LET’S MOVIE 213 – propone I NOSTRI RAGAZZI e SI ALZA IL VENTO e commenta IL FUOCO DELLA VENDETTA

LET’S MOVIE 213 – propone I NOSTRI RAGAZZI e SI ALZA IL VENTO e commenta IL FUOCO DELLA VENDETTA

I NOSTRI RAGAZZI
di Ivano De Matteo
Italia, 2014, ’92
Lunedì 8/Monday 8
21:15 / 9:15 pm
Astra/Dal Mastro FINALMENTE!

 

 

SI ALZA IL VENTO
Hayao Miyazaki
Giappone 2013, ‘126
Domenica 14/Sunday 14
16:50 / 4:50 pm
Multisala Modena/Lo Smelly

Massachusetts Moviers,

Va per le lunghe oggi… Ma ci sono dei perché…

Innanzitutto comincio dal fondo perché questa incombenza va sbrigata right here right now, non posso far finta di nulla e parlarvi in tutta tranquillità di quanto è portentosamente dotato come attore Christian Bale e fa niente se in Batman la tuta aggiungeva anche il lato Vanity Fair al talento, mentre qui si è dovuto dare al genere Lumberjack (che, pensatè, vuol dire boscaiolo).
Succede che me ne vado un paio di settimane a Martha’s Vineyard ―il cui nome silly è diventato Martina’s Beach― quest’isolotto sconosciuto ai più che flotta davanti alla costa di Cape Cod. Sì, Cape Cod, quel posto in cui tutti si fanno il segno della croce quando passa la bicicletta con sopra la Signora Fletcher perché arriva lei ed è ora di chiamare la Scientifica e l’obitorio e compagnia bella.
Se wikipediate troverete che Martha’s Vineyard è chiamata “the Presidents’ island”: i Kennedy cominciarono ad andarci in vacanza negli anni ’60, e da allora tutti i presidenti americani ci passano il ferragosto ―ovviamente anche il nostro Fellow Presidente è di casa laggiù 😉 Troverete anche che Spielberg c’ha girato “Lo squalo” ―quando ancora non s’immaginava che nel 2013 avrebbe guarito l’insonnia di migliaia di spettatori ammazzando il povero Lincoln― e che lì riposa in pace John Belushi, sulla cui tomba andrò in religioso pellegrinaggio, canticchiando “Everybodyneedssomebodytolove”. Il WG Mat mi fa notare che “nell’800 la percentuale di sordità della popolazione era circa 20 volte superiore alla media nazionale dell’epoca”. Visti i miei recenti PROBLEMUCCI in area udito ―assolutamente RISOLTI― mi sentirò a casa. E no, non sto gridando!
Macheccavolo ci vai a fare tra Angela Lansbury, gli squali e i sordi, vi chiederete voi… Eh good question… mi hanno preso in una Writers’ Residency, un posto in cui tu vai, vivi e scrivi. Sarà come prendermi un anno sabbatico in due settimane ―un anno sarebbe stato meglio, ma poi come facevate voi, senza di me, un anno?? 🙂
Ora capite che, dovendo partire, Lez Muvi sarà sospeso per una quindicina di giorni. Certo, a me piacerebbe sempre che qualcuno mi si sostituisse e che IO leggessi i SUOI pipponi, ma prevedo che questo non succederà. 🙁
Comunque non è che se la maestra dalla penna rossa era assente, i Fellows del libro cuore smettevano di studiare, giusto? Quindi vi do un compitino.
Vi domando di guardare almeno un film della lista che vi propongo in fondo a questa mail ― speravo arrivasse nelle sale “Il giovane favoloso” sul caro Giacomino Leopardi, visto dalla Fellow Vanilla e dalla Lady Brown in anteprima a Venezia (grandiose, le due, a far da inviate!), ma il Mastro mi conferma che uscirà il 16 ottobre…quindi abbiamo tempo di guardalo insieme.
Tranquilli, non dovete scrivere tesi e tesine sui film che vi suggerirò… ma che fiji sarebbe, se lo faceste! E anche se vi trovaste per un Let’s Movie In Absentia Board, sarebbe molto fiji ―fiji nel senso di “paradise” con sonorità “fico”. 🙂

