Posts made in Settembre 1st, 2013

Let’s Movie CLXXVII

Let’s Movie CLXXVII

IN TRANCE
di Danny Boyle
UK, 2013, 101′
Martedì 3/Tuesday 3
20:00/8:00 pm
Multisala Modena/Lo Smelly

(Fi)brillanti Fellows,

Affronto il back-to-Let’s Movie con quello sfarfallio proprio della tachicardia da innamoramento che il back-to-Let’s Movie (che è un innamoramento) può arrecare. È tutta una faccenda di sistole, in fondo. Anche quello che ci succede. Sentite quà chemmè capitato un paio di giorni prima del back-to-Let’s Movie. Mi ritrovo sul lungo Fersina, che tutti, trentini e non, sanno essere “uno dei principali affluenti di sinistra dell’Adige” (e se tutti, trentini e non non lo sapessero, ci conforta sapere che almeno Wikipedia lo sa). Questo affluente di sinistra taglia Trentoville da sinistra (eh l’orografia, una qualche logica pare avercela :-)), e a me è sempre sembrato un torrentello da nulla-di-ché ― ovviamente l’ho sempre tenuto per me, che i trentini veri poi magari s’offendono. Mi trovo in lungo Fersina, tipo verso le 22:14, tipo di corsa, tipo che ormai lo sapete no, correre la notte ha un sapore che al Board ogni tanto piace gustare (e lo consiglio… consiglio i lampioni con la luce mielosa e il fresco setoso e la calma che più calma non si può). Mi sfugge l’occhio sotto il ponte, e mi si prospetta uno spettacolo lappone. Il fiume ricoperto da uno strato bianco, compatto come ghiaccio e bianco come neve. Parlo di vere e proprie ice-cakes, invidiato termine inglese che si riferisce a quelle piastre di ghiaccio che scivolano sull’acqua e non sono gli ice-berg ― cruscheggiando un po’, le ice-cake stanno agli ice-berg come la crostata al mont-blanc. 😉
O mi sono spinta un po’ in là con la corsa, sconfinando l’UE ―ma lo escludo― o c’è qualcosa che non quadra, penso. E non posso nemmeno dire “mmm, questa cosa mi puzza”, perché no, dal fiume sale un profumo di Coccolino Concentrato che deodora tutto il lungofiume! Anche qui scatta l’aut-aut. O Gulliver ha rotto la lavatrice, o qualcuno ha combinato qualcosa di non troppo legale ― e infatti, la Procura sta indagando (ché, nella legalissima Trentoville volevamo non presentare un esposto?!).
Ma la causa, francamente, non m’interessava granché. Era lo spettacolo, Moviers! Un fiume di schiuma candida e profumata dall’aria lapponica, in agosto ― nuvole sofficiose da bagnoschiuma, non quella bava grigiastra da scolo mestrino. Ed eccole le sistole! Un batticuore, che è il bewilderment, l’incanto verso qualcosa di wunderbar! Che poi è una specie di falling-in-love verso quello che stai guardando. Che poi è come trovare il WG Mat che s’incammina verso l’Astra, e incamminarvicimici con lui, oppure il Sergente Fed FFF che cerca di seminare il panico in me inviandomi scaltri sms “è tutto pieno” prima che io arrivi ― per altro seminandolo. E’ il Mastro che mi aspetta fuori dal cinema, e anche lui sceglie la via complottista del Sergente e punta a terrorizzarmi con un “guarda che è già cominciato…”. Poi ride. E io allora spalanco braccia e sorriso e sento le sistole battermi forte i tessuti cardiaci!
Alla fine, quindi, è come si vivono le cose. Ice-cake e riaperturta cinema e tutto quanto. Mai come in questo periodo sto imparando che la realtà oggettiva è un foglio bianco che NOI scriviamo.
Tutta questa premessa da Henry David Thoreau (quell’americano in fissa con l’ottimismo, back in the 19th century), per cercare di ammansirmi un po’ e imperdirmi di scagliarmi come un’erinni (un’erinni?? Thoreau??) su “Foxfire – Ragazze cattive”.
Ho promesso, e mi sono ripromessa, di cominciare la stagione cinematografica tenendo a bada la fRuria con cui tendo a scatenarmi contro i film che mi lasciano scontenta… E io vorrei seguire questo plan eh, lasciare le sistole a impazzire per ice-cake&montblanc, e le coronarie tranquille tranquille. Però, anche Cantet, caspita, anzi caspità! 🙁 L’avevo lasciato alle prese con le grandi questioni del lavoro e della scuola, a modellare un cinema impegnato e impegnativo (fin troppo, a tratti), e me lo ritrovo ora in un film da sabato pomeriggio su Canale 5?? 