LET’S MOVIE 289 – propone SEGRETI DI FAMIGLIA e commenta NICE GUYS

LET’S MOVIE 289 – propone SEGRETI DI FAMIGLIA e commenta NICE GUYS

SEGRETI DI FAMIGLIA
di Joachim Trier
Danimarca, 2016, ‘109
Martedì / Tuesday 28
21:00 / 9 pm
Astra / Dal Mastro

 

Magazzino 26 Moviers,

La settimana scorsa vi ho salutato accennando a una sorpresa che vi avrei svelato oggi ― suspense first, mi ricorda Hitchcock, suspense first…
Ebbene lunedì 20 giugno è stato inaugurato Magazzino 26, www.magazzino26.it! E no, non è un’ex fabbrica trasformata in uno store super cool, come usa molto in questo nostro tempo di riqualificazioni, ma un luogo virtuale oltremodo speciale: un magazine online pieno di “Magazzinieri” pronti a scrivere di moda, arte, fotografia, musica, estetica, wellness, lifestyle e cinema.
Tutto è partito dal nostro Fellow Fuzz, al secolo Andrea Chemelli ― fotografo di chiara fama dopo essere stato modello di ultimo grido ― e dallo stilista Nicola Luccherini, che non hanno saputo zittire un tarlo e realizzare un nobile progetto: costruire uno spazio in cui disquisire di bellezza.
Poteva il vostro Board rifiutare l’invito d’infilare la salopette da Magazziniera e non scrivere di cinema?? Certo che no! E nel mio angolo di Magazzino 26, che si chiamerà ilFrullato ― il Lato della Fru 🙂 ― scriverò soprattutto di quello, di cine, ma con un occhio rivolto alla moda, e con licenza di trascendere, servendo ai lettori i frutti delle mie ricerche miscelati come mi verrà da miscelarli. Ma c’è molto molto altro! Magazzino 26 è un luogo in cui la bellezza è interrogata in tutte le sue innumerevoli sfaccettature. Quindi Moviers, vi prego, cliccatelo e frequentatelo più che potete. 🙂 Questa settimana il topic è il black&white, e il mio pezzo riguarda un film di cui avevo accennato anche nel Maelstrom, “The Dressmaker”… http://www.magazzino26.it/bianco-e-nero-basta-cosi-art-music-show/ 🙂

Prima di passare al cine, fatemi dire. Brexit fiat est. Lo dico in biblico: la notizia sembra fuoriuscire dal Vecchio Testamento. Una bomba nel grembo dell’Europa. E ora io vorrei scambiare quattro parole con Zygmunt Baumann, il pensatore della “modernità liquida” ed esporgli il mio pensiero. Perché se da un lato è vero che viviamo in una società virtuale in cui tutto si muove a velocità spaventose, in cui le distanze non esistono più e siamo tutti vicinissimi ― fai un click e acquisti un Commodor 64 su eBay, ti affitti un flat nel cuore del Quartiere Latino a Parigi via AirBNB oppure ti compri un rene da un cingalese che ha a disposizione ben due reni… ― in cui tutto è interconnesso, se da un lato abbiamo la liquidità, dall’altro la realtà di certi fatti politici si dimostra sempre più rigida. Nella realtà abbiamo muri ― sognati e progettati ― abbiamo 17 milioni di Britannici che vogliono starsene per conto loro, e tanti altri francesi e salviniani che la pensano allo stesso modo. Allora no, non possiamo più parlare di modernità liquida, adesso, dopo questi ultimi accadimenti. Dobbiamo piuttosto ragionare sull’irrigidimento, sulla sclerotizzazione di sacche di società ― delle maxi sacche, maxi come tutto il Regno Unito ― che aderiscono e si battono, anche solo attraverso una X su una scheda referendaria, per l’isolazionismo. Allora cosa succede se il nostro mondo virtuale va da una parte ― progredisce, si innova e rinnova in continuazione, come il www ci dimostra ― e il nostro mondo reale va dalla parte diametralmente opposta, tornando su passi camminati anni e anni fa? Zygmunt, dimmi, tu che vivi a Leeds, cheffai adesso? Chiedi la residenza? Ti espelleranno e tu dovrai tornartene, armi e bagagli, a Poznan?
Il leader dell’UKIP Farage chiede che il 23 giugno sia dichiarato festa nazionale dell’Indipendenza. “Festa Nazionale dell’Indipendenza” come suona alle vostre orecchie? A me suona molto Risorgimento…
E linguisticamente, come sarà questa nuova Europa senza Regno Unito? L’inglese smetterà di essere l’effettiva lingua ufficiale dell’Unione, dal momento che il suo stato corrispondente è venuto a mancare? L’italiano comincerà a valere qualcosina anche a Bruxelles?

