Let’s RandoMovie – Summer-break in as summer broke out :-)

Let’s RandoMovie – Summer-break in as summer broke out :-)

Fate Finta Fellows,

di essere dentro la mia testa, ora ― ipotesi bizzarra e spaventevole, me ne rendo conto. 🙁 Quello che notate, guadando nel mare di unidentified flying objects in cui vi siete ritrovati, è un dubbione grande e grosso tipo Totoro riguardante questo messaggio: cominciare con le comunicazioni di servizio oppure lasciare le comunicazioni di servizio nel finale, come ogni brava Newsletter che si rispetti? È un dubbio che attanaglia, quindi non prendetelo così sotto gambardella come vedo che vi accingete a fare, miei Jep Moviers che non siete altro… 🙂
Ma dato che una decisione va presa, decido di togliere il dente e il dolore subito ― teoria sempre vera tranne che per i denti del giudizio e la loro estrazione.
L’estate è arrivata ― zittisco i Righeira che incalzano con ritornelli party-poopers. Non ha portato le temperature che speravamo, ma ha portato, come ogni anno, la carestia dal punto di vista cinematografico.
Come diceva il Mastro, martedì, di film non ne escono, di gente al cinema non se ne vede, che-stiamo-aperti-afffare? Il Board, noto testadura del quartierino, vorrebbe cambiare questa realtà fattuale che ci si prospetta, continuare a martellarvi di mail any given Sunday (e questo per accattivarmi Pacino Al), infischiarsene altamente delle ben note cine-vacche magre e proseguire tranquillamente a fare il lavoro di Board che gli spetta. Purtroppo però non posso cambiare la realtà fattuale, per quanto testadura del quartierino: devo  prendere atto della situazione e mandare Let’s Movie non in vacanza, ma in mobilità ― forse è meglio se dico “cassaintegrazione”, perché Let’s Movie è già mobile in sé, e io odio le tautologie. :-S
Il nostro Mastro abbassa le cine-serrande a partire da domani. Dove se ne andrà e dove porterà la sua (e un po’ nostra) cine-amata famiglia non è dato sapere. Approfitto comunque per ringraziarlo di tutta la collaborazione e disponibilità dimostrate durante l’anno. Lo ringrazio per le risate pre e post proiezioni, per i discorsi seri e la foto con l’ultima cine-pizza della storia (e quella sì, entrerà di diritto nella gallery dei momenti “best of” di Sarafruner :-)). Dissimulando malamente la mestizia che porto in seno e che tinge di fosco il momento (chi mi chiamò “Sturm-und-Drang”, un giorno d’aprile, ebbe un sacco ragione) avrei voluto racimolare della procia tracotanza e spiattellargli un intimidatorio “Mastro, t’aspetto il 28 agosto, e vedi che il 28 sia il 28, che due mesi di panciolle mi sembrano sufficienti”. Purtroppo la tracotanza è rimasta a Itaca, e io mi sono squagliata sul bancone, e avrei intonato “Mastro se n’è andato e non ritorna più”, se non rifiutassi aprioristicamente i codici laurapausini.
Con il Mastro chiuso, le uscite a zero, il cine-programma del Toktor Thun col suo Palazzo e Cortile + Cinema all’aperto che propone film già visti, mi trovo senza ciccia da servirvi. Insomma, il ristorante c’è, ma non so cosa mettervi nel piatto. 🙁 E dato che noi non siamo da sbobba Smellymodena (mi denunceranno prima o poi, e sul serio), ci mettiamo il cuore in pace e accettiamo la cassaintegrazione.
Tuttavia, c’è un “tuttavia”. Tuttavia se uscirà qualcosa di lezmuvi-papabile, film o evento che dir si voglia, non temete, ne riceverete pronta notizia. 😉 Diciamo che si apre ufficialmente la due-mesi di Let’s RandoMovie, periodo in cui potrete ricevere la lezmuvi-mail a casaccio. E non mi pare malaccio, come esperimento: dopo tre anni e mezzo di spamming domenicale, si passa allo spamming casuale (solo per un mese e mezzo, ecchesaràmai…) ― potrei cucinarvi tutt’un contorno filosofico sulla caduta delle certezze, “da Kierkegaard sino ai giorni nostri”, come si suol dire, a interpretazione dello shift dal domenicale-al-casuale, ma forse meglio di no eh.
Come la vedete come propostina? 😉

E adesso che la comunicazione di servizio è stata sbrigata, uscite pure fuori dalla mia testa e beccatevi questo resoconto del martedì lezmuviano.
Ad attendermi sulle panchine del Mastro, trovo non una ma due Anarcozumi. Ché, sogno, son desta, o è il cloromatto che mettono nella Foggy?, mi chiedo. Mi avvicino e no, sogni e cloro non c’entrano. Sono proprio due, due Zu! L’originale, l’Anarcozumi, one&only, e la versione più piccola, la sorella Aurora ― che sarebbe una splendida Fellow From-Dawn-to-Dusk, caso mai volesse valutare l’idea di essere gettata in Let’s Movie. 😉 Basterebbero loro due a farmi happyhappy, e invece la buona stella ha fatto gli straordinari (lei non sta in mobiltà) e mi dona pure la Fellow Claudia-The-Critic, che non vedevamo dal triassico, e che scopro aver fatto un carrierone esagerato: non solo Mega-Direttore di crushsite.it –la mia bibbia degli eventi going-on-in Trentoville 😉 — ma pure Mega-Communications-Manager del MAG, il Museo dell’Alto Garda. Questo non lo dico per piaggeria; lo dico per dimostrarvi che razza di IQ/QI impazza in Let’s Movie. 😉

