Posts made in agosto, 2012

Let’s Movie CXXXIV – Let’s Movie to Music

Let’s Movie CXXXIV – Let’s Movie to Music

MIDNIGHT
Martedì 28/Tuesday 28
Giardino S. Chiara
Via Santa Croce
21:00/9:00 pm
Ingresso gratuito/Free entry

Fantasy Fellows,

Su un dosso sopra Trentoville, nel 1935, è planato un disco volante che nella perlustrazione running di ieri ho avuto modo di esplorare per la prima volta. Per quanto la sua somiglianza con Stonehenge sia sotto gli occhi di tutti (i miei di sicuro), si tratta del mausoleo in memoria a Cesare Battisti. La struttura in sé non è nulla di ché ― dodici colonne bianche sopra un tondo bianco per me fanno una torta nuziale. Però la gitarella mi ha fatto non solo rintracciare il terrazzucolo di casa mia ― e per me che di solito guardo lassù dal terrazucolo è stata un’esperienza assai disorientante ― ma anche tornare a riflettere sopra la questione dell’eroe.

Vedete, Cesare Battisti è considerato un eroe locale e nazionale, colui che, a detta un po’ di tutti, ha portato avanti e concluso il lavoro di Garibaldi. E lì, in quel suo monumento che è un po’ saint-honoré un po’ Stonehenge, ho fatto mente locale sull’ultimo episodio della trilogia di Nolan, “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”.
E poi Bat-tisti, converrete, ha un cuor di Bat-man… 😉

A un certo punto del film Batman ― Christian Bale si riconferma perfetto nella fantatuta del personaggio ― dice: “Un eroe è chi fa anche una cosa semplice e rassicurante come mettere il cappotto sulle spalle a un bambino per fargli capire che il mondo non è finito” (si riferisce al commissario Gordon, che gli mise sulle spalle il proprio cappotto la sera in cui i suoi genitori furono assassinati).
L’eroe anti-supereroe ―quello della modernità, quello di QUESTA modernità ― che il Batman di Nolan incarna così profondamente e perfettamente bene, è quello che può pronunciare una frase come quella che vi ho appena riportato, è quello che sbaglia, quello che si porta l’oscurità e l’ossessione dentro, quello che riconosce la propria fallacità, e anche la propria tendenza all’autodistruzione. Batman ci piace per questo: è umano. Non è Superman, che sa sempre cosa è giusto fare.  Che scintilla tutto manco bevesse Spik&Span. Batman è calimero, o-scuro, risiede in un caveau e ha dei pipistrelli per mascotte… Passa lui, e tutte le luci si spengono…  Come si fa a non trovarlo adorable??

Ho avuto il grande piacere di vedere il film con una squadra di Moviers da gran galà. Il WG Mat, che non poteva proprio mancare! Estimatore numero dell’uomo pipistrello, la sua cultura batmaniana spazia dai raffinati fumetti di Frank Miller e le riletture di Neil Gaiman fino ad arrivare al Batman un po’ Renato Zero degli sceneggiati anni ’70 con le scritte “Kapow” e la calzamaglia color ciano. Insieme a lui la Fellow Choco-bar(bara) che qualche anno fa fece di tutto per procurarsi la statua ad altezza naturale dell’eroe pipistrello e mettersela sul pianerottolo ― e vogliamo darle torto? Le consigliamo caldamente di ricominciare a bat-tere i mercantini vintage… per amor di arredamento, s’intende… 😉
In un’altra ala dello Smelly ― ah, lo smell era ai massimi storici, ma con tutti quei pop-corners, che volete fare ― la Fellow Junior detta anche Junior Jack o Jackie Chen a seconda se il momento è Brit o Aikido, anche lei giovane esperta di fantasy&fumetti. Con lei il guest Michele, che ringraziamo per essere stato dei nostri ― e per averci informato che in realtà Gesù è nato il 3 febbraio. 🙂 In un’altra sezione, il nostro Sergente Fed FFF, che previde sin dall’inizio un colpo di scena che invece lasciò interdetto il Bat-Board (ecco, magari un po’ più di perspicacia nella dieta del Board non guasterebbe…sì, anche di proteine, Pa… 🙁 ). In zona sud avevamo due Moviers surprisesurprise (=Moviers che non ci aspettavamo), la Movier MorAles, sempre fantasmagoricamente moralissima, e il Fellow Dimitri, che purtroppo non conosco molto, e che per questo bat-tezzo con Dimmidimitri, nella speranza che mi dica. 😉

Caddero vittime del terrorismo “sold-out” i Fellow Masssssììì (ex Fellow Esterno) e il Fellow Truly Done, che però hanno promesso di recuperare il film. So che lo faranno, quindi ho il cuore in pace.

Dovete sapere che s’è fatto un gran commentare in giro per il mondo sul film. Chi lo osanna, chi lo stronca. In USA si sono messi a leggerlo in chiave politica, chi lo giudica di destra, chi di sinistra: i repubblicani ci vedono riferimenti nel nuovo “bad boy” Mitt Romney: “Bane”, il cattivone di questo “Batman”, si pronuncia come Bain, che rimanda al controverso fondo d’investimento “Bain Capital” fondato dall’avversario di Obama, mentre il Wall Street Journal lo definisce, e cito, “una celebrazione del capitalismo come unico sistema sociale possibile”. A me queste letture fanta politiche fanno sorridere. E anche a Nolan, che le ha smentite tutte una a una.

