Let’s Movie CLXV

Let’s Movie CLXV

NELLA CASA – DANS LA MAISON
di François Ozon
Francia, 2013, ‘105
Martedì 23/Tuesday 23
21:15/9:15 pm
Astra/Dal Mastro

Fujiko Fellows, Margot Moviers,

Lunedì capisco che la settimana si svilupperà all’insegna dell’entropia. Dopo una serata di grasserisate in zona Busa-Bel-Air dalla nostra Fellow Archibugia che adesso ― e maiuscolizzo ADESSO ― ha un motivo per mancare Let’s Movie, e il motivo si chiama temporaneamente “Alien” e le guizza nella pancia come un baby forsennato e presto farà del Board una zia molto molto orgogliosa :-), rincaso in territorio Trentoville accompaganata da spizzichi e bocconi radiofonici che sanno di brutto presentimento. “Quello che è successo a Boston” non fa pensare a nulla di buono….E infatti una volta a casa, internet conferma i presagi. Basta la parola ordigno a far tremare le ginocchia.
Ogni attentato è un atto vigliacco e mostruoso, su questo siamo d’accordo tutti. Questo atto però, particolarmente mostruoso e vigliacco. Forse lo dico per via di sensibilità e solidarietà runner, non so. Quando corri pensi solo a correre, sei vulnerabile, non t’immagini che una bomba possa coglierti proprio lì, mentre fai andare le gambe e ti senti tutt’uno con l’aria ― questo aggiungete ai motivi “perché corri?”…. Ma questo vale anche per chi viene sorpreso da un atto terroristico quando lavora, viaggia, va a scuola… Però quando corri, cavolo, voli. E lunedì, una pentola a pressione di chiodi e polvere nera ha spezzato le ali a uno stormo di gabbiani. 🙁
E poi va be’, Boston, “the garden of the United States”, il gioiellino che mi aveva ospitato un anno e mezzo fa, proprio Copley Square, dove avevo corso, un anno e mezzo fa… Una bomba in giardino tra uno stormo di gabbiani… 🙁 🙁
L’entropia prosegue nella mia bocca, con un dente del giudizio che decide di piazzare un’infezione sopra il giudizio. E lo so che questo non è luogo per lamentarsi delle entropie personali, al massimo di quelle collettive… ma il dolore è un’esperienza totalizzante che si ripercuote, pur indirettamente, anche su chi ti circonda ― presente la teoria delle onde di Schmidt, sì vero? 😉 Quindi signorina, ora mi fa quattro giorni di antibiotici ― tutti e quattro, mi raccomando Signorina ― e solo dopo s’interviene. E io, okay okay GLIELI faccio i quattro giorni Dottore, e se adesso vuole scusarmi mi levo la cresta da Board, e me ne vo mogiamogia. 🙁 🙁 🙁
Vista la piega che aveva preso la settimana, come poteva prospettarsi il Let’s Movie, se non come una landa desolata sotto un film desolante? I guardian angels lezmuviani erano tutti out of reach: la Honorary Member Mic in trasferta nel vicentino per gestire una nostra affezionatissima (im)paziente (la cui Forza le permetterà di superare qualsiasi attacco da galassie nemiche), l’Anarcozumi in ventilazione pre-immersione Trento Film Festival, il Sergente Fed FFF in fase decompressione dopo un’immersione lavorativa in mare romano ― tutti molto sub, questi miei Moviers, come vedete. 🙂
Però ogni tanto anche l’entropia si stanca di se stessa e fa una pausa. E allora il Board trova il WG Mat ― sì, quello più busy-bee di tutto l’alveare 🙂 ― lì fuori dal Viktor Viktoria, dopo aver startuppato e sprizzato sui colli Trentorising. Guardate, quando l’entropia si stanca di se stessa e l’ordine torna, vi vien voglia di ballare sul mondo e fare fandango… Ed è proprio lì, quando abbassi la guardia, e stai per seguire i consigli del Liga, che rimani fregato! Perché l’entropia è un herpes, ritorna sempre…. Questa volta, assumendo le sembianze dell’ultimo film di Tornatore.
Menomale che ero con il WG Mat, e s’è riso ― ormai l’avete capito il meccanismo, no? Non c’è pharmakon (pharmakon l’hai già detto, Board!) migliore della risata contro un film deludente che fa acqua da tutte le parti, che butta un’intera macelleria sul fuoco, che ambisce al grande dramma pur utilizzando schemi da piccolo thriller, che vorrebbe costruire discorsoni sugli universali e si perde nel soggetto-verbo-complemento della verosimiglianza, che non c’azzecca in nessun genere, e che mi costringe a questa sfilza di che-che-che, e io non ho una gran opinione delle proposizione relative, se proprio volete saperlo.
Ma vi prego contattiamo Federica Sciarelli, perché chi l’ha visto Tornatore Giuseppe? Che razza di fine ha fatto? Dov’è finito quello che spiegava la magia del cinematografo attraverso il personaggio di Alfredo (il cui dna è condiviso dal nostro Mastro, e lo dice il genoma, mica io)? Quello che ha avuto modo di leggerci sullo schermo la leggenda di un pianista sull’oceano? Quello che è capace di commuovermi quasi fino alle lacrime (quasi) con un film come “La sconosciuta”, duro&crudo ma schietto e anche imperfetto, ma cavolo, schietto? Che cavolo di fine ha fatto Tornatore Giuseppe, nato a Bagheria (PA), e che in Baharia ha cominciato a perdersi?
