Let’s Movie CXIV

Let’s Movie CXIV

PICCOLE BUGIE TRA AMICI
di Guillame Canet
Francia 2010, 154’
Martedì 10/Tuesday 10
21:00/9:00 pm
Astra/Mastrantonio, oh yes

Frequent Flyer Fellows,

La Let’s Movie Airlines vi dà il benvenuto sul volo 08042012 diretto all’Isola di Pasqua, il (Val)paraiso dei Maitres Chocolatiers di tutto il mondo, altroché Sfizzera. Vi informiamo che su questo apparecchio è viatato l’uso di qualsiasi dispositivo adibito all’avanzamento rapido della movie-mail.

E ora, Frequent Flyer Fellows, abbassate lo schienale, slacciate le cinuture (come vi sta mostrando lo steward Homer Simpson), allungate i piedi e godetevi la puntata 114 di Let’s Movie. 🙂

L’Anarcozumi, il Sergente Fed FFF, il Fellow (Fabio) il Professore e il Board raggiungono il Centro Sociale Bruno in quella che poteva essere solo una notte buia e tempestosa ― Sir Alfred ha tuonato: “BuonaseraBoard, se non mi fai trovare buio e tempesta per la proiezione a Trentoville, io ti porto stormi d’ucceli neri come esuli pensieri”…E noi, non fiatando sul plagio carducciano, abbiamo fatto trovare buio e tempesta… 🙁

Fortunatamente la location è stata il raggio di sole della serata…Che sorpresa, Moviers!

Una parentesi per i non-trentini: Il Centro Sociale Bruno non ha una porta: ha una bocca di orso (Bruno, appunto) che ingoia ciòfani, passanti, o tre piccoli Moviers e un Board, a seconda… Dentro, scale e corridoi dipinti di panna e azzurro,vi portano al primo piano, dove si trova la sala Cinemafutura. La sala vera e propria è preceduta da una specie di anticamera che è una splendida finestra aperta sugli anni ’60-70. Pezzi vintage che hanno fatto spalancare tanto di bocca e occhi a noi Fellows, tra cui un telefono bordeaux tipo quelli da cui le vamp in vestaglia di raso telefonavano ai detective sempre lontani e sempre in pericolo… Un tv bicolor arancio e nero, in pendant con un pannello a muro di luci arancioni, e le pareti tappezzate di locandine, Audrey Hepburn, Gregory Peck, “Il buio oltre la siepe”, “The Godfather”, “Le conseguenze dell’amore”… E sul bancone, uno di quei vasoni di vetro anni ’50 pieno di Chupa Chups ― che goduria per gli occhi! Altroché sedie soviet e chiome rasta! Pareva di stare nel piccolo museo del vintage! (i Fellows guys di Los Angeles capiranno cosa intendo… :-)).
L’anticamera è separata dalla sala cinematografica da una pesante tenda rossa (come da copione), e la sala, be’ ci ha tolto le parole…Nella sala non ci sono sedie o poltroncine: ci sono i divani! Cioè, noi Moviers abbiamo visto “Marnie” letteralmente spaparanzati su due sofà !(E per la cronaca, Sir Alfred, con tutta la sua compostezza British, è inorridito davanti a quel lebowskiano spettacolo di stravacco selvaggio…).

Che capolavoro “Marnie”, convengono i Moviers a fine film! Cos’è “Marnie”? È una lotta di forze opposte che guerreggiano dall’inizio  alla fine. Trauma e amore ― e mi ci ha fatto riflettere il Fellow Professore, all’amore. Io ero rimasta colpita dalle conseguenze del trauma che Marnie si porta appresso dopo l’episodio di violenza subito da bambina. Invece il racconto è anche una storia di amore tenace, quello di Mark, che nonostante la follia e le “criticità” di un soggetto evidentemente alterato come quello di Marnie, le sta dietro come poche figure della cinematografia. La insegue, se la sposa, la salva. La ama, “comunque sia”. “Comunque sia”… Mark è un Parzifal moderno calato in quel po’ po’ di Marcantonio (no, non il nostro Mastro, quello romano, stavolta!) come Sean Connery nel fior fiore degli anni. E l’Anarcozumi ha ragione da vendere quando sostiene con trasporto che Jean Dujardin, protagonista di “The Artist” si è ispirato a lui (o comunque a quella tipologia di attore/uomo tutto d’un pezzo) per interpretare il suo personaggio ― e s’è ispirato a pieni polmoni visto il risultato!

Alla fine la perseveranza di Mark ha la meglio sulla patologia e la testardaggine di Marnie-la-matta. Ma certo “Marnie” è un dramma costruito sulla mappa traumatica cicatrizzata nella memoria della protagonista. Ed è bello, Fellows, vedere come Sir Alfred trovi un correlativo come quello della passione di Mark per gli animali per giocare di rimandi e rimpalli con il soggetto Marnie, che è una cavalla pazza (come la nostra Cavalleri :-)), che è una puledra ferita (come Forio, stallone della protagonista), che è un giaguaro femmina pronto a mordere, un essere leso che scappa da tutti e da tutto perché in realtà vuole fuggire da se stesso e da quello che non ha la forza di ricordare. Il rimosso e l’amore di Mark si combattono Marnie, ma la cosa particolare è che Mark, per quanto dotato di un appeal tutto zerozerosettiano in realtà sembra badarle in un modo e con una pazienza quasi materne … Qualcuno ci avrà mai pensato? Alla figura “materna” di Mark? Bah…

