Posts made in Luglio 8th, 2012

Let’s Movie CXXVIII

Let’s Movie CXXVIII

CENA TRA AMICI
di Alexandre de La Patellière, Matthieu Delaporte
Francia 2012, 109’
Lunedì 9/Monday 9
22:00/10:00 pm
Multisala Modena/Smelly Modena

Miserere Moviers,

Con questa settimana cominciano ufficialmente i due mesi di cine-vacche magre che vedranno il Board arrampicarsi sugli specchi degli eventi di Trentoville pur di assicurare ai Moviers il panem-et-circenses-senza-panem-ma-con-molto-circenses di cui non possono fare a meno. Sappiate che il CdA di Lez Muvi si riunirà a breve per stilare un piano di massima in modo da arginare ― se non proprio neutralizzare ― il deficit cinematografico estivo.

La settimana è stata funestata da due episodi ben noti a tutti:

  1.  Quattro goal hanno impedito il Flash Mob lanciato la settimana scorsa con incursione presso la fontana tritonica in Piazza GromGrom. Se vi può esser di conforto, sappiate che il Falsh Mob non avrebbe potuto comunque avere luogo causa cordone di numero 12 sbirri intorno alla fontana, che avrebbe costretto il Board a procedere con lo sfondamento. In quest’ottica, i quattro goal, sono stati quindi provvidenziali… Certo l’Italia di domenica mancava decisamente di fraseggio a centrocampo, come i cronisti sprovvisti di dizionario dei sinonimi non hanno smesso un minuto di ricordare ― poi qualcuno giustificherà al Board e all’Accademia della Crusca l’impiego selvaggio di “fraseggio” su un campo da calcio… No perché il Fellow Iak-the-Mate, l’Honrary Member Mic, il Fellow Truly Done, il Fellow PaPequod, il Sergente Fed FFF e il Board, riuniti per visione partita presso la caserma del Sergente, non hanno fatto che porsi la domanda: “ma fraseggio ddde ccché?!”.
    Quanto ai flash mob, ce ne saranno degli altri, non temete… 😉
  1. Martedì Mastrantonio ha abbassato la serranda dell’Astra per la pausa estiva e, come sapete tutti, è stato giorno di lutto nazionale nella Repubblica Lezmuviana. 🙁 Non ci è dato sapere con certezza quali siano le mete che lo aspettano. Forse un pellegrinaggio al Kodak Theater? Una passeggiata all alone sulla Croisette? Oppure i Mastrantoni in estate sviluppano delle nuove identità, si sfilano il peplo mastrantoniano e si danno a Sudoku&bocce? (E gli aiutanti Robin che fanno, smettono di aiutare??). Al suo ritorno, indagheremo. Nel frattempo cerchiamo di mantenere un contegno, gli auguriamo buone vacanze, e gli facciamo pesare non poco il peso puntuto delle cine-vacche magre che abbiamo sul groppone… Mastro, you left meeeeeeee! (Ho detto che cercavo di mantenere un contegno, non che l’avrei mantenuto).
    Questa è per te, Mastro http://www.youtube.com/watch?v=gRCFJGW9lS

Per fortuna lunedì sera c’era “Marley” a tirar su quest’atmosfera da fRunerale! E per fortuna c’era il Fellow PaPequod, che all’incirca 12 minuti prima dell’inizio del film mi ha informato del suo arrivo ― cercando furbescamente d’ingannarmi sullo stato affollamento sala, what a rascal!! 🙂 Non ci fosse stato lui, lo Smelly Modena sarebbe stato il solito antro smelly, in cui delle 22 teste in sala, 18 ruminavano popcorname, forse sognando di spogliare il regista Kevin Macdonald dal “Kevin” e rimanere con il  “Macdonald”. Bah.

