LET’S MOVIE POP UP propone 99 HOMES e commenta IL PIANO DI MAGGIE

LET’S MOVIE POP UP propone 99 HOMES e commenta IL PIANO DI MAGGIE

99 HOMES
di Ramin Bahrani
USA 2014, ‘112
Giovedi’/Thursday 14
Ore 21:30/9:30 pm
Cortile di The Impact Hub
Via Roberto da Sanseverino 95
Ingresso 5 Euri
WP, Weather-Permitting: istruzioni per l’uso giù di sotto

 

Monnalisa Moviers e Farage Fellows,

Se ne sentono delle belle, in quest’estate 2016! Uno non ha nemmeno più bisogno di giullari e saltimbanchi, barzellette e freddure… Ci pensano i politici, a farci ridere.
A inizio settimana Sgarbi si è messo al volante ed è partito alla volta di Parigi per “riportare” la Gioconda e il suo sorriso “a casa”. Da quello che mi risultava, non se l’erano portata via: non era stato Napoleone, come tutti crediamo, mettendo il nanerottolo accanto a Zidane nella lista dei francesi cattivi. Fu Leonardo stesso che la portò con sé in Francia, e la piazzò al Re Francesco I. Per un po’ di anni Napoleone la tenne appesa in camera della sua Giuseppina detta Pina, tanto gli piaceva, ma no, non se l’era rubata ― tanto altro sì, ma quella no. Quindi lei, la Gioconda, appartiene legittimamente ai cugini, rien à faire et rien ne va plus, facciamocene una ragione. Ma se Sgarbi ha voluto travestirsi da Annibale, scavalcare le Alpi e andare a fare un po’ di putiferio e di pubblicità a se stesso, facesse pure. Siamo poi stati informati che la pubblicità più che a se stesso era all’ultimo modello di Citroen con cui si è recato in Francia, e che questa messinscena in fondo non era che una banale marchetta… Quanto nulla passano i giornali!
Comunque l’episodio mi ha fatto riflettere sulla nazionalità delle opere d’arte: potremmo disquisirci sopra per decenni. Meglio pensare che i capolavori appartengano all’umanità, altrimenti noi italiani, che siamo stati saccheggiati da qualsiasi longobardo o nanerottolo dalla notte dei tempi in avanti, passeremmo il futuro a bussare alle porte del mondo e a fare il recupero crediti.

Ho riso di gusto anche alla battuta sferzante dell’Eurodeputato belga Guy Verhofstadt in merito alle dimissioni di Nigel Farage dall’Ukip: “Finalmente ci libereremo del più grande spreco del bilancio UE: il suo stipendio”… Gran cabarettista, il nostro Guy, non c’è che dire. 🙂
Ancora più sferzante era stato l’amato Christoph Waltz, che, sempre in merito alla fuga di Farage dalle sue responsabilità di leader del “Leave”, ha commentato:È ovvio che il capo dei topi abbandoni per primo la nave che affonda” ― ricordatemi di non fare o dire nulla che scontenti Christoph perché ti trancia con la sola imposizione di due parole.
Grande ammirazione per lui 🙂

Insomma, analizziamo un attimino la mossa di questo personaggio. Mette insieme tutta una campagna contro l’Europa e pro-isolazionismo infarcendola di promesse false e omettendo informazioni. Strano ma vero ci riesce e convince 17 milioni d’inglese, ma si rende ben presto conto di aver fatto segnare l’autogol più sensazionale della storia moderna al suo paese. Subodorati i tempi grami che attendono il Regno Unito, il nostro Schettino d’Albione, fa bye-bye con la manina e lascia la sua Costa Concordia sola sola in mezzo al Mare del Nord… Non mi stupirei se il soggetto ― o forse dovrei cedere all’assonanza e dire “farabutto”? ― finisse vittima di qualche linciaggio. E questo comunque la dice lunga sulla fazione dei leader pro “Leave” ― Johnson e Cameron sono gli altri due brexodati. Tutti talmente pro Leave che il Remain non è pensabile dopo quello che hanno combinato…
Ah povero Regno Unito, sedotto e abbandonato dalla prima testa di Nigel che passa! E la Regina, giù di Xanax….