Per come lo vedo io, il film è una strepitosa operona cinematografica (-ona perché 160 minuti fanno rientrare il film nella taglia extra large) che coglie e mostra la natura umanissima di un Bruce Wayne, acciaccato e sconfortato, il quale tuttavia rispolvera la bat-tuta (ma senza voler fare dell’umorismo) e nuovi fantabulosi mezzi di trasporto (chi non vorrebbe un Bat-wing con cui volare sopra il traffico urbano?!?!) e affronta una vera e propria apocalisse. Gotham City ha il volto di New York (vedi Central Park, la Borsa Valori che è Wall Street, e poi Penn Station e altri chiari rimandi topografici alla grande mela) o meglio, ha il volto di un palcoscenico disastrato alle prese con il Male con la M maiuscolissima. Bane. Brrrrr Bane è un mercenario cresciuto in una galera uzbeca, un posto infernale dal quale nessuno ― o quasi ― esce vivo. Bane è l’abominio, ma anche lui, in un certo senso, puro all’inizio, e capace d’amore.  La purezza violata genera questo ― l’abominio. Bane attua una rivoluzione pianificata al minimo dettaglio, capitanando un’orda di ribelli e reietti e diseredati contro il potere costituito ― la finanza, l’occidente, i big… Ah quanto settecento c’è qui! Quanto ottocento anche! (Molto “on y va faire la révolution!”). Mi viene in mente Victor Hugo…non so perché Gavroche…

Quello che ho apprezzato del film è che mira al dramma umano di Bruce/Bat, e alla veridicità: non ci sono superpoteri, gadget (a parte i mezzi di trasporto geneticamente modificati), fantacrobazie, sangue ― in 160 minuti non cade una sola goccia di sangue… E il fatto che tutto ciò che si vede sembri reale o quantomeno verosimile, aumenta moltissimo la sensazione di paura e ansia che si ha per tutto il tempo ― e anche quando si esce, e anche quando si torna a casa… Credo sia proprio questo che Nolan ha cercato di fare, e in cui è riuscito: ha messo in scena la paura. Senza puntare sui classici stilemi, ma creando un ambiente in cui dominano le ombre, in cui il male si annida DENTRO la bellezza e DENTRO la filantropia (non aggiungo dettagli per non rovinarvi i colpi di scena aspettati o meno), in cui una città è tanto fragile e indifesa davanti alla minaccia di un’esplosione nucleare, quanto meschina e pronta a denigrare Batman per aggrapparsi alla memoria dell’eroe-fantoccio Harvey Dent…

Per me “Il cavaliere oscuro – il ritorno” è un epos moderno riuscitissimo dove i confini tra male e bene molto spesso si mescolano, e dove troviamo figure meticce che esercitano un estremo fascino sullo spettatore, proprio perché umane, imperfette. Penso per esempio a Catwoman, un personaggio che mi ha fatto letteralmente IMPAZZIRE! Ann Hathaway è eccelsa in questo ruolo, molto più convincente di Halle Berry e Michelle Pfeiffer prima di lei ― la Fellow Choco-bar concorda. 😉 La fisicità statuaria, fasciata in una tutina che tutte noi vorremmo (fisicità statuaria inclusa, grazie), ma su quel musetto tra Biancaneve e Bambi che ti rende difficile vederla come 100% bad girl. L’andatura felina del tacco 12 nelle fogne, e la capacità di stendere al tappeto, sempre con quel tacco 12 micidiale, stuoli di uomini e nemici, be’, fanno di lei la femme felina ideale. E poi scusate, ma guardatala qui…cioè, lo stile… http://www.google.it/imgres?num=10&hl=it&biw=1366&bih=641&tbm=isch&tbnid=pwdV8I6lhur7uM:&imgrefurl=http://cabinarmadio.style.it/2012/08/22/il-bon-ton-di-anne-hathaway-in-the-dark-knight-rises/&imgurl=http://cabinarmadio.style.it/files/2012/08/anne-hathaway-selina-kyle-catwoman-il-cavaliere-oscuro-il-ritorno.jpg&w=680&h=1055&ei=QvI4ULr5HIbZ4QSxy4DQCw&zoom=1&iact=hc&vpx=175&vpy=108&dur=662&hovh=280&hovw=180&tx=115&ty=137&sig=100831821194311762339&page=1&tbnh=138&tbnw=89&start=0&ndsp=19&ved=1t:429,r:0,s:0,i:73

Quest’inverno, mie Fellow Moviers, tutte in cappello audreyhepburn + giacca jackiekennedy + scarpe Louboutin, sbattendocene altamente di raffreddori e caviglie rotte, intesi?? 😉 😉

Seriamente ora su Catwoman… Mi è molto piaciuta perché è tutto quello che una donna ambirebbe a essere: una gatta ma senza essere assolutamente gattamorta (la Honorary Member Mic apprezzerà 😉 ): se la cava sempre, stende gli uomini (letteralmente e metaforicamente) e li usa, gli uomini 😉 è sicura di sé, è super smart, ha kg di cervello e fascino (e due gambe lunghe così, se permettete), e appartiene di fatto e formazione alla famiglia “Occhi di gatto”. Però non è un’ereditiera ― in questo è distante da Bruce Wayne che, quanto a pecunia, ha avuto la pappa pronta sin dall’infanzia, diciamocelo. Catwoman, anzi Selina, vive in un bilocale in periferia e tira la cinghia. E anche se è una malandrina di prima categoria (tradisce Batman e lo inganna in un paio di occasioni), è una che difende i ragazzini del suo quartiere dai cattivoni e alla fine…Be’, alla fine…

Quindi sì, lei, così perfetta e imperfetta, così cattiva e così buona, così sexy e così fragile, è la contro-parte (la parte-contro?) femminile ideale di Batman….Quindi non ci stupiamo troppo se alla fine…

Alla fine il finale ci sta tutto. Ti apre un sorriso sulla faccia, ma non chiude la porta alla trilogia, che secondo me potrebbe diventare una quadrilogia…Comunque quanto è stato bello l’applauso conclusivo del pubblico con grido di gioia e sollievo e be’, excitement all around?! Quanto è bello quando la sala respira tutta all’unisono l’aria emotiva che un film emana? E quanto bello sarebbe che quell’aria profumasse chessòdicocco invece che di popcorn?!? 🙂

