Let’s Movie CLI

Let’s Movie CLI

LA SCOPERTA DELL’ALBA
di Susanna Nicchiarelli
Italia, 92’
Lunedì 14/Monday 14
21:00/9:00 pm
Mastrantonio/Astra
Alla presenza della regista!

Mariachi Moviers,

Ah pareva di stare a Guadalajara mercoledì sera, con tutta quell’atmosfera da sera del dì di festa che Leopardi se la sognava nel suo monolocale di Recanati! 🙂
Ringrazio ufficialmente e pubblicamente e spassionatamente il Mastro che ha reso possibile la Fase Fun e la Fase Film! La Fase Dance non fu nemmeno nominata, nella più classica delle tradizioni omertose di questa città: Fun&Film bastano e avanzano per una serata infrasettimanale a Trentoville, borgo in tutto e per tutto simile al monolocale di Leopardi. Grazie, oh Antonio, Mastro della terza generazione della dinastia dei Mastrantonios, grazie per aver ospitato il giullare Board e i suoi saltimbanchi Fellows! 🙂
Un po’ luminarie e un po’ tsunami, i Moviers si sono presentati al Bistrò dell’Astra a ondate intermittenti e impreviste. Primo fra tutti, e c’ha lasciato non poco di stucco, il Movier Principino di Busa Bel-Air, estraneo in tutto e per tutto al fenomeno lezmuviano ― le archibuge sue origini impediscono il mescolamento con i trivia di Tridentum.
Poi la Fellow Cap e il Fellow Fra, con cui s’è disquisito sulle potenzialità di business di articoli presi a NY da un grullo Board per delle novità sensazionali e rivelatesi materiale presente sul mercato italiano dal 1986 circa (mamma mia, quanto son grulla! 🙁 ).
Poi la Fellow Killer, detta anche lo schianto, con quel potere che ha di stendere uomini e caporali, uomini e topi, uomini e no, e tutti i titoli che vi vengono in mente, a cui va la nostra riconoscenza per aver portato al party un’amica, Alice, che ha deciso di lasciarsi ingoiare dalle selve oscure di Let’s Movie, da brava patita del genere horror qual è… E per questo suo amore darioargentino la ribatteziamo Fellow Alice-che-dice-Poe (il nick più Fornaciari e letteratura del millennio! ;-)).
Poi il Fellow Iak-the-Mate, che mi sfoggiava un’eleganza fiorentina da stracciare tutti i Diego Della Valle, Della Palma e del pineto che possiate immaginare…. 😉
Poi l’Anarcozumi, che fa del sanissimo fun alle spalle del Board e s’interroga sulla piega inspiegabile che le mail lezmuviane hanno preso nel corso del tempo.
Poi il Fellow Pa, diviso tra i festeggiamenti per Let’s Movie e il richiamo della filarmonica, che sembra c’entrare con Jack London, ma invece c’entra solo con una sovrapposizione di eventi. 🙂
Poi la Fellow Choco-Bar, che ne sa talmente tanto di shoes&glam, ma talmente tanto, che discorrerci per me è come essere Coco avant Chanel.
Poi il Fellow Guido, che mi rendo conto di non aver mai cine-battezzato-ma-rimedio-subito-visto-il-suo-travestimento-strepitoso-a-una-festa-in-maschera-qualche-mese-fa, d’ora innanzi and forever and ever, il Fellow Frodo. 🙂
Poi il gruppo trentorising, capitanato dal WG Mat, sempre pronto anche lui a fare del fun, specie sulla taglia del Board (sia la Small che la ricompensa spiccata dallo sceriffo di Trentoville per chi mi catturerà, dead or alive). Ci costa ringraziarlo (ma siamo donne d’onore, e lo facciamo) per aver trascinato (e qui sì, sicuramente con la Forza) Andrea, d’ora innanzi, il Fellow Andy-Candy, per il cadeau di Haribo Delux presentato al Board. 🙂
Poi la famiglia Lezmuviana al completo: la Fellow Giuly Jules, il Fellow Pilo, e il nostro baby Movier Paolo, detto lezmuvianamente-e-non Pablito, alla sua prima uscita mondana! (Lasciatemi aggiungere un MAMMAMIA d’annata per questo trio speciale a cui guardo con occhi pieni di wow). 🙂
Poi il non-Movier Paolo detto Duca di Lombardia e la sua Liz Straightaway-from-UK, arrivati per ultimi, ma che, stando al Vangelo Secondo Matteo (di Pasolini), un giorno diverranno primi.
E poi la nostra Vanilla, Fellow di chiara chioma e di chiara fama, in assetto post-pool e dinner-free per essere presente alle celebrations. 🙂
Ora mi piglia l’angoscia di aver scordato qualche Movier… Sapete, la vecchiaia avanza ― problema: se l’hanno scorso il Board aveva compiuto 21 anni (e se una vasca da 200 litri impiega 9 minuti a riempirsi…) quanti ne compie quest’anno?
L’Honorary Member Mic purtroppo è caduta vittima della faraongite, la faringite che si prende in Egitto (umorismo da Ramses II, non badateci). Volevo dirle che ci è mancata e che il CdA di Lez Muvi l’aspetta con ansia e tanto Tantum Verde, ma proprio tantum. 🙂

