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Let’s Movie CXC – VENERE IN PELLICCIA e FRANKENSTEIN JUNIOR

Let’s Movie CXC – VENERE IN PELLICCIA e FRANKENSTEIN JUNIOR

VENERE IN PELLICCIA
di Roman Polanski
Francia, 2013, ’96
Monday 25/Lunedi’ 25
21:15/9:15 pm
Multisala Astra/Dal Mastro

Fanatici Fellows,

Parto da qui perché sono finita in trip per un’etimologia, come spesso accade sia mentre non sto facendo nulla di speciale, sia mentre rimugino sul film che abbiamo visto a Let’s Movie ―e anche questo accade spesso. Pensavo ai santi e ai miti. Ai personaggi che hanno fatto la storia, e che la storia li ha fatti santi e miti. Pensavo al culto nato attorno a loro, alla fascinazione trasformata in venerazione nei loro confronti. Fanatismo. La parola guizza in testa come un pesce un po’ ingombrante, tipo la scultura di Gehry, spiaggiata sul lungomare di Barcellona ―so che tutti sapete di che parlo (la Fellow Katrin l’Archibugia di sicuro). 🙂
Fanatismo. Sapete da dove deriva? No? Nemmeno io prima di consultarmi con Wikipedia “L’etimologia della parola fanatismo – usata quasi sempre in accezione negativa – deriva dalla sfera religiosa e porta al latino «fanaticum, “ispirato da una divinità, invasato da estro divino”, derivato di fanum “tempio” ―e finalmente ci spieghiamo una volta per tutte le velleità che spinsero i gestori dell’omonima discoteca accanto a Rovereto a chiamarla così…. Il fanatismo ha qualcosa di religioso, di cultuale ―non cultuRale eh, e assolutamente non culturista, non mi confondete i derivati! Il caso Jobs ne è un esempio rappresentativo: dopo aver rivoluzionato il modo di fruire l’information technology delle masse, il messia californiano Steve è diventato il fanum, il tempio da venerare. E il mondo si è riempito di accoliti.
Mi piacerebbe adesso uscirmene con una di quelle affermazioni d’effetto da brava critica che NON sono, tipo “…E il biopic su di lui cattura e restituisce cinematograficamente lo charme―o forse dovremmo dire “aura” visto il contesto― che la sua figura ha esercitato su generazioni di geek, startupper, businessmen e mortali qualunque”. Purtroppo niente affermazioni d’effetto. Il biopic è “bio” nel senso d’insulso come certi prodotti biologici, perché sarà anche très chic dire che il tuo balsamo alle germe di grano è fatto con germe di grano 100% pesticides-free, ma se poi ti ritrovi una testa da Tina Turner in “Simply the best”… Insomma il succo è che “Jobs” non funziona, né alla radice né sulle punte. Non è un’opera cinematografica: manca tutta la creatività che lo story-telling di un’opera cinematografica offre. Non è un documentario: manca troppo del materiale che lo renderebbe tale, offrendo una panoramica complessiva della sua vita dalla culla al camposanto. Non è un chiaro “liberamente tratto da” e nemmeno un dichiarato “fedele alla versione di”. Non saprei di preciso dire che d’è. Credo che “fiction in due episodi tranquillamente accorpabili in uno per un pomeriggio invernale o alternativamente un prime-time estivo su Rete 4” potrebbe avvicinarsi alla definizione che ne darei. E guardate mi scoccia essere così tagliente, ma do voce a una delusione (peraltro preventivata) dai Moviers che erano con me (e anche dalla Honorary Member Mic da remoto :-)).
Squadra che vince non si cambia, quindi con me c’erano il Fellow Andy the Candy ―o Candy the Andy, come volete 🙂 ― dato che le colline Trentorising sorgono su un massiccio IT, e il WG Mat, geekologo di fama internazionale, che s’è dimostrato un jobsiano disincantato e lucido, la cui venerazione verso il messia non gli impedisce di valutare con obbiettività gli schizzi da invasato di cui soffriva nonché la sua naturale propensione all’essere un “bloody bastard” (inglesismo a scopo detox). Insomma, lo Smelly, in quinta fila sulla destra, accoglieva un sandwich di Moviers con un Board in mezzo.:-)
