Let’s Movie CXXXIX

Let’s Movie CXXXIX

REALITY
di Matteo Garrone
Italia 2011, 115’
Martedì 2/Tuesday 2
21:15/9:15 pm
Astra/Mastrantonio

Marcamale Moviers,

Cavolo, scusate questo distratto Board. Non avevo capito che martedì vi sareste seduti tutti e 184 (184, cioè) in platea. Io e il Movier immaginario (:-() siamo saliti su in galleria, e non ho nemmeno pensato di sporgermi di sotto e navigare con l’occhio fin dove l’occhio di uomo poteva guardare (ma Guccini, ma che ci fai qui?!) la marea di Movier che ha invaso il Viktor Viktoria. Quindi me ne sono rimasta di sopra, con il Movier immaginario e altre quattro presenze — decisamente troppo chiacchieranti per i miei gusti — a vedere il film. Di nuovo, perdonate questo Board, che a sua volta, mannaggia a lui/lei/loro, avrebbe dovuto cogliere i presagi di sventura disseminati lungo il suo cammino verso Let’s Movie. 🙁
L’Anarco-zumi, bloccata dalla congiuntura quanto mai avversa birra+motorino+pioggia (ma avete notato la capacità di sintesi delle somme? Forse dovrei scrivere tutte le Movie-mail così, per SOMMA gioia di voi Moviers) ha avvisato per tempo, e di questo la ringraziamo come se avesse superato la congiuntura avversa e si fosse presentata al cinema. Io, dal canto mio, stavo per essere bloccata da un tacco con tendenze suicide che non seppe resistere a un baratro aperto tra due sampietrini 🙁 (che per vostra informazione a Trento si chiamano “bolognini” ― e a Bologna “trentini”, ça va sans dire :-)). Sono riuscita a salvarlo e a salvarmi in extremis, ma quello è stato l’ennesimo  presagio, che unito alla pioggia battente e al ritardo imperante ha contribuito al bongiorno-pensiero “Mmm, qui marcamale”. 🙁

Una volta al Viktor, davanti alla Viki Witch, ho capito quanto un Mastro possa cambiarti la vita — la Mastercard si chiama Mastercard non a caso. La Vicky Witch, per quanto aiutata da un aiutante mansueto e mite (ma non c’è proprio storia con Robin), si dimostra la solita crudeliademon di sempre, con quell’aria fattucchiera e la voce marinaripadimeana e le unghie marta e gli anelli marzotto ― il solo evocarla, come vedete, fa paura… Poi un giorno scoprirò che è ambasciatrice dell’UNICEF, dona reni random e frequenta il circolo Filantropi-For-Fun, e allora pubblicherò pubbliche scuse, ma per il momento lei rimane the Vicky Witch, la temuta, e io il Board, il temente. 🙁
E lei, la Witch, non è il Messer Mastro, che aspetta il Board prima di schiacciare PLAY. 😉 Quindi io e il Movier immaginario ci siamo precipitati di sopra ma il film era già iniziato — da un paio di minuti, ok, ma “Perdita incipit” rientra nella lista “Cose da evitarsi”, sotto la lettera P (dopo la voce “Parlamentari Pettorute in Passerella”…). Mi spiace che foste tutti di sotto, e mi spiace anche il Movier immaginario sia così taciturno… 🙁

