Posts Tagged "Sundance Film Festival"

Let’s Movie LXIV

Let’s Movie LXIV

WINTER’S BONE
di Debra Granik
USA, 2010, 100’
Giovedì 7/ Thursday 7
Cinema Astra
21:00/9:00 pm
In lingua originale con sottotitoli/in English with subtitles

The-summer-is-magic Moviers,

Lo so, lo so, è il 3 aprile, l’estate è ancora lontana, la freddofregatura dietro l’angolo. Però è troppo bello scrivervi con le infradito ai piedi, lasciatemelo dire…

Ringraziamo il Fellow D per aver partecipato al Let’s Movie LXIII lunedì e aver salvato il Board dal deserto Moviers. Don’t worry, niente ramanzine: mi rendo conto che era lunedì, e il Monday tende ad essere traumanic (traumatic+manic) per tutti, Moviers in primis…
L’apprezzamento per il Fellow D è tuttavia da ridimensionarsi. Il Felllow non solo non mi aderisce alla politica Feed-the-Baby-Blog postando commenti e Movie-lines (come gli splendidi Anarco-zumi, WG Mat, Honorary Member Mic&Cap, Fed FFF e Andy the-Situation-Prestige-Phelbs fanno), ma si vanta di leggere le mail del vostro devoto Board “fino  in fondo” ― come se leggere le mail del vostro devoto Board “fino in fondo” fosse una tortura, non capisco…

Per vedere il film ci siamo mescolati agli studenti della facoltà di Sociologia ― io me la sono cavata BRILLANTEMENTE come matricolina non frequentante, ma far passare il Fellow D come uno studente 10 anni fuori corso è stata dura… 🙂
Sto BurlonBoard-scherzando ovviamente: l’ingresso era aperto a tutti!

Uh ma come mi è piaciuto “Bread&Roses”! Finalmente una Los Angeles che non è Bel Air e Santa Monica, limo e tacchi a spillo. Una Los Angeles che è West L.A. e Griffin Park, autobus e scarpe di tela. Una città piena d’immigrati chicani che non sognano Mikimoto e Chinese Theater, ma un lavoro onesto, e il rispetto dei propri diritti. La cosa  buffa è che questo splendido sguardo altro gettato sull’America Land-of-Plenty/Terra-della-cuccagna è di un regista britannico…! Fa specie, no? Ma forse sono proprio gli occhi distanti a salvarci dalla miopia…

L’America ne esce tutta ammaccata. Ma come?, ci chiediamo noi. Il paese più democratico dell’UNIVERSO che non riconosce il diritto dei lavoratori a unirsi? (Fyi, lo Statuto dei Lavoratori italiano è del 1970, applausi). Il paese più democratico dell’UNIVERSO che non concede la malattia, che licenzia per un ritardo? Ma come? Ecco, per me i “ma come?” sono la vittoria del cinema di denuncia quando il cinema di denuncia è fatto come si deve. I “ma come?” svegliano le coscienze attraverso la scienza, il sapere ― il cinema, come l’arte, è uno strumento preziossissimo, a prescindere che si apprezzino o meno il cinema/l’arte impegnati (io personalmente apprezzo).

Consiglio la visione di “Bread & Roses” ai miei guys di Los Angeles, Mario, Davide e Andrea, che hanno vissuto con me la città ― ma con loro anche tutti quelli che ci sono stati e l’hanno vista. Capiranno, ne sono certa.
A partire dagli autobus.
A Los Angeles l’autobus è guardato con ribrezzo ― non disprezzo, proprio ribrezzo. Se prendi l’autobus sei “white trash” ― con “white trash” i WASP della città definiscono la popolazione latina, o meglio, la popolazione non-white. Se abiti a Beverly Hills e prendi l’autobus sei un loser in lizza per il World Loser’s Award ― poi c’erano 4 italiani che stavano a uno sputo da Beverly Hills e lo prendeva per andare all’Opera, ma questa è un’altra storia…
Insomma, vedere l’occhio loachiano seguire così tante volte un mezzo di trasporto, ti fa capire quanto i dettagli, cinematograficamente parlando, NON siano mai solo dettagli. Un mezzo di trasporto, NON un mezzo di trasporto. C’è tutta una riflessione cine-sociologica dietro a quattro ruote.

