come Streeeeeeeeepitosa! E credetemi quando vi dico che “The Iron Lady” esiste perché Meryl esiste, perché è lei che dà carne al personaggio, perché è lei IL film. Senza Meryl sarebbe uno di quei drammetti strappalacrime che Canale 5 è uso (uso??) trasmettere nei pomeriggi estivi all’interno del ciclo “Tante Storie”, quando antonio-fa-caldo e le casalinghe disperate si disperano casalinghe ― ovviamente la vostra acutissima domanda “Ma allora come fai tu, oh Board, a sapere dell’esistenza del  ciclo “Tante Storie”?” conosce una sola sensatissima risposta: “Perché il Board, oh Fellows, sarà anche un filino schizzinosetto sul cibo (!!), ma quanto a cinematografia trash e non, è sempre stato soggetto a bulimia cronica, e ingurgita quantità di junk film food che voi umani non potete nemmeno immaginare…. 🙂

Insomma, lei, Meryl. Suprema. Ma che dico suprema? Suprerrima. Condivido il commento della Fellow Choco-Bar(bara): “Meryl Streep può pure recitare l’elenco del telefono”. Sì, perché nel corso della sua carriera le hanno dato qualsiasi copione ― ma davvero la-qualunque. Dalla madre divorziante e struggente di “Kramer contro Kramer” (che, come tutti sapete, è la versione lezmuviana di “tre tigri contro tre trigri :-)), all’eroina blixeniana tra i kikuiu di “La mia Africa” (con quel Robert Redford lì che ti fa strillare “Fatemi entrare in quel film! VOGLIO incontrare un uomo così!”), dalla crudelica Miranda Priestley in “Il diavolo veste Prada” (che per un certo periodo di tempo funse ― funse?? ― da specchio per il Board a Los Angeles… Non scorderemo mai, io e i miei Fellows Guys from L.A. i tanti “Saraaaaaaaaaaaaaaaaa” gridati giù per i corridoi dell’Istituto Italiano di Cultura da un FV Director simil-Miranda Priestley, e i tacchi della Saraaaaaaaaaaaaaa precipitarsi a mo’ di un obbedisco garibaldino… :-(), alla meravigliosa Francesca, moglie insoddisfatta che incontra la passione dopo una vita di casalinga disperazione in “I ponti di Madison County” (con quel Clint Eastwood lì che ti fa strillare pure lui “Fatemi entrare in quel film! VOGLIO incontrare un uomo così!”)… Ma come dimenticare “The Hours” (preferito in assoluto!), oppure “La morte ti fa bella”, oppure “Il cacciatore”? E “La casa degli spiriti”, dove lo mettiamo? E “Il dubbio”… I i film che dimostrano la sua versatilità interpretativa sono talmente tanti che c’è la certezza di dimenticarne qualcuno per strada… Persino in un film insulso come “Julia&Julia” è eccelsa. Perfino nei panni della canoista in un improbabile (benché famosissimo) “The River Wild”.

Come vedete ho fatto l’apologia di Meryl per dimostrare quanto il talento di un artista possa illuminare l’opacità di un prodotto dozzinale come “The Iron Lady”. Non è un biopic (troppo approssimativo), non è un’opera di fantasia (troppe velleità cronachistiche) ma non è nemmeno un docu-film (troppo parziale). Un film che non sceglie quale codice identitario adottare è un film che finisce per scricchiolare. E  “The Iron Lady” scricchiola di brutto. Ora,confesso che la Thatcher è un personaggio che rimane particolarmente indigesto (per lo meno a me, che l’unica possibilità Tory che concepisco è Amos). Ma fare quello che ha fatto la regista Lloyd, ovvero puntare sulla decadenza fisica di un personaggio per mostrarne il lato umano, è una scelta scontata, banale e pure un po’ scorretta. Affidare all’Alzheimer la redenzione di un personaggio storicamente esistito è pericoloso: può scatenare dei processi di revisionismo storico ad alto rischio malinterpretazioni. Uno spettatore giovane, o poco pratico di storia della Gran Bretagna durante gli anni ’70, potrebbe pensare che la Thatcher fosse una specie di femminista radicale la cui irremovibilità politica era una specie di reazione alla maschilità dell’ambiente politico dell’epoca, e quindi sostanzialmente giustificata o giustificabile. Questo meccanismo semplificativo è decisamente pernicioso: è come dire, siccome sono donna e devo dimostrare di essere determinata tanto quanto un uomo, non cedo su nulla: tartasso i minatori, faccio il pugno duro con l’IRA, mando al macello soldati inglesi (e argentini) alle Falklands, who cares….
Il film sembra sposare questa tesi. E, come dicevamo, si affida alla lacrimosità che suscita l’immagine di una povera vecchia malata intrappolata nei ricordi e perseguitata dal fantasma del marito. È come se il film guardasse con riverenza alla ferreità del personaggio, e  anche quando  cerca di mostrare i lividi provocati dal suo pugno duro, non riuscisse a farlo con convizione ― il modo in cui è stato gestito il caso Falklands nel film ne è la riprova.
l film è platealmente dalla parte della Thatcher. Sarà che a me lei è sempre risultata fastidiosa, sarà che diffido sempre delle operazioni parzializzanti di rilettura della Storia, ma non riesco proprio a prescindere da quello che la Thatcher ha fatto realmente durante la sua permanenza a Downing Street ― le tasse pazze, la chiusura verso i sindacati e il mondo operaio, la follia Falklands. Non so, non voglio certo paragonare la Thatcher a Nixon, ma prendete il film “Il duello” e vedete un po’ come è stato trattato il personaggio complesso di Nixon (oggi Nixon, come vedete, spacca)… I personaggi storici sono più ombre che luci: il cinema dovrebbe indagare le ombre…. Invece il film della Lloyd preferisce virare verso il solleone… Comodo, dico io…

