Let’s Movie CLIX

Let’s Movie CLIX

AMICHE DA MORIRE
di Giorgia Farina
Italia 2013, 103′
Mercoledì 13/Wednesday 13
Ore 20:00/8:00pm
Multisala Modena/Lo Smelly

Feuilleton Fellows,

Che angoscia martedì! Innanzitutto tu, Board-dei-miei-stivali, devi ancora imparare a risolvere il problema di pag. 11 “Scarpe-spazio-tempo” che il testo “Fisica Creativa” ti propone a ogni Let’s Movie. 🙁 Non puoi uscire di casa quando il campanile non-sai-dove rintocca le OTTO quando il film attacca alle OTTO! E soprattutto NON puoi infilare quei trampoli lì con una caviglia mezza gonfia ― questa è una storia troppo lunga anche per voi amanti dei romanzi d’appendice ― e sperare di correre allo Smelly come se niente fosse, you, Board-dei-miei-stivali-anzi-trampoli che non sei altro! Ringrazia che il Sergente Fed FFF s’è organizzato 54 secondi prima di te ed è riuscito a prenderti il biglietto e a vederti sopraggiungere, con andatura dik-dik* (qui o tentate di indovinare o consultate le note a pié di pagina o mi mandate a) e la solita aria da Bertha Mason** (anche qui o tentate a indovinare o consultate le note a pié di pagina o mi mandate a). 🙁
Per me vedere il Sergente là, dietro la vetrata, che mi guarda sopraggiungere tra dik-dik e Bertha Mason, scuote il capo e se la ride, è stato come tornare sana e salva a Naboo dopo aver perlustrato la Morte Nera… 😉
Ci precipitiamo senza precipitarci in sala ― tanto ormai eravamo sani e salvi a Naboo ― per scoprire che la Sala 2 dello Smelly, la più importante in termini di posti&puzza, conta tipo 5 spettatori. “Un pienone di Moviers stasera eh”, commenta il Sergente, con navigata ironia. Il Board non riesce a soffocare una risata raffaellacarrà che rotola giù per tutto il pendio desolato della sala…Uah uah uah… 🙂
Purtroppo il Fellow Andy Candy s’è visto negare l’accesso alla Sala 2 per via del misero ritardino con cui s’è presentato alla porta… Lui ha avuto qualche difficoltà con il problema di pag 12 “Ufficio-spazio-tempo”…  Lo ringraziamo tuttavia della picchiata downtown: per noi la picchiata tentata vale quanto la picchiata riuscita. Ritenta, Andy Candy, e vedrai che sarai più fortunato! 😉

“Tutti contro tutti” ci ha fatto: sor&ridere, preoccupare, riflettere, stupire, e s’è guadagnato la promozione da parte del comitato straordinario Sergente+Board (che “Troupa d’Elite”! Che terrore! :-)). Sono stata così contenta, ma così contenta, di trovare Gulliver in un film Lilliput! L’opera prima di Ravello testimonia quanto il low-budgeting non sia la morte nera (aridajje) del far cinema. L’idea è tutto ― e lo dice David Lynch, non Silvio Muccino. E se la tua idea non è mostrare esseri azzurri che zompettano in una foresta fuori dal tempo (no, non i Puffi, quelli erano molto più cheap&done degli avatar di Zemeckis), non è che servano grandi finanziarie per fare un film.
Sì Mister Lynch, l’idea è proprio tutto. 😉
Rolando Ravello ha tratto ispirazione dalla vicenda assurda capitata a un suo amico ed è riuscito a coglierne e restituirne lo spirito di quella che oggi i critici che ne sanno chiamano “dramedy”, quella combinazione 50% drama, 50% comedy che risulta in un 100% lacrime di fun&pain. Il fatto che sia tratta da una storia vera non è un elemento funzionale alla riuscita del film ― il film sarebbe riuscito anche se la storia fosse stata finzione pura ― ma il fatto che l’episodio trattato sia vero contribuisce ad accrescere l’angoscia… Cercate di immaginarvi cosa succede al protagonista, e immedesimatevi un po’…Di ritorno dalla Comunione del figlio, la serratura di casa non risponde più alle chiavi… Accostando l’orecchio alla porta, Agostino sente che dentro casa sua ci sta qualcun’altro…. Persone (be’, parassiti) che gli hanno rubato casa!

