Let’s Movie CLXIII

Let’s Movie CLXIII

U.S.A. CONTRO JOHN LENNON
di David Leaf e John Scheinfeld
USA, 2006, ‘99
Lunedì 17/Monday 17
22:00/10:00 pm
Multisala Modena/Smelly Modena

Flexible Fellows,

Finalmente è arrivata. Sì sì lei, l’estate. Avevamo già allestito per il funerale qualche giorno fa, pòsti davanti alla triste evidenza per cui le giornate sarebbero andate accorciandosi prim’ancora di cominciare ad allungarsi ― fenomeno noto a tutti con il termine di “inversione elastica”. Fortunatamente abbiamo riposto le condoglianze nel cassetto e abbiamo tirato fuori le braghette corte, e questo ha coinciso con il primo Let’s Movie outdoor della stagione ― a perfect sense of timing eh. 🙂
Qui dobbiamo riflettere un attimo sulla location “Giardino Santa Chiara”. Il locus è aeomenous, ormai lo conoscete tutti, anche quelli che di Trentoville hanno solo un’idea concilio-caprette-canederli ― non poi così lontana dal vero, peraltro…Come forse ricorderete, al Giardino Santa Chiara si svolgono tutti quei concerti +/- felici ― della cui eventuale infelicità né la matematica, né il Signor Giardini Santa Chiara, ahimé rispondono ― che la Trento Summertime ci propone. E la location va bene, benissimo, per un concerto. Ma purtroppo le cose cambiano quando parliamo di cinema: c’è un viavai di ragazzaglia eterogenea che transita per lo spazio e che si diverte a far baccano giusto per il piacere di far baccano ― “persona dal livello intellettivo inferiore alla media”, il dizionario dice così alla voce “deficiente”, e mi sembra che ci siamo. Quindi l’acustica non è il massimo, bisogna adattarsi un po’. E possono verificarsi dei disguidi tecnici che ritardano il “play” di quella mezz’oretta o giù di lì. Insomma, bisogna essere un po’ elastici, come l’inversione. Noi siamo abituati dal Mastro, ed è un po’ come passare dal Ritz alla Pensione Da Rosa, per abbozzare un paragone di categoria accommodation. Ma diciamo che ogni tanto fa bene, scendere dall’Olimpo e rimettere i piedi per terra, nonostante le persone dal livello intellettivo inferiore alla media ― di’ pure “deficienti”, Board, feel free to. Quindi superato lo scoglio “distrazione”, ci si può abbandonare al cinema all’aperto, che ha quella dimensione esotica, quell’aria vacanziera…non so ma è come quando, alle elementari, ti portavano in gita…Ecco sì, il cinema all’aperto è come andare in gita, pros&cons ivi annessi e connessi.

