Let’s Movie CXLV

Let’s Movie CXLV

007 – SKYFALL
di Sam Mendes
USA 2012, 147’
Lunedì 12/Monday 12
21:00/9:00 pm
Cinema Nuovo Roma
Corso III Novembre
(Ma lo sapevate che il biglietto il lunedì costa solo Euro 5,50?? ;-))

Folle di Folli Fellows,

Stavolta al comando del Mastratlantico ormeggiato in Corso Buonarroti, c’è Lady Mastrantonio, che sorveglia la plancia insieme a Robin mentre Capitan Mastro è da qualche parte tra babordo e tribordo (anzi, baboArdo e triboArdo) a controllare che tutto sia in regola, visto il sold-out. Lì accanto anche l’adorabile baby mozzo Maddy Mastrantonio, che prontamente rassicura il Board: la CateringCaterina è in cambusa che studia. 😉
Io sono sullo stupefatto andante: anche se ho appena usato un universo metaforico tutta navale ― per scombussolarvi un po’, ma tanto poi c’è Travelgum 😉 ― mercoledì dal Mastro sembrava di stare nella metro di Tokyo all’ora di punta, tutti pigiati stretti stretti. Ma niente mascherine e distributori di ossigeno al posto della Coca Cola, solo una serata che ha attirato la qualunque trentina, e soprattutto la qualunque di Fellows! Mercoledì eravamo in sette, I Magnifici Sette, altroché Steve McQueen, Charles Bronson e gli altri cinque che nessuno ricorda mai (poareti). Tra i Magnifici, due Fellows nuovi di zecca, a cui diamo il benvenuto ufficiale: Laura, d’orinnanzi la Fellow NoBell, per via di un’intolleranza fin alimentare verso delle campane vicine a casa sua. E la capiamo eh: chi non coverebbe dell’astio se avesse una campana che rintocca 100 colpi alle nove la sera?? 100 colpi di campana son meglio solo dei 100 di spazzola che hanno rintronato gli italiani qualche anno fa! (Mamma mia…). Laura era una Fellow da poche ore, una fantolina Fellow insomma :-), ma già dimostrava della stoffa da Premio NoBell nel Movier-recruiting: ha trascinato al cinema ― e in Lez Muvi ― l’amico Rudy, d’orinnanzi, il Fellow Rudy il Ricreazionale, per via di tutte le favole che gli leggevano da piccolo e che gli hanno costruito un bagaglio lessicale di termini indispensabili nel vivere quotidiano quale appunto “ricreazionale”.
Insieme a loro, il WG Mat, o dovremmo dire il Faccio-Cose-Vedo-Gente WG Mat, tanto che il Corriere del Trentino ha riservato uno spazio ad hoc per celebrare le sue serate libere. L’Anarcozumi, inaspettata come le belle notizie e con un paio di scarpe nuove in saccoccia che son talmente belle che hanno un fan club dedicato ― www.maxmaramaniac.com 😉 . Il Fellow Truly Done, che ha infilato il berretto più cute del mondo per venire a Let’s Movie ― berretto che il suo British English mi definisce come “beany”, un aggettivo che vi prego di annotarvi: rientra nella categoria “adorable” per la concentrazione elevatissima di coccolaggine che porta con sé. E il Fellow Sherlock, che lanciammo in Lez Muvi il luglio scorso, e che abbiamo ritrovato con un sorpreso “anvedichiccccè!!” mercoledì. 🙂

I Magnifici erano abbastanza dispersi in sala per via della calca, ma si sono fusi a fine proiezione come i protoni coi neutroni. 🙂

“Tambien la lluvia” è piaciuto all’unanimità. Anche qui un successo insperato. La tematica mi stava particolarmente a cuore, okay, ma di lì a trovare con un’opera così ben concepita, con una struttura a sovrapposizioni che le vale la fascia “Mise-en-Abyme 2012”, be’ ce ne passa. A proposito di tematica…se ripenso al colonialismo, mi vengono in mente alcuni titoli, fra cui “L’ultimo dei Mohicani”, “Apocalypse Now”, “Mission”, e pure “Lawrence d’Arabia”. Ma solo dopo averlo guardato, ho ricondotto “Tambien la lluvia” a “Fitzcarraldo”,  film cult di Herzog su questo personaggio decisamente balengo che vuole costruire un teatro d’opera nel bel mezzo della foresta peruviana e fa attraversare un colle al battello carico di pezzi del teatro. Un’impresa titanica ― scena da 45 minuti, quella della nave fatta slittare sui tronchi per farle risalire il pendio, che straccia i 37 famosi di “Berry Lindon” ― un’impresa paragonabile, nell’intento, a quella di realizzare un film su Cristoforo Colombo in Bolivia.
La questione coloniale è sempre materiale esplosivo che va maneggiato con estrema cura, e soprattutto con gli strumenti giusti. Il rischio è quello di trattare l’argomento come fece Steven Spielberg, che in “Amistad”, non so se ricordate,  trasformò la tratta degli schiavi africani in uno scatolone americano pieno di luoghi comuni, pacchi di kleenex e un finale altisonante come quelli che piacciono tanto a lui. Ecco, magari  Steven lo facciamo continuare sul filone Indiana Jones&templi maledetti eh…Le trame storiche magari no eh… 🙁