Vedete, “Marley” è un documentario che fa il suo dovere ― documenta. Non ha nessun altro tipo di velleità. Io e il Fellow Pa abbiamo sospirato di sollievo davanti alla totale assenza di romanticizzazione del mito. Sarebbe stato così facile cadere in tentazione che guardate, nemmeno avremo biasimato Kevin (no, l’avremmo biasimato, in effetti). Ma Kevin non l’ha fatto, è rimasto fedele alla missione. Raccontare Bob  attraverso i racconti di quelli che gli sono stati vicini. E ho scoperto che io conoscevo una figura pressoché inventata, non il vero Robert Nesta Marley. Quello nato a Nine Miles e cresciuto a Trench Town, Kingston. Non so per quale motivo ― forse per il luogo comune, o l’immagine di ribelle che l’ha accompagnato, o per certi testi dal sapore politico, tipo “Get up, stand up” ― ma sta di fatto che ho sempre considerato Bob una figura del dissenso, e una sorta di portavoce dei neri anche ― del resto il movimento Black Panther era nato nel 1966, lui comincia a fare musica con i Wailers nel 1964, quindi avevo sempre fatto 1+1, o meglio 66-64. Invece ho scoperto che Bob è sempre stato più per la compartecipazione. Per l’abbraccio, piuttosto che per il pugno alzato.  Alcuni suoi testi sono pieni di questa tensione all’unità, pensiamo a “One Love” e alla filosofia del “Let’s get together and feel all right”. In realtà Bob cantava molte cause. Cantava anche se stesso e il suo trascorso di emarginato e outcast, reietto.
Altra cosa che non sapevo. Bob nasce da padre bianco ― giamaicano di origine britannica ― e da madre nera. Era “mixed”, un meticcio, disprezzato dai neri perché non-nero, e mal visto dai bianchi perché non bianco. Bob ha cantato il disagio di questa condizione tanto diffusa in una canzone dal testo tanto allegorico quanto evidente, “Cornerstone” ― “The stone that the builder refuse/Will always be the head cornerstone”… e sentite questa “The things people refuse/Are the things they should use”…  (per la canzone, vedasi la cassettina giù nel Movie Maelstrom 😉 ).

Bob Marley non è sempliciottamente il ganzo dai dreadlock leonini sempre circonfuso da una nube di ganja. Votato ai prinicpi saldi del Rastarianesimo, Bob viveva una vita molto disciplinata. Seguiva una dieta di frutta e verdura, faceva molta attività fisica (soprattutto corsa e calcio) e non dormiva più di quattro ore per notte ― cavolo, a parte il calcio, pare la routine del Board! Questo gli permetteva non solo di reggere (reggAere?!) i concerti che faceva ma anche di avere il fisico da paura che si ritrovava (confermato anche da un cenno d’assenso del Fellow Pa). Animo solitario e anche schivo, Bob era adorato dalle donne (e non ce ne stupiamo, il carisma che emanava, la timidezza che lo contraddistingueva, abbinati al successo e al suddetto fisico-da-paura lo rendevano praticamente irrresistibile). Era anche tremendamente sincero! Voglio riportarvi una frase che disse di se stesso: “My heart can be hard as a stone and soft like water”. E non a caso il figlio Ziggy lo definisce “a rough father”, un padre burbero.
Era anche una specie di eroe nazionale: nel 1977 riuscì a far salire sul palco del One Love Peace Concert i due rappresentati politici avversari in Giamaica, Manley e Seaga, e a far sì che si stringessero la mano davanti al pubblico e al mondo. Quando un artista riesce in un’impresa del genere esce dalla sua dimensione artistica ed entra in quella storica ― e passando dalla porta principale.

Mi fa tristezza, molta, pensare che un “banale” melanoma all’alluce ce l’abbia portato via all’età di 36 anni. 36. Pensate quanto avrebbe potuto ancora dire, fare, fumare, lettera e testamento… (faccio del rozzo humour per sdrammatizzare un po’…la sua perdita, così ingiusta, dev’essere esorcizzata in qualche modo…).