E poi, ma scusate, ma come giudicate voi un film su un Primo Ministro britannico in cui non si nomina mai ma mai-mai-mai ― e non sto dicendo mostrare, ma NOMINARE ― la famiglia reale, e nello specifico, la Regina? Se avete visto il riuscitissimo “The Queen”, vi ricorderete della presenza massiccia del personaggio di Tony Blair…
Per farvi un esempio di casa nostra,  è come se Sorrentino ne “Il divo” non avesse fatto riferimento alle Brigate Rosse… Menomare così la realtà storica non può che farmi uscire di bocca un grosso “BAH”… Mi fa anche riflettere, come dicevo sopra, sulle possibili visioni distorte della storia che si possono dare… “BAH” per due…

A uscita sala Robin ci ha informato che il buon Mastro era già tornato alla Bat-caverna ― il crimine non conosce domeniche a Gotham City e a Trento, lo sappiamo ― altrimenti gli avrei restituito il sospiro con cui aveva commentato il film e avrei chiosato il suo “Insomma” con il mio “BAH”, riscrivendo così all’istante l’Enciclopedia del Dubbio 2012-2013.

E per questa settimana, my February Fellows, procuratevi delle buone mascherine anti-bacon perché la programmazione prevede

A.C.A.B.
All Cops Are Bastards
di Stefano Solima

 Le mascherine anti-bacon perché lo Smelly Modena non si chiama così per caso. L’infinitamente buono Mastrantonio ci perdonerà la movimentatio loci (copyright WG Mat, mamma mia ;-)) e la puntatina Smelly di Lez Muvi di questa settimana: sono molto curiosa di vedere un film che ha sollevato tante polemiche sul ruolo della Celere in Italia. (Sarei tentata di dirvi che propongo il film per l’acronimo, mobidickianamente geniale quanto allettantemente condivisibile, ma non voglio sembrarvi più criminal di quello che (già) sono, quindi rinchiudo questo commento in una parentesi confidenziale :-)).

Mi aspetterei di veder arrivare i Boy Fellows a questo film, tra cui il Fellow Big, il Fellow Doc (con o senza Nurse, a lui la scelta), il Fellow Centauro, il Fellow Gerri, il Fellow Pilo, il Sergente Fed FFF,  il Fellow Presidente e il Fellow PaPequod (anche solo per una questione di melvilliana coherentia nominis) e tuuuuuttti gli altri Moviers potenzialmente interessati all’azione/violenza/tutta-la-curva-deve-cantare-i-ragazzi-han-bisogno-di-noi… Ma da Board per le pari opportunità quale sono, mi aspetterei anche il comparto Girl Fellow, costituito dalla Fellow Cavallapazza Cavelleri, l’Archibugia Katrin, il golosissimo cono bigusto Vaniglia&Cioccolato, e la Fellow Choco-bar(bara), la Fellow Fausta Irrequieta 1, e ovviamente l’Honorary Member Mic (malgrado l’orario Mic-unfriendly :-)), l’Anarcozumi e la Fellow Giuly Jules. Naturalmente mi ritroverò con i soliti noti (se mi fanno sempre la grazia di venire), ma dato che i Moviers temono grandemente di veder spuntare il proprio nome in grassetto nelle mail domenicali (eh eh eh), mi piace incutere così un po’ di terrore… 🙂 Del resto, questo è l’unico manganello che il Board può brandire… E voi spero non vi metterete mai ad inneggiare un “son contento solo se/vedo lo sbirro-Board per terra”… 🙁 (Ovviamente la vostra acutissima domanda “Ma come fai tu, oh Board, a sapere questi cori Ultras da curva sud?” conosce una sola sensatissima risposta: “Perché il Board, oh Fellows, ha beneficiato in tenera età dell’educazione Forza-Juve-Alè  impartita dal fratello Fellow Big, quindi ha delle solide basi teoriche ultras ― solo teoriche eh…” ;-)).