Altro motivo per cui sto pensando di scrivere un’ode a Ken Loach? Be’, è stato in grado di scansare con gran classe quello che poteva diventare l’happy-ending più caramelloso della storia, pur riuscendo a farci uscire dalla sala (ehm dall’aula) con la speranza. Vi sembra poco, Moviers?? A me succede così di rado, che quando capitae finisco col consigliare il film a cine-cani&porci ― la speranza è merce rara, oggi più che mai.

E ora scusatemi, ma non posso proprio non spendere due parole per l’adorabile, talentuoso, adattissimo, giovanissimo, logoro-quanto-basta, splendidamente-zazzerato Adrien Brody, che il Board ha seguito per tutto il film con somma, sommissima gioia…. Francamente non se ne può più di Generali Decimo Massimo (la Fellow Fata Jes perdonerà), e belloni di cartapesta prestati al cinema (ma l’avete visto il tizio impostatissimo ― tale Taylor Lautner ― che recita insieme a Pattinson in “Twilight”?? Mamma mia, Ken di Barbie in confronto è il molleggiato…). Ady (il Board lo chiama così, nell’intimità…), cioè Adrien Brody, ha una delicatezza nel modo di recitare, ma anche una credibilità, che mi ricordano tanto la grazia di Marcello Mastroianni ― nessun paragone veh, solo una sensazione. Quella signorilità d’altri tempi, quell’acting puntuale e poco sbandierato che non sconfina mai nell’over-acting… Non è questione di bellezza. Forse di fisicità, forse di metafisica della recitazione ― si potrà parlare di metafisicità? Ma non di bellezza.

Riguardo al tema dell’immigrazione clandestina, se v’interessa approfondire, vi consiglio “Maria Full of Grace” e “Quando sei nato non puoi più tornare indietro” ― quest’ultimo è un film italiano, e lo consiglio perché i nostri scafisti non sono altro che la controparte intalo-albanese dei “coyotes” americo-messicani, i delinquenti che accompagnano i messicani oltre il confine statunitense in cambio di cifre altissime. In fondo  il concetto è quello: cambiano le modalità, ma lo sfurttametno dei poveracci è una pratica apolide.

Ma veniamo a noi… Questa settimana sono rimasta indecisa fino all’ultimo, ma poi il perfezionamento del vostro inglese ha avuto la meglio:

WINTER’S BONE
di Debra Granik

Programmato in lingua originale con i sottotili, “Winter’s Bone” rientra nel programma “Let’s Movie to Mister Brown – Lesson Number 1”. Because Let’s Movie cares about your English 🙂

Inoltre, per una volta, anche tutta la CREATE-NET population potrà aggregarsi…
So, this is a call for our Moviers, Aza, Joe, Chris, Richard, and all the English-speaking folks, please join us! Trento EVENTUALLY discovered the joys of screening movies in English with subtitles… Better late that never… 🙂

Un altro appuntamento che Let’s Movie è lieta di patrocinare è la visione di “BORIS – IL FILM”, organizzata dal WG Mat in concert with Andy the Situation Prestige Phelbs ― in arrivo dal varesotto apposta per l’evento. Per contribuire al prestige dell’iniziativa, che si preannuncia l’happening dell’anno, il Board invita tutti i Fellows interessati ad unirsi, e sta valutando di unirsi nonostante l’ignoranza in materia “Boris” (Confesso di non aver mai visto l’acclamatissima serie, ma riconosco che la colonna sonora di Elio vale da sola il prezzo del biglietto ― “Pensiero stupesce”. http://www.youtube.com/watch?v=OJZEsQSl4uE)

La Fellow Junior è già onboard, insieme al Fellow O’ Principe Ferdinando e il guest Paolo, il Duca di Lombardia.
La Boris night si terrà domani, lunedì 4, alle ore 21:30/9:30 pm al Cinema Astra ― per eventuali cambiamenti di programma dell’ultimo minuto, prendetevela pure con il WG Mat.
Ah, ed eccovi il trailer del film, http://www.youtube.com/watch?v=_x7ERlewURQ