Insomma, Moviers, dato che farvela breve non ve la faccio mai, per farvela lunga, “Batman” è un film che non potete perdere. Sopra ho stra-parlato della fallacità degli eroi (Batman, Catwoman), ma questo è anche un film sulla forza delle persone. Bruce Wayne sconfigge la depressione ed esce dal suo eremitaggio dorato per salvare una città che lo disprezza. Sempre Bruce riesce a guarire da una ferita quasi mortale infertagli da Bane e a riemergere da un pozzo (potremo parlare ore della portata allegorica del pozzo, con tutti i rimandi a Poe ecc…) e salvare una città da un disastro nucleare. E il titolo stesso in inglese lo esprime benissimo! “Batman – The Dark Knight Rises” è molto più del semplicistico “Il cavaliere oscuro –  il ritorno” (ma che è, la Champions??). In quel “Rises” vediamo la sagoma scura che si rimette in piedi. Dopo la caduta, si risolleva… Credo abbiate capito cosa intendo dire…

Allo stesso modo, non potete perdervi “Hugo Cabret”, di Martin Scorsese, d’ora in avanti il Marchese Scorsese: un capolavoro del genere può uscire solo dalla nobiltà creativa di un nobile creativo. Mi è capitato di vederlo dal Toktor Thun, l’altra sera, e sono rimasta estasiata… Mai avrei pensato…Uno si aspetta una favoletta e si ritrova con un racconto metaforico sulla vita poggiato su una trama di sottotesti e rimandi da tesi in cinematografia…

Come vedete, questa per me è stata una settimana fantastica, nel senso che mi sono data a un genere che tendo sempre a considerare minore, e faccio ammenda, perché minore non lo è affatto! Sa parlare la stessa lingua della vita vera, ma attraverso un alfabeto altro. Fantastico, nel senso todoroviano (todoroche???! …Todoov era un tipo che ne sapeva a pacchi di fantasticherie…se volete googlarlo, most welcome). E questo ho pensato ieri mattina quando ero sotto Stonehenge. Che il fantasy è un genere radicato nella fantasia e che la fantasia dev’essere radicata in tutto il tempo che ci è dato vivere. Perché alla fin fine non conta tanto per cosa stiamo qui. Ma come stiamo qui. E senza fantasia negli occhi, Fellows, che razza di gusto c’è? Pensate, senza fantasia negli occhi, i mausolei non sarebbero che mausolei…

Okay, mi sono dilungata, lo riconosco. Se non ne aveste avuto abbastanza, il WG Mat in versione Bat-Mat, mi ha SOLENNEMENTE promesso di scrivere sul Baby Blog un papirone di commento su Batman (includendo la sua interpretazione psicologica dell’eroe e naturalmente il ruolo della maschera e dei chiariscuri nel film e nell’immaginario…zzzzz…), quindi, check it out… 🙂

Questa settimana ultimo ultimissimo appuntamento di Let’s Movie to Music ― poi chiuderanno il Giardino Santa Chiara, tornerà il nostro Santo Mastro, cadranno le foglie, arriveranno le castagne, le solite cose dell’autunno trentino.

Chiudiamo in maniera molto loud, molto metal

MIDNIGHT

Bah, a guardarli bene c’hanno un po’ l’aria Tokyo Hotel eh… 🙁 Ma diamo loro il beneficio del dubbio, dai…In fondo non sembrano emo, e questa è cosa buona… 🙂

Adesso vi saluto in tutta fretta cercando di rimanere breve sul finale e attirarmi così la vostra benevolenza (che stratega). Grazissime per le orecchie che mi prestate ogni domenica sera, le apprezzo molto. Ora bat-tetevela verso il Movie-Maelstrom che ho aperto per voi in zona Gotham…Ci troverete un music gift…Poi magari datevi una letta anche alla descrizione dei Midnight, ma magari anche no, via. Poi accetate questi saluti che questa sera sono fantatodorovamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

L’avevo in canna da qualche tempo, e il discorso su eroi-supereroi-antieroi mi dà l’occasione per spararvi una canzone che ancora una volta rivela la mia (vergognosa) predisposizione al sound un po’ teenager…Ma ci sto un po’ lavorando… Il fatto è che trovo “A Real Hero” irresistibile…Sooo niminy-piminy!! http://www.youtube.com/watch?v=-DSVDcw6iW8

MIDNIGHT: Erano i primi giorni del 2010 quando Nixel (Nicola Degiampietro) e George (Mattia Ganz), due  amici con la passione per la musica metal, si ritrovarono a suonare in una saletta prove a Forno, frazione di Moena. A questa coppia di amici musicisti si unì presto anche Vizzi (Mattia Deville) che condivideva la passione per il metal e così si iniziò a “coverizzare” i primi pezzi di Ozzy e Metallica. Dopo qualche settimana – era la metà del febbraio 2010 – si unì al trio anche Buro  (Luca Volcan) e con lui, finalmente, la band poteva dirsi completa.
Con l’obiettivo di farsi conoscere dal pubblico locale, i MIDNIGHT iniziarono a dare concerti nelle valli di Fassa e di Fiemme e, verso la fine del 2010, iniziarono a “coverizzare” anche i “Pantera” e con tre cover di questo gruppo parteciparono all’inizio del 2011 al “Winter Rock Festival” riscuotendo un discreto successo e l’apprezzamento dei giudici per la loro presenza scenica e per la qualità delle esecuzioni.
Sono seguite le partecipazioni a “Suan Rock” e al “Cover Oltre Festival” dove i MIDNIGHT hanno ottenuto, portando sempre le cover dei “Pantera”, il secondo posto. All’inizio di quest’anno il gruppo ha iniziato a comporre anche dei pezzi originali e, ad aprile, ha nuovamente partecipato al “Cover Oltre Festival” ottenendo, con cover di Megadeth Metallica e con una canzone di propria composizione, il primo posto.
Martedì 28 agosto il concerto dei MIDNIGHT sarà preceduto dall’esibizione, in qualità di Opening Band, del gruppo NONOSTANTE TUTTO

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Let’s Movie CXXXIII

Let’s Movie CXXXIII

IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO
di Christopher Nolan
USA 2012, 160’
Martedì 21/Tuesday 21
21:00/9:00 pm
Smelly Modena/Multisala Modena

Ferro&Fuoco Fellows,

Assetto bellico questa domenica!!