Io non so voialtri come la pensiate, ma venerdì, dopo la notte in bianco a seguire lo spoglio e la debacle in tempo reale, io mi sono ritrovata in pieno millennio scorso, e ho cercato a tastoni l’interruttore della luce nel buio che mi circondava, per poi realizzare che l’elettricità doveva ancora essere inventata.
Poi però, tra ieri e oggi vedo che 16 milioni di inglesi non vogliono starsene con le mani in mano, e si mettono a raccogliere firme, a inventarsi la richiesta di una legge che preveda la possibilità di un secondo referendum se nel primo l’affluenza è inferiore al 75% e il risultato sotto il 60% di voti ― politica creativa, già :-). E la Scozia dice, va be’, sai che c’è?, Siamo pronti a bloccare la Brexit in Parlamento e se ci gira, pure a indirci un Referendum made-in-Scotland per uscire dal Regno Unito, tiè…
E poi vedo un cartello nel cuore di Londra con scritto “I want to be with eYou!”. E allora penso che magari stiamo per assistere a qualcosa a cui non abbiamo mai assistito prima e nemmeno ni sappiamo cosa sia. Ed è tutto molto exciting, tanto che mi viene in mente Bob con la sua The Times they are a-changing ―https://www.youtube.com/watch?v=e7qQ6_RV4VQ
Quindi let us stay tuned and see!

Ma veniamo a “The Nice Guys”, che è meglio…
Sono molto felice di aver avuto con me la Babi Bobulova e l’Onassis JR: è un film da vedere in compagnia, questo, perché si ride, ma si ride in quel modo un po’ silly&dizzy in cui ridi per certe commedie assurde che ci piacciono tanto ― e davvero, non mi aspettavo tanto. Addirittura temevo del machismo travestito da buddy-movie che certi polizieschi a puntate ci hanno proposto a cavallo fra ani ’70 e ’80. Pensate a Starsky&Hutch, oppure i Chips oppure Miami Vice oppure Bo&Luke in Hazard. Il duo di dritti che fanno coppia fissa, che risolvono sempre i casi, se la cavano anche se pensi che non ne usciranno vivi: coppie di lazzeroni, ma in fondo buoni, uniti nella lotta contro il male. Nel cinema pensiamo ad “Arma letale” ― prima che Mel Gibson cominciasse a dar di matto e a metter su una macelleria in The Passion ― e guarda caso i produttori di “Nice Guys” sono proprio quelli di “Arma Letale”, carramba…
E poi naturalmente non possiamo scordare Bud Spencer e Terence Hill, a cui il sodalizio Crow-Gosling è stato paragonato. In realtà non ho riscontrato una somiglianza fra le due coppie ― a parte la stazza di Russel Crowe, a cui manca davvero poco per eguagliare quella di Bud Bananajoe Spencer… Russel&Ryan sono molto più bislacchi di Bud&Terence, molto più lebowskiani nel loro essere detective che trattano casi di serie B, e nella loro inettitudine, anche se qualcosa, lo riconosco, li lega ai predecessori. Forse l’essere e il comportarsi fuori dagli schemi ― risolvere a cazzotti quello che si dovrebbe risolvere a parole ― essere fondamentalmente degli outsiders che non vogliono raddrizzare il mondo e riportare la legalità in quanto mossi da ideali etici/nobili di sorta, ma più che altro per sbarcare il lunario.

La trama in sé ha ben poca importanza: Los Angeles, fine anni ’70. Seguendo due casi apparentemente diversi, l’investigatore privato Gosling e l’ex detective Crowe ― non ricordo nemmeno i nomi dei loro personaggi… ― finiscono per indagare insieme sulla sparizione di una ragazza scomparsa e per entrare nei loschi giri del porno e delle lobby automobilistiche. In questo sono affiancati dalla figlia teenager di Gosling, che è il suo esatto opposto: uno scioccone di un metro e 80 lui, scheggia super smart lei ―naturalmente per far spiccare ancora di più l’idiozia del padre.
Ma come dicevo, il plot in sé è subordinato sia alla ricostruzione notevolissima delle atmosfere della L.A. anni ’70, tutta smog e San Fernando Valley ― e quando dico San Fernando Valley intendo porno industry, giacché è lì, in quella valley di capannoni e nulla che si concentra ― sia alla costruzione di un poliziesco/commedia che si fa beffe del genere così detto “hard-boiled”, con il detective che lavora e risolve un caso con il suo intuito e le sue capacità. In “Nice Guys” le scoperte fatte dai due sciroccati protagonisti sono assolutamente casuali. Ovviamente questo scatena l’ilarità dello spettatore, che si trova davanti due anti-eroi pasticcioni che capiscono ben poco di quello che sta succedendo loro. Soprattutto Gosling, un tonto esilarante che spicca ben più del pachidermico Crowe ― c’è una scena in cui Ryan è seduto sulla tazza di un bagno pubblico che è un piccolo saggio di slapstick moderna. E non è per cantare le lodi di Gosling ― quelle le canto a priori da anni, ormai ― ma oggettivamente, la sua interpretazione è una spanna sopra rispetto a quella di Crowe.