Hanno fatto firmare l’autorizzazione ai genitori e si sono presentati al punto di ritrovo Let’s Movie, il Fellow D-Bridge, attentissimo tra le prime file (e pronto a utilizzare contro il Board Gigi D’Alessio come arma castiga-ritardi…non male a temerarietà, il Fellow eh ;-)), l’Anarcozumi, che teneva posti per tutti (sottraendoli con mestiere a un povero malcapitato :-)); la Fellow Cap, che dopo il trasferimento dell’Honorary Member Mic ha promesso più partecipazione e sta brillantemente mantenendo la promessa; il Fellow Spaccato, che mancava da quei due anni o giù di lì, ma del resto lui è uno che bazzica la fisica di Povorock, e pure in contesti architettonici di vera upper-class, quindi non ci meravigliamo :-); insieme a lui il Guest Mirko, di cui non so nulla, se non che gli è rimasta impresso “Se corri come un fulmine ti schianti come un tuono” (e questo ci piace ;-)). Tra l’altro mi pare di aver intravisto tra la folla ―sì, “folla”, io pensavo di trovare file e file di posti vuoti, e invece…(l’ascendente dell’agggratis non ha eguali) ― insomma tra la calca mi pare di aver intravisto la Fellow Marie-Thérèse l’Imperatrice e forse con lei la Fellow Mailena, vista pochi giorni fa a fare incetta di dvd in biblioteca… Chissà se ho avuto le traveggole oppure se erano la Movier regale e la Movier postale in carne ed ossa? Difficile a dirsi…
“Un poliziotto da happy hour”, che d’ora in avanti chiamerò con il titolo originale “The Guard” per non perpetrare l’oltraggio che la traduzione italiana infligge al film facendolo passare per prodotto made-in-Vanzina, è stato un battesimo quanto mai felice per la location. Una commedia taglientissima, 90 minuti di pura, guduriosissima e godibilissima anti political-correcteness, con battute disincantante e razziste…ma quel razzismo dei luoghi comuni da Bar Sport che non incendia i quartieri o perseguita le genti…Il protagonista è questo poliziottone irlandese eccentrico e sboccato, colto e rozzo, come si sul dire tutto e il contrario di tutto. Quando t’imbatti in personaggi così sfuggenti alle definizioni, eppure tanto finemente caratterizzati, che rimangono così impressi e identificano un tipo (forse qui potremmo anche azzardare un “arche” davanti), significa che siamo davanti a una lavorazione del personaggio che non punta al risparmio, quanto invece al massimo dello sfaccettato, del multiforme ― noi uomini del 21esimo secolo non siamo mica monodimensionali, con buona pace di Markuse. Il soggetto ottenuto, il Sergente Boyle, potrebbe essere il discendente diretto di Jeffrey “Drugo” Lebowsky, quel genere di eroe-manco-pe’-gnente (dire “antieore” mi sembra quasi riduttivo) pieno di vizi e imperfezioni ― Boyle beve, si droga, va a prostitute, smercia armi di contrabbando (!), ed è tutto questo invidiabile curriculum di sregolatezza e anti-copness, unite a un lato di spiccata umanità (l’amore verso la madre, e l’amicizia verso l’agente dell’FBI venuto dagli USA) a rendercelo così maledettamente congeniale. Boyle è fondamentalmente un diverso, uno non-etichettabile, uno di quegli individui che la società etichettatutto in cui viviamo guarda con sospetto e superiorità. E che noi, Board, tanto adoriamo… (Ma esisterà un canile per gli underdog del cinema?? Se non esiste, cavolo, lo apriamo in Let’s Movie. ;-))
E poi davvero bastano tre battute ben assestate a tirare fuori dall’anonimato e dal banale una persona(lità) che lascia il segno… “Ah non sapevo che anche i neri sciassero”, oppure “Sono irlandese, il razzismo fa parte della nostra cultura”, oppure “Anch’io un giorno vorrei farmi una famiglia, ma drogarmi e andare a puttane mi prende troppo tempo”… Oppure la scena iniziale: motociclista morto schiantato sulla strada, Boyle gli si avvicina, gli fruga in tasca, trova dell’LSD, scrolla le spalle e sentenzia, con fare paterno: “Non credo che tua madre approverebbe”. Poi si allontana due passi, prende una pasticca dal sacchetto, se la infila in bocca, guarda il panorama all’orizzonte, ed esclama “What a beautiful fuc**ng day!”. Impagabile!
In realtà il film ha qualcosa del western. Anche online viene descritto così. Ed in effetti il Sergente Boyle è una specie di Grinta (quello dei Fratelli Coen), ma ancora più dissacrante e imprevedibile, se possibile. E il personaggio-spalla (Don Cheedle, sempre impeccabile, nei panni di un agente dell’FBI in trasferta a Galway per indagare su un caso di narcotraffico) che non serve ad altro se non a far splendere ancora di più il personaggio di Boyle; e i tre “cattivi” (esilaranti pure loro); e la pistolettata conclusiva, con il corpo mai ritrovato di Boyle; e il finale aperto (sarà morto, and his legend will live on, oppure sarà vivo, a spassarsela tipo in Messico?!). Quindi vedete come dei film piccoli piccoli come questo, e cannibalizzati da un titolo infame, si rivelino delle idee da regalare agli altri Moviers ― tipo anche a Natale, se non sapete cosa comprare a qualche vostro amico, optate per il dvd. E a proposito di Moviers…. Sono ― siamo ― rimasti tutti contenti contentoni, persino il Movier D-Bridge, partito titubante e arrivato giubilante. 🙂
E ora Fellows, vi voglio attivi già da inizio settimana con

