Let’s Movie CLXVI

Let’s Movie CLXVI

ARGO
di Ben Affleck
USA 2012, 120’
Mercoledì 21/Wednesday 21
19:40/7:40 pm
Multisala Modena/Smelly Modena

Molotov Moviers,

(Per)correre Corso III Novembre per raggiungere il Nuovo Roma non è la stessa cosa che bucare Trentoville sbucando dall’amato sottopassaggio Trainspotting. E non trovare Mastrantonio&Co&Family&Robin&tutto-l’universo-mastrantoniano non è la stessa cosa che trovarli. 🙁 Poi il Nuovo Roma, devo avervelo già detto, ha quell’aria da cinema a luci rosse anni ’70, quelle poltroncine beige che non si possono vedere, e quella temperatura al suolo che, rasentando i 36 gradi centigradi, è decisamente hot pure lei… Quindi, in effetti,il mancato squallore del tunnel Trainspotting è stato compensato dall’atmosfera molto run-down della sala. Tra l’altro, giungono voci che il Nuovo Roma, lo fosse davvero, un cinema “hot”, ma prima di gossippar calunniando, necessito di svolgere ulteriori indagini. Naturalmente non mancherò di aggiornarvi… 🙂

Se la settimana scorsa noi Moviers eravamo i Magnifici Sette, questa settimana siamo passati ai Fantastici Quattro! 🙂 Giunta in sordina ― non mi disse niente, la bandita― la Honorary Member Mic mi ha subitamente riportato con i piedi per terra dopo il mio voletto somewhere-over-the-rainbow. “Ti avverto, parto scettica. Ma ho deciso di dare una chance a Blondie”,  Blondie, o The Blondie o nella variante De Blondi, ovviamente è Daniel Craig, per quell’appeal così, da cicciobello biondo cicciobello.
Il Fellow Truly Done non poteva mancare con quel suo carico identitario British che si porta nel DNA e sull’ID. Tra l’altro è solo grazie a lui, che io e la Honorary abbiamo scoperto che “007” in inglese non si dice “Zero Zero Seven” e nemmeno “Ou Ou Seven”, bensì, e non l’avremmo mai immaginato, “Double Ou Seven”, che par in tutto e per tutto il Prefisso di Cologno Monzese ― ma vedremo di non farlo sapere al buon James.
Ultimo, e non per importanza ma per posizione d’arrivo ― e sapete che Lez Muvi funziona al contrario, the lastest, the bravest 😉 ― il Sergente Fed FFF, che nonostante sia il più limitrofo in zona Nuovo Roma, ha sfidato le leggi della puntualità, classificandosi come il quarto dei Fantastici.

Ed ora dedico la pubblica piazza lezmuviana alla contesa “È vero che” contro “Sì però” che si svolgerà qui di seguito davanti al cospetto degli astanti Moviers.

È vero che:

