Let’s Movie CLXXII

Let’s Movie CLXXII

THE GUARD (UN POLIZIOTTO DA HAPPY HOUR)
di John Michael McDonagh
Irlanda, 2011, 96’
Giovedì 13/Thursday 13
Giardino Santa Chiara, Via S. Croce
21:30/9:30 pm
Ingresso gratuito/Free entry

My Mic, Honorary Member since 2009, Honorary Life Member since 2013,

La presente per formalizzare l’acquisizione di “Life” nel titolo, e confermarti con questo che rimarrai Honorary Member di Let’s Movie a vita ― come i senatori, ma senza barbieri&buvette. Anche se ora torni a Vicenza ― mai così nemico risuonò il suolo veneto ― e Let’s Movie potrà succedere solo a distanza, con me dal Mastro e te al Cinema Odeon, che sarà pure dignitoso, ma mai stiloso quanto il Mastro… 🙁
Una comunicazione interna non è il luogo ideale per fare il punto e guardare all’operato di questi quattro anni. Eppure proprio non riesco a NON pensarci, a questi quattro anni lezmuviani. Sei stata nella primissima mail di Let’s Movie. Hai visto cose che gli altri Movier non avrebbero tollerato, salvandomi così dal pubblico linciaggio. Con “C’era una volta in Anatolia” abbiamo toccato gli abissi della disperazione, così come con “Winter’s Bone”; con “Le Mystere Picasso” (ormai leggendario) s’è sfiorata la polmonite (e forse sarebbe stato anche meglio, morire lì nel gelo buio dello Spazio Off pre-riscaldamento, prima della fine del documentario che sembrava non finire mai). Con “Inception” siamo andate via di testa (due drogate fuori dal Porno-roma) e dopo “Le idi di marzo” abbiamo capito che George Clooney accanto a Ryan Gosling potrebbero risanare il debito pubblico che il genere maschile deve pagare nei confronti del genere femminile (ih ih ih). Con “Lincoln” abbiamo celebrato il funerale di un regista, e scoperto che Daniel Day Lewis potrebbe essere il figlio illegittimo di Stanlio. 🙂
E tutte le serate estive ai Giardini Santa Chiara, quando l’estate si portava via il cinema e ci lasciava con le notti da riempire a suon di band troppo folk o troppo concept o troppo Irish o troppo Puglia. E tutte quelle idiozie che ci siamo trascinate a vedere… Spettacoli teatrali improbabili, conferenze-sofferenze, rivisitazioni e musicazioni (la più recente, per cronologia e dolore subìto, il fatale abbinamento del sound turco sul mattone austriaco del ’17 ― con la complicità dell’Anarcozumi, che abbiamo scoperto essere immune a qualsiasi forma di sound turco e mattone austriaco).
Non parliamo poi delle serate movie-at-home. 8 Mile + marshmellows per sollevare un periodo non troppo “simpatico”, la serata “Goonies” per capire che il livello di certi capolavori non potrà mai essere eguagliato e che gli effetti speciali, in fondo, in fondo in fondo, machissenefrega… E i CdA davanti alla notte degli Oscar (che poi è l’alba degli Oscar), quando tutto il mondo ci diceva, voi siete matte, e noi mute ―non c’è molto da commentare davanti all’evidenza.
Let’s Movie continuerà e ti prometto che continuerò a rapire ignari amanti del cinema o anche solo ignari qualunque per gettarli, inconsapevoli, in quest’antro colorato di sogni e parole. Ma nessuno zigzagherà sul marciapiede fuori dal Mastro come abbiamo zigzagato noi. Nessuno mi verrà incontro con una candelina accesa cantando Happy Birthday per il centenario di Let’s Movie…
Sai, Honorary, a volte le anime affini si calamitano e si trovano. Mai perdonerò Trentoville per non averti saputo riconoscere a sufficienza, ma ciononostante, è proprio lì, qui, a Trentoville che ci siamo calamitate e trovate. Due cafoscarine tendenti al catastrofico, a tratti all’ipercomico, silly al punto giusto, cerebrali al punto sempre sbagliato. 🙂
La prima che scova la ricetta della serenità esistenziale fa un editto e la distribuisce prima all’altra, poi ai Moviers, e infine a tutto il mondo.
La prima che conquista Eminem se lo piglia. 😉
Con gratitudine per il servizio reso, per le ore spese, per aver creduto a questo parco giochi improbabile e vero/simile che è Let’s Movie,