Per spiegare cos’è “La migliore offerta” ho bisogno di sapere se ricordate il capolavoro di fine anni ’80 “Scuola di Ladri”,  starring Paolo Villaggio, Massimo Boldi ed Enrico Maria Salerno per la regia di Neri Parenti. Se lo ricordate ― io lo ricordo imbarazzantemente bene ― non c’è bisogno che andiate a vederne la versione drammatica, ovvero “La migliore offerta”. Molto meglio che rimaniate con quella comica…
“La migliore offerta” è la storia di una colossale truffa ai danni di un truffatore, Sir Oldman ― quanta originalità eh ― che nella vita compra e vende opere d’arte. E’ un truffatore: tramite un amico complice, acquista i quadri delle aste che bandisce… Un complice che poi alla fine lo frega di brutto, in accordo con un’avvenente squinzia dai modi gattamorta che lo conquista, coi modi gattamorta ovviamente. Ora, se non vi viene in mente “Scuola di ladri II”, vi verrà in mente sicuramente Lupin III, vi verrà in mente sicuramente Margot/Fujiko (ma Margot o Fujiko??)… Il pattern è lo stesso: piano diabolico+protagonista pollo che si crede un gallo + amico che in realtà è un falso amico che architetta il piano diabolico per fregare il pollo-gallo + innamorata che in realtà è una (britney) bitch in combutta con l’amico + pollo&gallo derubato che finisce i suoi giorni in manicomio…
A parte il manicomio e a parte l’ambizione di fare del film un trattato sulle dicotomie autenticità-finzione/menzogna-verità in amore/lavoro/amicizia, la trama è parapara a quella di “Scuola di Ladri II”. Solo che lì, così come in Lupin III, I get what I buy. E allora posso travarmi anche davanti a  situazioni poco o affatto credibili, o davanti alla sospensione della verosimiglianza. Ci sta. Ma se vado a vedere un film di Tornatore che parte come un thriller, mi aspetto di trovare un rigore narrativo tale da consentirmi di credere alla verità che il film mi sta raccontando. Invece la trama è tutta tarmata: ci sono talemente tante falle che elencarle qui sarebbe un supplizio per voi e per me… il protagonista, Sir Oldman, un navigato battitore d’asta di alto bordo con anni di esperienza sulle spalle si lascia turlupinare da una squinzia (sì la gattamorta) 40 anni più giovane di lui, e lui, come uno scolaretto, confessa le sue pene d’amor perdute a una specie di riparatutto ― anche lui 40 anni più giovane di lui ― che non è altri che un complice del piano ordito alle sue spalle dall’amico+gattamorta; nessuno si accorge del furto di 80 quadri dalla stanza segreta di Oldman, casa in centro, ultimo piano, con servitù presente, bah; l’androide del ‘700 riportato alla vita (e questo è un prestito ― furto?? ― bell’e buono da “Hugo Cabret”) la cui presenza all’interno del film è molto più che tirata per i capelli: è assultamente ininfluente ai fini della storia, e sembra solo un puntiglio “lo voglio nella trama a tutti i costi” da parte del regista…
Sfilacci narrativi a parte, il film è freddo. Non coinvolge. Non parteggiamo né per lui né per lei, non ci appassioniamo alla storia ― troppe falle, troppe tarme. Il vero grande problema è che stiamo guardando un film consci di guardare un film: non siamo “nel” film, come capita invece nelle storie in cui perdi contatto con la realtà e sei NELLA realtà altra della finzione. Rimaniamo fuori.
E poi irritanti, oh my God soooo irritanting, le muische di Ennio Morricone! Non avrei mai pensato di dirlo, per l’ammirazione che da sempre nutro per lui, ma stavolta Morricone non ha fatto che (ri)fare se stesso. Addirittura penso che abbia aperto un cassetto, ripescato quattro cinque pezzi con il marchio Morricone-branded sopra, e li abbia proposti a Tornatore… Le musiche sono a tratti troppo enfatiche, ed enfatizzano momenti in cui la tensione dello spettatore è ai minimi storici. A tratti sono troppo liriche, e aspirano a mimare sonoramente una poesia visiva che purtroppo non c’è sullo schermo. E a tratti sono troppo c’eraunavoltainamerica… In certi passaggi Morricone sembra davvero plagiare se stesso, e questo, estremizzando, è anche peggio che plagiare un altro ― quando plagi un altro rivolgi all’altro la tua ammirazione, e per questo lo saccheggi: quando plagi te stesso non fai che ammirare te stesso… 🙁
Insomma, non ci siamo. No, no, no, e ancora no. E se per caso la Sciarelli o voialtri riuscite ad avvistare Tornatore Giuseppe, nato a Bagheria (PA) e perso da qualche parte fra Baharia e “La migliore offerta”, vi prego, avvertiteci rightaway.
Ed ora buttiamoci entropia e sogni di grandiloquenza alle spalle, e tiriamoci su il morale… Questa settimana si torna dal Mastro per un film che yum yum, pregusto da qualche tempo 🙂