Dato che me ne starò via per due settimane, devo fare scorta 🙂 Quindi due sono i film che propongo questa settimana. Il primo film è il regular Lez Muvi. E il secondo è uno “Special event” che vi anticipo da qualche mese… Cominciamo con il regular

I NOSTRI RAGAZZI
di Ivano De Matteo

Il film è stato presentato nelle “Giornate degli Autori” alla Mostra di Venezia e Ivan De Matteo è un regista dell’ultima generazione che dovremmo tener d’occhio. Ho come l’impressione che sia una specie di “Carnage” (Polanski supremo)… Andiamo a scoprirlo…E andiamo a scoprirlo dal Mastro con cui ho formalizzato un accordo che vi piacerà molto.
Tutti i Moviers che si presenteranno al Cinema Astra armati di Let’s Movie Card ― che poi è il mio biglietto da visita 🙂 ― avranno diritto alla riduzione sul prezzo del biglietto o dell’abbonamento. 🙂
I Moviers ancora sprovvisti della LM Card, la riceveranno da me al primo Let’s Movie al quale decideranno di partecipare ― tipo domani, per esempio.
Ora ditemi se il Board e il Mastro non sono diabolici nel loro serafico piano di attirare i Fellows al cine! La maga Circe era Vanna Marchi, al nostro confronto, Mastro! 😉

Lo Special Event che non dobbiamo ASSOLUTAMENTE perdere ― sperando che lo Smelly non faccia brutti scherzi ― è l’anteprima nazionale di

SI ALZA IL VENTO
Hayao Miyazaki

Eccezionalmente, Lez Muvie goes on Sunday!
Questa è l’ultima opera realizzato dal Maestro prima di dare l’addio ai lungometraggi. E ospita Gianni Caproni come personaggio guida del film ―sì, sì, lui, l’ingegnere aeronautico nato ad Arco, Arco di Trentoville, dove visse e operò un paio d’anni prima della nascita del Board… 🙂
“Si alza il vento” è già entrato nella rosa dei candidati per l’Oscar 2015 – Miglior Film d’Animazione. Perderlo è impensabile, impossibile, imp. Calcolando poi che il giorno dopo partirò, sarebbe una bella occasione per salutarci ―e magari spiegarvi la questione audiometrica.