Altra comunicazione: qualora non riceviate la mail domenicale, potete leggerla direttamente dal nostro Baby Blog, www.letsmovie.it ― io la pubblico subito dopo avervela mandata. Quindi d’ora in poi niente più sguardi “io non ho ricevuto la mail, come facevo a venire??”, tra l’angelico e il (fintamente) indispettito… Furfanti Fellows, il Board è più furfante di voi e ha un sistema (sottratto dal furfantissimo WG Mat a qualche Intelligence) che permette di monitorare chi legge e chi non legge la mail di Let’s Movie… Eh eh… Spiacente, ma il Big-Brother Board cannot be fooled. 🙂
Inoltre, visto che i disguidi con la posta elettronica sono stati sistemati (Fellow Gerri avvertito), non avete proprio più nessun tipo di scusa cui aggrapparvi. Spiacente x 2, ma il Board ha imparato dal DDT e stermina i problemi alla radice.

Prima di lasciarvi al vostro sonno domenicale (cominciato davanti a questo vostro schermo, I know), ci tenervo a dirvi una cosetta… Ricordate la citazione del pittore Fabio Guglielmi? “Amo la vita anche quando piovono sassi”? Ecco. Visto che questo periodo mi pare un po’ piovoso per tanti, mi piacerebbe che consideraste Let’s Movie come una specie di ombrello… Senza pretese, veh, giusto un riparo un po’ strampalato su cui far rimbalzare le sassate del quotidiano… Perché voi forse non lo sapete, ma per me siete proprio questo, i miei umbrella Moviers (molto Rihanna qui :-))…

E ora, dopo aver chiuso la parentesi lacrimevole, infilate il cine-pigiama e filate dritti a letto! Prima però sorseggiatevi ‘sto riassuntino che vi ho versato in calce e ‘sti saluti, che per oggi, tra sole vero e piogge metaforiche, sono metAeorologicamente cinematografici…

Let’s Movie
The Board

UN GELIDO INVERNO: La 17enne Ree è alla disperata ricerca del padre scomparso. L’uomo, che ha un processo in corso ed ha impegnato la casa di famiglia per pagare la sua cauzione, se non si presentasse al processo lascerebbe Ree, la madre malata e i fratelli più piccoli in mezzo a una strada. Per salvare la famiglia e scoprire che fine abbia fatto suo padre, Ree metterà a repentaglio la sua stessa vita, scontrandosi contro un muro di omertà, menzogne, sotterfugi e minacce.

Film vincitore del Grand Jury Prize Dramatic e del Waldo Salt Sceenwriting Award al Sundance Film Festival del 2010; vincitore dei premi per il Miglior Film e la Migliore Attrice Protagonista al Torino Film Festival e candidato a quattro premi Oscar.

WINTER’S BONE: With an absent father and a withdrawn and depressed mother, 17 year-old Ree Dolly keeps her family together in a dirt poor rural area. She’s taken aback however when the local Sheriff tells her that her father put up their house as collateral for his bail and unless he shows up for his trial in a week’s time, they will lose it all. She knows her father is involved in the local drug trade and manufactures crystal meth, but everywhere she goes the message is the same: stay out of it and stop poking your nose in other people’s business. She refuses to listen, even after her father’s brother, Teardrop, tells her he’s probably been killed. She pushes on, putting her own life in danger, for the sake of her family until the truth, or enough of it, is revealed.

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Let’s Movie XLVI

Let’s Movie XLVI

PRECIOUS
di Lee Daniels
USA, 2009, 109’
Mercoledì 1/Wednesday 1
21:00/9:00 pm
Astra

Moviers Figliol Prodighi,

Purtroppo questa settimana l’angolo ringraziamenti è chiuso al traffico. Purtroppo questa settimana il Board non ha nessun da ringraziare…

Ebbene sì, Moviers, giovedì scorso, per la prima volta dall’inizio di Let’s Movie (un anno tra qualche giorno!), il Board si è ritrovato all by himself-herself-themselves al cinema. Prima o poi sarebbe successo, né eravamo consapevoli. Solo che avevamo sempre confidato nella buona cine-stella…

E invece…

Di seguito le reazioni del Board:

  1. Trasformazione Lou Ferrigno/Hulk; doppie pistole sfoderate modello Lara Croft; caccia ai Moviers scuola Ispettore Callaghan col caso Scorpio
  2. Oh-povero-sventurato-miserabile-disgraziato-tapino Board, pugno sulla fronte e pessimismo cosmico che Leopardi in confronto è Fabrizio Corona