Vi ringrazio davvero tutti, my Moviers! Mi fate ridere di me stessa, e questa è una delle parti di Let’s Movie che mi piace di più! E sono certa anche a voi!
E forse con altri 150 Let’s Movie riuscirò anche ad imparare un po’ di concisione… Forse… 🙁

Fin qui, tutto rose, tutto fiori, tutto Fun. Da qui in poi comincia il Film, e attaccano le noti dolenti.

Sono rimasti da Loach l’Anarcozumi, il WG Mat, il neo Fellow Andy-Candy, il Fellow Iak-the_Mate, la Fellow Giuly Jules e la Fellow Vanilla. Non male, dico io, prima dell’ingresso, convinta di trovarmi di lì a 50 secondi, una commedia, una commedia vera.

Invece, come predisse l’Anarcozumi ― che mannaggia, ha una capacità premonitrice da Cassandra, o forse era la Sibilla, insomma avete capito― il film s’è rivelato una “commedia della fruner” (dicasi “commedia della fruner” la commedia caratterizzata dal susseguirsi disastroso di eventi drammatici in cui il divertimento sta presumibilmente nel termine “susseguirsi”). Noi non sfioreremo l’ira del WG Mat, la cui delusione per il film farà rimandare a Ken Loach il prossimo viaggio in Italia. Benché anche noi ci aspettassimo dell’altro. Loach è il regista del (sotto)proletariato britannico sfruttato, inkazzato e perseguitato. I suoi film hanno l’odore di turni di notte e birra scadente, come in “My name is Joe”, oppure di adolescenti inguaiati e pioggia battente su città scozzesi sudice, come in “Sweet Sixteen”. Oppure di indiani che non raggiungeranno mai la WASPitudine necessaria per consentire loro una relazione con una WASP bianca che più bianca non si può (“Un bacio appassionato”) oppure il sapore paradisiaco di una carta verde agognata ma irraggiungibile in “Bread & Roses” (un Let’s Movie di un anno fa, per altro). Tranquilli, ho finito gli “oppure”.
È vero che nel 2009, con “Il mio amico Eric”, Loach si è lasciato affascinare dalla commedia, quindi il genere non gli è del tutto nuovo. Però quando da una vita ti occupi di soprusi sociali, ingiustizie, violenze, botte, periferie squallidissime, personaggi derelitti, violenti e arrabbiati, non è proprio così facile passare al sorriso ― potrà essere tragi- finché volete, ‘sta commedia, potrà avere il 97% di amarezza, come la più classica delle comédies” francesi (che funzionano un po’ come le “commedie della fruner”) ― ma non perderà mai quel sapore salato di dramma e lacrime. “La parte degli angeli” ne è la prova. Lo sbandato protagonista e la sua sbandata comitiva sono i ragazzi dei quartieri suburbani emarginati ― ed auto-emarginatisi ― dalla società che tanto bene Loach ha saputo rappresentare in passato. Sono loro, tali e quali: tossici, alcolizzati, cleptomani, balordi. Tuttavia nel film sono ridotti ora a delle macchiette ― vedi il personaggio del tonto troppo tonto ― ora a buoni troppo buoni (vedi Harry, il supervisore del progetto di recupero a cui partecipano), ora a redenti con il riscatto esistenziale in saccoccia (vedi Robbie).
Insomma, tutto è troppo: Robbie, lo sbandato protagonista, dopo aver caricato di botte un malcapitato in preda a un raptus post-dope, è troppo cattivo all’inizio e troppo “ho-messo-la-testa-apposto” alla fine. Troppo tutto prevedibile, previsto e visto. Troppo NON Ken Loach. Forse quando uno per tanti anni ha allenato la voce a cantare le sventure di una fetta di società ― soverchiata dalla fetta di società yuppi&successful molto ben delineata nel mondo britannico ― non è così semplice riuscire a modularla su altri toni, magari più leggeri. Qualche risata la si è fatta ― e la parentesi Fellow Giuly Jules la apro più avanti ― ma più per voglia di voler ridere che per le battute vere e proprie.