“Pollo alle prugne” incentivava lo scambio di commenti (di qui le presenze chiacchieranti), perchè è un film colorato, assolutamente imprevedibile e originale nel modo in cui racconta una storia, originale di per sè: Nasser Alì, un famoso violinista, subisce la perdita del proprio violino (frantumato dalla moglie) e decide, per questo, di morire. Si dà otto giorni di tempo, che decide di trascorrere chiuso in camera, ripercorrendo la storia della propria vita. E con lui scopriamo che la sua musica, quella vera, nasce da un sospiro e da un sentimento forte, e non ha nulla a che fare con l’esecuzione accademicamente perfetta ma emozionalmente arida ― differenza Mozart-Salieri, scrivetelo negli appunti: sarà domanda d’esame. Quella musica lì nasce in lui quando s’innamora della bella Irane, che gli sarà impossibile sposare per via del NO imposto dal padre di lei. Scopriamo che la musica di Nasser Alì altri non è che la sublimazione dell’amore e del dolore per la donna desiderata ma negata, ed è questo che ha fatto di lui un grandissimo musicista.
Come dicevo, la storia in sé è originale, ma ancor più originale è il modo con cui viene detta. I fatti che Nasser Alì ripercorre nella memoria sono come degli stacchetti che ricordano molto “Il favoloso mondo di Amélie”, nei quali i registi Satrapi&Parannoud scelgono un lessico visivo onirico con una danza di analessi e prolessi (termini molto più patrizi dei plebei “flashback e flashforward” ne converrete ;-)) che sbocciano su sfondi disegnati e simil-animati.
È un film ambivalente: profondamente triste, ma anche buffissimo, in cui il protagonista migliora man mano che entriamo dentro il suo passato ― ed entrarci attraverso la resa fantastica del narrato rende il viaggio speciale e molto piacevole. Se il protagonista di “Bed Time” era la copia sputata di Elio delle Storie Tese, Nasser Alì è la copia sputata di Giovanni di Aldo-Giovanni&Giacomo, quindi anche in questo caso dovete fare uno sforzo iniziale per non immaginarlo sul punto di sbottare in un “Aiò” o mentre si cimenta ne “I bulgari”. Se superate questa fase ― io ci ho messo un bell’attimo, ve lo confesso ― il film vi si schiude pian piano sotto gli occhi che non potrete non sgranare per la meraviglia. E il fatto che il film si chiuda con la dipartita di Nasser Alì, trasforma “Pollo alle prugne” in una fiaba apparentemente dal sapore waltdisneyano a una favola in tutto e per tutto La Fontaine.
Probabilmente i registi di casa nostra avrebbe salvato Nasser Alì: “dopo aver superato otto giorni di faccia-a-faccia con il proprio passato doloroso, Nasser Alì (“un Elio Germano mai così convincente” :-)) si riscoprirà un homo novus, riconoscerà nella moglie solo apparentemente odiosa una compagna fedele e innamorata (“Elsa Morante in stato di grazia” :-)) e deciderà di comprare un violino nuovo (inquadratura in steady-cam delle gambe del personaggio mentre esce dal negozio reggendo la custodia, un bell’assolo di Allevi in sottofondo ― Allevi, garanzia di intellectual-chicness riconoscibile ― e chi s’è visto s’è visto).  Meno male che i registi NON erano italiani…
Dato che i registi hanno scelto la fiaba come lingua per “dire” il film, io Io ho fatto l’errore di aspettarmi un film “fiaba”. Invece poi ho scoperto che la fiaba racconta un dramma, una vicenda di profonda malinconia. Quindi non solo ho imparato la lezione “mannaggia-a-te-Board-che-ti-credi-sempre-di-prevedere-tutto-come-un-Bernacca-Board-e-invece-faresti-meglio-a-prevedere-meno-e-a-vedere-di-più” (respirate), ma anche che uno stile come quello che sconfina nel fantastico e nell’onorico,  può farsi portavoce di un contenuto dalle tinte scure. Se in “Persepolis”, Satrapi&Paronnaud avevano utilizzato il bianco e il nero e l’animazione per ritrarre un’autobiografia in un contesto difficile come quello di dell’Iran post-rivoluzione, qui sono passati al colore e alla carne (dei personaggi), pur mantenendo il drammatico dell’argomento trattato. Vi dico sempre dello stupore, no? Ecco, raccontare la morte con un campo di fiori invece che con un cimitero stupisce…

Sono uscita dal cinema con un unico amaro rimpianto. Questo è un film mignon…quelli di cui vedi la locandina, leggi il titolo e dici “bah”. Poi però li vedi e qualcosa ti lasciano. Magari anche solo una piccola traccia, o quattro domande che ti hanno messo in testa. Qualcosa, pur mignon, che resta. Non so voi come fate, ma io cerco di collezionare tutti questi semini. E ho imparato a non chiedermi se poi sboccerà qualcosa. Io colleziono, poi si vedrà.
L’amaro rimpianto riguarda voi 184 giù di sotto in platea e io su di sopra in galleria… Insomma, la condivisione mancata ― il Movier immaginario non è molto generoso in quanto a feedback…. 🙁 La prossima volta ci sincronizziamo meglio con la disposizione in sala… E non aggiungo altro… 🙁 🙁

Ah, prima di passare al Movie di questa settimana (che vi anticipo già da ora sarà dal Mastro, o dovrei dire dal Madrepatria Mastro, perché per quanto ti ci allontani, finisci sempre per ritornarci ;-)), volevo dare il benvenuto a dei Moviers che fanno parte della categoria i “Proattivi”, coloro i quali (stenterete a crederlo, lo si) si sono gettati DA SOLI (=di propria SPONTANEA volontà) nel paese delle meraviglie lezmuviano, registrandosi DA SOLI (=di propria SPONTANEA volontà) attraverso il Baby Blog… (Si sarà colta l’enfasi su DA SOLI?, mi chiedo… ). 🙂