🙁 Mi chiedo cos’abbia determinato una svolta così evidente dalle sue opere precedenti a questa ―e riallacciare questo film a “La classe” semplicemente perché entrambi parlano di adolescenza sarebbe un’associazione davvero troppo rozza. Parlo anche da un punto di vista prettamente stilistico… Tanto innovativo e coraggioso in passato, quanto standard e prevedibile in questo. Magari il ripiegamento di un regista sul canone dopo un avvio “innovativo” è fisiologico. Della serie, per essere completo devi confrontarti un po’ con tutto, pure nel classico ― della serie (again) vuoi fare l’astrattista? Be’ devi anche saper dipingere nature morte… Bah. Se tanto gli era piaciuta la sceneggiatura con questo gruppo di scalmanate quindicenni capeggiate da Legs (la più ribelle, la più maschiaccia, la più tosta, la più tutto quello che vi viene in mente pensando a una “contro” tutto), poteva forse investire (e  un po’ rischiare) nella modalità del racconto. Nel cinema conta quello che racconti tanto quanto COME lo racconti. Non smetterò mai di ripeterlo.
A parte questo, ossia una deficienza stilistica che ho incassato come un gancio destro; a parte la prevedibilità della storia; a parte la bicromia della caratterizzazione dei personaggi (maschi-draghi-che-vanno-puniti da un lato e femmine cattive-diventate-cattive-per-colpa-dei-ma(s)chi dall’altro, black vs white); a parte i vicoli ciechi che risultano essere certi personaggi, che compaiono per scomparire senza una vera ragion d’essere ―penso al personaggio del vecchio, un po’ reduce, un po’ visionario un po’ Coehlo che infioretta il film con massime alla Muccino tipo “la felicità sta nel vivere l’immediatezza” & sim; a parte la lunghezza fastidiosamente eccessiva del film abbinata a una totale assenza di ritmo; a parte delle quindicenni che parlano come i libri stampati (mai sentito un quindicenne pronunciare “anticostituzionale” se non dietro ricatto del prof di diritto?) e  il doppiaggio che lede pesantemente alla sopportabilità del film; a parte la banalità dell’insieme e l’assurdità del rapimento finale; a parte quindi i limiti a livello contenutistico, mi sono chiesta, in questi giorni, se ci fossero altri motivi per cui questo film non mi è piaciuto.
In fondo le reazioni del WG Mat e del Sergente, e anche del Mastro, non sono state così negative ― concordano anche loro, il film probabilmente non è dei migliori del 2013, ma non è nemmeno il peggiore. Allora PERCHÉ io l’ho sofferto così tanto? In fondo (x 2) le Foxfire sono un gruppo di ragazze che si ribellano ai soprusi dell’America maschilista degli anni ’50, io, Board in gonnella con le ceneri dei reggiseni bruciati riposte nell’urna sacra della mia coscienza filo-femminista, dovrei andarci a nozze! E forse è proprio lì il problema: trovarmi davanti a un gruppo di “bulle” verso le quali non ho provato simpatia-empatia, ma totale distacco. Da subito. Niente sisterhood, zero.
Magari lo scopo profondo del regista era proprio quello di mostrare il fallimento dell’approccio maschile che queste ragazze hanno mutuato dai maschi per liberare se stesse. Fallimento dimostrato nel finale, in cui vediamo due ex-foxfire perfettamente inserite nella società degli anni ’60 come se l’esperienza foxfire non avesse, nel concreto, inciso sulle loro vite. Non è con il vandalismo e la violenza che si raggiungono i risultati ― forse questo è il messaggio ― si cerchino altre strade.
Io ho provato disagio davanti a queste ragazze, Legs in primis. Così come lo provo quando vedo certe donne che “fanno come gli uomini” sul lavoro, per quanto capisca il ricatto che c’è dietro ―o così o così (oggi è tutto un aut-aut qui).
Mmm, forse avrei preferito vedere il fallimento di un gruppo di ragazze che non si appropriavano del linguaggio maschile per decostruire lo status quo. O forse il disagio era esattamente quello che dovevo provare… E nel qual caso il regista ha raggiunto il suo scopo. E nel qual caso il film ― nonostante tutti gli “a parte” di prima ― è da salvare. E io da calmare. 🙂
Come diceva un gran bel film della stagione 2012 (riportatomi alla mente dal WG Mat), every cloud has a silver lining…
Per questa settimana sento la necessità di orientarmi sullo psyco-thrilling con