Uno non ci pensa, al furto della casa. Possono portarti via la macchina, la bici (Angel R.I.P.), il lavoro (very bad anche quello), ma NON le mura domestiche! Cavolo, è calcestruzzo! L’idea che non basti più chiudere a chiave una porta per chiudere sottochiave il tuo spazio, proteggere quella manciata di metri quadri che l’immobiliarità strozzina a stento ti concede oggigiorno, be’, mette in discussione una delle poche “certezze” che ci raccontiamo.
Noi italiani siamo fissati col mattone, e si sa. Nella mentalità anglosassone una casa vale l’altra. Il cambio-casa è una pratica molto più easy, meno “drama”, anche burocraticamente. Qui in Italia ― forse anche per via del burocraticamente ― cambiare casa diventa più complesso… E poi noi di solito ci mettiamo il piezz ‘e còre, tendiamo ad attaccarci emotivamente allo spazio… Insomma, facciamo dello sturm-und-drang anche a livello catastale! Pensate se vi sottraessero casa senza avervi dato il tempo di elaborato il distacco. Un colpo (al cuore) e via, di punto in bianco la casa, andata, gone baby gone. Per tutta la durata del film io non ho fatto che sussurrare al povero Sergente “matirendiconto??? cioématirendiconto???”. E io l’unico mattone con cui sto in fissa è quello del ballo!
Il regista è stato molto bravo con le dosi. Humour abbondante, tragedia nei limiti (ma presente), un bel po’ di reale&iperreale (le scarpe da comprare al figlio che costano 89 dolorosissimi Euro; il pacchetto di biscotti del Discount…tutti dettagli che costruiscono il quadro della situazione senza tante parole), una buona spolverata di surreale (il Sergente suggeriva giustamente che si respira un certo mood di “L’erba di Grace”, e concordo a pieno ;-)).

Gli è riuscito questo film che mette in piazza il nuovo volto dell’homo-homini-lupus: di solito lo vediamo declinato nel lavoro ma non nell’ambito immobiliare… E ha individuato delle gran questioni presenti nella nostra società, come quella della lotta per lo spazio (il metro quadro), e della prevaricazione sulle persone, che si calpestano in base alla logica “mors-tua-vita-mea”… La prepotenza tocca tanti personaggi del film, ma non si tratta solo di una “semplice” prepotenza fine a se stessa, il bullismo (che peraltro il ragazzino cotto della figlia di Agostino subisce), è una prepotenza nuova, dettata dalla disperazione, come il finale GENIALMENTE propone (il finale è davvero da bocca spalancata, 100 punti per Ravello!). E finiamo per essere effettivamente “tutti contro tutti”… Italiani contro italiani, extracomunitari contro italiani, italiani contro extracomunitari, cognati contro cognati, tre tigri contro tre tigri (you silly Board)…
Mi piace molto anche la disposizione nucleare dei personaggi. Nucleare?? Sì, nucleare… Il nucleo famigliare di Agostino, quello della sorella, quello degli strozzini razzisti, quello dei tre perdigiorno seduti sulla panchina fuori dal condominio dove i fatti si svolgono, che osservano, inerti, il dramma in corso…Micro nuclei che agiscono non individualmente, ma nuclearmente… In quello del trio dell’accidia ― che ben rappresenta l’ozioso italiano medio, colui che osserva i fatti senza muovere un dito ― c’è più società italiana che qualsiasi Muccino (Gabriele stavolta) possa sperare di mettere insieme. Quando alla fine i tre daranno una mano al protagonista, ci si accende un barlume di speranza… Forse aiutarsi, in quest’Italia da far west, è ancora possibile… Se non sempre, almeno a momenti…
Coraggiosa e giusta la scena in cui Agostino perde la fede. La Chiesa a volte è davvero fuori luogo con i suoi consigli teorici quando stiamo soffocando in una melma (altrimenti detta…) di problemi pratici….

E altri 100 punti per i titoli di coda, inseriti in un bel montaggio di campanelli animati, davanti ai quali io e il Sergente abbiamo sgranato tanto d’occhi.
W Lilliput, Moviers! 😉

E per questa settimana, in onore della settimana scorsa e dell’8 marzo e delle donne che dell’8 marzo se ne fregano ma se voi uomini Moviers ci fate degli auguri non ci offendiamo anzi siamo contente perché ora vi rivelo una gran rivelazione, se ci fate degli auguri non vuol dire che ci consideriate esseri inferiori o che ignoriate gli accomplishment del femminismo e la parità dei sessi e blahblahblah, no, se ci fate degli auguri vuol dire che vi siete fermati un attimo nella vostra giornata di frenetici Fellows e avete pensato a noi, nulla di più e nulla di meno (l’ho detta tutta d’un fiato perché ce l’avevo lì che ribolliva), insomma, per questa settimana propongo, impongo e sostengo

AMICHE DA MORIRE
di Giorgia Farina

28. Gli anni di Giorgia Farina, la regista, che debutta con un film tutt’altro che commediola usa-e-getta. In più, a quanto sento, le protagoniste funzionano alla grande insieme ― e io sono una sostenitrice della Sabrina Impacciatore (sì, “della”), che ci faceva scompisciare già dai tempi di “Non è la Rai” (perdonatemi) e Lara Croft.
Un’unica cosa…Non definiamola “commedia al femminile”, please… Avete mai sentito definire “al maschile” una commedia interpretata da attori uomini?? …Questo ce la dice lunga su chi sia IL canone. Chi sia dominante e chi recessivo..
Ovviamente mi sto riferendo ai piselli di Mendel.
🙂