“Il giorno 16/08, mentre mi trovavo all’interno della piscina comunale, ignoti mi hanno asportato la bicicletta, regolarmente chiusa”. Così scrivono i Carabinieri nelle denuncie quando ti fregano la Angel mentre nuoti nella Foggy, la piscina più Laos che possiate immaginare.
Insomma esco fuori dopo XXX vasche e non la trovo più! 🙁 🙁

“Eeeeeccchessssaràmmmai!” mi direte voi, cercando di rincuorarmi, e ben consci che la Angel aveva i suoi begli anni e presto sarebbe stata da rottamare. E avete ragione eh. Ma vedete, io  ci ho fatto di tutto su quella bici! Riso, pianto, litigato, chiacchierato (al telefono e non), cantato, ballato, volato (ricorderete), infranto abbondantemente la legge. Con ogni condizione atmosferica (e quando dico “ogni”, voglio dire “ogni”).
Nata a Torbole, cresciuta ad Arco, trasferita a Trentoville, la Angel mi fu regalata subito dopo il mio rientro in Italia dagli USA, e non a caso portava Los Angeles nel nome… Ci ho macinato un numero imprecisato e scandaloso di km ― Busa Bel-air, passi stelviari, e Venezia per non parlare degli off-roads intorno a Trento e delle tratte Trento-Riva per lavorare sull’abbronzatura al Lago… Insomma, avete presente la canzone di Neffa “Io e la mia signorina stiamo bene insieme”. Ecco, same kind of relationship. 🙁
Ora io mi auguro di non incrociare l’Arsenio Lupin della situazione in giro per la città: in zona Board siamo dotati di un discreto scatto nonché di braccia risaputamente lunghe… Mi aguro per lui che si faccia gazzella e cominci a correre…In centrale il Zenigata di turno mi ha detto di avvisare loro prima di farmi leone e intervenire, ma io ho nicchiato ― come garantire sulla reazione che avrei lì per lì???

Se per caso i responsabili Let’s Movie nell’Est Europa avvistano qualche Borat con stivaletto bianco e gilé di pelle su una Ghost ridipinta, be’ mi avvisino… 😉

E comunque, le bici stanno a Trentoville come i Rolex a Napoli. Quindi non voglio più sentire discorsi razzisti di alcun tipo sulla criminalità partenopea e sul Trentino-oasi-della-legalità. Ricorderete che la Honorary Member Mic aveva subito il furto di una ruota in pieno centro in pieno giorno qualche tempo fa. Ora io… Ma sarà mica del boicottaggio ai danni del CdA di Lez Muvi??? Mmm… Cavolo, questo non l’ho detto a Zenigata, e lui ha scritto per conto mio: “Non ho sospetti sul conto di alcuno”… 🙁

Ad ogni modo, il Board di una volta avrebbe mobilitato la Yakuza, i Corleonesi, la mafia russa e la Spett. Fam. Provenzano… Ma un’anima buona, che lasciamo circonfusa nell’anonimato, ha addolcito la pillola, scegliendo una bici dal suo parco-bici e prestandola al Board, che così potrà valutare con calma l’acquisto della futura Angel. Lucky Board, I know. 😉

Detto questo, veniamo a “Bed Time”. Mammamia che film, Moviers! La Honorary Member e il Fellow Truly Done, che si sono presentati con largo anticipo (4-5 minuti) all’appuntamento pre-ferragostano, sono rimasti entusiasti tanto quanto il Board ― siamo usciti tutti molto gongolanti, molto Husain-Bolt-dopo-la-staffetta-at London 2012. E guardate, lo Smell dello Smelly era pure sopportabile: sarà che in sala eravamo in 10 anime, e solo due delle quali sfoderavano l’armamentario chimico “junk food al bacon”… 🙂