NELLA CASA – DANS LA MAISON
di François Ozon

Dunque, Google mi conferma che il film è stato presentato ai festival di Toronto, San Sebastián (dove ha vinto il Golden Shell Award, oltre al Gran Premio della Giuria per la miglior sceneggiatura) e di Londra, ma io non ho ricordo del film (né del Festival si San Sebastian, se è per quello). Però ho ricordo di averlo sentito nominare, e di aver pensato, yum yum, questo me lo cucino a Let’s Movie. Pertanto, seguendo la traccia di un’impressione ― ma anche la strada battuta dal Mastro che ha inserito il film nel suo menu settimanale ― provo a porgervelo, sperando che non lo lasciate cadere… NON lo lasciate cadere, please…
E prima di salutarvi, consigliandovi una sbirciatina nel Movie Maelstrom, e un gran sguardo di superiorità scuola Clarke Gable al riassunto, volevo ricordarvi che giovedì 25 aprile parte la 61esima Edizione del Trento Film Festival, http://www.trentofestival.it/! E cosa vuol dire questo? Sostanzialmente la sparizione dell’Anarcozumi per dieci giorni (5 maggio, Napoleone permettendo) ― ma ho già avvertito “Chi l’ha visto?” dell’assoluta ordinariaamministrazione del fatto. Sostanzialmente l’abbuffata cinematografica, e la rianimazione di Trentoville, che libera la stiamo perdendo e, come dice sempre il Fibra, è l’ultima cosa che vogliamo sentire…
Sperando d’incrociare la Zu serendipitamente durante i giorni festivalieri, ora vi ringrazio dell’attenzione e vi porgo dei saluti, che stasera non possono che essere zenigatamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Allora, sentite qua cosa mi è capitato nelle cuffiette un paio di giorni fa…  https://www.youtube.com/watch?v=On98e0jINwE
Unendo Nina Simone, il remix di Groovefinder e questi omini stilizzati tutto-fun, è ottima per neutralizzare l’entropia… Give it a try  😉

DANS LA MAISON: Un ragazzo di 16 anni si insinua nella casa di un suo compagno di classe per trovare ispirazione per i suoi componimenti scolastici. Colpito dal talento e dall’indole insolita dello studente, il suo professore di francese ritrova il gusto dell’insegnamento, ma l’intrusione scatenerà una serie di eventi incontrollabili.

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