U.S.A. CONTRO JOHN LENNON
di David Leaf e John Scheinfeld

Yet another documentary on John Lennon??? Mi par di sentirvi sbuffare, English-complaining come non mai! 🙂 E invece guardate bene tra le pieghe del grassetto lassù… Il film è del 2006…Sempre il solito problema di sfasamento tra produzione americana e distribuzione italiana…Non capisco bene come e perché, ma il film verrà proiettato in alcune sale in giro per l’Italia in quest’unica data. Non è proprio possibile perderlo!
Definito come 50% inchiesta giornalistica e 50% ricostruzione storica, il documentario si concentra sulla persecuzione (con arresto e minaccia di espulsione) subita da John Lennon da parte dell’Amministrazione Nixon, che vedeva in lui uno spietato comunista mangia-bambini, un nemico pubblico da rispedire in terra d’Albione…
Non penso che occorra molto per convincervi… John è una specie di Jesus Christ intergenerazionale… Saperne di più su di lui è come aggiungere un capitolo alla Bibbia del ‘900… 😉

Ma vi segnalo anche un altro STUNNING EVENT, in questa Trentoville che in queste settimane s’è trasformata in tutta-vita-Trentoville (concerti dei Motel Connection elettronicamente CO-LOS-SA-LI, Castelli del Buonconsiglio modalità unz-unz, inaugurazioni circoli(ni) tennistici (un pensiero al compianto tennista Rag. Filini è di rigore), notti bianche prossime venture (sabato 22)… Il Mastro, in combutta con l’Anarcozumi, organizza la proiezione straordinaria di “Sinestesia”, di Erik Bernasconi (Svizzera, 2010, 90’), mercoledì 19, alle ore 21:00, alla presenza di…alla presenza di… di… (dovrò pure inventarmi un po’ di suspence!?)… di Alessio Boni!! Sì lui, lui, quello talentuosissimo che porta inciso nel cognome il suo pulcherrimo destino…
Consiglio: PRENOTATE con largo anticipo telefonando al Mastro (0461-829 002) e dicendo “tienimi un posto per il film con quello talentuosissimo che porta inciso nel cognome…  🙂

Be’, mi sembra di avervi riempito l’agenda a sufficienza per stasera, voi che dite?! Perciò taglierò corto…
Ringraziamenti. (Tanti)
Movie-Maelstrom. (Come no)
Riassunti.(Anche no)
E saluti, pieghevolmente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

E questa è per quel gran figo del Sergente Boyle, enjoy! http://www.youtube.com/watch?v=BTXuSMY-7xc


USA CONTRO JOHN LENNON
: Uno sguardo alla trasformazione di John Lennon da musicista adorato dalle masse ad attivista pacifista, fino a icona ispiratrice di pace, che getta luce anche sui veri motivi e modi in cui il governo Usa tentò di metterlo a tacere. Non si è trattato di un episodio isolato nella storia degli Stati Uniti: le problematiche e le lotte di quell’epoca restano valide ancora oggi…

SINESTESIA: “Sinestesia” segue le vicissitudini di quattro giovani adulti in due momenti della loro vita, a ridosso di due episodi drammatici separati l’uno dall’altro da tre anni. In questo lasso di tempo i personaggi sono confrontati con le gioie della quotidianità e con le normali difficoltà della vita. Ma si trovano anche a reagire ai colpi di quel destino che ogni tanto, in modo aleatorio, decide di mettere un bivio nelle vite delle persone. Il personaggio centrale è Alan. Attorno a lui sua moglie Françoise, la sua giovane amante Michela e Igor, il suo migliore amico.

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