Uno rimane infastidito anche dallo sfoltimento e dalla semplificazione. Con “sfoltimento” (oggi tricologia) intendo il processo per cui s’è scelto di togliere molto. Ovvio, una scelta andava fatta, la carne al fuoco era davvero troppa. Ma badiamo bene a quello che sfoltiamo, direi al regista Joshua Michael Stern, che forse è Jean Louis David alle prese con la macchina da presa visti i risultati :-(… Per esempio i rapporti controversi ―e per questo gustosissimi!― con la figlia riconosciuta solo in tarda età, o con Bill Gates, o la sua immensa solitudine (cercata e originata da una personalità fondamentalmente autistica) sono stati ridotti a poco più che una manciata di scene. Bill Gates addirittura liquidato in una telefonata. Gli schizzi da invasato ci sono, vero. Ma non c’è il tentativo di andarci dentro. C’è solo un semplice atto di mostrare, di depennare dalla lista, tipo, “personalità maniacale bipolare”: ce l’ho; “carattere di m _ _ _ a: ce l’ho; Bill Gates: poco ma ce l’ho”… Peccato che Jean Louis David non abbia gettato l’occhio alla colonna del “manca”.
E sapete anche cosa da molto ma molto fastidio? (Al WG Mat, molto molto fastidio)? L’uso banalissimo della musica. La colonna sonora include giganti come Bob Dylan e Cat Stevens, e altre canzoni familiari ma di cui onestamente non saprei dare i titoli e i cantanti. Ma è l’assoluta prevedibilità con cui viene utilizzata, e abbinata a scene platealmente a caccia di commozione, a rovinare l’effetto…E Steve in estasi pei campi di grano (bio, of course :-)) e Steve esaltato alla convention del 198qualcosa… Rielaborazione originale del sonoro e del visivo: MANCA!
In cima al fastidio massimo, e mi duole ammetterlo perché il ragazzo non è un brutto vedere tutto sommato, in cima al fastidio massimo troneggia lui, Ashton Kutcher. Purtroppo il metodo Stanislasky con lo studio meticoloso del personaggio non ha dato i frutti sperati. La recitazione troppo irritantemente recitata disvela la fallimentarietà dell’approccio mimetico con un personaggio del genere. O sei Michelle Williams che interpreta Marilyn, o Meryl Streep in quelli della Tatcher, o ancora Val Kilmer 40 kg fa nella suprema interpretazione di Jim Morrison, oppure sei destinato a fare la triste fine di Naomi Watts nei panni di Lady Diana. Non è detto che mimare la persona in maniera pedissiqua sia la strada giusta — il personaggio va penetrato nella sua essenza più profonda, piuttosto che nei suoi tic e nelle sue pose esterne, ma naturalmente io non sono Lee Strasberg…. Ashton vuole essere Steve a tutti i costi, camminata (insopportabile!), smorfia sorrido-ma-non-rido, avambracci da giovane vecchio (non so come altro spiegarlo, se vedete il film sono certa capirete). E per quanto la somiglianza fisica sia indubbia, e alcuni schizzi da matto gli riescano obbiettivamente bene, il risultato complessivo per me non raggiunge la sufficienza 🙁 Diciamo che la nuova carriera intrapresa da Ashton –laureato in ingegneria biochimica, ricordiamolo– presso un’azienda cinese del settore potrebbe rivelarsi un riciclo mooooolto felice per lui…
In ogni caso mi ha fatto piacere vedere “Jobs”. E vedrò anche il prossimo, in preparazione e in uscita nel 2014. E vedrò pure “I pirati della Silicon Valley”― low-budget e forse un tantino naif, ma comunque suggerito dal nostro WG Mat. 🙂
Jobs ha riscritto un nuovo modo non solo di intendere l’IT―-n termini di accessibilità, fruibilità, bellezza― ma anche la nostra vita. E mi astengo dal dare giudizi sulla persona. Diciamo solo che a lui preferisco il suo ex socio alla Apple, Steve Wozniak, genio dal cuore buono, che secondo me meriterebbe un film a parte. Così come non entro in merito al processo di santificazione iniziato dopo la sua morte e che l’ha reso più fanum di quello che era negli ultimi anni della sua vita per un sacco di nerd. Perché mi chiedo, si può essere fan(atici) di un personaggio dall’umanità così inesistente? Non parlo di ego –quello, i grandi, ce l’hanno tutti grande. Ma di umanità. E chiudo il discorso su un dilemma con cui ci si è salutati lunedì scorso. Meglio essere dei bloody bastards e cambiare la STORIA, oppure fare la propria parte, piccola e meno impattante, e rimanere nella MEMORIA di quelli che abbiamo intorno? Storia globale o memoria locale? Jobs o Wozniak? Beatles o Rolling Stones? (No l’ultima toglietela).
You Moviers, you answer…
E per inciso…Meglio essere fUnatici che fanatici…io per lo meno la penso così 🙂
E adesso siete pronti??? No perché adesso v’invado l’agenda!