Dibattuto fra questi due estremi, intontito da una corsa al gelo pre-cinema, il Board prende posto in sala, chiedendosi se la bionda di mezz’età a poche poltrone di distanza sia anche lei un Board abbandonato di un qualche altro esperimento stile Let’s Movie di Trento ? capitemi, ero in piena crisi da insufficienza-Moviers… Poi il film/agonia ha inizio… 100 minuti di dialoghi fra due estranei che fingono (fingono?) di essere una coppia sposata da 15 anni. Ripercorrono tutti gli schemi e gli stadi che le coppie vivono durante la loro vita ? intesa, insoddisfazione, recriminazioni ? incontrando, durante il loro girovagare per i borghi toscani altrettante coppie (copie?) in varie fasi del loro rapporto (novelli sposi, coniugi mid-term, una coppia di vecchietti), e dando vita a una sorta di gioco di rifrazione spalmato su varie età. L’idea è buona, non c’è indubbio. Ma il modo con cui Kiarostami sceglie di svilupparla, mon Dieu, l’ammazza! Dopo poco (issimo), lo spettatore comincia ad accusare una fastidiosa sensazione di claustrofobia causata dal’onnipresenza dei due personaggi, e dai loro battibecchi esasperanti. Avete presente quando vi trovate davanti a una coppia arrivata al capolinea che non smette un istante di beccarsi? Ecco.

Di buono in “Copia conforme” ci sono la fotografia e le ambientazioni. Ma noi consideriamo il parlare di fotografia e ambientazioni l’ultima spiaggia della critica cinematografica ? oltre quello c’è solo il commento “è un film particolare” (qualcuno un giorno mi spiegherà cosa NON è “particolare” al mondo…). Di buono in effetti c’è anche l’ultima scena, dal punto di vista tecnico, intendo. Nessuno me ne vorrà se la descrivo ? immagino che il dvd di “Copia Conforme” non comparirà nelle letterine a Babbo Natale dei Moviers…

Nell’ultima scena c’è il marito che si guarda allo specchio, e noi spettatori siamo lo specchio (per capirci, lui guarda noi); alle sue spalle, una finestra spalancata (e questo lo segnalo per il cinefilo WG Mat, che apprezzerà…). La scena non solo ti risveglia dalla catatonia in cui sei scivolato, ma pone un sacco di domande! È lui che si rispecchia in noi, visto che noi siamo lo specchio? Oppure siamo noi che ci (ri)vediamo in lui? Lui è una copia nostra e noi siamo gli originali? Oppure siamo tutti quanti copie conformi? Oppure siamo tutti quanti originali? Oppure di originali non esiste nessuno? Oppure basta con gli oppure?

Insomma, come vedete, qualcosa il film di Solfamì Kiarostamì l’ha lasciato ? oltre a un prinicpio di ipotermia, dato che il riscaldamento al Cinema Vittoria, era fuori uso…

Vi confesso che in un momento di sconforto tra Hulk e Lara Croft, il Board ha pensato che Let’s Movie non avesse più ragion d’essere. Visto che lo scopo è quello di trascinare i Fellows fuori casa, e visto il fallimento… Poi però mi sono venuti in mente tutti Fellows che mi hanno avvertito per tempo della loro assenza (il WG Mat, l’Anarcozumi, la Giuly Giuls, il Fellow D e Andy The Situation Phelbs in visita) e mi sono detta, se i Moviers UNA sera non ce la fanno, se proprio non ce la fanno ? perché il mondo (Trento) è ostile, perché non c’è parcheggio, perché il film è di Solfamì Kiarostamì, perché la fuorì è un inferno di ghiaccio e qui dentro è un paradiso di scaldotti, be’ allora è il Board che deve fare la sua parte, e fare lo stoico. Altrimenti che razza di Board sarebbe?! Una settimana fa un Movier a cui sono vicina in questo momento poco done che sta attraversando, mi ha detto che il bello di Let’s Movie è che c’è. No matter what, lui sa che c’è. E sì, dico io. Sì, c’è, no matter what. In questo mondo di sabbie mobili, Let’s Movie è il vostro piccolo abuso edilizio di cemento cui potete aggrapparvi sempre… 🙂

E adesso, figlioli Moviers, tolgo la H da voi prodigHi e vi trasformo nei prodigi che siete… Ma vedete di smetterla col numero della sparizione, veh… Che il Board è magnanimo, ma voi dovete materializzarvi!!