E veniamo ora a “Il fuoco della vendetta”.
Dopo la desertificazione di fine agosto, settembre ha fatto rispuntare dei flower Fellows pei campi lezmuviani 🙂 Il Fellow Felix, il Fellow Onassis Jr., il WG Mat. Tutti abbronzati ―tranne il WG Mat― tutti in forma ―tranne il WG Mat (ora mi denuncia per diffamazione) :-)) Tutti pronti a vedere questa pellicola dal cast che avevamo detto stellare e che stellare s’è confermato.
La storia in sé ricanta un refrain ben noto. Cittadina anonima della Pennsylvania il cui cuore pulsante è una gigantesca acciaieria dove scorrono, ancora per poco, fiumi di acciaio: apprendiamo che la chiusura è imminente, che l’acciaio cinese prenderà il posto di quello americano ―e questo apre a una grana che il mondo occidentale sta affrontando da un bel po’ verso Cindia e dintorni.
L’ambientazione farebbe impazzire Dickens Charles, patito com’era di cittadine satellitanti attorno a fabbriche mangiauomini e natura ―ricorderete tutti Coketown di “Hard Times/Tempi difficili”, sicurosicuro.
Protagonista della storia, Russell Baze, che non è interpretato da Christian Bale, ma che E’ Christian Bale, tanto convincente è il suo calarsi nelle braghe sporche del personaggio: un operaio disgraziato, un buono schiaffeggiato dalla vita in maniera davvero bruta. Uno di quelli a cui ne capitano di tutti i colori dell’arcobaleno. Vedete un po’ voi…
Gli offrono due dita di whisky prima di rincasare a fine turno, e sulla strada fa un incidente. La costazione amichevole avrebbe dato ragione a lui, ma purtroppo l’impatto è stato così violento che una mamma e un bambino rimangono uccisi. Russell finisce in prigione. Una di quelle con dei grossi energumeni tatuati che ti guardano con sguardo ‘azzo-ciai-da-guardare… Quando finalmente esce, scopre che il suo amore ha trovato un brav’uomo con cui metter su famiglia, anche se non lo ama pe’ gnente e muore ancora dietro a lui, Russell. E già di suo Russell ha una situazione famigliare da Oliver Twist (tutto Dickens minuto per minuto stasera): padre malato terminale, madre morta, un fratello, Rodney, rientrato dall’Iraq con la testa talmente piena di brutture da non trovare più la strada, che smarrisce definitivamente entrando in un brutto giro di combattimenti clandestini.
Purtroppo il giovane Rodney, che Russell cerca di proteggere a tutti i costi, incappa in una bestia umana, interpretata da un Woody Harrelson che ragazzi, fa spavento al solo guardarlo da lontano. Il personaggio, la bestia in questione ―fin troppo totalmente villain, direi― è il bifolco di provincia, ma non bifolco e basta, bifolco violento fatto di droghe sintetiche quindi molto facilmente fuori di testa. Harrelson è piucheperfetto nel ruolo, direi quasi imperativo (!), a partire dall’andatura bovara fino allo sguardo truce, un cielo di follia nei suoi occhi azzurri. Rodney farà una brutta fine, e Russell, che ha perso tutto, il padre, l’amore, il fratello, si ritrova arso dal fuoco della vendetta. Cosa farà? Cederà alle fiamme e vendicherà il fratello oppure no?
Il bello di questo film sta proprio nel finale. Rischiarati da un’illuminazione che definirei gabrielica del Fellow Felix, abbiamo concluso che il finale non è univoco, ma duplice, custodisce in sé due interpretazioni, una opposta all’altra. E qui il quadrilatero di noi lezmuviani si è spaccato in due. Da una parte il WG Mat e il Moviers Onassis Jr che sostengono il finale “Mi vend(ic)o”: Russell cede al suo fuoco e vendicandosi, vende l’anima alla colpa, alla perpetrazione della violenza. Dall’altra il finale “Wait a minute” caldeggiato dal Felix e dalla sottoscritta: Russell resiste all’istinto spaccotutto e desiste.
La possibilità di questa doppia interpretazione, che porta sul tavolo del film un dilemma che attanaglia l’uomo dai tempi di Salomone in avanti, sposta il film su un gradino superiore rispetto a quello su cui poggiava in principio. Fino a quel punto dicevo dentro di me, attori bravissimi, sceneggiatura buona, macchina da presa ben maneggiata, mi scordo il titolo del film tempo tre settimane. Dopo aver visto il film nella sua interezza però, ho riconsiderato un po’ tutto.
In America sono bravi a far vedere il loro degrado ―vedi Winter’s Bone, vedi The Fighter, vedi The Wrestler― ma sono sempre tentati a mettere quella goccia di verde, quel tocco di riscatto dal retrogusto giansenista in fondo al film, che a noi, disincantati della vecchia Europa, risulta sempre un po’ fastidioso.
In questo film, a prescindere dal finale scelto, i colori sono la ruggine di una fabbrica, il grigio di un cielo in cui la speranza non è più. Nell’ultimissima scena, Russell rimane lì, seduto al tavolo del suo squallido soggiorno, intrappolato dentro la sua vita di lutti e perdite ―è un perdente letterale, Russell, perde tutto, amore, lavoro, parenti― circondato da pianali in formica sempre unti, una pattumiera dalla bocca spalancata ad ammorbare il centro cucina… E’ anche lì, il film, Moviers. Dentro il brutto che circonda Russell.
E prima di chiudere, una cosa da pollice giù: l’uso della caccia e il correlativo uccisione Rodney – uccisione cervo ―il regista non aveva bisogno di citare Cimino in maniera tanto pedissiqua, dai.
E una cosa da pollice su: il film si apre sulle note di “Release”, una ballata ruvida e malinconica dei Pearl Jam che ricalca alla perfezione i colori del film. Se volete favorire, la trovate giù da basso nel Movie Maelstrom.