Non so, ma a me i 144 minuti sono scivolati fra le mani e nelle orecchie con una facilità e un piacere che, ce ne fossero stati altri, avrei fatto il bis volentieri. Il finale, rispecchiando la sua fine, è molto triste: Bob senza dreadlock, magrissimo, rinchiuso in una clinica tedesca che tentava il tutto per tutto per aiutarlo a sconfiggere il cancro. Poi però il film si conclude con una sigla originalissima in cui i brani più famosi di Bob, da No Woman, No Cry a Jammin, Get up Stand up, Could you be loved etc, vengono cantati da gente qualunque in tutto il mondo. E il messaggio è questo: Bob ha cantato per tutti, non solo per la sua “pipl”, ma per tutta la “pipl of the world” (mi fa impazzire come i giamaicani, lui in primis, reinterpretino l’inglese standard e parlino una lingua meravigliosamente plasmata dal posto, dal parlato, dalla strada). E il reggae contiene questo. È una forma musicale che nasce nella polvere e nei quartieri poverissimi di città al centro di conflitti politici e razziali duri e spesso insormontabili. Il reggae non è solo cannabis e acconciature improbabili. È un grido non violento che scaturisce da una terra e da un popolo. Non violento ― lo ripeto con orgoglio.

E dopo questa apologia al Re del Reggae, rimandiamo le cine-vacche magre di una settimana e ‘namose a vedé

CENA TRA AMICI
di Alexandre de La Patellière, Matthieu Delaporte

Il film si inserisce nel fortunatissimo filone di commedia dissacrante-sferzante-tagliente che include “Quasi amici” e “Carnage”: il film sembra essere la controparte francese del film di Polaski ― per quanto mi si dica abbia una sua identità ben precisa ― e ha già incassato una ventina di milioni di Euri in Francia, come era successo con “Quasi amici”.

Poi è un’opera prima dei due registi, e Let’s Movie appoggia sempre le nuove leve.
Poi è una commedia ― e conoscendo il boring Board l’occasione va colta.
Poi basta Spider Man.

Ah, vorrei rivolgere un dai-che-ce-la-fai al Fellow Nicomico che, nonostante la residenza fra i grizzly della Valsugana, ha promesso di scendere a Trentoville-valle più spesso. Col Board, ha già pianificato un happening live tipo Fluxus tra recitazione e scrittura che non ve lo potete nemmeno immaginare… Io ve lo dico sempre che Lez Muvi pullula di geni… Grande Nicomico! 🙂

E adesso, Moviers, basta anche con il feeling-blue, tiriamoci su! Fatevi una nuotatina nel Movie Maelstrom, pescate dalle acque cristalline la cassettina che vi ho preparato, e poi asciugatevi in zona “Riassunto”. Io per ora vi saluto, vi ringrazio, e vi mando dei saluti che stasera sono misereremiseromeperòbrindoallavitamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard

Eccovi la cassettina che ho registrato con tanto adolescenziale amore per voi 🙂

LATO A

http://www.youtube.com/watch?v=n4kpqDF9j6Q

http://www.youtube.com/watch?v=JuMlHdxiIZ8

http://www.youtube.com/watch?v=vdB-8eLEW8g

http://www.youtube.com/watch?v=_i-gcWdBUb8

LATO B

http://www.youtube.com/watch?v=m60-Zs0JCnE

http://www.youtube.com/watch?v=vOMSmmRLjJI

Vi aggiungo una chicca raffinatissima che qualcuno mi ha regalato  http://www.youtube.com/watch?v=qPMnd32zzS4&feature=related

E per finire un pezzo reggae che ha fatto e fa impazzire il Board (non so se sia reggae, ma l’effetto è il driving-the-Board-crazy) http://www.youtube.com/watch?v=2w9Zb7w7FVE   

CENA TRA AMICI: una casa confortevole in un quartiere elegante di Parigi, amici e familiari, un futuro padre, una cena insieme: potrebbe essere la solita tranquilla serata, ma una banale domanda darà l’inizio a un catena di conseguenze inimmaginabili. Vincent (Patrick Bruel) è un quarantenne agente immobiliare di successo che sta per diventare padre per la prima volta ed è ovviamente la star della serata. Gli altri partecipanti iniziano a bombardarlo di domande sulla sua prossima paternità. Ma quando gli chiedono che nome ha scelto per il nascituro la risposta di Vincent scatena un putiferio e…

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