Questa settimana proponiamo

PRECIOUS
di Lee Daniels

Il film ha ottenuto sei candidature agli Oscar 2010, finendo col vincere il premio per la migliore attrice non protagonista e per la migliore sceneggiatura non originale. Ma siamo ben più lieti che abbia suscitato l’interesse al Sundance, il nostro film festival preferito. Inoltre il Board aveva letto il romanzo da cui il film è tratto, “Push” di Sapphire, un meraviglioso pugno nello stomaco che siamo certi il film ricalcherà.

Vi aspetto eh, mi raccomando ? fate che l’Abominevole Board delle Nevi non scenda downtown… 🙂

Riassunto in calce, ora, e saluti prodigiosamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

PRECIOUS: A Harlem un’adolescente obesa e senza istruzione rimane incinta per la seconda volta. Viene invitata da un’assistente sociale ad entrare in una scuola alternativa con la speranza che frequentarla possa cambiare la sua vita.

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Let’s Movie XLII

Let’s Movie XLII

ANIMAL KINGDOM
di David Michod
Australia, 2009, 113’
Mercoledì 3/Wednesday 3
21:45/9:45 pm
Astra

Moviers, corazones di mi vida,

Do subitissimo il benvenuto alla new entry della squadra di CREATE-NET, Francesco detto Fra(nz) (NZ per distinguerlo dall’altro Fra, il nostro Movier di casa Capozzi) e di Sara, sua moglie.

Welcome on board,  new Fellows! (Come avrete notato, in questo periodo il parlato del Board accusa delle strane interferenze spagnoleggianti, e ama ricorrere all’incoraggiamento iberico “Andale Andale Andale!”).

Mercoledì scorso la sala dell’Astra coi famosi divanetti dell’ammmooore ha ospitato una mega crew di Moviers-in-love! Ringraziamo Andy The Sitution Phelbs, sceso dall’aereo e arrivato dritto a Let’s Movie trolley-munito (con Board e Anarco-zumi hostess d’eccezione); il WG Mat rimessosi nell’ordine delle idee che a Let’s Movie vige l’obbligo di frequenza; l’Anarco-zumi, addirittura in anticipo (l’Anarco-zumi in anticipo non si vedeva dai tempi dell’ultimo concerto di Renato Zero); e in pieno stile Let’s Movie on-the-move, il Sergente Fed FFF (back on call!), la Fellow Fata Jes e il Fellow D ? quest’ultimo reo di aver costretto la Fata in una picchiata olimpica per rimediare al proprio ritardatarismo cronico.

Una sfida sportiva ai limiti dell’umano potrà FORSE ripulire la Let’sMovie-coscienza del Fellow Iak-the-Mate dall’onta dell’assenza…

Il Board gongola ancora per il successo che HOWL ha riscosso tra i chicos Moviers… Le aspettative, per una volta, non sono state disattese. Consigliamo caldamente di leggere il commento postato dall’Anarco-zumi: riassume alla perfezione i punti di forza di un film che vince una sfida tostissima: raccontare LA Poesia raccontando UNA poesia attraverso il racconto di un poeta. Lo spettatore si muove benissimo lungo il percorso formale del film, percorso che è triangolare nella forma, reale-immaginifico nel contenuto ? percorriamo il segmento della vita di Ginsberg, il segmento del processo al poema, il segmento di “Howl” in una progressione strutturalmente regolare ed equilibrata. Ho trovato felicissima la scelta caduta sul linguaggio animato per tradurre in immagini grafiche le immagini immaginate che proliferano nel testo “Howl” ?  scelta tanto azzardata quanto azzeccata, a mio avviso: l’animazione mantiene quella fluidità sintetica unica e inspiegabile che caratterizza le immagini evocate dalla poesia. Non è questione di visionarietà ? God, quanto si è abusato di ‘sto termine nella critica cinematografica??! A me piace parlare di flusso figurativo, concatenazione d’immagini nate nella poesia e sbocciate nel film in ricercatissimi fotogrammi animati (alcuni shots erano davvero dei piccoli capolavori artistici)… Insomma, tutto molto done… Come dimenticare foreste falliche, corpi nudi elettrizzati colti in amplessi acrobatici, stazioni deserte e druggies agonizzanti sotto cieli in fiamme? Come dimenticare i c***i dei nonni dell’Arkansas?!?