Okay, allora, ricapitolando: lunedì “I nostri ragazzi” dal Mastro e domenica “S’alza il vento” allo Smelly.
Poi Board a Martina’s Beach per due settimane e voi mega-party da sQuola-autogestita 24 hour-a-day; ma in aulamagna cercate di vedere: o “Birdman” o “She is funny that way” o “Anime nere” o “Hungry Hearts” o “Pasolini”. Se nessuno di questi è disponibile, optate per “Belluscone” o “Arance e martello”. 😉

Come sapete, la Mostra del Cinema di Venezia ha premiato con il Leone d’Oro un film “da Mostra”: “Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza” dello svedese Roy Anderson, un’opera da cinefili spinti che ha lasciato tutti un po’ stupiti ―ma anche incuriositi, dai. Brava ad Alba Rorhrwacher che si aggiudica la Coppa Volpi per l’interpretazione femminile in “Hungry Hearts”. Peccato per Inarritu ―il suo Birdman sconfitto da un piccione!― e peccato per Leopardi ―pure il passero solitario sconfitto, ‘sto piccione ha fatto una strage aviaria! 🙁

Prima di lasciarvi, do il benvenuto a tre neo-Fellows incontrati dal Mastro ieri e prontamente gettati in Lez Muvi. 🙂 Gianni, lo Strawberry Fellow, visto il berry business; Alex, il Fellow The Shoe Must Go On, visto il calzaturificio che si porta a spasso nel nome; Augusto, il Movier McDuck, visto l’impero bancario Paperon De Paperoni di cui è a capo 🙂
Se non erro dovevo ancora dare il benvenuto a Loretta, la Fellow Footballer, Responsabile nonché Pibe De Oro della Sede Distaccata di Let’s Movie di Bari, e Marco, il Movier Bellino Bellino, perché non poteva essere altri che Bellino Bellino. 🙂
Mammamia che community, Fellows!

Mi mancherete un sacco, Fellows… ma magari ci risentiamo prima che parta, let’s see… Voi fate i bravi e mi raccomando, Be Moviers, sempre e comunque.
Ora un musical Movie Maelstrom, un paio di riassunti inutili all’umanità, molti ringraziamenti e saluti, viticulturalmente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Come anticipato lassopra, eccovi quassotto Mister Eddie Vedder, https://www.youtube.com/watch?v=EpkYIy6UhI4

E questa è per farvi ridere alle mie spalle https://www.youtube.com/watch?v=dw_qZkwsrqo 😉

I NOSTRI RAGAZZI: Due fratelli molto diversi caratterialmente, uno avvocato e l’altro pediatra, e le loro rispettivi mogli, che poco si sopportano, hanno l’abitudine di incontrarsi una volta al mese in un ristorante di lusso. La loro è una tradizione che va avanti da anni e che procede nella più assoluta ordinarietà fino a quando, una sera, una delle telecamere di sicurezza riprende una bravata dei rispettivi figli. Da quel momento, l’equilibrio delle due famiglie va in frantumi.

S’ALZA IL VENTO: Jiro Horikoshi è un giovane adolescente. Fa un sogno in cui costruisce un bellissimo aereo che viene però abbattuto da un enorme nave volante. Da quel momento Jiro decide che nella vita costruirà aeroplani seguendo le orme di Caproni, un ingegnere italiano. Il tempo passa e Jiro incontra per caso Naoko durante un terribile terremoto: sarà l’inizio di un rapporto molto speciale.

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