“Tambien la lluvia” è un film decisamente intelligente perché prende un evento storico come quello dell’invasione coloniale di un paese nel sedicesimo secolo e lo cala nel presente, evidenziando come i meccanismi di dominiazione che stavano alla base del colonialismo storico e del rapporto di subordinazione colono-colonizzatore non siano finiti con la fine di quella stagione storica, ma continuino malauguratamente a riproporsi, adottando modalità nuove, ma rimanendo sostanzialmente gli stessi. I conquistadores che abusavano dell’innocenza degli indios cinquecento anni fa, rivivono nella troup cinenamtografica accampata nella foresta boliviana, che sfrutta gli abitanti del posto proprio nella maniera in cui gli indios di cinque secoli addietro venivano sfruttati. Noi spettatori sentiamo un  certo malessere nascere dentro. O meglio, io l’ho sentito. È fastidioso, e anche vergognoso, vedere come lo schema del potere non cessi mai di ritornare, in una coazione a ripetere dalle tinte vichiane a cui francamente preferiremo non assistere. È come se la storia cambiasse i guanti ma agisse con le mani di sempre. Per questo nominavo il fastidio. Cosa c’è di più sgradevole di una ciclicità che porta ai medesimi risultati, i medesimi soprusi? Oggi il colonialismo di Colombo ― o, ampliando il discorso, quello delle superpotenze europee tra cui Regno Unito, Francia, Spagna ― è il neoimperialismo occidentale , e gli interessi sono quelli delle multinazionali che, come in questo caso, vogliono lucrare su un bene pubblico infischiandosene degli autoctoni. Alla fin fine, quindi, cos’è cambiato? Rispondere “niente” mi provoca un misto di fastidio, delusione e vergogna.

Lo sceneggiatore di “Tambien la lluvia” ― che, ricorda il cinefilo WG Mat, è lo sceneggiatore di Ken Loach, mica il primo Moccia, ehm, boccia, che passa ― ha fatto un ottimo lavoro sovrapponendo e a tratti confondendo tre piani narrativi diversi: quello della conquista dell’America da parte di Cristoforo Colombo che la troupe cinematografica sta ricostruendo, quello delle sommmosse popolari per la Guerra dell’Acqua che scuotono la città dove la troupe sta lavorando, e il documentario che racconta il making-of del film, registrando le difficoltà di un progetto cinematografico come quello. Realtà e finzione si mescolano, in un rimando di dialoghi e posizioni che fanno di passato e presente due facce della stessa medaglia ― mi linciate se uso “gemellarità temporale”? Ovviamente sì.

E il film tiene benissimo per tutta la prima parte. Nella seconda perde un po’ di compattezza; mi riferisco alla parte in cui il produttore del film decide di attraversare la città in piena rivolta pur di portare all’ospedale la figlia ferita del protagonista del suo film, che è anche il leader dei manifestanti contro la privatizzazione dell’acqua. In questa parte di maggior azione, il film stranamante diventa statico, o comunque rallenta il ritmo. O forse diventa più scontato, non so.  A ogni modo questa battuta d’arresto, a mio parere, non inficia la riuscita complessiva dell’opera.

Astrando (o dovrei dire “mastrando”? 🙂 ), “Tambien la lluvia” potrebbe anche rappresentare una riflessione sul fare cinema e sulle difficoltà che registi e addetti ai lavori incontrano nella realizzazione di un film ― e in questo c’è molto di “Fizcarraldo”. Pesante è anche la denuncia nei confronti del neocolonialismo (o post-post-colonialismo?). Mi domando se questo abbia in qualche modo inciso sull’uscita così posticipata, e in sordina, del film (son passiti due anni…). In Italia non credo sia nemmeno uscito nel 2010, o se sì, tipo in 3 sale…. Dobbiamo ringraziare gli organizzatori di “Tutti nello stesso piatto” per aver scelto di proporre un’opera così ben costruita, e attuale, per quanto di nicchia ― ma guardate, io non ho mai capito cosa significhi, essere  di nicchia… Nel senZo, una storia che parla di colonialismo, di neo-sfruttamento ― di Storia ― è di nicchia? Bah…
Ringraziamo naturalmente anche Capitan Mastro, che aderisce sempre a queste iniziative così avanti. 🙂

