Let’s Movie CXXXIV – Let’s Movie to Music

Let’s Movie CXXXIV – Let’s Movie to Music

MIDNIGHT
Martedì 28/Tuesday 28
Giardino S. Chiara
Via Santa Croce
21:00/9:00 pm
Ingresso gratuito/Free entry

Fantasy Fellows,

Su un dosso sopra Trentoville, nel 1935, è planato un disco volante che nella perlustrazione running di ieri ho avuto modo di esplorare per la prima volta. Per quanto la sua somiglianza con Stonehenge sia sotto gli occhi di tutti (i miei di sicuro), si tratta del mausoleo in memoria a Cesare Battisti. La struttura in sé non è nulla di ché ― dodici colonne bianche sopra un tondo bianco per me fanno una torta nuziale. Però la gitarella mi ha fatto non solo rintracciare il terrazzucolo di casa mia ― e per me che di solito guardo lassù dal terrazucolo è stata un’esperienza assai disorientante ― ma anche tornare a riflettere sopra la questione dell’eroe.

Vedete, Cesare Battisti è considerato un eroe locale e nazionale, colui che, a detta un po’ di tutti, ha portato avanti e concluso il lavoro di Garibaldi. E lì, in quel suo monumento che è un po’ saint-honoré un po’ Stonehenge, ho fatto mente locale sull’ultimo episodio della trilogia di Nolan, “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”.
E poi Bat-tisti, converrete, ha un cuor di Bat-man… 😉

A un certo punto del film Batman ― Christian Bale si riconferma perfetto nella fantatuta del personaggio ― dice: “Un eroe è chi fa anche una cosa semplice e rassicurante come mettere il cappotto sulle spalle a un bambino per fargli capire che il mondo non è finito” (si riferisce al commissario Gordon, che gli mise sulle spalle il proprio cappotto la sera in cui i suoi genitori furono assassinati).
L’eroe anti-supereroe ―quello della modernità, quello di QUESTA modernità ― che il Batman di Nolan incarna così profondamente e perfettamente bene, è quello che può pronunciare una frase come quella che vi ho appena riportato, è quello che sbaglia, quello che si porta l’oscurità e l’ossessione dentro, quello che riconosce la propria fallacità, e anche la propria tendenza all’autodistruzione. Batman ci piace per questo: è umano. Non è Superman, che sa sempre cosa è giusto fare.  Che scintilla tutto manco bevesse Spik&Span. Batman è calimero, o-scuro, risiede in un caveau e ha dei pipistrelli per mascotte… Passa lui, e tutte le luci si spengono…  Come si fa a non trovarlo adorable??

Ho avuto il grande piacere di vedere il film con una squadra di Moviers da gran galà. Il WG Mat, che non poteva proprio mancare! Estimatore numero dell’uomo pipistrello, la sua cultura batmaniana spazia dai raffinati fumetti di Frank Miller e le riletture di Neil Gaiman fino ad arrivare al Batman un po’ Renato Zero degli sceneggiati anni ’70 con le scritte “Kapow” e la calzamaglia color ciano. Insieme a lui la Fellow Choco-bar(bara) che qualche anno fa fece di tutto per procurarsi la statua ad altezza naturale dell’eroe pipistrello e mettersela sul pianerottolo ― e vogliamo darle torto? Le consigliamo caldamente di ricominciare a bat-tere i mercantini vintage… per amor di arredamento, s’intende… 😉
In un’altra ala dello Smelly ― ah, lo smell era ai massimi storici, ma con tutti quei pop-corners, che volete fare ― la Fellow Junior detta anche Junior Jack o Jackie Chen a seconda se il momento è Brit o Aikido, anche lei giovane esperta di fantasy&fumetti. Con lei il guest Michele, che ringraziamo per essere stato dei nostri ― e per averci informato che in realtà Gesù è nato il 3 febbraio. 🙂 In un’altra sezione, il nostro Sergente Fed FFF, che previde sin dall’inizio un colpo di scena che invece lasciò interdetto il Bat-Board (ecco, magari un po’ più di perspicacia nella dieta del Board non guasterebbe…sì, anche di proteine, Pa… 🙁 ). In zona sud avevamo due Moviers surprisesurprise (=Moviers che non ci aspettavamo), la Movier MorAles, sempre fantasmagoricamente moralissima, e il Fellow Dimitri, che purtroppo non conosco molto, e che per questo bat-tezzo con Dimmidimitri, nella speranza che mi dica. 😉

Caddero vittime del terrorismo “sold-out” i Fellow Masssssììì (ex Fellow Esterno) e il Fellow Truly Done, che però hanno promesso di recuperare il film. So che lo faranno, quindi ho il cuore in pace.