Questa settimana ringrazio il Mastro con il megafono (si Mat, quello che ho ingoiato) per aver tenuto in programmazione

VENERE IN PELLICCIA
di Roman Polanski

Se siete amanti del cinema d’alta scuola, se vi fidate del pubblico del Festival di Cannes che l’ha molto appludito lo scorso maggio, se siete appassionati del teatro portato al cinema (come nel suo stroardinario precedente “Carnage”), se v’intriga saperne di più sul romanzo erotico scritto nell’800 da Sacher-Masoch ―no non c’entra con la pasticceria austriaca e sì c’entra con il masochismo― cui il film s’ispira; se apprezzate talento&bellezza di Emanuelle Seigner; allora “Venere in pelliccia” è il VOSTRO film!
Se NON siete amanti del cinema d’alta scuola, se NON vi fidate del pubblico del Festival di Cannes che l’ha molto appludito lo scorso maggio, se NON siete appassionati del tetro portato al cinema (come nel suo stroardinario precedente “Carnage”), se NON v’intriga saperne di più sul romanzo erotico scritto nell’800 da Sacher-Masoch ―no non c’entra con la pasticceria austriaca e sì c’entra con il masochismo― cui il film s’ispira; se NON apprezzate talento&bellezza di Emanuelle Seigner; allora “Venere in pelliccia” potrebbe NON essere il VOSTRO film, ma lo scoprirete solo vedendo, come cantava il Board featuring Battisti 😉
Martedi’ 26 saro’ sicuramente a vedere “FRANKENSTEIN JUNIOR” di Mel Brooks al Modena/Smelly alle 21:00/9:00 pm!
Decorre il 40esimo anniversario del film (USA 1974) e per questa occasione dei pazzi funatici hanno organizzato la “Frankenstein Junior Week” con tutta una serie di iniziative a tema frankenstein (www.frankensteinjunior.it) 🙂 L’evento clou della Week sarà proprio la proiezione del film, in versione restaurata digitalizzata e solo per un giorno, in alcuni cinema italiani.
Ci perdiamo il one-shot?!? Non credo proprio!