Molto done anche le chiacchiere post-proiezione al sapor di passito e merlot…

Questa settimana il Board è intrigato dalla prospettiva di afferrare la mazza e demolire la famiglia Mulino-Bianco, mattone dopo mattone, proponendovi

ANIMAL KINGDOM
di David Michod

ANIMAL KINGDOM si è aggiudicato il premio come miglior film al Sundance Film Festival lo scorso gennaio, e venerdì è stato presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Roma, dove ha raccolto l’entusiasmo della critica. I Moviers non vorranno mica farsi scappare questa pellicola a metà strada fra il thriller poliziesco e il dramma psicologico con alto tasso di tensione cerebrale?? (Questo che sento è silenzio assenso, vero Moviers?!?!).

Muchas graçias, guapos Fellows, riassunto in calce e saluti ibericamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

ANIMAL KINGDOM: Josh rimasto solo, dopo la morte della madre, è costretto a trasferirsi da sua nonna e dai suoi zii. E’ il violento ingresso di Josh nella vita adulta, che per lui sarà la vita del clan familiare, un clan di gangster pericolosi, i suoi zii, che rispettano solo la forza, come nel regno animale. Josh è ancora giovane e debole, e cerca di mantenersi ai margini. Ma quando la polizia, per vendetta, uccide il più vulnerabile dei sui zii, si ritrova nel bel mezzo del conflitto.

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Let’s Movie XLI – Cambio di programma!

Let’s Movie XLI – Cambio di programma!

Infrasettimanali Moviers,

Cambio di programma, per non lasciarvi dormire sugli allori, eh eh ? tranquilli comunque, giorno e ora, rimangono invariati.
Il Multisala Modena ha pensato bene di terminare la programmazione di “Figli delle stelle” questa sera ? nonostante il Board avesse telefonato domenica sera per farsi confermare la proiezione di domani (il bello è che gliel’avevano confermata)… Ma non tutto il cine-male viene per nuocere… L’ Astra ? the Saver ? propone un film che il Board aveva iper-sperato raggiungesse Trento, lo scorso febbraio, quando l’avevano presentato al Sundance Film Festival…
Pertanto è con estremo solluchero letterario che domani sera proponiamo

L’URLO
di Jeffrey Friedman e Rob Epstein
USA, 2010, 90’
Cinema Astra, Corso Michelangelo Buonarroti 16
Mercoledì/Wednesday 27
21:00/9:00 pm

Il film racconta la vita di Allen Ginsberg, il poeta della beat generation, e il suo capolavoro “L’Urlo/The Howl”… Mi rendo conto che “Figli delle stelle” era più nazionalpopolare, ma questo film, Moviers, mi è piovuto dal cielo come un dono inaspettato… Quindi Fellows, fate uno sforzo per il vostro Board e raggiungetemi, please.
(Ah il City-Lights Mate Yak-the-Mate NON può mancare!).

Per una volta, in calce, oltre al riassunto, l’incipit della poesia “L’urlo” in italiano (per il resto consigliamo la traduzione dell’amata Fernanda Pivano), e il link al testo in inglese.
Andale Beat-Fellows, andale andale andale… Vi aspetto!

Let’s Movie
The Board

THE HOWL: Nella San Francisco del 1957, un capolavoro di letteratura americana fu portato sul banco degli imputati. La storia è raccontata principalmente su tre piani di lettura: il processo, la riabilitazione del giovane Allen Ginsberg, e il poema stesso, animato da alcuni graphic novelists, e dal collaboratore di Ginsberg, Eric Drooker con il suo immaginario beat.