Dovete sapere che s’è fatto un gran commentare in giro per il mondo sul film. Chi lo osanna, chi lo stronca. In USA si sono messi a leggerlo in chiave politica, chi lo giudica di destra, chi di sinistra: i repubblicani ci vedono riferimenti nel nuovo “bad boy” Mitt Romney: “Bane”, il cattivone di questo “Batman”, si pronuncia come Bain, che rimanda al controverso fondo d’investimento “Bain Capital” fondato dall’avversario di Obama, mentre il Wall Street Journal lo definisce, e cito, “una celebrazione del capitalismo come unico sistema sociale possibile”. A me queste letture fanta politiche fanno sorridere. E anche a Nolan, che le ha smentite tutte una a una.

Per come lo vedo io, il film è una strepitosa operona cinematografica (-ona perché 160 minuti fanno rientrare il film nella taglia extra large) che coglie e mostra la natura umanissima di un Bruce Wayne, acciaccato e sconfortato, il quale tuttavia rispolvera la bat-tuta (ma senza voler fare dell’umorismo) e nuovi fantabulosi mezzi di trasporto (chi non vorrebbe un Bat-wing con cui volare sopra il traffico urbano?!?!) e affronta una vera e propria apocalisse. Gotham City ha il volto di New York (vedi Central Park, la Borsa Valori che è Wall Street, e poi Penn Station e altri chiari rimandi topografici alla grande mela) o meglio, ha il volto di un palcoscenico disastrato alle prese con il Male con la M maiuscolissima. Bane. Brrrrr Bane è un mercenario cresciuto in una galera uzbeca, un posto infernale dal quale nessuno ― o quasi ― esce vivo. Bane è l’abominio, ma anche lui, in un certo senso, puro all’inizio, e capace d’amore.  La purezza violata genera questo ― l’abominio. Bane attua una rivoluzione pianificata al minimo dettaglio, capitanando un’orda di ribelli e reietti e diseredati contro il potere costituito ― la finanza, l’occidente, i big… Ah quanto settecento c’è qui! Quanto ottocento anche! (Molto “on y va faire la révolution!”). Mi viene in mente Victor Hugo…non so perché Gavroche…

Quello che ho apprezzato del film è che mira al dramma umano di Bruce/Bat, e alla veridicità: non ci sono superpoteri, gadget (a parte i mezzi di trasporto geneticamente modificati), fantacrobazie, sangue ― in 160 minuti non cade una sola goccia di sangue… E il fatto che tutto ciò che si vede sembri reale o quantomeno verosimile, aumenta moltissimo la sensazione di paura e ansia che si ha per tutto il tempo ― e anche quando si esce, e anche quando si torna a casa… Credo sia proprio questo che Nolan ha cercato di fare, e in cui è riuscito: ha messo in scena la paura. Senza puntare sui classici stilemi, ma creando un ambiente in cui dominano le ombre, in cui il male si annida DENTRO la bellezza e DENTRO la filantropia (non aggiungo dettagli per non rovinarvi i colpi di scena aspettati o meno), in cui una città è tanto fragile e indifesa davanti alla minaccia di un’esplosione nucleare, quanto meschina e pronta a denigrare Batman per aggrapparsi alla memoria dell’eroe-fantoccio Harvey Dent…

Per me “Il cavaliere oscuro – il ritorno” è un epos moderno riuscitissimo dove i confini tra male e bene molto spesso si mescolano, e dove troviamo figure meticce che esercitano un estremo fascino sullo spettatore, proprio perché umane, imperfette. Penso per esempio a Catwoman, un personaggio che mi ha fatto letteralmente IMPAZZIRE! Ann Hathaway è eccelsa in questo ruolo, molto più convincente di Halle Berry e Michelle Pfeiffer prima di lei ― la Fellow Choco-bar concorda. 😉 La fisicità statuaria, fasciata in una tutina che tutte noi vorremmo (fisicità statuaria inclusa, grazie), ma su quel musetto tra Biancaneve e Bambi che ti rende difficile vederla come 100% bad girl. L’andatura felina del tacco 12 nelle fogne, e la capacità di stendere al tappeto, sempre con quel tacco 12 micidiale, stuoli di uomini e nemici, be’, fanno di lei la femme felina ideale. E poi scusate, ma guardatala qui…cioè, lo stile… http://www.google.it/imgres?num=10&hl=it&biw=1366&bih=641&tbm=isch&tbnid=pwdV8I6lhur7uM:&imgrefurl=http://cabinarmadio.style.it/2012/08/22/il-bon-ton-di-anne-hathaway-in-the-dark-knight-rises/&imgurl=http://cabinarmadio.style.it/files/2012/08/anne-hathaway-selina-kyle-catwoman-il-cavaliere-oscuro-il-ritorno.jpg&w=680&h=1055&ei=QvI4ULr5HIbZ4QSxy4DQCw&zoom=1&iact=hc&vpx=175&vpy=108&dur=662&hovh=280&hovw=180&tx=115&ty=137&sig=100831821194311762339&page=1&tbnh=138&tbnw=89&start=0&ndsp=19&ved=1t:429,r:0,s:0,i:73