E ancora…Se avete tempo mercoledi’ 27 alle 8:30 pm ― a me toccano i panni della Teacher e PURTROPPO non arrivo 🙁 ― il Mastro, l’Altra Venere ArciLesbica Trento e Arcigay Trento propongono “Lo sconosciuto del lago“, di Alain Guiraudie, all’interno del Cineforum LGBT. Il fim ha fatto mooooolto parlare all’ultimo Festival di Cannes, e io l’avrei visto moooolto volentieri… Andate voi al mio posto e sappiatemi dire. Non dico tutti i 132 che siete, Moviers 🙂 Ma almeno UNO! Uno su 132 ce la fa, dai! 🙂

Missione “Invasione Agenda Moviers”: riuscita. 🙂

Ora s’è fatta una certa, quindi vi lascio alle vostre dolci vite ―anche perché con ‘sto freddo. 🙂 Però non fuggite via subito. C’è qualcosa di piemontese nel Movie Maelstrom… E ci sono i miei ringraziamenti. E miei saluti, stasera, devozionalmente ma anche devotamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

La verità è che ieri e oggi ero a Torino e, per una felice coincidenza (molto felice e molto cinematografica!), mi sono ritrovata in pieno Torino Film Festival! Quindi mi sono goduta l’atmosfera festivaliera e tre film ―ho pure impallato Virzì (Direttore di quest’anno) e la Ramazzotti (moglie del Direttore di quest’anno) in una foto per la stampa! You clumsy Board!
I film “Blue Ruin” Le Demantelement” mi sono piaciuti molto, ma in “Big Bad Wolves” di Aharon Keshales, mi è piaciuto da matti! È un riuscitissimo thriller israeliano dai toni tra lo splatter e il dissacrante che ha fatto impazzire Tarantino, la sottoscritta e il pubblico in Sala 3 del Cinema Reposi… I patiti del genere, e in genere i patiti del cine, se lo segnino 🙂

VENERE IN PELLICCIA: In un teatro parigino, dopo una giornata passata a fare audizioni per trovare l’attrice che possa interpretare il lavoro che si prepara a mettere in scena, Thomas si lamenta al telefono del basso livello delle candidate. Nessuna di loro possiede lo stile necessario per il ruolo da protagonista. Mentre sta per uscire appare Vanda, un vero e proprio vortice di energia, sfrenata e sfrontata.
Vanda incarna tutto quello che Thomas detesta. E’ volgare e stupida e non si fermerà davanti a niente pur di ottenere la parte. Praticamente costretto, Thomas decide di lasciarla provare e con stupore vede Vanda trasformarsi. Non solo la donna si procura oggetti di scena e costumi, ma capisce perfettamente il personaggio (che d’altronde ha il suo stesso nome), di cui conosce tutte le battute a memoria. L’audizione si prolunga e diventa più intensa e l’attrazione di Thomas si trasforma in ossessione…

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Let’s Movie LXXXVI

Let’s Movie LXXXVI

CARNAGE
di Roman Polanski
Francia / Germania / Spagna / Polonia, 2011, 79’
Martedì 20/Tuesday 20
22:00/10 pm
Astra

Marriage&Marathon Moviers!

Lo si era già preannunciato al Fellow Giak qualche giorno fa: è SEMPRE tutta colpa della tecnologia. Qualsiasi colpa è riconducibile a Pascal (non Blaise, quello di Niklaus of course). Siete tutti scagionati, Fellows, per qualsiasi sbaglio commettiate, vita natural durante, la colpa è del senza-fili. Punto libero a tutti. Anche se il Board però…mmmm… è un po’ da prigione… 🙁

Tutto comincia da un Iphone. Dal nuovo Iphone dell’Anarco-zumi, che ha pensato (lui, l’Iphone) di manipolare il mio numero di cellulare e sostituire uno 0 a un 8, impedendo qualsiasi tipo di comunicazione con la nostra Anarchica. Quindi tutti i messaggi/telefonate con cui la Zu cercava di avvisarmi di prenotare per io “Io sono Li”+intervento di Paolini sono finiti nel buco nero della wireless-communication! Miiiiiiiiii! Certo, la tecnologia non può nulla contro la suprema svampitezza del Board 🙁 …. Ma mai avrei pensato che tutta Trento s’intrippasse tanto per un film di nicchia, quindi mi sono presentata da Mastrantonio con ben 2 minuti e 48 secondi di anticipo ― pronta a trovare un po’ più di fermento, ma non di certo Porta Portese er sabato mattina!