IN TRANCE

di Danny Boyle

Danny Boyle lo conosciamo tutti no? Trainspotting, 127 Ore, Slumdog Millionaire… Vale sempre la pensa dare una chance ai registi che si sono dimostrati così abili in passato. Nel web il film viene descritto come “tortuoso puzzle sugli intrighi della mente”, il che me lo fa associare a “Inception” –o “Memento”, e “The Cube”. E questo mi fa venire in mente la nostra Honorary Member Mic, con la quale impazzimmo (letteralmente) guardando “Inception” ― e che devo ringraziare perché era presente al Let’s Movie di giovedì sera via whatsapp (ah cos’è lo smart-mobiling!). Farò in modo che i cinema vicentini si allineino alla programmazione lezmuviana… È una promessa per te, Mic, e una minaccia per loro… 😉

Un brava-bravo all’Anarcozumi e al WG Mat alla 70esima Mostra del Cinema di Venezia ― lei per una settimana di sfaticata lavorativa e lui per una trasferta giornaliera festivaliera.
Con sommo sconforto che contagerà tutti noi devoti, il WG c’informa in tempo reale del ritiro di Miyazaki ― http://www.repubblica.it/speciali/cinema/venezia/edizione2013/2013/09/01/news/miyazaki-65670779/?ref=HRERO-1 🙁 🙁 🙁
Confido nel ripensamento, e mi rivolgo a lui, il Maestro, con un appello accoratissimo: Hyao, ripensaci! Come fa il nostro mondo senza personaggi come Totoro, Ponyo, Arriety, Porco Rosso e Kiki…Da dove li prendiamo, noi, se il tuo mondo si zittisce? 🙁

And that’s all, Folks Fellows. Prima di lasciarvi alla spalle la quantità vergognosa di “forse” con cui ho riempito questa movie-mail ― del resto nonno Bauman dice che l’incertezza è l’habitat naturale della vita umana ― notate l’obbligo di svoltare in direzione “Movie-Maelstrom” e di raccogliere i miei ringraziamenti. Col riassunto, fateci un po’ quello che volete. I saluti, invece, quelli metteteli in cassaforte: stasera sono preziosamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Spinta da una quantità di Moviers, tra cui l’Anarcozumi, il WG Mat e il Movier TT, qualche notte fa ho guardato “Zoolander”. E davvero sono un silly Board! Perché come ho potuto vivere dodici anni della mia vita privandomi di uno spasso simile?!?! You silly, Board!
Demenziale sì, ma con stile (anzi stiller), “Zoolander” è assolutamente da vedere… Leggete qui http://www.rollingstonemagazine.it/cinema/rubriche-cinema/quando-fuori-piove/quando-fuori-piove-zoolander/
Figoso in modo assurdo!

IN TRANCE: Simon (James McAvoy), un esperto di pittura, curatore di una casa d’aste, si unisce a una banda di ladri per trafugare una tela valutata milioni di dollari ma durante il furto riceve una botta in testa e quando si risveglia non ricorda più dove ha nascosto la preziosa opera. Quando neanche le minacce di torture fisiche sortiscono alcun risultato, il capo della banda (Vincent Cassel) ingaggia un’ipnoterapista (Rosario Dawson) per esaminare i recessi più intimi della sua psiche. Mentre la donna scava nel suo inconscio, la posta in gioco si fa più pesante e i confini tra desideri, realtà e suggestioni ipnotiche diventano sempre più indefiniti, fino a sparire del tutto.

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