Devo  confessarvi che  concordo appieno con quanto sentito in giro in merito al film. Non è affatto un horror: è un thriller con la THR maiuscola. Una volta superato lo spaesamento dato dalla somiglianza del protagonista César con Elio (quello delle storie tese, chi altri?), vedrete che il personaggio è perfetto nel ruolo di individuo anonimo-e-normale-ma-perfidissimo-e-per-questo-inquietantissimo che ricopre. César lavora come portiere in  uno stabile alto-borghese di Barcellona e sembrerebbe davvero the-plainest-guy-ever, non fosse per quella piccola “simpatia” che nutre in gran segreto per Clara, ragazza bella-simpatica-allegra insomma la joie-de-vivre fatta persona che gli ricorda in continuazione, con tutta quella sua joie-de-vivre lì, quanto lui sia condannato a un plumbeissimo stato d’infelicità cronica… Peggio. Non solo César ammette di non essere mai stato felice, ma di non essere nemmeno in grado di provarla, la felicità. Si considera menomato: “Come un cieco o un sordo sono privati di vista e udito, così io sono privo della facoltà di essere felice”, ammette all’inizio, con una sincerità disarmante. E la vera quest di ’sto povero ragazzo è quella di trovare tutti i giorni un motivo per uscire dal letto e vivere, giacché la morte è il gorgo più logico verso cui un essere destinato all’infelicità tenderebbe. E guardate, quello che vi manda in estasi del film è l’effetto della lezione hitchcockiana messa in pratica dal bravo regista: renderci “simpatico” un matto da legare… Perché César, credetemi sulla parola, è un matto da legare a livelli Jack-“WendyWendy”-Nickolson-in-Shining…. Ne combina di tutti i colori a questa povera Clara, una Polyanna che l’originale sfigura al suo confronto. Quando dico di tutti i colori, intendo proprio tutte le gradazioni dell’arcobaleno…
Non svelo nulla perché altrimenti vi rovino lo spettacolo… Comunque, la bravura del regista sta nell’averci reso questo Ivandrago, una specie di simpatica canaglia… A un certo punto vogliamo a tutti i costi che se la cavi, che esca da una situazione in cui potrebbe essere incastrato… E in quel momento lo spettatore è assolutamente sconcertato: si dice, ma wait a minute, he is the bad guy… God, sto tifando per il bad guy?? E la risposta è sì! Stai tifando per il bad guy! Perché abbiamo pietà di lui, della sua disgrazia esistenziale che non gli permette di vivere la vita che invece Clara ― la Polyanna della Rambla ― vive. Siamo talmente dalla sua parte che speriamo la faccia franca. E questo, proprio questo, sconcerta una cifra! È la prova che il male sboccia, inaudito e inaspettato, da terre normali, comuni…Non necessariamente il soggetto che compie il male ha subito a sua volta del male (di film con mostri dall’infanzia difficile sono piene le videoteche di tutto il mondo). E il gesto più spietato che compie César non è fisico: il gesto più spietato che compie César è quello di togliere ―con ogni mezzo e modo ― il sorriso dalla faccia di qualcuno. Qui entra in ballo l’invidia, sentimento che va per la maggiore nel nostro sistema sociale e che il regista ha saputo vivisezionare con acume e profondità. César è invidioso di ciò che non ha, e dato che non può averlo, s’industria ― oh se s’industria! ― per toglierlo a chi ce l’ha. C’è qualcosa di più spietato, vi chiedo? (A parte l’asportazione della bicicletta in un dì di festa??).

“Bed Time” smuove anche delle paure ataviche che tutti più o meno abbiamo o abbiamo sperimentato. Chi non ha provato un po’ di angoscia nella propria camera, pensando alle creature che possono aggirarsi sotto il letto? Non mi riferisco alle semplici paure infantili, ma a quelle più complesse e inspiegabili… Perché a mente lucida lo sai che lì sotto non c’è nessuno, che se ti chinerai e alzerai lo scampolo di copriletto che ti separa da quella fessura di buio alta non più di venti cm, non troverai nulla se non una fessura di buio alta non più di una ventina di cm… Ma non è quello, è come la parte oscura della tua mente arreda quello spazio di tenebra e ignoto… E nel caso del film, il sottoletto diventa il covo di César, cioè il covo dell’invidia e del male. Ma è anche il rifugio di un uomo solo, e condannato alla propria depressione…
Vorrei davvero che tutti vedeste questo film (è ancora nelle sale) anche perché è molto summery. Ha i tipici ingredienti da thriller: soprassalto garantito, un paio di colpi di scena assestati ad arte, la classica vasca da bagno con del classico sangue (cercate di capire il regista: cioè, fai un thriller, vuoi non metterci la vasca da bagno col sangue? Dai siamo seri, è come andare a Gardaland e schifare Prezzemolo). E poi davvero, vi rigireranno in testa un sacco di domande a fine film… E vi assicuro, una sbirciatina in camera, una volta rincasati, non ve la leverà nessuno… 😉

Riguardo al Let’s Movie di questa settimana, un’anteprima nazionale di grande valore ci aiuta a combattere il male e la solita fiacca cinematografica del periodo (mamma mia, tornerà anche BatMa(n)strantonio a salvarci eh… 😉 ).

IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO
di Christopher Nolan

Non si può proprio perdere l’ultimo capitolo della trilogia di quel genietto di Nolan, ne converrete. A quanto si dice l’intenzione del regista è quella di concludere la mitologia di Bruce Wayne/Batman, chiudendo tutti i conti in sospeso… Mmm, mui gustosa come operazione direi… Se il WG Mat, grande estimatore della figura di Batman e di quel genietto di Nolan, non si presenta all’anteprima, giocheremo tutti i Jocker del mazzo contro di lui… 😉

Ah prima di passare&chiudere, lasciatemi battezzare ufficialmente Kgely, la gran greca conosciuta a Naxos di cui tanto bene vi parlai la settimana scorsa. 🙂 Sapete che Kgely, di qui in avanti Captain Kgely (per lo splendido cappello cortomaltesiano che indossava e che tanto piacerebbe a qualcun’altro oltre a me…), è andata sul Baby Blog e si è gettata da sola in Let’s Movie?!? (Oddio detta così sembra un suicidio…e in effetti forse…)…Lasciatemi dirle una cosina in inglese…
Captain Kgely, new Movier, fantastic travel-agent and thesis-writer, thank you so much for joining Let’s Movie ― and with no “gentle persuasion” from the Board, that’s EXTRAORDINARY! 🙂 You will be the Head of “Let’s Movie in Greece”: what you have to do is just to try and watch the movies we recommend. Sinc is not mandatory, though ideal ― just try to share the title sooner or later, at your convenience. 🙂 And then,  please post your comments on the Baby Blog ― please do that, your Fellow Moviers are that lazy and are likely to “forget” this practice… 🙁 But you are a movie-coneissuer and expert: I count on you! 😉