Sulla panchina fuori dal cinema trovo, hopeless&ticketless, la Honorary Member Mic, la Fellow Alessandra detta MorAles (che cine-battezziamo così per via del capello corvinissimo e della maglietta blu cop :-)) con una guest che pensate, avrebbe potuto diventare una Movier, non ce la mannaggia-giocata per via della tecnologia ― o della suprema svampitezza del Board…
(Ah, il nome della Guest, anche in questo caso, mi è sfuggito, visto che l’otite all’orecchio destro di 10 giorni fa ha pensato bene di itinerare e conquistare l’orecchio sinistro — ma l’otite itinerante con mire colonizzatrici s’era mai sentita??! Se tra voi Moviers si nasconde un otorino, lo preghiamo, dica la sua).

Comunque… Per soccorrere le mie Fellows hopeless&ticketless, seguo le orme di Clint Eastwood e affronto il mio mezzogiorno di fuoco… Dietro alla cassa, Mastrantonio tagliava la tensione con spietata maestria, il macellaio…. A nulla sono servite le minacce del Board, e nemmeno i piagnistei. Nemmeno i “ci-siediamo-per-terra-non-importa”, nemmeno i “vi-lavo-i-cinepiatti-per-un-mese-anzi-due”. (Ve lo potete immaginare quanto possono aver puntato i miei piedi per terra?!?).

Fortunatamente la Fellow Vaniglia (in scintillante versione technicolor) e la Fellow Claudia The-Critic, di gran lunga più previdenti del Board, avevano prenotato prima, e sono riuscite a entrare. Poi, una propizia combinazione di fattori ha voluto che si liberasse un ultimo posto. Ma purtroppo la Honorary Member Mic, la Fellow MorAles e la Fellow Non-Fellow Found&Lost, sono rimaste vittime della mannaia mastrantoniana. 🙁

(Si racconta che l’indomani, nella sala “CdA” del Quartier Generale di Let’s Movie, siano volate sedie, urla — si vocifera persino di una lavagna interattiva sradicata dal muro… Ma poi si sa, dopo il (brain)storm torna sempre il sereno, e tutto è bene quel che finisce bene e Board e Honorary Member Mic vissero per sempre felici e contenti — del resto mai avremmo potuto lasciare i Moviers privi di un Management… :-)).

Mi prostro in scuse con tutti i Moviers — soprattutto con la Fellow MorAles la Fellow Non-Fellow Found&Lost e la MIA Honorary Member Mic — per non aver pensato di dirvi di prenotare; ringrazio la Zu per aver cercato di avvertirmi; odio l’Iphone della Zu.

Mi scoccia anche perché “Io sono Li” è un racconto che tutti i Moviers dovrebbero leggere. Leggere, sì. Questa è stata l’impressione che ho avuto guardando il film di Segre. La sensazione di avere sotto gli occhi un’opera letteraria breve — una novella — e non una trasposizione sul grande schermo. Intendo proprio le pagine sotto le dita. Credo dipenda dal tempo cinematografico che il regista ha scelto per il film. Non è un tempo lento, alla “Still Life” — guardate un po’ le coincidenze, l’attrice che interpreta Li era la protagonista anche di “Still Life”… È un tranquillo scorrere di vite, di mattinate all’osteria (poche le scene notturne), di piccole battute che alternano saggezza e grettezza, a seconda del personaggio, del momento, e del momento del personaggio (come nella vita, perché tutti siamo saggi e gretti, a seconda). Ma non ci si annoia mai, ma mai MAI. Anzi, questo micro-cosmo chioggioto di pesca e ombre e spume ci cattura in una maniera in cui non avrei mai pensato che alcunché di chioggioto avrebbe mai potuto catturarci.
E vi prego, assegniamo il Premio Cameo al puteo Battiston per l’interpretazione dello sbroffone-rozzone veneto tipo! Guardate, anche i dettagli hanno valore… Mi tornano in mente la scritta L-O-V-E tatuata dito per dito (scimiottamento di mani vip d’oltreoceano), o il giubbotto di pelle finto Dainese.. E ancora, i jeans attillati coi tacchi a spillo della moglie, look fuori luogo alle 10 del mattino in un’ostAria  — “c’è un tempo per tutto” dice la bibbia (dello stile).