Ma spero non me ne vorrà ora… Questa settimana punto sull’effetto Shocking-my-town e propongo

007 – SKYFALL
di Sam Mendes

Vi ho stupito eh?! In realtà il Board ama sperimentare ― per quanto voi lo crediate sempre ossidato a quei film da sottotitoli, “atmosfere rarefatte” e “silenzi dell’anima”!  E poi non ha mai avuto nulla contro James Bond. Pierce Brosnan e Timothy Dalton non ci hanno mai molto convinto, è vero, ma il personaggio di Fleming (e Sean Connery), così radicato nella mitologia degli eroi del 21esimo secolo, ha una sua dignità cinematografica che non abbiamo mai messo in discussione. Ho scelto questo perché sento parlarne gran bene. E non tanto per via degli effetti speciali e le scene d’azione (quelli e quelle, ormai l’avrete capito, non hanno molto piglio sulla sottoscritta), quanto per la profondità psicologica di cui pare questo 007 sia dotato. Poi Sam Mendes ci dà fiducia ― Sam Mendes ha diretto l’intramontabile “American Beauty” e l’anno scorso il tenero “American Life”, che tra l’altro fu un Let’s Movie.
Poi lo ammetto, non mi è ancora chiaro se lo propongo per poter dire, in qualche momento a caso, “il mio nome è Board James Board” :-), oppure per qualche irrealizzabile desiderio represso d’impersonare una Board-girl… 🙂 Who knows… Appena mi do una risposta non mancherò di avvertirvi ― sarebbe davvero crudele da parte mia farvi vivere con questo dubbio. .-) 🙂

Avviso pubblicamente il Fellow Big che QUESTO è un film da Big ― niente sottotitoli, niente “atmosfere rarefatte” né “silenzi dell’anima”. Big, direi che questa settimana potresti fare del Board una sorella felice… 😉

Ah prima di salutarvi mi preme segnalarvi un appuntamento imperdibile dal Mastro. Per l’iniziativa “Incontri con il Regista”, il Mastro, in collaborazione con la Trentino Film Commission, nella Regale rappresentante l’Anarcozumi, ospita Daniele Vicari con il film “La nave dolce”, martedì 13 alle ore 20:30 ―ecchevi la scheda http://trovacinema.repubblica.it/film/la-nave-dolce/420109.
Come vi accennavo domenica scorsa, il Board è molto English-teaching il martedì sera, quindi la serata per lui/lei/loro sarà, per forza di cose, perdibile. 🙁 Ma io vi incoraggio ― e la Regale rappresentante Anarcozu con me ― a partecipare all’evento. Avere il regista in sala è un privilegio raro la cui perdita sarebbe davvero da James Tont (non so se notate come siamo già in mood 007).

Okay Fellows, io ho già spolverato l’Aston Martin e sono pronta per partire alla volta di Skyfall. Spero mi raggiungerete numerosi. 😉 Anche per non far rimanere male Daniel Craig, che, sommato a quel bel-vedere di Gael Garcia Bernarl in “Tambien la lluvia”, rientra nel programma “Come sollevare l’umore delle mie girl Fellows in tutta questa November rain senza Guns ‘n Roses”. 😉

My Moviers, mi verrebbe tanto da dirvi “dalla Russia con amore” è tutto, ma non voglio esagerare con il mood 007. Quindi mi tengo low-profile e vi ringrazio in semplicità, vi chiedo di sbirciare nel Movie-Maelstrom ― il riassunto potete pure tralasciarlo (ma si leggono ancora, i riassunti?!?) ― e vi prego di accettare questi saluti, che stasera sono follamente/follemente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Dato che sono in fissa per Yael Naim… Se qualche settimana fa vi era piaciuta “New Soul”, sentite un  po’ quanta sensuale raffinatezza nella versione che propone di “Toxic”. Sì, “Toxic”, la hit di adipe&ammiccamenti Britney… Vedete quanto una cover possa far svoltare una canzone… 😉
http://www.youtube.com/watch?v=zqKZ_WIK5ms

007 – SKYFALL: Daniel Craig è tornato a vestire i panni di James Bond 007 in Skyfall, la 23ª avventura del più lungo frachise cinematografico di tutti i tempi. Questa volta il centro dei servizi segreti inglesi è sotto attacco. A minacciarne la distruzione è un certo Raul Silva. Tocca a 007 mettersi sulle sue tracce e sventare il pericolo. Scene d’azione mozzafiato e una cupa atmosfera.

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