L’urlo

Ho visto le migliori menti della mia generazione
distrutte dalla pazzia, affamate, nude isteriche
trascinarsi per strade di negri all’alba in cerca di droga rabbiosa
hipster dal capo d’angelo ardenti per l’antico contatto celeste
con la dinamo stellata nel macchinario della notte,
che in miseria e stracci e occhi infossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua
fredda fluttuando nelle cime delle città, contemplando jazz
che mostravano il cervello al Cielo sotto la Elevated
e vedevano angeli Maomettani illuminati barcollanti su tetti di casermette
che si accucciavano in mutande in stanze non sbarbate bruciando denaro nella spazzatura
e ascoltando il Terrore attraverso il muro
Ho visto le migliori menti della mia generazione che mangiavano fuoco in hotel ridipinti
o bevevano trementina in Paradise Alley, morte, o si purgatoriavano il torace
notte dopo notte con sogni, con droghe, con incubi a occhi aperti, alcol e cazzo e balle-sballi senza fine,
che vagavan su e giù a mezzanotte per depositi ferroviari cheidendosi dove andare, e andavano, senza lasciare cuori spezzati,
Ho visto le migliori menti della mia generazione
che trombavano in limousine col cinese di Oklahoma su impulso invernale mezzonotturno illampionata pioggia di provincia,
che ciondolavano affamate e sole per Houston cercando jazz o sesso o zuppa,
e seguivan quel brillante spagnolo per coversar d’America e d’Eternità, tempo sprecato, e poi via per nave in Africa…

http://www.wussu.com/poems/agh.htm

My larger-than-life Moviers,

Di seguito la sfilza di nuovi Fellows a cui sono fiera di rivolgere il nostro “Welcome-On-Board!”
La Fellow veneziana Leda, responsabile dell’esclusiva succursale “Let’s Movie” di Venezia, nell’ambito del progetto “Let’s Movie conquista la laguna”.
Il Fellow Richard della squadra CREATE-NET ? Richard, Let’s Movie speaks in Italian with some English interspersed… It is part of the insanity I mentioned… Hope you’ll get used to it 🙂
I Fellows Alessandra, Dimitri, Arianna e Irene, gentilmente e alacremente reclutati dalla nostra irriducibile Anarco-Zumi, che sarà anche una terrorista sobillatrice dalla molotov facile, ma quanto al Movier recruitment è una fuoriclasse senza pari…

Junior Fellows, adesso dovete prendere esempio dai Senior Fellows vostri compagni, che nella giornata di giovedì ? giovedì 21 ottobre, anno dominini 2010, segnatelo ? hanno GREMITO la galleria del Supercinema Vittoria (confesso che mai avrei pensato di utilizzare “GREMITO” per Let’s Movie…).

Ringraziamo la Fellow Fausta, la mia amata Irrequieta 1, di cui tanto ho sentito la mancanza; il Fellow Mat, finalmente rientrato tra le file Let’s Movie dopo una parentesi di impegni farlocchi; il Fellow D, arrivato all’ultimo nanosecondo in pieno stile Movier-on-the-move scampando per un soffio al provvedimento disciplinare; l’Anarco-Zumi, che non parla strano e che sta bene anche col ciuffetto; la Fellow Giuly Giuly, bike-munita e splendidamente tipsy dopo un aperitivo di compleanno, e pure accompagnata dalla mamma (perdoniamo il Fellow Prof. Pilo,costretto  a casa con un PILO di compiti da correggere); e il clan dei Fellows (Ex)ZucchErini Alice Mare-e-Miele, Antonio detto Ponyo e Viviana detta Vi ? il Board si è precipitato verso di loro con scatto invasato, tanto è stato lo stupore di vederli FINALMENTE materializzati a Let’s Movie (figuratevi quando la Fellow latitante Paola Cavalla-Pazza-Cavalleri si presenterà…). Apprezziamo anche la buona volontà del Sergente Fed FFF, costretto a casa da un raffreddore nemico. E rimaniamo perplessi dalla diserzione di un Narco-Doc ? tu quoque, Doc?!

Moviers, sappiate che il Board ha dovuto ricacciare indietro una lacrima di commozione ? il Board deve pur sempre mantenere un contegno… Non è riuscito invece a nascondere il solito sorriso inebetito…
I am SO SO PROUD, Fellows. SO SO PROUD! You are really larger than life, Moviers!…