Marco Paolini, nell’introduzione al film, ha definito “delicato” il modo in cui Segre è riuscito a dar voce a quella che avrebbe potuto diventare l’ennesimo dramma a tesi sull’immigrazione. Delicato, sì esatto. Ma anche risoluto nello sfuggire al pietismo e alla lacrimosità. Gli ingredienti per far bollire della sana melassa ci sono tutti, veh: immigrata tenuta in scacco dalla mafia cinese, figlio piccolo lasciato in Cina nell’attesa di racimolare il denaro per farlo arrivare in Italia, simpatia-scintilla che scocca tra il vecchio pescatore di origine slava e la giovane cameriera cinese. Insomma, materiale ad alto rischio cliché… Eppure il regista non ci casca, e non fa cascare noi nel pentolone… Meno male Moviers, salvi anche qui. Fiuuuuu.
E ho trovato interessante l’insolito bilinguismo del film, che affianca veneto e cinese, in un dialogo sottotitolato che si colloca tra il comico e il tenero (specie quando Li cerca di capire il chioggioto e i chioggioti il cinese…mai tandem linguistico fu più strampalato…e funny).

All’uscita dal film, ritrovando una Claudia The Critic adorabilmente commossa, e una Fellow Vaniglia technicromaticamente paga, ho pensato che i concetti di casa e appartenenza siano davveri terreni paludosi — “fishy waters”, Fellow Pa — in cui è pericoloso (ma necessario!) addentrarsi…. Alla fin fine siamo tutti stranieri, siamo tutti foreigners, Fellows. Ed è la spasmodica ricerca di negare l’apolidicità connaturata nell’essere umano che crea tanti casini. “Patria” contiene troppa terra e troppo padre per i miei gusti… Vorrei dare spazio al mare, Moviers, come il film di Segre. Alle storie che partono da una costa cinese e finiscono su una costa italiana, e tracciano percorsi e intrecciano legami mobili. Il mare unisce. E questo, se ricordate, era un pensiero ERRante di qualche tempo fa…

Questo per quanto riguarda il Let’s Movie ufficiale. Ma questa settimana, se ricordate bene, avevamo anche un Let’s Movie ufficioso. Alla proiezione di “Il primo incarico” giovedì, mi aspettavano la Honorary Member Mic lassù, sulla gradinata (molto “Princess Mic Waving at the Crowd” :-)), e la Fellow Vaniglia, quaggiù, prossima ad affrontare le grinfie della Vicky Witch, l’amelia che spaventa folle di spettatori alla cassa del Victor Victoria…Scary…

Il film, bah… Io e la Mic eravamo di umore balzano e abbiamo ridacchiato un po’ troppo delle sventure di Isabella Ragonese alias Nena, povera sfigata maestrina che si vede trasferita nel nowhere salentino. Il film è ambientato nella Puglia, anzi, Apulia, degli anni ’50, ma ve l’assicuro, par di stare in mezzo ai Malavoglia! Il finale, in cui Nena ribalta inaspettatemente il proprio futuro e le proprie aspettative, è forse la parte più rivoluzionaria di un film che non sovverte alcuna convenzione sociale, ma che presenta troppi tagli stereotipa(n)ti. L’uomo è scisso nelle sue solite figure dicotomiche o di biondo senza-midollo modello Lowell o di rozzo-canottato modello Abel (e se non sapete chi sono Lowell e Abel, be’, vi mancano i fondamentali della cartoneanimatografia mondiale). La scelta inaspettata della canotta, devo dire, lascia stupiti un po’ tutti — anche se il CdA, sappiatelo, ha sostenuto la causa “Giovanni canottato” sin dall’inizio… 😉

Ma oggi non posso dilungarmi troppo (mamma mia, come se fino a qui mi fossi contenuta! :-))… Ho troppe cose ancora da dirvi, e non voglio beccarmi una multa per eccesso di verbosità.