Io starei qui a spassarmela con la Komikpolitik, e menomale che c’è lei a farci ridere, dal momento che la commedia fa tutto fuorché quello. Mi sto riferendo, nello specifico, a “Il piano di Maggie”, il film le cui premesse mi erano parse buonissime. Ottimo cast, ottima sceneggiatrice, ottimi passaggi internazionali. Ottimo! E invece Troisi fa spallucce da lassù e miagola “Pensavi fosse amore…” …E invece era un carretto, caro Massimo. Manco un calesse, un carretto!
Hanno fatto le spese di questo supplizio il (Candy) {Andy} [The] e il WG Mat, il cui martirio non passerà inosservato alla storia… 🙁

Questa Maggie partirebbe anche bene: newyorkese indipendente, un buon lavoro accademico, un gran cervello ma zero uomini. Visto che le sue relazioni non durano più di 6 mesi, Maggie decide di attuare il suo piano, parte I: inseminazione artificiale con donatore attentamente selezionato, gravidanza ed educazione del pargolo on her own. Poi però incontra John, un antropologo con velleità da scrittore, un matrimonio in crisi con una pestifera intellettualoide, e Maggie s’innamora. E John s’innamora di lei. Lui lascia la pestifera, e si mette con lei. Idillio il primo periodo ma poi tutto cambia. Da newyorkese indipendente e autonoma, Maggie si trasforma nella desperate housewife che annulla se stessa per stare appresso a sua figlia, al marito, ai figli del marito, alla ex moglie del marito… Maggie non ci sta, allora organizza la parte II del suo piano: fare in modo che John si rinnamori dell’ex moglie e torni con lei. Riuscendoci.

La trama, per quanto scontata e riciclata, avrebbe potuto regalare qualche sorriso, fosse stata gestita con della verve nella mise-en-scene. In fondo le commedie non hanno bisogno di plot straordinari: non è tanto il cosa racconti, ma come lo racconti. Con quali tempi, battute, gag, ironia, surrealismo, non-sense… Un regista ha tante frecce al suo arco. Purtroppo Roberta Miller sceglie di non tirarne nemmeno una e se ne esce con un film piatto, noioso con dei personaggi che annegano nella loro inarrestabile logorrea, trascinando a fondo lo spettatore, il quale spera a tutti i costi in qualche spiraglio comico per risollevarsi, e invece no, sprofonda sempre di più mano a mano che il film procede. Un Titanic! Non una risata, manco mezza. Manco un sorriso! Ed è terribilmente frustrante, oltreché un peccato mortale, desiderare il sorriso d’altri (tempi) e sperare che il film a un certo punto decolli, e rendersi conto, all’ultimo minuto, che no, non riderai più e che il film è troppo pesante per spiccare il volo nei paradisi dell’umorismo ― quello, la fine della possibilità, è il momento più triste dell’esperienza cinematografica.