Mi spiace un po’ che “Gli amori folli” non abbia riscosso troppo successo tra voi… In realtà il Board si assume la responsabilità di non avervi comunicato il titolo originale del film, “Les Herbes Folles”, qualcosa che potremmo tradurre in italiano con “Le erbe matte”… Dico che il titolo è importante perché sintetizza il film e spiega i continui riferimenti visivi a prati, campi e ciuffi d’erba, che a mio avviso parlano dell’imprevedibilità degli eventi, dei gesti umani, e delle reazioni umane anche…
I due protagonisti si incontrano per caso, e per caso nasce una storia-non-storia assurda e incomprensibile che articola benissimo l’assurdità e l’icomprensibilità di certe relazioni umane. Resnais estremizza il tutto e costruisce una commedia surreale scomponendo i piani temporali e  spaziali, per questo la sensazione nel Movier-spettatore è di straniamento. Non dimenticate che la follia è centrale nel film, e come renderla al meglio se non spargendola qua e là (come semi d’erba? Semi di follia??) nelle battute “strane” , nei gesti “strani” dei personaggi? Pensate a George, borghese qualunque che ha pensieri costanti sull’omicidio e squarcia gomme di automobili, o Marguerite, dentista che sogna l’aviazione efinisce per innamorarsi di un mitomane…).
O pensate a un finale che ci/vi ha lasciato tutti speechless (bellissime le vostre facce di stucco!), e che parla dell’illogicità (alogicità?) delle cose … “Mamma, quando sarò un gatto mangerò croccantini?”. La battuta ? che finirà immediatamente parcheggiata tra le MovieLines, non appena il WG Mat si deciderà a costruircelo ? ci spiazza perché sembra piovuta dal cielo, perché non capiamo… Ma quante cose ci capitano che sembrano piovute dal cielo e che non capiamo? …Pensateci… C’est la folie de la vie… La poetica dell’“out-of-the-blue”… Forse la domanda della bambina non è poi troppo assurda, dopo tutto…
E, piccolo consiglio del Board: non frugate troppo i finali in cerca  di una fine e di un fine a tutti i costi…

Dopo il solito spiegone concilia-sonno, passiamo al film della settimana…

FIGLI DELLE STELLE
di Lucio Pellegrini

Qualcuno storcerà il naso davanti al Modena (a ragione, peraltro, visto il tanfo patatina-popcorn), ma cerchiamo di essere resilient Moviers… Il Board ha scelto questa commedia (COMMEDIA) perché da sempre attratto dai personaggi donchisciotteschi, dalle armate Brancaleone sconclusionate, dai gruppi di bislacchi tipo “Soliti ignoti” che sono degli inconcludenti ma pieni di una dignità di fondo che allarga il cuore… Il regista li ha definiti “Un’improbabile banda di brave persone, ma del tutto incapaci, tragici antieroi e sognatori sfigati al limite dell’autodistruzione”… Stiamo a vedere…

Allora vi aspetto tutti… Ora che il Board si è abituato alle vacche grasse del GREMITO non vorrete mica farlo tornare alle vacche magre del FUGGI FUGGI?!?!
Ringraziandovi sempre, my cute-super-cute naughty Moviers, riassunto in calce, e saluti sbalorditivamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

FIGLI DELLE STELLE: Un giovane portuale del nord-est d’Italia, un professore trentenne disoccupato che sbarca il lunario facendo il pizzaiolo, un rivoluzionario radical-chic, un’aspirante giornalista tv ed un uomo appena uscito di galera, delusi dalla loro vita ed in preda alla passione antipolitica, decidono di rapire un politico, di chiedere un riscatto e, con i soldi ottenuti, risarcire la moglie della vittima di un incidente sul lavoro. Sono un gruppo improvvisato e totalmente incompetente, che fallisce del tutto la missione: anzichè rapire il ministro, prendono un oscuro sottosegretario. Braccati da tutti, incapaci di gestire la quotidianità e di concepire una vita da clandestini, consapevoli di aver rapito una brava persona ma allo stesso tempo elettrizzati dall’adrenalina, il nostro gruppetto di improvvisati si troverà alle prese con una missione difficile che finirà per rivelarsi del tutto impossibile. “Figli delle stelle” racconta l’assurda convivenza tra un gruppo di rapitori improbabili e un politico stupito e incredulo, e lo fa stando vicino ai suoi protagonisti con uno sguardo dolceamaro, comico e sentimentale e una mescolanza di toni che si ispira alla grande lezione della Commedia Umana, ottenendo così una commistione tra la miglior commedia italiana del genere “I soliti ignoti” e la comicità surreale dei fratelli Coen.

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