Insomma, miei pazientissimi Moviers, eccoci giunti in chiusura. Scusate se ho mono(ciclo)polizzato il Let’s Movie di questa sera con la faccenda del sinistro, ma mi ha toccato…
Sono più leggera di due ruote, è vero. E mentirei se vi dicessi che non ci sono rimasta male… Ma sapete, ho capito una cosina… La Angel non c’è più, è vero ― a quest’ora qualche bad ass la starà cavalcando, e io spero che lei sia indomita come sempre e lo disarcioni… Ma io la porto con me nella testa. E nessuno me la può portare via da lì: quello è il garage più inespugnabile che si possa immaginare. 😉 Poi diciamocelo, no way che mi faccio venire il sangue amaro per un Lupin da strapazzo che si cimenta nell’Angel-kidnapping…
E guardate, l’esperienza alla centrale dei Carabinieri con un Zazà di 122 kg per 2 m alle prese con un programma per pc che non capiva, ha riservato molta, MOLTA, ilarità… 🙂 🙂

Adesso fermatevi un secondino nel Maelstreom prima di proseguire verso il riassunto in guardiola, e vi prego, vogliate accettare questi saluti, che stasera sono lestofantemente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Voi non ci crederete (che è crazy, lo so), ma una delle ultime canzoni ascoltate in sella alla Angel, rigorosamente alla radio, è questa http://www.youtube.com/watch?v=rWbH5T3BZQ0

Youtube, grazie di esistere. 🙂

IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO: Terzo capitolo della trilogia di Batman di Christopher Nolan. Da quello che ha rivelato il regista Christopher Nolan, la storia di Il Cavaliere Oscuro – il ritorno si svolge 8 anni dopo quella del capitolo precedente. Secondo le parole del regista: “Quello che ritroviamo in questo film è un Bruce Wayne (Christian Bale) più vecchio, non in grandissima forma. Con la nostra scelta del cattivo (Bane) e della trama abbiamo deciso di mettere duramente alla prova Batman, sia fisicamente sia piscologicamente”. E proprio il personaggio di Bane (interpretato da Tom Hardy) avrà un ruolo molto importante nel film. Non per niente a lui è dedicato un prologo di 7 minuti in cui viene presentata la sua storia.

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Let’s Movie CXXXII

Let’s Movie CXXXII

BED TIME
di Jaume Balagueró
Spagna 2012, 102’
Martedì/Tuesday 14
22:00/10 pm
Multisala Modena/Smelly Modena

Fifissima Fellows,

Rieccoci sbarcati a Trentoville dopo aver fatto rotta sulle Cicladi!!! Le Tes Tine hanno esplorato fondali, scalato vette, preso vulcani, spazzolato vassoi (ecco, quello magari più gli altri che io), confermato che Zeus non aveva preso in affitto nessun caveau alle pendici del monte Zas (Lonely Planet già denunciata), compianto le posizioni scomode dei Kouroy ― statue di ragazzoni franati con la testa all’ingiù e lasciati un po’ alla mercé(des) del turista ― viaggiato in macchina/scooter/veliero/bus, visitato rovine, santuari, pronto soccorsi… Non ci si è fatto mancare nulla! 🙂

In merito ai tre obbiettivi che ci eravamo prefissati:

  • “rispondere al quesito “chi affogherà per prima chi?””.

Ora, dato che io sono incontrovertibilmente il Board (solo il Board usa “incontrovertibilmente” :-)) e vi sto scrivendo, secondo voi, chi ha affogato chi??? Scherzo, ovviamente. 🙂 Al nostro Sergente Fed FFF va in realtà tutta la nostra ammirazione: ha avuto a che fare con delle questioni di matematica renale non da poco…Diciamo che, da bravo ingegnere qual è, i calcoli gli sono riusciti proprio bene… Sconfiggendo il momento di massima crisi e riuscendo a imbarcarsi per l’ultima isola in programma, il Sergente Ammiraglio ha dimostrato grande tempra e reattività al pain-killing. E diciamo anche che la dea fortuna l’ha assistito limitando il pain a un solo giorno ― un po’ di kouros non guasta mai! 🙂
E dall’ultima isola giungono notizie più che confortanti sullo stato di salute e sulla missione “exploringreece”… Ebbbbbrave le mie Tes Tine! 😉

  • “fare la piramide umana con Board per vertice e due Tes Tine da definirsi per basi nelle cicladiche acque”.

Questo obbiettivo, ahimé, non è stato raggiunto non per mancanza di volontà ma per una banale questione di dimenticanza ― l’ultimo giorno utile il Board esclamò: “Nooooo, non abbiamo fatto la piramide!!”. Le Tes Tine hanno scosso il capo e lasciato l’architettura agli antichi egizi ― che coi greci non ci azzeccavano tanto.

  • “andare in cine-pellegrinaggio nei luoghi in cui dove è stato girato il capolavoro “Le Grand Bleu”, sull’isola di Amorgos”.

E questo obbiettivo è stato raggiunto alla grande! 🙂 Ci vuole un po’ per arrivare al relitto che nel film viene perlustrato dal protagonista Enzo (Jean Reno). Come ogni luogo in Grecia (sia esso spiaggia, santuario o ragazzone franato che si rispetti) va conquistato a suon di climbing fra i rovi e/o mirto e/o rocce e/o whatever. Ma una volta che siete lì, davanti a questo povero rottame arenato che oscilla tenero sotto i vostri occhi cerbiatti, be’, non potete fare a meno di sdilinquirvi interlinguisticamente in espressioni di meraviglia wunderbar-maquifique-awesome… La nave evoca anche una strana tristezza… Sarà stata l’ora del tramonto, o il luogo pressoché deserto, ma è stato un po’ come vedere un corpo ferito e rassegnato al suo destino d’immobilità…
Dopo un milione e mezzo di fotografie ce ne siamo andati, con una strana malinconia…che non è durata a lungo, tranquilli… Il tormentone di questo viaggio, il ritornello di “Bingo Bango Bongo”, intonato dal Board e seguito in coro dalle Tes Tine, è uno scaccia-tristezza che consigliamo a tutti http://italiasempre.com/verita/bongobongo1.htm (Tes Tine, visto che esiste!?! Anche se l’originale, in inglese ― bellissimo! ― è questo http://www.youtube.com/watch?v=-MTGDncw5fo).