Innanzitutto, il film per la settimana prossima. Lo aspettavamo con impazienza, e finalmente è arrivato, direttamente dalla Laguna, con l’Orient Express delle 12:34 pm

CARNAGE
di Roman Polanski

Francamente non so se dietro l’orario sempre più tardo delle programmazioni si nasconda un qualche perverso disegno di Mastrantonio il macellaio… Se si tratti di mannaia, meschinità oppure mass-market (che ne dici, Fellow Cap?). Sappiate che in questo (almeno in questo!) il Board non c’entra.

Ma devo assolutamente raccontarvi di questo Marriage&Marathon weekend…. È con immane commozione che v’informo del secondo Let’s Movie Marriage della storia*!

Sabato la nostra Let’s Movie Couple ― al secolo Giulia e Nicola ― è convolata a cine-nozze, e matrimonio non poteva esser più 100% letsmovieano di così! Il Fellow Pilo (il Fellow più alto di Let’s Movie, molto ma mooooolto più alto di quel tappo del WG Mat, ricordiamolo) e la Fellow Giuly Jules (la Fellow più odalisca e sirena che un Let’s Movie possa desiderare) hanno detto “Oh yes” al cospetto della nostra Fellow Fausta l’Irrequieta 1, che ha ufficiato le nozze (potremmo ribattezzarla anche Fellow Factotum, la nostra Fausta, visto che si fa le nottate sui libri, le traversate natatorie e le celebrazioni matrimoniali :-)). E indovinate un po’ chi aveva per testimone la nostra breath-taking sposa  in red (sì Fellows, IN ROSSO! Ma chi è Kelly LeBrock? Ma chi è???)? Vi aiuto: comincia per Anarco e finisce per Zumi…. 😉

Poi s’è folleggiato fino a notte tra bollicine e balli sfrenati con tutto il corteo di amici, tra cui numerosi Moviers, in primis l’Anarcozumi, il Fellow Fritz Vogue, il WG Mat e la Fellow Lagoon Leda (Responsabile Let’s Movie di Venezia).

Dovete sapere che la Movie Couple segue Let’s Movie fin dagli inizi, e un sacco di volte ha tratto in salvo il Board dal mare di solitudine cinematografica in cui rischiava di affogare…
Siete le mie luci, Giuly e Pilo… Keep shining… 🙂

Io mannaggia non ho potuto bagordare fino in fondo visti i panni da Board-Road-Runner che avrei rivestito l’indomani, cioè oggi… Ebbene sì, Fellows, ho corso la Mezza Maratona del Concilio di Trento, nonostante le otiti itineranti e le vesciche nemiche… E nonostate un Fellow Mate (Iak-the-Mate) che mi tradì, e non per 30 denari, ma per 50 Euri e un paiolo! (Ma lo perdono perché sempre mi supportò :-)).

 Dunque

Tempo totalizzato dal Board: 1 ora 32 minuti 55 secondi (Evvai!)
Posizione all’arrivo: 158esima su 714; sesta della categorie “Donne” (Evvaissimo!)
Premi vinti: 100 Euri, e un salame (già ceduto di diritto all’Anarcozumi!)