  • Nei primi sei minuti di film, James, nell’ordine: manda all’aria un mercato sfrecciando in macchina con la fida aiutante (notavamo con l’Honorary Member che la scena della macchina che butta all’aria bancarelle, ceste di verdure e gabbie di polli è un must cui i film d’azione non rinunciano mai); insegue il nemico facendosi il tour di Istanbul non già su un comodo Istanbus per turisti, ma su una moto da cross sopra i cornicioni della città; ingaggia un corpo a corpo con il nemico, non già su un comodo tappeto per lotta libera ma sul tetto di un treno (che guarda caso sta per entrare in una galleria, e mozzerebbe la testa ai due contendenti se questi non avessero visto fior fior di film che mostravano un corpo-a-corpo in cui un treno sta per entrare in galleria e mozzerebbe la testa ai due contendenti se anche questi non avessero visto fior fior di film che mostravano un corpo-a-corpo in cui un treno…Guardate, potremo andare avanti così fino ad arrivare agli albori della cinematografia); viene colpito dalla fida aiutante che al liceo aveva 4 in tiro al bersaglio; precipita in delle rapide che le Niagara Falls in confronto sono la fontana di Trevi; si trova un bungalow in una zona spiagge&chiringito di una località tipo Messico&nuvole; e ovviamente si trova una bella figliola con cui ovviamente ha un incontro ravviciniato del primo tipo. Tutto questo nei primi sei minuti…
  • È vero che Mr Bond finisce in laghi ghiacciati e sotto terra, scampa alle pallottole, combatte a mani nude, viene inseguito, malmenato, pure sparato, ma ciononostante, il suo look rimane impeccabile come fosse appena uscito dal sarto. Giusto una sistematica ai polsini, una scrollatina alla polvere dalla manica e via, siamo pronti per il Don Perignon di fine giornata.
  • È vero che il personaggio di Bond-James-Bond, in un’ottica filo-femminista, è quanto di più esecrabile si possa immaginare. Donne usa-e-getta, impegni zero (certo un James Bond tra pizza&divano non ce lo vediamo proprio), e reitera il modello del maschio bello, impossibile, bello&impossibile, vincitore sempre, comunque, sempre&comunque (sì la smetto), che lo pone in una posizione di superiorità rispetto al modello di donna che invece lo affianca: avvenente ma sfigata (come la sventola che incontra a Hong Kong e che muore tipo dopo 4 minuti), abile ma non troppo (come la fida aiutante che tra Bond e il nemico, riesce a sparare a Bond) e se intelligente una rompiballe di prima categoria (tipo M, interpretata dall’highlander Judie Dench)
  • È vero che Daniel De Blondi ha le orecchie grandi e parecchio Dumbo alle estremità di una faccia da bamboccio con l’aria assonnata, come se si fosse appena svegliato dopo un sonno di 12 ore e che, non fosse stato per il trucco, avrebbe le guance grigliate dal cuscino.