Ecco, quando siete happy, cantatevi il refrain e l’happiness raddoppia, garantito. 😉

La Grecia è una terra in cui puoi muoverti fra un mare scandalosamente baby-blue/deep-blue/sky-blue e tutte le gradazioni di blu che potete nominare; fra caverne turchine, stelle marine rossissime (che NON ho ucciso, Sergente, ho solo prelevato, fotografato e riportato a posto! :-)); fra rovine, erbe aromatiche di cui non sapresti nemmeno il nome ma che fanno dell’aria un cibo ghiotto da gustare a pieni polmoni; fra cave di marmo impressionanti, panifici millenari, vecchine senza tempo dentro vicoli bianchissimi; kòre (=centro-storico di un paese) fuori dalla storia, o profondamente dentro la storia; porte mai viste così belle, e sedie mai viste così capolavori.
C’è anche il touristy tresh, intendiamoci; il romano supercafone e il brianzolo supercummenda… Ma basta infilare il mare e dei cafoni e dei cummenda, who cares??

Ringrazio le Tes Tine di Kazo ― il WG Mat in primis, senza la cui diplomazia/pazienza/clemenza tutto questo non  avrebbe mai potuto essere, il Sergente Fed FFF con cui s’è amabilmente battagliato ma sempre nel rispetto degli accordi di Ginevra 😉 e Fra(n), che s’è goduto la vacanza nell’abbinamento cibo&riposo ― così mi si dice siano le vere vacanze, non nell’abbinamento boardiano-malsano del biathlon nuoto&corsa. Li ringrazio anche perché non è facile sopportare il Board, e soprattutto l’abbinamento boardiano-malsano del biathlon. 🙁 Ringrazio anche Kgely, amica del WG Mat che si è unita alla truppa per un paio di giorni ― fantastica greca doc con un look bohémienne e irresistibile sense of humour che spero di ritrovare prima o poi. 🙂

Ah, un’ultima curiosità… Abbiamo scovato, sull’isola di Naxos, un Cinema Astra ― testimonianza fotografica a disposizione su richiesta. Questo ve la dice lunghissima sulla modestia di Mastrantonio, che si sta espandendo attraverso una rete di succursali all’estero, ma che preferisce attenersi alla politica del low-profile e tenere il disegno espansionistico sotto silenzio. Che tattica. Non stupitevi se un giorno, passando davanti a un’edicola, il volto del  Mastro vi sorriderà dalle copertine del Time… 😉

Ma dove eravamo rimasti? Ah sì, i Taberna Vinaria, due settimane fa… Giusto due paroline, e il ringraziamento al Sergente con cui avevamo visto il concerto. Li ho apprezzati, i Taberna, avevano un repertorio assai ricco, per quanto l’uso della cornamusa rendesse la loro musica un po’ troppo scozzeggiante… All’inizio ti prende, non c’è dubbio, ma alla lunga tende a stufare un po’… Non fraintendetemi: se con la taranta partiva la gamba, qui si veniva colti dalla voglia di scatenarsi in un Ceilidh molto stile Highlands. E in effetti c’erano un gruppo di ragazze (che col Sergente abbiamo sospettato trattarsi di groupies portate dai Taberna…) si sono messe a ballare davanti al palco e al raro pubblico ― i numerosi trentini-soldatini-bravini degli altri due concerti devono essersi lasciati spaventare dal tempo un po’ incerto… Quindi l’atmosfera era meno militarizzata, e per un’oretta e un quarto siamo diventati tutti un po’ Michael Collins un po’ Enya…

Il pezzo che più mi è rimasto impresso però, e che non lascio sfuggire dalla memoria, è stata la rilettura che i Taberna hanno dato dei Carmina Burana di Carl Orff. Non riesco a trovarla in rete, ma vi lascio comunque i Carmina, il cui riascolto trovo sempre corroborante… http://www.youtube.com/watch?v=MM0ycay0crg

Diciamo sempre quanto sia difficile l’estate dal punto di vista cinematografico, tra chiusure sale e programmazioni misere(re). Ma questa settimana il ritorno di Let’s Movie coincide con l’uscita nelle sale di un thriller-horror d’autore di cui gli ambienti cinéphile del genere parlano molto molto bene. È quindi con grande gioia, e soprattutto con grandissima strizza, che proponiamo

BED TIME
di Jaume Balagueró

 

Chiudete un occhio (anzi il naso) per lo smell, ma davvero ac-correte numerosi…Questo è uno di quei film da suspance, creeps, soprassalti sulla poltrona e mani a forbice sopra gli occhi. Non lasciate il Board da solo, vi pregovipregoviprego… Rischio di trascinare in sala il primo sconosciuto a portata di mano e di aggrapparmici tipo koala per tutta la durata del film. Risparmiate questo destino a ‘sto povero sconosciuto. 🙁

Dunque, mi sembra di essere stata snellissima oggi, di non essermi dilungata troppo in inutili dettagli, tipo, lo strano caso del gatto che prese la valigia del Board per letto e uscì dall’armadio della camera di Santorini facendo morire il Board di crepacuore, oppure i paguri che pescai un giorno nel paradiso marino di Thirassia e che mi fecero regredire a uno stato infantile meglio di qualsiasi ipnosi, oppure la mia assoluta avversione nei confronti della lingua greca, che fece penare non poco il grecista WG Mat(teikos), e che mi ha costretto all’uso dell’inglese tutto il tempo ― l’ultimo giorno ho azzardato un timido “Parakalò” (=prego), in un negozio, e la commessa ha commentato incoraggiante “Good! You are starting to learn”. Avevo l’aereo di lì a poche ore 🙁 ― oppure il vecchino che incontrai dopo il biathlon, un mattino presto, e che mi chiese di recitargli dei versi della Divina Commedia, perché quella per lui era “music”, oppure… Va be’, gli inutili dettagli ve li racconto di persona, eh, che è meglio…