Your Board NMG (No Matter Geography)

Farewell Fellows,

Questa sopra è la lettera del Management di Let’s Movie per la Honorary Member Mic. 🙁 Non muore nessuno eh, e Vicenza sta a un’ora di macchina (due di bici) e ci si trova, ci si sente. But still, questo è un cambiamento non da poco. Quindi ho pensato di trasformare la lettera in una circolare e farla girare pubblicamente tra voi Moviers. Varie congiunture mi stanno portando sulle rive del fiume eracliteo, quello in cui tutti ci bagnamo e siamo in devinire… Oddio, i Take That cantavano “Everything Changes But You”, opponendosi strenuamente al panta rei… Ma del loro anti-eracliteismo discuteremo in altre occasioni…
Questo pensiero ha influito sul Let’s Movie di lunedì sera. La serata è stata molto sweet, checché da melancholy blues ― e se volete, favorite pure, http://www.youtube.com/watch?v=yfvSvsCOA2I. L’Anarcozumi mi aspetta appoggiata al bancone del Mastro, ed è lì, no matter headaches and whatever. Il Mastro mi mostra la foto che mi ritrae con l’ultima pizza cinematografica della storia, e si ride… Poi arrivano la Fellow Francesca-ae f. e la Honorary Member, entrambe pant-pant, la prima post-bici, la seconda post-trasloco.
E non avrebbe potuto esserci film migliore per dire ciao alla Mic!
“To be or not to be” è stata una piccola grande sorpresa ― così come lo stesso regista, Lubitsch, che non conoscevo affatto. È una satira sul nazismo, e mescola politica, sentimenti, teatro, e molto altro e, my amazed Fellows, è del 1941! Del 1 9 4 1! 😮 Tipo appena dopo Pearl Harbour! In piena guerra mondiale. In pieno terrore nazista, Lubitsch se ne esce con una commedia irriverentissima sia su Hitler come persona(ggio) che sul nazismo come macchina sforna-dementi. Un po’ quello che fece Chaplin con “Il grande dittatore” che è di un paio d’anni prima, del 1940 ― e pure Tarantino nella “discesa dei deficienti” del Ku Klux Klan in “Django Unchained”… 😉
Spiegare tutto l’intrigo sarebbe troppo lungo, e anche inutile: questi plot scoppiettanti vanno goduti “live”, dallo schermo…Siamo a Varsavia nel 1939. Protagonista delle vicende è una compagnia teatrale che porta in giro Shakespeare, ma gli attori, a un certo punto, per varie vicissitudini, si ritrovano costretti a recitare il ruolo di veri partigiani e a organizzare un complotto antinazista. Equivoci, scambi, imprevisti, non manca nulla della comedy shakespeareana classica, ed è evidente anche nel titolo e nei continui rimandi alle opere del Bardo (come “Il mercante di Venezia” e il tormentone Shylock di uno dei personaggi che lo vuole interpretare a tutti i costi). Ciò che colpisce è che la finzione non risulta essere una ricerca di evasione dalla realtà, quanto piuttosto un ragionamento sulla realtà, che utilizza i suoi stessi strumenti per analizzarla. Il risultato è l’arte che fa il verso alla vita, scoperchiandola, facendocela vedere in tutta la sua nuda e cruda perversione quando dominata da un potere perverso come quello dittatoriale.
Ora, vediamo se vi viene in mente un film affine, un’opera che prende la storia, ci gioca sopra, ci RIDE sopra e ce la restituisce così, spogliata di qualsiasi political correctness… Un complotto antinazista, dissacrazione anti-Hitler… Think about it… Un sergente di nome Aldo Raine, anzi, Raaaaaaine, con quell’accento del Sud riuscito così bene a un certo Brad Pitt…Sì sì, avete indovinato, ancora lui, Quentin, con il suo “Unglorious Basterds”! Perché anche lì siamo in piena finzione e farsa, e anche lì c’è il gusto estremo dell’irriverenza, del bouleversement: far ridere sguaiatamente di ciò su cui ridere sguaiatamente non è pensabile.
Noi Moviers siamo rimaste parecchio interdette dal coraggio alla base di un film del genere, dove il tempo narrativo coincide praticamente con il tempo storico. Non è cosa da poco, nel 1941, guardare e dire il 1941, e concepire un film che non è mai tramontato, che sembra sempre valido, che non perde mai l’appeal, il gusto del motteggio, e la riflessione.
Ma quanti Lubitsch ci saranno là fuori che ancora non conosco, seppelliti sotto l’anonimato, o semplicemente sotto la mia ignoranza, mi chiedo!?! Menomale che l’Anarco ― che è una specie di Eurobriko del cinema, da lei trovi tutto 😉 ― ha avuto, per vie traverse (di cui meglio non demandare), l’opera completa del regista. E questo richiederà delle session di Movi(e)ng-to-Sopramontown… 🙂
Ma veniamo a questa settimana… Non giudicate il film dal titolo italiano, che relego a spregio fra parentesi. Andate oltre le cattive traduzioni, e questa volta, date uno sguardo anche al riassunto giù da basso…

