Let’s Movie CVII

Let’s Movie CVII

PARADISO AMARO
di Alexandre Payne
USA, 2011, 115’
Martedì 21/Tuesday 21
21:15/9.15 pm
Astra/Mastrantonio’s

Mezzogiorno-di-Fuoco Moviers&Fellows!

Se ne videro delle belle, martedì sulla strada polverosa davanti al Saloon Mastrantonio. Cespugli rotolanti, l’ululato di un coyote in  lontananza, e la vecchia che sbarra la porta e si guarda la scena da dietro le tende. (Ma la bellezza dei cliché?!).

Ed ecco arrivare laggiù tre tipi loschi ma bellissimi, l’aria di chi vuol regolare conti. Sono armati fino ai denti, e no, non sono Il Buono, Il Brutto e il Cattivo, sono i tre dell’Ave Moviemaria: il Sergente Fed FFF, la Honorary Member Mic e il Board. Una Colt, un Winchester e un Bazooka (che il Board è affezionato al suo Bazooka e non se ne separa mai) 😉 avanzano nella polvere in cerca del Gringo che ha seminato il panico sole-cuore-amore per tutta la contea: lui, il Gringo Valentino, che fa San di nome. Lo avvistano tra il Saloon del Mastro e l’Emporio degli Oleson (mammia, la Casa nella Prateria!), e tutto avviene in fretta, in un’atmosfera sospesa da coraggio-fatti-ammazzare. Parton tre colpi. Boom Boom Boom. E il Gringo stramazza. I tre si guardano compiaciuti, e si lasciano sfuggire un sorrisino “Done!” 😉 . Ma non si accorgono, i tre dell’Ave Moviemaria, che il Gringo non è schiattato. Dalla pozza rosa confetto in cui ha agonizzato per due secondi, si rialza incolume (manco gli zombie di Max Payne), restituisce lo sguardo compiaciuto e attacca a ridere. Una risata tra Gongolo e Crudelia Demon… E i tre Western Moviers allora capiscono. Il Gringo Valentino non muore mannaggia-mai, torna sempre. It is always back. Come i Backstreet Boys. Cavolo. 🙁

Ed è così che i tre, dopo aver soffiato via il fumo dalle canne fumanti e la polvere dai Camperos, si dirigono dal buon Mastro al Saloon, per annegare i dispiaceri nel cine-whiskey della casa.

Purtroppo i tre dell’Ave Moviemaria non avevano al loro fianco la Dolly Parton di Sopramontown, la nostra Anarcozumi ― atterrata dall’influenza ― e la nostra Calamity Jane Jules ― impegnata con la pallavolo. Ma abbiamo moltissimamente molto apprezzato la solerzia che hanno messo nell’avvertire il Board per tempo. 🙂

Tutto questo giringiro Peckinpah per farvi capire che il genere western ha un suo gran perché, come mi disse una volta il WG Mat, e per posticipare il commento a “Le nevi del Kilimangiaro”…

Dunque, dovete sapere che io non leggo mai i riassunti, e anche la Honorary Member Mic — e anche il Sergente, a quanto pare, anche se s’ingegna un casino a rintracciare il suo nomino nella movie-mail, grrrr…. 🙂

Io copioeincollo molto automa: non voglio rovinarmi la sorpresa della trama. Ora però non pensate che proponga i film così, random… A grandi linee so di cosa parlano, ma rifiuto i dettagli: voglio rintracciarli sullo schermo, non in un riassunto — e senza usare il tasto “Search”, Sergente!