Sì, però

  • Tralasciando il viso e l’eventuale barbecue maxillofacciale, prendete Daniel De Blondi dal collo in giù. Io e la Mic l’abbiamo fatto. E insomma, ne è uscito fuori un giudizio assolutamente positivo, tanto che persino la scettica Honorary, ha riconosciuto, con estremo piacere, le doti strutturali dell’impianto Craig… Non cadremo qui in dettagli che ci farebbero scadere in commenti di bassa editoria adolescenziale (vedi “Cioè”), ma terremo a far notare le scene in cui il soggetto è di spalle ― e chi crede che Michelangelo sia morto, si sbaglia di grosso, perché la schiena del soggetto è decisamente opera sua. E poi il portamento tutto. Per esempio il gesto citato sopra, con cui si sistema i polsini dopo aver corso in mezzo al traffico per 14 km o messo al tappeto un numero di nemici tra gli 8 e i 28, be’ potrebbe sdilinquire un numero di donne di numero tra le 8 e le 88.000! (Un consiglio ai Moviers: volete far sdilinquire le vostre dolci metà? Imparate a gestirvi i polsini… Per il trianing, vedasi il 26esimo secondo del video http://www.youtube.com/watch?v=YFNv5nDYMsU … E diciamo tutti insieme “Mammamia!” :-)).
    Mi rendo perfettamente conto che l’eleganza di Daniel De Blondie in realtà sia l’eleganza di James Bond personaggio. Ed è questo che ci piace. L’eleganza. James è l’anti-tamarro fatto adone. Mai fuori luogo, perfetto in smoking, in tuta da ginnastica, in loden da cacciatore e in costume da nuotatore. James è un uomo d’azione e poche parole ― pochissime ― ma non è Rambo, né tantomeno il ragnetto tuttofare (assai insopportabile)  Ethan Hunt di Mission Impossible. James non ama le donne, ma a suo modo le ama tutte. James non è mai eccessivo o sopra le righe. James è da scarpe fatte a mano e Aston Martin, non da Prada e Porsche.
  • Sì però questo James Bond si defferenzia dai precedenti. È umano. È invecchiato, acciaccato. Non passa i test d’ammissione per ritornare nell’M6. Non riesce a sparare senza che il braccio gli tremi. Questo James Bond assomiglia molto a Bruce Wayne/Batman di “The Dark Knight”. Entrambi provati dalla vita, entrambi, anche, stanchi. Ed entrambi toccati dal dramma famigliare: Bruce e James sono ancora alle prese con l’elaborazione del lutto per la morte dei genitori quando erano piccoli. Questa loro somiglianza è riconducibile alla loro valenza archetipica (il WG Mat starà annuendo… :-)): Batman e Bond sono due forme mitiche dell’eroe non-eroe o non-solo-eroe. Per questo non muiono. Sono etermi, perché sono eternamente riscrivibili da mani nuove. E questo se permettete, ci piace moltissimo. L’idea che la loro storia possa essere trasformata, ampliata, reinventata è un modo che garantisce all’arte della narrativa e a quella storia di rigenerarsi. In questo Batman e Bond sono figure dal potenziale cristologico: risorgono ― non a caso a domanda “Qual è il suo hobby?” 007 risponde “La ressurrezione” http://www.youtube.com/watch?v=YFNv5nDYMsU (1 minuto e 53).
  • Sì però “007 Skyfall” non è solo 007. È anche Mendes, il villain, il cattivone impersonato da Javier Bardem a cui io darei Leone d’oro, Orso d’argento e qualsiasi cosa alla mirra per l’interpretazione che ne ha dato. Un cattivo unconventional, molto poco macho e molto tanto gay, e dai modi viscidi, che ricorda, specie nella scena in cui è rinchiuso nella gabbia di vetro, il rinchiuso-nelle-gabbie-di-vetro per antonomasia, Hannibal fegato&chianti Lecter. Bardem è stato bravissimo a calarsi nel personaggio, e dico “calarsi” nel senso letterale del termine: Bardem è un big guy, ma qui è “calato”, appare quasi striminzito, effemminato nella gestualità e nella postura. È come se avesse sgrossato il proprio corpo, lavorando al massimo sull’effetto “piccolo, meschino e schizzoide”. E questo 007 secondo me segna un cambiamento anche in questo senso: ci ricorderemo anche del cattivo.
  • Sì però il film regge fino alla fine. La suspence, l’intreccio. I 147 minuti filano via che non li vedete nemmeno, anzi, non vorreste più uscire da quel mondo di completi perfetti, inseguimenti e irresistibile ironia British.
  • Sì però la scena in cui 007 sfodera l’Aston Martin, quella storica, e in sottofondo parte il jingle, quello storico, be’, è impagabile nel ritorno d’emozione che offre. 🙂 (Vedasi Movie Maelstom)
  •  Sì però se siete girl Fellows consiglio di andare a vedervi “007 Skyfall” con un’amica. Vi garantisco che passerete 147 minuti ad annuire, sospirare, ridere, darvi delle eloquenti gomitatine e be’, have so much fun ― come il CdA, Honorary Member + Board.  🙂 Se siete boy Fellows, e ci andate con gli amici boys, troverete tutti gli ingredienti che fanno felici i boys: azione, belle donne, azione, belle donne, azione, belle donne ― sto dimenticando qualcosa?? (Dai che scherzo Fellows, lo so che “Tutto Kurosawa” è il cofanetto dvd cui siete più legati! 🙂 :-)).

Il “Sì però” ne esce vincitore, anche alla luce degli otto pollici Fonzie che i Fantastici Quattro hanno esibito a fine proiezione lunedì sera. 🙂

E per questa settimana ho pianificato un attentato terroristico all’interno di Lez Muvi e frantumato  la programmazione con tre proposte

ARGO
di Ben Affleck

 “Argo” perché è all’unanimità il film rivelazione del momento, e voglio proprio vedere come se la cava Ben ― dopo Gael Garcia Bernal, Daniel De Blondie Craig, Ben Affleck versione 70s, mi sembra di viziarle, questE Moviers… 😉