THE GUARD (UN POLIZIOTTO DA HAPPY HOUR)
di John Michael McDonagh

Presentato nel 2011 ai Festival di Berlino, Tribeca e Sundance “The Guard” è un “oggetto smarrito”: fa parte dell’omonima rassegna che, cito, “porterà all’attenzione degli appassionati del cinema di qualità pellicole mai presentate nelle sale cittadine, o comunque meritevoli di essere recuperate dopo una fuggevole apparizione”. Il film è stato considerato una delle migliori commedie amare del 2011… Noi Moviers possiamo smarrirlo?? Possiamo?? Of course NOT! 🙂

Ah ma prima di lasciarvi, sentite qua cosa ci(ne) capita a Trentoville, un venerdì tardo pomeridiano d’inizio giugno. Uno a caso ― mettiamo un Board ― esce di casa e si dirige downtown quando, nel bar sottocasa, trova il Mastro e la Lady Mastrantonio in borghese mentre sorseggiano, in mood Cinecittà, un aperitivo in compagnia di Alessio Boni…. Sì, Alessio Boni. Quello de “La meglio gioventù”, di “Caravaggio”, di “Quando sei nato non puoi più nasconderti” (film che mi piacque moltissimo, quando uscì!)… Quello che se volessimo fare del facile umorismo diremo, un cognome una garanzia. 🙂
È qui per girare un film ― l’Anarcozumi naturalmente è nel business e aveva già fatto la conoscenza di Alessio da un pezzo. Certo, uno a caso ― mettiamo un Board ― non si aspetta d’incontrarlo nel bar sottocasa! ― così come Emanuele Crialese in Piazza Max Mara a novembre…
Il Mastro, da grande cerimoniere qual è, ha fatto le presentazioni del caso, e subito s’è finiti a parlare di svariati argomenti, fra cui Let’s Movie e l’iperattività del Board, che s’è scoperto non essere un Board, ma Virgola, personaggio uscito dal fumetto, “Le Avventure di Virgola”… 🙂 🙂
Da un venerdì tardo pomeridiano d’inizio giugno ho imparato che: 1) Il Mastro esiste anche al di fuori del cinema Astra e fa delle magie anche fuori dal cinema Astra; 2) I boni sono bravi, e alla mano ed easy e sporty e davvero nice :-); 3) La serendipity salva l’uomo dal piano regolatore del quotidiano ― perciò serendipity a OLTRANZA! 😉

Ed è tutto anche per stasera, my Fellows, vi ringrazio as usual. Del riassunto ho già detto, e del Movie Maelstrom dico ora ― fate play sul link, ma prima, pump up the volume. Prendetevi anche questi saluti, oggi melancolicamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Questo masterpiece è per la Mic http://www.youtube.com/watch?v=TBCXWdL7Wb8 e per tutti noi… 🙂

THE GUARD: Non fatevi fuorviare dall’orrendo e inappropriato titolo italiano: “The Guard” (questo il titolo originale) è infatti un film insolito, ironico, tutt’altro che scontato, persino nel panorama della commedia acida anglosassone. Ufficiale di polizia in una cittadina della costa ovest d’Irlanda, il sergente Gerry Boyle ha diverse particolarità: umorismo, passione per droghe e prostitute, insofferenza verso i superiori. Per sgominare una banda di trafficanti di cocaina arriva dagli Usa l’agente del FBI Wendell Everett che non ha vita facile con il razzista e disinteressato Boyle. Ma più lavorano insieme più emerge un codice morale condivisibile che porta ad un finale da film western.

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