E anche per oggi ho cianciato abbastanza, credo… Prima del Movie Maelstrom più panciuto della storia, e del riassunto più inutile della storia, prima di ricordare al mio Mastrantonio che è sempre deep in my heart 🙂 nonostante la lontananza, vi faccio trovare, come promesso, le note a pié di pagina, a cui voi, lettori accaniti del romanzo d’appendice siete usi… E ovviamente ecco i miei grazie, countless&endless, e i miei saluti, pickwickianamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

*Il termine dik-dik indica le piccole (adorabili) antilopi del genere Madoqua, così minute su quelle zampette di nulla, che si teme crollino da un secondo all’altro. http://www.animalinelmondo.com/animali/mammiferi/524/dik-dik.html

** Pazza esagitata del romanzo “Jane Eyre” di Charlotte Bronte, passata alla storia per la sua esagitata pazzia.

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Non fossi andata a vederlo quand’ero a New York, il film che proporrei-imporrei-sosterrei questa settimana sarebbe “Il lato positivo – Silver Linings Playbook” di David Russell. I tre attori che ci recitano, Bradley Cooper, Quella-caduta-agli-Oscar (Jennifer Lawrence) e Bobby De Niro sono eccezionali. Sarà che ho visto il film in lingua originale quindi la pirotecnia dei dialoghi non era smorzata in alcun modo dal doppiaggio, sarà che i due protagonisti fanno la parte di due loser, due sbandati (nel senso che “hanno sbandato” uscendo dalla careggiata del “normale” sociale) e io subisco molto il fascino e la fascinazione dei loser, sarà che vi farete delle grasse risate, sarà che finalmente Bobby ritrova il piglio del grande attore dopo aver presenziato scialbo in scialbe commedie, sarà che il titolo viene da un detto che in inglese mi piace proprio, “every cloud has a silver lining”, che suona un po’ come “non tutto il male viene per nuocere” in italiano, ma volete mettere la poesia che c’è nell’evocare il bordo argenteo di una nuvola?, sarà che stavo all’Angelika Film Center e tutto sembra un po’ angeliko all’Angelika Film Center al 18 di W Houston Street, sarà che se penso a un film da consigliarvi per farvi passare una serata in cui farvi divertire ma anche imparare che i loser possono essere più winner dentro di qualsiasi winner autentico mi viene in mente proprio questo film, sarà per tutti questi motivi, ma a me il film è proprio piaciuto. In alcuni punti è molto americano, e anche il finale, e ci sono delle imperfezioni eh…. Ma lo consiglio convinta: il botta-e-risposta tra i protagonisti e la bravura dello sceneggiatore dietro quel botta-e-risposta, vale di certo il prezzo del biglietto.
E quella-caduta-agli-Oscar, che poi ha vinto l’Oscar proprio per questa interpretazione, è davvero DAVVERO brava! 🙂

La Fellow Cap ci segnala proativissimamente un evento a cui noi parteciperemo di sicuro, organizzando un “Let’s Movie to Theater” in movier-massa a Verona, sabato 16 marzo, grazie allo spettacolo “Amleto in salsa piccante”.

Maggiori info qui, http://www.teatrosantateresa.org/TESTI/Volantino%20festivaluilt_fisarmonica.pdf

Grazie Cap! E voi, Moviers del veronese, nello specifico, Fellow Deportami, Fellow Reverendo e Fellow Tecnico, questa è l’occasione per rivedersi e fare il punto della situazione dopo uno storico capodanno all’insegna dello SporTmaggiore dalla Fellow Lover Killer… 😉

AMICHE DA MORIRE: Il film racconta una storia che si svolge d’estate su un’isoletta del sud Italia. In questa realtà, divisa tra modernità e retrogrado tradizionalismo, si snodano le vite di tre donne, che malgrado le notevoli diversità si trovano costrette a far fronte comune per salvarsi la pelle. Gilda (Claudia Gerini), una bellezza verace venuta dal continente, che da anni sbarca il lunario facendo il mestiere più antico del mondo; Olivia (Cristiana Capotondi), una giovane moglie da manuale, bella ed elegante che suscita le invidie delle donne per la sua vita idilliaca accanto a un bel marito; Crocetta (Sabrina Impacciatore) il brutto anatroccolo che si mormora porti iella a qualsiasi sventurato le si avvicini e tenti di conquistarla. A complicare la loro vita arriva un fiero quanto brusco commissario di polizia, Nico Malachia (Vinicio Marchioni). Il commissario intuisce che le tre nascondono un segreto…

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Leave a Reply