Quindi, dopo questa chiamata alle armi, vi aspetto tutti allo stadio Smelly Modena, armati solo di mascherina e di sorriso Durbans dietro la mascherina. 🙂

E ora, vi sbatto un riassunto giù nel Regina Coeli dietro il Let’s Movie Maelstrom, vi ringrazio, as usual per la pazienza e l’irriducibilità, e vi mando dei saluti, che oggi sono anti-celermente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Non posso NON lanciare nel Movie-Maelstrom questo saggio di pirotecnia creativa del Fellow Fiiiiii, il Responsabile Lez Muvi di Pisa-Reggio, saggio che vi prego di leggere fino in fondo. Rimarrete senza fiato dall’inciso-non-conciso-ma-preciso, ma oh-boy, ne vale proprio la pena!! Spero non me ne vorrà se faccio cat-ènd-peist, ma davvero, ‘sti fuochi d’artificio non potevo tenerli solo per me… Grazie Fiiii! 🙂

Condivisione flash: qualche tempo fa stavo leggendo i commenti a un articolo di un quotidiano online [parentesi: io odio i commenti agli articoli dei quotidiani online, vi si manifestano sempre le stesse tipologie di utente, che seguono sempre gli stessi pattern comportamentali: saccenza (saccenteria? sacciume? boh), aggressività, fuoco incrociato di complottisti e anticomplottisti, accuse al/la blogger perché è prevenuto/a, prezzolato/a, incompetente/a, incoerente/a ecceteraeccetera/a, inviti alla calma, astio contro chi invita alla calma e via dicendo, e tutto questo anche se si parla di come lavar via le macchie di gorgonzola dai polsini dei cardigan. Eppure, ciononostante (o ciò nonostante o ciò non ostante), non riesco a ignorarli, voglio, DEVO capire cosa pensa lagggènte, e poi io sono un po’ tontolone mentre magari questi infoiati dell’informazione colgono contraddizioni e problemi che a me sfuggono, insomma, nel dubbio finisce che li leggo sempre] dicevo, stavo leggendo i commenti a un articolo di un quotidiano online e mi sono imbattuto in un utente che, nel mezzo di un ragionamento su tutt’altro, scriveva: “sarebbe come paragonare i fratelli Vanzina a Jim Jarmusch“. Ora, ovviamente io non avevo la minima idea di chi fosse, donde venisse e che meriti vantasse questo Jarmusch, però la costruzione della frase sottintendeva chiaramente qualcosa come “…atelli Vanzina a Jim Jarmusch, [il quale al contrario dei nostri cinepanettieri è un autentico genio della cinematografia]”. E allora ho pensato bene di procurarmi un po’ di suoi film e iniziare a guardarli. Al momento ho all’attivo Tassisti di notte e Ghost Dog (come vedi non sto andando in ordine), in attesa di Coffee and Cigarettes che è il prossimo della lista, e che avrei dovuto vedere già tanti anni fa su consiglio di una mitica ex, che però all’epoca lasciai cadere (sia il consiglio che la ex – mi è rimasto un dvd, in compenso).
Insomma niente, tutto questo per dirti che, Board, ho visto Ghost Dog e mi è piaciuto assai per vari motivi, e nel bebiblòg non l’ho trovato”.

A.C.A.B.: Il film ACAB racconta le vicende dei tre poliziotti Cobra, Negro e Mazinga, che hanno più di 40 anni e militano nel VII Nucleo di Polizia, un reparto speciale mobile in prima linea contro ultrà, black bloc, No Tav etc.
Tratto da un libro di Carlo Bonini il film il cui titolo è l’acronimo di “All Cops Are Bastards” racconta la storia di questo gruppo di poliziotti del reparto celere con toni duri e violenti, raccontando da un punto di vista diverso manifestazione ed eventi pubblici dentro il casco di un poliziotto.

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