Insomma, per “Le nevi del Kilimangiaro” non sapevo cosa aspettarmi. Ma certo non mi sarei MAI aspettata la versione francese di “A Christmas Carrol” (e pure senza il caro vecchio Scrudge!); alla Mic è venuto in mente “Oliver Twist”. Insomma, Dickens. Una fiabetta di brave personcine a modino: il marito Michel, operaio e sindacalista, buono buono, perde il lavoro ma non si abbatte e dai-che-ce-la-fa tira avanti; la moglie Claire badante e domestica, buona buona, che lavora, cucina, pulisce e stira e ammira e dai-che-ce-la-fa pure lei. Questo bel quadretto con il bel mare turchese della Provenza sullo sfondo, si rompe quando un giovane operaio licenziato insieme a Michel li aggredisce in casa loro e li deruba dei loro risparmi (e “risparmi” fa già Dickens). Ta da da dan: l’armonia s’infrange ed è il caos. Michel entra in crisi (per tipo 5 minuti) e poi cosa-mi-ti-decide? Di aiutare i fratellini dell’operaio ladro, che nel frattempo è stato arrestato. Ma indovinate un po’ cosa mi-ti-decide Claire? Oltre a fare la badante, a distribuire volantini, a pulire-cucinare-stirare-e-ammirare, comincia a prendersi cura di loro e la sera, prima di rincasare, passa dai due ragazzini a fare le faccende (perché ovviamente la madre è una poco di buono, e il padre insesitente — quando si dice l’originalità). Alla fine i due coniugi prendono in custodia i due ragazzini mentre il loro fratello maggiore sconta la pena in carcere. Dickens, insomma, in tutta la sua estasi etica. E se non fosse Dickens, Michel e Claire sarebbero usciti da un cartone animato di Walt Disney. Sono puri, buoni, bravi. E quando Michael non si trattiene e schiaffeggia il ragazzo che li ha derubati (cioè, dico, non ha dato uno sberlone a Ghandi), sprofonda in una crisi esistenziale che Amleto in confronto è Topo Gigio. Come vedete, non riesco a non fare della ih-ih ironia… Ma il film naviga davvero acque confuse tra favola e dramma sociale. E nessuna delle due, secondo me, raggiunge piena maturità, anzi, si cannibalizzano a vicenda. Anche i momenti nostalgici “ti ricordi quando avevamo 20 anni e anarcozumicombattevamo sulle barricate? Cosa avremmo detto di noi, se ci fossimo visti oggi, così borghesi?” (Borghesi?? Lui operaio e lei badante, borghesi?? E allora i Simpson sono facoltosi della Springfield bene??), boh, non sono credibili. E la lotta di classe in questa chiave wanna-be fantastico-mondo-di-amelie, bah, proprio proprio non mi convince. Sarà un mio limite…

Per capire un po’ di più, sono andata a cercarmi la poesia di Victor Hugo da cui il regista ha preso ispirazione, “Les Pauvres Gens”, “La povera gente”, dove si racconta di una coppia di pescatori che adotta i figli della loro vicina morta, dando loro un tetto e una nuova famiglia e offrendo così solidarietà a chi è meno fortunato (se volete gradire il testo en français 🙂 http://poesie.webnet.fr/lesgrandsclassiques/poemes/victor_hugo/les_pauvres_gens.html) … Bah, sarà che mi aspetto altri modi in cui proporre la speranza e l’altruismo, modi senza melodramma. “Miracolo a Le Havre”, per esempio, è nettamente — nettissimamente — superiore, film rarefatto e iconografico che è riuscito a cogliere l’essenza della solidarietà ma senza occhioni pieni di lacrime. Non so cosa salvare del film di Guédiguian, onestamente. Forse l’attore Jean-Pierre Darroussin, protagonista di “Le Nevi del Kilimangiaro”, e pure di “Miracolo a Le Havre” (il mondo è estremamente piccolo) nonché sosia di Mastrantonio… Sì, forse salvo lui, (per la somiglianza con Mastrantonio, naturalmente :-)) e tutto il resto, be’, è noia…

A questo kaurismaki-proposito, vi invito caldamente a guardare giù nel Movie-Maelstrom perché abbiamo un Fellow da accogliere, il Movier MARt… Ma non vi anticipo nulla… 😉

Ma che bella la programmazione lezmuviana di questa settimana! L’Anarcozumi sarà guarita, mi auguro, perché George is here…

PARADISO AMARO
di Alexandre Payne

Non so se avete presente il regista, Alexandre Payne… Ha diretto “Sideways” e “A proposito di Schmidt”, due film a cui sono legata per ragioni un po’ inspiegabili — credo di aver visto “A proposito di Schmidt” almeno 6 volte, con lo straordinario Jack Nicholson che si ritrova, e “Sideways” è quella commistione di esilarante e tragico che mi fa letteralmente impazzire. Poi in “Paradiso amaro” c’è George Cool-Cool-Clooney, a quanto mi si dice imbruttito — i belli imbruttiti sono anche più belli dei bellii belli (scusate il de bello gallico :-)). Ho sentito dire che il film ha incantato gli spettatori un po’ di tutto il mondo… Vogliamo, noi lezmuvier, rinunciare all’incanto? Giammai!