Ebbene sì, cari Runner Fellows… Il risultato ha dell’incredibile, visti i primi 13 km corsi come una loser con una contrattura (o qualcosa che faceva male) alla coscia destra… Poi però al 13esimo km c’è stata la svolta, e devo solo ringraziare The Ark. Immaginate il dolore, e immaginate di sentire questa canzone, a palla… http://www.youtube.com/watch?v=wFbBwXNjYCA… “It takes a fool to remain sane”…Non c’è niente di più sensato… Quindi sì, the Ark dragged the Board home… 🙂

Ringrazio ovviamente la Honorary Member Mic che mi segue sempre in queste maraton-mattate, portandosi Freud in borsa contro la maraton-noia (e ditemi se non è special, la ragazza, che gira Trento con Sigmund a tracolla); il Fellow D, per il reportage e il tifo done lungo il percorso (e per aver sopportato un Board in difficoltà fino al 13esimo km); il WG Mat, che non ho capito bene dove mi abbia visto ma dice di avermi visto ― quanto Orwell nella sua criptica ubiquità!; il Fellow Fritz Vogue, che mi ha sostenuto a 4 km dall’arrivo con un prezioso “10 minuti Vogue, 10 minuti e ci sei!!!”; e il campanaccio dell’Anarcozumi-mami, che è stato salvifico a 300 m dall’arrivo.

Un grazie speciale anche al Fellow Companero Gab che ha portato a casa i 10 km della Maratonina del Concilio (bravo runner, il Mister è molto molto fiero); e al Fellow Pa Pequod, per aver assistito il Board insieme al Fellow D nell’acquisto delle sneakers nuove post-maratona (un  paio di Brooks puffo&black… ‘Cause when you run, you need to run with style… ;-)).

Quando mi chiedono “Perché fai ‘ste robe, Sara?”, io non so mai cosa rispondere, ma oggi, mentre ero a quel benedetto 13esimo km e faceva male, oh God se faceva male, c’è stato un istante in cui è cambiato tutto, e tutto è andato per il verso giusto. Le gambe hanno preso ad andare, io a volare (un po’). Forse lo faccio per questo. Per la possibilità di quell’istante lì. Il nero che d’un tratto diventa grigio, poi piano piano bianco…

Ma ora spiegatemi come avrei potuto essere sintetica con tutta ‘sta wikipedia di robe… ! Se c’è un conciso fra voi, parli ora o taccia per sempre. :_)

Ok, mi sa che ora potete andare a dormire, Fellows… GRAZIE della solita pazienza, veh, oggi ne ho abusato davvero :-)…. Ora vi pianto un riassunto nel giardino scolpito laggiù e vi lancio dei saluti matrimonialmaratonamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

* Il primo matrimonio targato “Let’s Movie” si è tenuto il 3 settembre tra la Fellow Alice-Mare-e-Miele e il Fellow Ponyo, nell’archibugia Arco! Ora i Fellows piccioncini sono nello Sri-Lanka, poareti (!)… Ma tornano sicuramente per “Carnage”… 🙂

CARNAGE: Due ragazzini, sugli 11 anni, fanno a pugni in un parco cittadino. Uno ferisce l’altro: sangue, labbra gonfie e denti rotti. Ora i genitori della “vittima”, Penelope e Michael, invitano nel loro appartamento nei pressi dell’elegante quartiere di Park Slope, a Brooklyn, Nancy e Alan, i genitori del “bullo”, per chiarire la questione. Vorrebbero tutti onorare le buone intenzioni di Penelope, ma non esattamente per le stesse ragioni e non a qualsiasi prezzo.

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Let’s Movie XXVIII – Last Minute Let’s Movie II

Let’s Movie XXVIII – Last Minute Let’s Movie II

LMLM II, Last Minute Let’s Movie II, featuring Andy Phelbs, Mat, Fed FFF e la guest Renetta.

L’UOMO NELL’OMBRA (Vincitore dell’Orso d’Argento 2010 per la Miglior Regia)
di Roman Polanski
USA, Germania, 2009, ‘131
Supercinema Vittoria
Giovedì, ore 21:00/9:00 pm

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