È bello ritrovarvi, my August Moviers, mi siete mancati! Ringraziandovi sempre, vi lascio un Movie-Maelstrom ricco-ricco-mi-ci-ficco, mentre il riassuntino è in quella baietta laggiù, in cui vi consiglio d’immergervi con pinne e maschera, e questa sera i saluti che vi porgo sono eucaristicamente-perché-eucaristò-vuol-dire-grazie-visto-Mat-l’ho-imparato-finalmente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Ricordate che il Fellow Fiiiii era stato in visita a Trentoville una decina di giorni fa? Ricordate che era andato a vedere “Biancaneve e il Cacciatore”, insieme alla Fellow Lovli Reicel e alla Fellow Marie Thérèse l’Impératrice, affrontando, da temerari, lo smell dello Smelly?

Be’, se non lo ricordavate, ora lo ricordate. 🙂

Vi faccio un cut&paste di quelli king-size per darvi modo di vedere che recensione da oro olimpico ci ha scritto sopra…

“Partirei con una premessa. Andando a vedere “Biancaneve e il cacciatore” sapevamo perfettamente di stare andando a vedere “Biancaneve e il cacciatore”, il che significa che tutto ciò che il film non è e non ha lo immaginavamo facilmente anche prima di entrare in sala. Detto questo, e azzerate di conseguenza aspettative e pretese, devo dire che sui comodi sedili dello Smelly abbiamo passato un paio d’ore tutto sommato piacevoli.
A livello di fabula e intreccio, la pellicola gioca esplicitamente sull’alternanza tra innovazione e adesione alla storia “originale” (diciamo disneyana): al suo interno convivono personaggi/eventi del tutto nuovi, personaggi/eventi classici presentati in modo del tutto nuovo, personaggi/eventi classici presentati in modo classico. Non voglio dilungarmi né cedere al demone dello spoiler http://www.zerocalcare.it/2012/05/28/il-demone-dello-spoiler/ [off-topic: consiglio lettura integrale del blog al quale rimanda il precedente link], per cui ecco alcune considerazioni miscellanee e non esaustive:
– Per gran parte del film sono stato molto distratto dalle narici di Kristen Stewart. A tratti sono davvero enormi. Anche un po’ gli incisivi.
– Non si capisce cosa ci facciano, all’asciutto e nel bel mezzo di una foresta, delle cozze grondanti liquami neri—a meno che la foresta maledetta non si trovi in realtà sul fondale del Golfo di Taranto. Allora il nanismo dei nani si spiegherebbe con l’inquinamento da ILVA.
– Il pubblico femminile sembra aver molto apprezzato il cacciatore, un po’ Brad Pitt dei primi tempi. Io, a costo di risultare banale, ammetto di aver preferito Charlize Theron.
– A proposito: ho ravvisato un interessante meta-spunto nel fatto che il ruolo della regina, donna di straordinaria bellezza (=potere) terrorizzata dall’incombere della vecchiaia che la farà sfiorire (ad onta di qualsiasi trucco/incantesimo), sia stato affidato a una modella e attrice in cammino verso i quaranta, che magari già vive o vivrà turbamenti analoghi. O forse è solo una pippa mentale mia e l’hanno scelta perché è bona.
– Ma i nani a un certo punto sono sempre sette anche se uno è morto, o abbiamo contato male?
– Il troll è fatto bene.
– Le scene di battaglie, inseguimenti eccetera ormai sono sempre le solite (e il cervo è un Patronus, poche storie).
– Un sacco di liquidi sono stati versati e/o fatti colare a casaccio durante la realizzazione di questo film.
– In generale la motivazione narrativa latita (ma cfr.§Premessa, sull’azzeramento delle pretese).
– Bellino, eh, il film, però otto euri…”

E il Board, impallidito davanti a sì tanto fraseggiar, chinò la capatosta e svanì all’orizzonte…   🙂 🙂

BED TIME: Tutti noi sappiamo chi sono i nostri amici, ma i nostri conoscenti? Cosa sappiamo veramente di quelle persone che hanno un ruolo minore nella nostra vita di tutti i giorni? E quanto ne sanno loro su di noi? Cesar lavora come portiere in un palazzo di Barcellona. Non sa cosa sia la felicità e si accontenta di trovare le sue ragioni di vita giorno dopo giorno. Affronta il suo lavoro quotidiano praticamente ignorato dagli inquilini del palazzo, ma lui li osserva attentamente. Conosce i dettagli più intimi delle loro vite, sa tutto di loro, specialmente di una di loro. Clara è una giovane donna spensierata e contenta, che vede sempre il lato positivo nelle cose. Il suo approccio positivo alla vita e il suo costante buon umore fanno venire a Cesar la pelle d’oca. Non sarà contento fino a quando non sarà riuscito a cancellare quel sorriso dalla faccia di lei, una volta per tutte, perché Cesar si nutre del dolore degli altri. Gode dell’infelicità e delle angosce altrui e non c’è niente che ami di più che piantare il seme della disperazione e vederlo crescere. In Clara ha trovato la vittima perfetta, e si spingerà fino al limite più estremo pur di rendere la sua vita un inferno. Ma Cesar comincia a sentirsi un po’ troppo sicuro di sé e ben presto tutti quei piani che ha studiato accuratamente cominceranno a palesarsi… Fortunatamente per lui, ha ancora un ultimo asso da giocare.

 

 

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