Quest’inverno, mie Fellow Moviers, tutte in cappello audreyhepburn + giacca jackiekennedy + scarpe Louboutin, sbattendocene altamente di raffreddori e caviglie rotte, intesi?? 😉 😉

Seriamente ora su Catwoman… Mi è molto piaciuta perché è tutto quello che una donna ambirebbe a essere: una gatta ma senza essere assolutamente gattamorta (la Honorary Member Mic apprezzerà 😉 ): se la cava sempre, stende gli uomini (letteralmente e metaforicamente) e li usa, gli uomini 😉 è sicura di sé, è super smart, ha kg di cervello e fascino (e due gambe lunghe così, se permettete), e appartiene di fatto e formazione alla famiglia “Occhi di gatto”. Però non è un’ereditiera ― in questo è distante da Bruce Wayne che, quanto a pecunia, ha avuto la pappa pronta sin dall’infanzia, diciamocelo. Catwoman, anzi Selina, vive in un bilocale in periferia e tira la cinghia. E anche se è una malandrina di prima categoria (tradisce Batman e lo inganna in un paio di occasioni), è una che difende i ragazzini del suo quartiere dai cattivoni e alla fine…Be’, alla fine…

Quindi sì, lei, così perfetta e imperfetta, così cattiva e così buona, così sexy e così fragile, è la contro-parte (la parte-contro?) femminile ideale di Batman….Quindi non ci stupiamo troppo se alla fine…

Alla fine il finale ci sta tutto. Ti apre un sorriso sulla faccia, ma non chiude la porta alla trilogia, che secondo me potrebbe diventare una quadrilogia…Comunque quanto è stato bello l’applauso conclusivo del pubblico con grido di gioia e sollievo e be’, excitement all around?! Quanto è bello quando la sala respira tutta all’unisono l’aria emotiva che un film emana? E quanto bello sarebbe che quell’aria profumasse chessòdicocco invece che di popcorn?!? 🙂

Insomma, Moviers, dato che farvela breve non ve la faccio mai, per farvela lunga, “Batman” è un film che non potete perdere. Sopra ho stra-parlato della fallacità degli eroi (Batman, Catwoman), ma questo è anche un film sulla forza delle persone. Bruce Wayne sconfigge la depressione ed esce dal suo eremitaggio dorato per salvare una città che lo disprezza. Sempre Bruce riesce a guarire da una ferita quasi mortale infertagli da Bane e a riemergere da un pozzo (potremo parlare ore della portata allegorica del pozzo, con tutti i rimandi a Poe ecc…) e salvare una città da un disastro nucleare. E il titolo stesso in inglese lo esprime benissimo! “Batman – The Dark Knight Rises” è molto più del semplicistico “Il cavaliere oscuro –  il ritorno” (ma che è, la Champions??). In quel “Rises” vediamo la sagoma scura che si rimette in piedi. Dopo la caduta, si risolleva… Credo abbiate capito cosa intendo dire…

Allo stesso modo, non potete perdervi “Hugo Cabret”, di Martin Scorsese, d’ora in avanti il Marchese Scorsese: un capolavoro del genere può uscire solo dalla nobiltà creativa di un nobile creativo. Mi è capitato di vederlo dal Toktor Thun, l’altra sera, e sono rimasta estasiata… Mai avrei pensato…Uno si aspetta una favoletta e si ritrova con un racconto metaforico sulla vita poggiato su una trama di sottotesti e rimandi da tesi in cinematografia…