Scusate l’orario, davvero imbarazzante e molto poco Board-friendly, ma è l’unico spettacolo e l’unico giorno disponibile visto che martedì il Mastro propone un  evento super evento, e non potevamo proprio farlo sovrapporre al Let’s Movie della settimana. Per l’iniziativa “Serate con il Regista” il Mastro e l’Anarcozumi ― che coppia, quei due! 😉 ― presentano Emanuele Crialese, e la visione di “Terraferma”, alle ore 20:30. Se non avete visto il film quando l’avevamo proposto la primavera scorsa, approfittatene ora, please.
Ah e mi raccomando, prenotatevi il posto telefonando allo 0461-829002. It’s gonna be crowded!

 Il terzo frammento partito dalla molotov che ho lanciato, molto Anarcozumi-style, verso la programmazione lezmuviana di questa settimana, è “Pollo alle prugne”, di Marianne Satrapy (Quella di “Persepolis”!), sempre all’Astra del Mastro, mercoledì 21, alle ore 21:15, all’interno della rassegna “Tutti nello stesso piatto”. Ricordate come mi era piaciuto, questo filmettino carino carino, sebbene fossi con l’amico immaginario dalla strega cattiva Vicky Witch?!? 🙁
Ecco, ora avete la possibilità più unica che rara di rivederlo. Don’t miss it!

Un po’ come al gioco delle tre carte, vi chiedo, dove sarà il Board? 🙂 Be’, di sicuro “Argo” non me lo perdo. E forse forse riesco anche a fare una capatina da Crialese… 😉 “Pollo alle prugne” invece lo lascio a voi, che io l’ho già assaggiato. 😉

Mmmm, mi sembra di aver detto di tutto e soprattutto di più. Perciò fuggo via a bordo della mia Aston (fatemi sognare un po’ :-)), vi dico di controllare un paio di cosette giù nel garage del Movie Maelstrom, di (far) saltare i riassunti (anche in padella se volete) e di gradire i miei saluti, che stasera sono esplosivamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

…E quando parte questa vi vien voglia di mandare il curriculum all’M6, http://www.youtube.com/watch?v=Ii1tc493bZM

E quando vedete questa, http://www.youtube.com/watch?v=8V5XLgwNnLk, vi vien voglia di rottamare la vostra Yaris ― dignitosa eh, ma pur sempre Yaris… 🙁
(Certo, uno dice Martin, e tra Aston e Chris, va sempre sul sicuro… ;-)).

ARGO: Iran, 4 novembre 1979. La rivoluzione iraniana raggiunge il suo culmine e un gruppo di militanti assalta l’ambasciata americana a Teheran, prendendo in ostaggio 52 persone. Nel caos generale, sei di loro riescono a fuggire e si riparano presso l’ambasciatore canadese. Tony Mendez, specialista in recuperi della CIA, affronterà una corsa contro il tempo per mettere in atto un piano utile a far uscire i suoi connazionali dal paese.

TERRAFERMA: Un’isola siciliana di pescatori, quasi intatta, è appena lambita dal turismo che pure comincia a modificare comportamenti e mentalità dei suoi abitanti. Al tempo stesso, è investita dagli arrivi dei clandestini e dalla regola nuova del respingimento: la negazione stessa della cultura del mare che obbliga al soccorso. Proprio in questo ambiente vive una famiglia di pescatori composta da un vecchio di grande autorità, una giovane donna che non vuole rinunciare a vivere una vita migliore ed un ragazzo che, nella confusione, cerca la sua strada morale. Vengono tutti messi di fronte ad una decisione da prendere che segnerà la loro esistenza.

POLLO ALLE PRUGNE: Téhéran, 1958. Nasser-Ali, un famoso suonatore di violino, incontra la sua amata Irâne per strada, ma lei non lo riconosce. Durante questo incontro fortuito scopriamo che, a causa di un litigio, sua moglie ha distrutto il suo prezioso strumento musicale. Poiché nessun violino riesce più a procurargli il piacere di suonare, Nasser-Ali decide di morire. Otto giorni dopo si toglie la vita.

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