Quindi vi aspetto.  Tutti. Punto. Basta. Dai. Please.

Questa mania di chiudere aprendo il Maelstrom mi piace sempre di più — per quanto il Maelstrom stia cominciando a divorare di tutto e di più, non solo movies… Ma cheffacciamo, ci mettiamo a fare la raccolta differenziata anche in Let’s Movie?!?! No dai, discaricabusiviamo almeno qui, e nel Movie Maelstrom buttiamoci di tutto!! 🙂

Il riassunto, stasera, lo trovate laggiù nel Wild Wild West, e i ringraziamenti, be quelli ve li ho appena lasciati accanto al dondolo-gnic-gnic nel portico, e i saluti, oggi, sono diligenZemente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard

Vedete un po’ come il Fellow Fiiiiiiii ci descrive Let’s Movie: “In ogni caso, I revel in Let’s Movie, questo LHC del pensiero dove gusti e opinioni accelerano e si scontrano dando origine a nuova e inattesa materia (grigia)! Do I hear AMEN? AMEN! 🙂

E guardate che razza di post si risucchia il Movie Maelstrom! Venerdì ho trovato questa delizia nel Baby Blog, che si sta ancora leccando le dita… Viene dal neo-Fellow MARt, un cine-extraterrestre piovuto da qualche pianeta fantastico sulle spiagge letsmoviane… “Miracolo a Trento”! Grazie, MARt (si è pure cine-battezzato da solo!), ti prego frequentaci! Abbiamo bisogno di Fellows che apprezzano Kaurismaki, che usano espressioni come “antidialogo” e che entrino in Let’s Movie senza boardiane precettazioni….! 🙂
Grazie di aver scelto le nostre spiagge pazze…

Dal Fellow Mart:

“Sono un intruso disperso fra le infinite righe di questi post. Sto apprezzando ma non so se posso permettermi. Ma venero Kaurismaki e quindi non resisterò.
Quindi, oltre a quest’ultimo apprezzabilissimo Le Havre, mi permetto di segnalare / segnalarvi (o consigliare all’autrice, non ho ben capito quante mani e occhi ci siano sotto cotanto lavoro) almeno altri due imperdibili:
L’uomo senza passato e Le luci della sera.
Se ci si vuole poi proprio ribaltare sul divano ma di tanto in tanto alzarsi per qualche passettino a tempo, anche Leningrad Cowboys go America, non può essere perso.

Kaurismaki è l’essenza della rappresentazione cinica ma ironica, dell’antidialogo e dell’uso sostitutivo dell’espressione del corpo e del volto. Le sue storie e i suoi personaggi stanno sempre ai limiti e quindi pare abbastanza normale che abbiano poco voglia di parlare. Ma riescono immancabilmente nel doppio e apparentemente inconciliabile compito di fare riflettere e sorridere”.

PARADISO AMARO:  Le Hawaii non sono esattamente il paradiso in terra che tutti crediamo: almeno non lo sono più per uno dei suoi abitanti, Matt King. Sua moglie Elizabeth ha appena avuto un incidente che l’ha gettata in coma, e non si riprenderà più. Non resta che staccare le macchine che la tengono ancora in vita. Da anni troppo concentrato sul suo lavoro, l’uomo si ritrova con due figlie che ormai non conosce più. Il dolore di Matt per la tragedia subita si trasforma in frustrazione quando scopre che sua moglie aveva una relazione extraconiugale, e stava per chiedere il divorzio. Il marito tradito e disperato si lancia allora alla ricerca dell’amante della sua sfortunata consorte…

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