A parte l’insufficienza umoristica, ho sofferto molto la figura di lei, Maggie, il tipo di donna che rappresenta. Se la letteratura ― il cinema è letteratura ― ci propone donne sicure e dalle idee chiare, che poi crollano e finiscono dritte dritte nelle ciabatte degli anni ’50 ― faccio tutto io purché tu, uomo, possa lavorare/produrre/creare in pace ― e alla fine si ritrova innamorata del donatore di seme, bello ma un po’ citrullo, allora non facciamo che diffondere il solito tipo di modello di donna e di comportamento! E non ne esce male solo la donna, Maggie, ma anche l’uomo, John: una banderuola senza nervo e volontà che si lascia maneggiare da una ex moglie che crede di detestare, ma di cui, alla fine, non riesce a fare a meno, e da una compagna che gli fa fare il bello e il cattivo tempo. Un cervellone di antropologo ma completamente privo d’intelligenza emotiva.
E allora va bene, cara regista, se vuoi fare una critica di questo tipo di donna e di uomo, falla, questa critica, FALLA! Non ti far lusingare dalla favola, non preferire la cerebralità dei dialoghi ― di Woody Allen ce n’è uno solo, by the way ―all’ironia con cui potresti bacchettare ― demolire anche ― i tuoi meschini personaggi, che difendi e assecondi pur disprezzandoli… Dai Roberta Miller, hai i geni di papà Arthur nel DNA, sfruttali!
Siamo stanchi morti di commedie replicanti senza sale in zucca e tanta pubblicità al seguito. Dov’è la ciccia, signori registi, cari produttori? Dove nascondete la roba seria??

E per martedì Let’s Movie pops up e rischia il cine all’aperto,

99 HOMES
di Ramin Bahrani

Dunque il film passò con successo alla Mostra del Cine di Venezia nel 2014. Ha impiegato 2 anni per trovare un distributore: dobbiamo festeggiare questa grande impresa… 🙂

Per quanto riguarda la proiezione, è weather-permitting, ovvero, siamo in balia del meteo, e considerando quanto sia schizzato in quest’estate monsonica, siamo oggettivamente a rischio. Quello che si fa è: guardare il cielo nel pomeriggio; in caso d’incertezza di giudizio, chiamare the Hub, allo 0461 158340, tipo verso le 5 pm del giorno stesso e chiedere cosa abbiano intenzione di fare; scongiurare collettivamente le eventuali nubi minacciose affinché ammorbino territori ben più ammorbabili, tipo Merano o Bolzano, ma non Trentoville, dai, che ha già tutte le sue magagne da smazzarsi e non si spara sulla Crocerossa, come on…
So che questa trafila ― altrimenti detta “sbattimento” ― potrebbe farvi desistere. Allora ho pensato di testare il campo e convincervi con l’esperienza diretta.
Dunque a nostra disposizione abbiamo: impianto video e audio di qualità deluxe ― le Crispi con il loro cortile sono un due-stelle in confronto; bar attiguo con ogni sorta di drink da sorseggiare durante la visione; presentazione del nostro Fellow Zadramat the Magician ― garanzia di qualità; e, dulcis in fundo, visione da spaparanzati in una di quelle sedie sdraio Bibione 1970, quelle in legno, con la stoffa a cucchiaio per contenere il vostro peso piuma…
Io e la Vanilla ci siamo trovate alla grande, giovedì scorso. Quindi un po’ di sbattimento si può pure fare… 😉
Ah, nel caso in cui il film salti, potrebbe saltare anche il Lez Muvi di domenica prossima. Quindi non chiamate la Farnesina se non trovate la mail del Board nella posta… 🙂

E ora Fellows, vi invito a dare un’occhiata nel Maelstrom per un appuntamento da recuperare, se l’avete perso… E ora vi ringrazio e vi saluto, con dei saluti giocondamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Se, come la qui presente, vi siete persi AVE, CESARE!, il film dei fratelli Coen, che non dev’essere il capolavoro dei capolavori ma sono pur sempre i Coen, possiamo recuperarlo giovedì, alle ore 21:30, presso il il Cortile delle Crispi ― ingresso 5 Euri. Anche lì siamo weather-permitting, ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine… 😉

99 HOMES: Dennis Nash è un giovane disoccupato che viene sfrattato insieme alla sua famiglia da un cinico agente immobiliare Mike Carver. Nel disperato tentativo di riappropriarsi della casa e saldare i suoi debiti, Dennis inizia a lavorare a fianco di Carver e presto si ritrova a sfrattare altri proprietari di casa. Ma il suo nuovo stile di vita a costo delle disgrazie altrui lo porta a fare i conti con una decisione più grande del denaro.

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