Come vedete, questa per me è stata una settimana fantastica, nel senso che mi sono data a un genere che tendo sempre a considerare minore, e faccio ammenda, perché minore non lo è affatto! Sa parlare la stessa lingua della vita vera, ma attraverso un alfabeto altro. Fantastico, nel senso todoroviano (todoroche???! …Todoov era un tipo che ne sapeva a pacchi di fantasticherie…se volete googlarlo, most welcome). E questo ho pensato ieri mattina quando ero sotto Stonehenge. Che il fantasy è un genere radicato nella fantasia e che la fantasia dev’essere radicata in tutto il tempo che ci è dato vivere. Perché alla fin fine non conta tanto per cosa stiamo qui. Ma come stiamo qui. E senza fantasia negli occhi, Fellows, che razza di gusto c’è? Pensate, senza fantasia negli occhi, i mausolei non sarebbero che mausolei…

Okay, mi sono dilungata, lo riconosco. Se non ne aveste avuto abbastanza, il WG Mat in versione Bat-Mat, mi ha SOLENNEMENTE promesso di scrivere sul Baby Blog un papirone di commento su Batman (includendo la sua interpretazione psicologica dell’eroe e naturalmente il ruolo della maschera e dei chiariscuri nel film e nell’immaginario…zzzzz…), quindi, check it out… 🙂

Questa settimana ultimo ultimissimo appuntamento di Let’s Movie to Music ― poi chiuderanno il Giardino Santa Chiara, tornerà il nostro Santo Mastro, cadranno le foglie, arriveranno le castagne, le solite cose dell’autunno trentino.

Chiudiamo in maniera molto loud, molto metal

MIDNIGHT

Bah, a guardarli bene c’hanno un po’ l’aria Tokyo Hotel eh… 🙁 Ma diamo loro il beneficio del dubbio, dai…In fondo non sembrano emo, e questa è cosa buona… 🙂

Adesso vi saluto in tutta fretta cercando di rimanere breve sul finale e attirarmi così la vostra benevolenza (che stratega). Grazissime per le orecchie che mi prestate ogni domenica sera, le apprezzo molto. Ora bat-tetevela verso il Movie-Maelstrom che ho aperto per voi in zona Gotham…Ci troverete un music gift…Poi magari datevi una letta anche alla descrizione dei Midnight, ma magari anche no, via. Poi accetate questi saluti che questa sera sono fantatodorovamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

L’avevo in canna da qualche tempo, e il discorso su eroi-supereroi-antieroi mi dà l’occasione per spararvi una canzone che ancora una volta rivela la mia (vergognosa) predisposizione al sound un po’ teenager…Ma ci sto un po’ lavorando… Il fatto è che trovo “A Real Hero” irresistibile…Sooo niminy-piminy!! http://www.youtube.com/watch?v=-DSVDcw6iW8

MIDNIGHT: Erano i primi giorni del 2010 quando Nixel (Nicola Degiampietro) e George (Mattia Ganz), due  amici con la passione per la musica metal, si ritrovarono a suonare in una saletta prove a Forno, frazione di Moena. A questa coppia di amici musicisti si unì presto anche Vizzi (Mattia Deville) che condivideva la passione per il metal e così si iniziò a “coverizzare” i primi pezzi di Ozzy e Metallica. Dopo qualche settimana – era la metà del febbraio 2010 – si unì al trio anche Buro  (Luca Volcan) e con lui, finalmente, la band poteva dirsi completa.
Con l’obiettivo di farsi conoscere dal pubblico locale, i MIDNIGHT iniziarono a dare concerti nelle valli di Fassa e di Fiemme e, verso la fine del 2010, iniziarono a “coverizzare” anche i “Pantera” e con tre cover di questo gruppo parteciparono all’inizio del 2011 al “Winter Rock Festival” riscuotendo un discreto successo e l’apprezzamento dei giudici per la loro presenza scenica e per la qualità delle esecuzioni.
Sono seguite le partecipazioni a “Suan Rock” e al “Cover Oltre Festival” dove i MIDNIGHT hanno ottenuto, portando sempre le cover dei “Pantera”, il secondo posto. All’inizio di quest’anno il gruppo ha iniziato a comporre anche dei pezzi originali e, ad aprile, ha nuovamente partecipato al “Cover Oltre Festival” ottenendo, con cover di Megadeth Metallica e con una canzone di propria composizione, il primo posto.
Martedì 28 agosto il concerto dei MIDNIGHT sarà preceduto dall’esibizione, in qualità di Opening Band, del gruppo NONOSTANTE TUTTO

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