Grazie a Cecilia, d’ora innanzi la Movier Miss, giacché Miss Liceo fu nei primi anni ‘90, in un momento in cui noi adolescenti anonimi arancavamo in cerca del nostro perché nei corridoi del Maffei (Busa Bel-Air) ― e con cotanta bellezza, giacché cotanto bella era ed è, come non diventarlo! 🙂

E ancora dal Maffei, e per la precisione dalla Quinta B Linguistico, classe che ospitò il Board quando il Board non era ancora il Board ma un’adolescente anonima che arrancava in cerca del suo perché nei corridoi del Maffei, ringraziamo Gianluca, d’ora innanzi il Fellow Rockin’ Ring, perché non potrà credere che io mi ricordi il nome della band in cui per breve tempo suonò… 😉

E grazie anche ad Andrea, d’ora innanzi il Fellow Footballer-For-Fun, perché il calcio è uno sport in cui si gioca così, per sport, e non per vincere la Coppa dei Campioni della circoscrizione dell’Argentario (=circoscrizione di Trentoville presa a esempio perché l’unica nota al Board). Il Fellow Footballer-For-Fun  è pure un fisico, ma dicendolo temiamo un’indigestione di allitterazioni in F; rischio, confidando nei vostri stomaci d’acciaio, come Gig Robot.

Il Fellow Giak ― da sabato, Strongman Giak 😉 ― mi assicura che Filippo ci segue da Jesi (che non è il diminutivo di Jesolo, capito Board????) e Lara dalla Germania, e loro sono il Fellow PHIL e la Fellow Lara-aus-Deutschland. 🙂

Il mio desiderio sarebbe di vedervi, prima o poi, a un Let’s Movie. Ma per quanto Amèlie io possa essere, sono anche sufficientemente realista per capire che sarebbe un po’ complesso… La speranza è che, ovunque voi siate, coltiviate un cinemino, un Mastrantonio, o che possiate ritagliarvi una sera a settimana e dedicarla al cinema. E se poi il film è quello proposto da Lez Muvi, be’ squilli di trombe e rulli di tamburi e colpi di grancassa e trenini December-thirty-first. 🙂

Ma si sarà poi capito, DA SOLI?? 🙂 🙂

E ora, sì, pistaaaaaaaa….. È da Cannes che aspetto!

REALITY
di Matteo Garrone

Vincitore del Gran Prix della Giuria al Festival di Cannes 2012, “Reality” è già considerato IL capolavoro di Matteo. Stavolta le aspettative ci sono, non posso mentirmi/vi: me ne assumo responsabilità e rischi. Ma eccome se ci sono! Ma eccome non correre da te Matteo… Dopo “Gomorra”, dopo “L’imbalsamatore”, come non correre da te! Pistaaaaaaaaaaaa…

E anche per questa sera, Fellows, ho fatto la mia parte (ho sentito un “ma smettere, no?!” ironizzare da qualche parte…). Prima di schizzare via, datemi ancora 4 minuti e 39 secondi nel Movie-Maelstrom, please. Ne vale la pena… e poi se volete, 6 secondi nel riassunto, non  di più.

Quanti erano i ringraziamenti la settimana scorsa? Ho perso il conto… be’, oggi mi va che siano 548…. Come vedete, ho una passione assolutamente inconcludente per i numeri fini a loro stessi… Fibonacci lo lascio a Pistoletto, e anche a qualcun altro… E i saluti, come sono stasera, Fellows? Sono semplicemente(-vi-ho-fregato) cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Non c’è una ragione particolare che mi faccia proporre-imporre a voi “Peter Pan R.I.P.” dei Kula Shaker. Forse l’atmosfera favoleggiante e malinconica richiama la cifra della favola dark “Pollo alle prugne”… Non so…In realtà la canzone mi rimpalla in testa da una settimana e avevo una voglia m(entec)atta (esempio di parola a fisarmonica) di farvela ascoltare…
http://www.youtube.com/watch?v=h47fHpIL-MY
Ma quanto son kul i Kula Shaker?!? 🙂

REALITY:  Un film ispirato ai reality show. Un pescivendolo di 30 anni, appassionato di tv e reality, inizia a comportarsi nella vita quotidiana come un concorrente del Grande Fratello.

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