M’è dispiaciuto in modo particolare per la metafora sprecata. La parte degli angeli è quella percentuale  di whisky che evapora quando si apre una botte e che sale fino in cielo, inebriando gli angeli. Credo che si sarebbe potuta tirare fuori una sceneggiatura più convincente partendo da un’immagine così evocativa. Invece è stata sciupata in un intreccio scontato che finisce in un lieto fine dalle tinte rosa così zuccherose da farci rimpiangere la Glasgow grigia e razzista ― ma vera ― dei film citati sopra. Non è che siamo contro il lieto fine tout court, intendiamoci. Ma ci piacciono quelli che hanno carattere, originalità. Quelli che magari non ci aspetteremmo, quelli in cui il rosa non è così shocking, ma viene in qualche modo mitigato…Se voi siete della scuola di pensiero che considera il lieto fine nei seguenti termini: “in questa valle di lacrime che è la vita, lasciateci almeno l’happy-ending in sala!”, allora “La parte degli angeli” non vi deluderà. Io personalmente, che oltre al sogno cerco la vita nel cinema, sono più per la scuola di pensiero “di questa valle di lacrime che è la vita, fatemi ridere, please!”.

E comunque per me mercoledì il vero spettacolo è stato altrove… Nello specifico, due posti alla mia sinistra, dove sedeva la Fellow Giuly Jules le cui grasserisate hanno innescato una reazione a catena nella fila di Moviers seduti vicinivicini. 🙂 Ma vi dico, delle risate così contagiose che non si poteva proprio evitare il contagio! (Alla prima uscita cinematografica dopo un mese a casa con il baby Paolo, ipotizziamo che la Fellow si sarebbe sganasciata anche davanti all’“Incompreso” ― il film più traumatizzante della storia del cinema). SPET-TA-CO-LO! Grazie Jules! 🙂 🙂

Ma vedete mo’ cosa vi si offre per il 151esimo Let’s Movie…

LA SCOPERTA DELL’ALBA
di Susanna Nicchiarelli
Italia, 92’
Lunedì 14/Monday 14
21:00/9:00 pm
Mastrantonio/Astra
Alla presenza della regista!

Sì sì, avete proprio letto bene… Susanna Nicchiarelli ― quella del felicissimo “Cosmonauta”, per capirci ― sarà ospite del Mastro, che si riconferma essere sempre sul pezzo! 😉

Lo sapete, no, come la penso: quando il regista è nei dintorni, va sfruttato. E quale occasione migliore di un anonimo lunedì di gennaio? Non occorre neanche che insista, so già che avete inserito l’appuntamento nel vostro bravo Google calendar… 😉

Prima del punto-liberi-tutti che vi farà tornare alle vostre attività domenicali, vi spingo a sbirciare nel forziere del Movie-Maelstrom, che custodisce una preziosa iniziativa segnalataci dalla Fellow Choco-bar. Se volete potete dare un’occhiata anche al riassunto, ma più importante di tuttotutto, accettate questi miei grazie, per essere sempre di là dal vetro del mio laptop, e questi miei saluti, che stasera sono puertovallartamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Come anticipato, la Fellow Choco-bar segnala a tutti gli interessati un Workshop per Segretario di Edizione organizzato da Cineteatro, centro di ricerca, produzione e formazione cinematografica e teatrale che si svolgerà a Roma a partire dal 16 febbraio ― tutte le info qui http://www.cineteatro.org/

Grazie Barbara per la dritta… E voi, Moviers con la passione del far-cinema, fatevi sotto/avanti… 😉

LA SCOPERTA DELL’ALBA: Roma, 1981: il Professor Mario Tessandori viene ucciso con sette colpi di rivoltella da due brigatisti, nel cortile dell’università e sotto gli occhi di tutti. Muore tra le braccia di Lucio Astengo, suo amico e collega. Poche settimane dopo, Lucio Astengo scompare nel nulla. Nel 2011, Caterina e Barbara Astengo, che avevano sei e dodici anni quando è scomparso il padre, mettono in vendita la casetta al mare della famiglia. In un angolo della casa c’è un vecchio telefono ancora attaccato alla presa. Caterina solleva la cornetta e scopre che dà segnale di libero. Il fenomeno è inspiegabile, la linea è staccata, prova, quasi per gioco, a fare il numero della loro casa di città di trent’anni prima. dall’altra parte sente squillare: le risponde una voce di bambina.

 

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