E come non parlare della precisione pittorica che contraddistingue il cinema hitchcockiano? Ci sono scene che davvero ricordano delle opere d’arte, giottesche direi, nella loro geometrica pulizia. C’è una scena in cui lo schermo è diviso a metà: a destra seguiamo Marnie sul punto di svaligiare la cassaforte della casa editrice in cui lavora, e a sinistra c’è il corridoio che inquadra ciò che le sta succedendo intorno e di cui lei non si accorge: la donna delle pulizie che pulisce per terra, e un altro inserviente che sta per arrivare. Lo schermo diventa una bifora da cui lo spettatore segue gli eventi ― una postazione privilegiata non fosse per la pena di non potere nulla contro quello che si vede e l’impossibilità di poter avvertire la protagonista con cui, bene o male, parteggiamo (branco di Margot&Lupin che siamo…).
La suspence è proprio questo: il gap tra quello che noi spettatori vediamo e quello che il personaggio vede. E in questo Sir Alfred è maestro indiscusso. Così come nei tempi, nei dialoghi. Il film è molto parlato, eppure non annoia mai, non ti perdi una sola battuta. Stai piantato lì ad ascoltare ogni battuta, eyes&ears wide open, conscio che nulla è detto a caso, che tutto ha un peso. Questo, proprio questo, mi piace dei mostri sacri del cinema: l’assenza assoluta di tara! Il film è tutto peso netto, e questo ovviamente comporta un’attenzione da peso netto; per questo, credo, il cinema dei mostri sacri spaventa: perché non possiamo mai permetterci di scartare nulla, né di abbassare la soglia della concentrazione, dobbiamo restare tutto il tempo sveglissimi, eyes&ears wide open. Ma quale diletto però, alla fine! Diletto estetico e intellettuale, degli occhi e della testa! Vedere un film di un regista mostro-sacro è  come vedere una bella donna che ammazza il tempo dimostrando il teorema di Riemann…

Quanto al premio “Fittest Fellow with the Fittest Outfit 2012” purtroppo non è stato consegnato: noi Moviers parevamo quattro Bob Marley sbarcati da Kington (!), e ci siamo trovati un ambiente che avrebbe richiesto di un BrigitteBardotBoard, un Sergente con gabardine Paul Smith, un Professore con occhiale Clark Kent e un’Anarcozumi in micro-abito Twiggy… Rimandiamo pertanto la consegna del premio a breve: siamo sicuri che il Centro Sociale Bruno tornerà moooooooooolto presto ― mooooooooolto prima di quanto immaginiate ― tra le location lezmuviane… 😉

Per questa settimana però dobbiamo curare la Mastrastinenza che ci ha perseguitato per due settimane…

PICCOLE BUGIE TRA AMICI
di Guillame Canet

I simpatici cugini d’Oltralpe stanno davvero vivendo un periodo magnifique-fantastique… Dopo “The Artist” e “Quasi amici”, ecco questa commedia che sta letteralmente sbancando i botteghini di tutta la Gallia. Quindi vediamo di dare un po’ di fiducia a Asterix e Obelix anche noi della legione letsmoviana, dai…
Sono non poco curiosa di vedere il citato Jean Dujardin in technicolor… e pure la brava Marion Cotillard ― straordinaria Edith Piaf in “La vie en rose” (recuperatelo!). E poi a chi non piacciono i film corali, un po’ “Compagni di classe” un po’ “Il grande freddo”??
Onestamente non vedo scuse plausibili che possano giustificare una vostra assenza… 🙂

Ma pensavate sarebbe stato un volo lunghissimo eh….E invece, Frequent Flyer Fellows, eccoci arrivati.!Vi diamo il benvenuto sull’Isola di Pasqua. Il sole splende, e la temperatura all’esterno è di 32 gradi con un tasso di umidità pari a zero. Speriamo che il volo 08042012 sia stato di vostro gradimento, e la Let’s Movie Airlines vi aspetta a boArd(o) domenica prossima.

È stato un piacere volare con voi. 🙂

E ora lasciatemi parcheggiare ‘sto bisonte di 747, insieme al riassunto, nell’hangar là in fondo…. Captain Board vi ringrazia tanto, spera di non sfrisare le ali, e vi lascia dei saluti che stasera sono velivolitivamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

PICCOLE BUGIE TRA AMICI: La consueta estate nella grande casa sul mare, per un gruppo di amici parigini, ciascuno con il proprio stress, ciascuno con le proprie piccole bugie. E per tutti il dolore di una mancanza, l’amico rimasto solo a Parigi in ospedale dopo un gravissimo incidente. Ci pensano e non ci pensano, la vita (e le vacanze) vanno avanti. Ma stavolta l’estate è per tutti un grande freddo: Vincent non ama più sua moglie e prova qualcosa per l’amico Max, che la rivelazione rende ancor più nervoso e insopportabile, Eric non smette di provarci con tutte, mentre l’abbandonata Marie consuma storie di sesso senza gusto e futuro. Fra tutti questi disperati della vita branchè, s’aggira un solo idealista, il tenero Antoine che vive appeso agli sms della ex di cui è ancora innamorato.

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1 Comment

  1. Quella di Riemann rimane per il momento una congettura; chi la saprà trasformare in teorema, oltre a vincere il suo milioncino di dollari in palio, farà anche saltare il sistema dei pagamenti elettronici ed in generale i sistemi di crittografia attualmente basati sulla fattorizzazione in numeri primi.
    E se per caso m’imbattessi in una bella donna che ammazzasse tempo e cervello a trovarne la soluzione non potrei non suggerirle che la natura l’ha dotata di apparati migliori per guadagnare la medesima cifra in minor tempo e con maggiore diletto…
     
    Pardon my French, dear board, but you brought it on yourself e non ho resistito!

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