E ora, con un uffff tutto teenager, veniamo a “Passioni e desideri”. Uffff. Sapete no quei film che si credono fighi perché credono di mettere insieme gli elementi fighi, un po’ di intrecci qui, un po’ di personaggi che ritornano lì, coincidenze e incontri, e la moglie di questo tipo che risulta essere l’amante di quell’altro, che è il fidanzato di una che vorrebbe farsi un Anthony Hopkins nel ruolo più insulso della sua carriera attoriale… E il finale che genera una nuova escort e tutto che ricomincia daccapo e un loop (vogliamo farci mancare un “loop”?) da cui non se ne esce…. Bleah! Tutto veni-vidi-vici ― che vuol dire “visto-rivisto-stravisto” nel linguaggio della stirpe giulia, l’avevate capito, no? 🙂
Perché tutto cominciò con il “Film Rosso” di Kieslowski, continuò con il suo “Decalogo”, venne declinato in maniera intelleggibile ai più con “Sliding Doors”, “Crush”, “Amores Perros” e tanti altri, e finì quivi banalizzato (“quivi” Courtesy Ligabue) in “Passioni e desideri”, film che lascerà nella storia della cinematografia il segno che potrebbe lasciare uno sternuto, o un commento di Flavia Vento ― il cui peso, facciamo notare, è il medesimo. Il regista era da “sì, bene” in “City of God”, e assolutamente da “no, male” in “The Constant Gardner”. Non gliela volevamo dare una terza possibilità? Gliela si è data, come no, siam gente clemente, noi Moviers. Ma al prossimo flop, saremo costretti a tuonare “he is out!” ― siamo pure gente esigente, noi Moviers. Lasciamo perdere la trama, che si diceva giustamente con la Fellow-the-Critic, manca completamente di approfondimento, come se le varie storie fossero intrecciate appositamente per provare l’esistenza dell’intreccio, e non per la vera vita dei personaggi. Ma poi lasciamo perdere anche certi personaggi ― la brasiliana che “vola” di viaggiatore in viaggiatore concependo in chiave eros il programma “frequent-flyer”; la sorella della escort che finisce tra le braccia di Sergei (tirapiedi di uno stereotipatissimo malavitoso russo) con la passione della lettura nonché la testa di legno per l’inglese, al quale lei finisce per leggere “Anna Karenina” in inglese (certo, come no)…Ecco quando vedo nel cinema queste scenette da Casa Vianello (rispetto infinito per Casa Vianello), mi cadono le braccia e mi sale il sangue alla testa, in un doppio senso di circolazione che è meglio non sperimentare… 🙁
Mi spiace chiudere gli scrutini con una valutazione così negativa…Ma a Mereilles, un debito in cinematografia, non glielo leva nessuno. E mi spiace anche che Aurora si sia beccata ‘sto film dopo un periodo di lontananza dalle sale ―e confermo: “Fiocco di neve” aveva uno spessore psicologico nettamente superiore. 😉

Cavolo, Fellows, ho finito. Come ripeto, Let’s Movie non smette, non muore, infila solo un “Random” tra le parole “Let’s” e “Movie”, come l’apostrofo rosa che tutti conosciamo.
Mi mancherete. Scrivervi, mi manca già… 🙁 Ma ho la netta sensazione che qualcosina vi manderò…Just to keep the signal alive, come mi ha insegnato qualcuno d’importante.
Quindi no tears, no fears e no tears-for-fears ― ecco, queste idiozie per esempio non vi mancheranno affatto. 🙂
Per la prima volta non devo far posto a un riassunto (che trovo sempre troppo ingombrante e che sostituirò con qualche componibile Ikea, prima o poi), ma il Movie Maelstrom, quello davvero non può non esserci.
Voi cercate di passare un’estate dolce, e senza troppe pretese. E prendete tutto quello che vi arriva con stupore… Find wonders and be wondrous, my wonderful Moviers… 😉
Grazie, tantissimissimo. E saluti, stasera, estaticamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Un paio di settimane fa mi è capitato di salvare dalla solitudine di uno scaffale all’odiato Mediaworld (il luogo da me più disprezzato nell’universo centrocommerciale urbano) la colonna sonora de “Il favoloso mondo di Amélie”, film culto con una colonna sonora ancora più culto. C’è stato un periodo in cui la cercai ossessivamente. Poi però persino le ossessioni passano…
E toh, un paio di settimane fa, vado a trovartela al meschino Mediaworld, tra commessi scontrosi e moquette da ospedale inglese…
Per augurarvi buona estate, ho pensato di far partire questa, http://www.youtube.com/watch?v=Dyo4tNwNIvQ, “La valse d’Amélie”.
Chi non adora quell’adorabile musetto di Amélie? Chi non s’è invaghito di lei, uomini, donne, tutti? E del film?
Vorrei tanto che fossimo tutti un po’ così. Un po’ Amélie…
Fate conto che vi saluto con quegli occhi furbi che vedete sulla copertina del cd. 😉

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