Pensandoci bene, “Nice Guys” somiglia molto a “Vizio di forma”, di Paul Thomas Anderson, un Let’s Movie che aveva seminato molte vittime (!), un paio di anni fa… In entrambi i film, devi lasciarti trascinare dagli eventi senza badare troppo alla loro logica un po’ illogica dei fatti. In “Vizio di forma” seguivamo le assurde avventure del fumatissimo Larry “Doc” Sportello, un Drugo Leboskiano anche lui, sfatto e sgarrupato, che, in un modo strampalato o nell’altro, riusciva a risolvere il caso a cui stava lavorando. Lo stesso accade ai nostri “Nice Guys”, solo che nel film di Black abbiamo anche delle scene di azione, sparatorie, inseguimenti, esplosioni, girate molto bene, che gli attribuiscono quella patina “action” ― che fa sempre grana al botteghino. Io, queste scene, le ho più subite che apprezzate, soprattutto nella parte conclusiva in cui mi sono sembrate davvero eccessive.

Non riguarderei Nice Guys”, così come non avrei riguardato “Vizio di forma”, né i polizieschi degli anni ’70, in cui non ci si raccapezzava: rincorrevi tutto il tempo fatti e nomi appuntati sul taccuino del detective di turno, battevi con lui le periferie squallide delle metropoli americane minori. E quello, in fondo, bastava. No, nn tornerei a vedere questo film, ma, ci crediate oppure no, sono stata contenta di averlo visto: ho riso idiotamente molto ― e con me i miei due Fellows ― e anche se il nonsense e il paradosso la fanno da padroni non si scade mai nel demenziale fine a se stesso: lode al regista, in questo, che avrebbe potuto lasciarsi scappare la mano e finire a girare l’ennesimo “Scemo e più scemo”. And again, che lo ricrediate oppure no, c’è una coerenza all’interno del film che gli conferisce credibilità, e senz’altro, godibilità.

E questa settimana ce ne andiamo in Danimarca con

SEGRETI DI FAMIGLIA
di Joachim Trier

A noi Muviani la Danimarca piace molto, artisticamente parlando ― geograficamente non sappiamo ancora bene, con tutto quel piattume― sia perché c’era un metodo nella follia del nostro Amleto che vagava per il castello di Elsinore, sia perché registi danesi di talento ne abbiamo incontrati parecchi sulla nostra strada, ultimo cronologicamente, Nicholas Winding Refn con il suo supremo “The Neon Demon”.
Isabelle Huppert e Jesse Eisenberg hanno contribuito a rafforzare la mia convinzione nei confronti del film ― che sia stato presentato in concorso a Cannes lo scorso anno, pure.

Io ora, Moviers, continuo a macerare esuli pensieri sul Regno Unito, in cui non si potrà più migrar, nemmeno se ci vespero.
E lasciatemi buttarla sul comico perché insomma, stormi d’uccelli neri, ecco…

Fortuna che c’è il Maelstrom, con una bella iniziativa di cinema estivo scovata dalla nostra Vanilla. 🙂
Per il resto, grazie dell’attenzione, tanti ringraziamenti e saluti, stasera, periodicamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Eccovi la rassegna cinematografica per l’estate, che si pone come alternativa al solito Cinema in Cortile Vistorivistostravisto presso le Scuole Crispi…
http://www.trentotoday.it/eventi/cinema-film-stelle-aperto-sardagna-2016.html  
Sarà finalmente la buona volta che metto piede sulla funivia per Sardagna 😉

SEGRETI DI FAMIGLIA: La storia di un dramma familiare che propone diversi punti di vista dei singoli membri della stessa famiglia, sopraffatti dagli eventi. Mentre si sta allestendo una mostra della celebre fotografa Isabelle Reed, tre anni dopo la sua morte accidentale, il marito e il figlio si riuniscono nella casa di famiglia ed evocano i fantasmi del passato…

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1 Comment

  1. CurtisBero |

    wcidcaw

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